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lunedì 27 settembre 2021

Recearticolo - Supernatural stagioni 8 e 9

Continua la mia panoramica sulla serie televisiva Supernatural, proseguendo dai post precedenti (in cui ho scritto delle stagioni dalla 1 alla 7) e ricordandovi che pur essendo puntate andate in onda ormai già da qualche anno, per qualcuno potrebbe trattarsi di storie inedite… quindi: attenzione!
Avviso SPOILER!
Volete andare avanti a leggere?
Ok, iniziamo.
Come avevo accennato nell’ultimo post sul telefilm, la serie ha “perso” il suo creatore Eric Kripke a partire dalla stagione 6, che era stata come un nuovo punto di partenza, e per certi versi anche l’ottava ha qualcosa di simile a livello di trama, con la differenza che le ripercussioni saranno più a lungo termine e volte a creare una storia più estesa nelle future stagioni.
La stagione numero 8 parte con un nuovo salto temporale di un anno, periodo che Dean ha trascorso in purgatorio e Sam, vivendo da persona normale, abbandonando la caccia. La prima puntata (la numero 150 dell’intera serie) inizia con il ritorno di Dean e il suo ricongiungimento con Sam per cercare Kevin scomparso da mesi, rivelando inoltre la rabbia di Dean per il comportamento del fratello: lo “condanna” a non averlo cercato e  non essersi nemmeno occupato del giovane profeta che potrebbe essere nel peggior tipo di guai.
Contemporaneamente, attraverso una serie di flashback viene mostrato cosa hanno fatto i due fratelli mentre erano separati. Si tratta di un espediente efficace perché in breve vengono fornite le informazioni essenziali: Dean è tornato grazie all’aiuto di Castiel e del vampiro Benny (Ty Olsson) –  conosciuto in Purgatorio e suo “ospite” per il ritorno – ma l’angelo è rimasto indietro; Sam ha vissuto come tuttofare in un motel, innamorandosi di Amelia  Richardson (Liane Balaban), ma dovendola lasciare per il ritorno del marito di lei creduto disperso in Afganistan. Due sottotrame non essenziali e che non avranno molto peso sullo svolgersi della stagione, eccetto il litigio tra i Winchester per le rispettive scelte.
Con il ritrovamento di Kevin parte la trama principale della stagione: Crowley è in possesso di un altro pezzo della Parola di Dio, la tavoletta demoni e Kevin, con un doppio gioco mentre era suo prigioniero, ha scoperto che è possibile chiudere per sempre le porte dell’Inferno e bloccare la venuta dei demoni sulla Terra. Questo diventa quindi l’obiettivo dei Winchester, che mettono Kevin al sicuro da Garth in una sorta di “protezione testimoni” in modo che possa tradurre al più presto possibile l’incantesimo sulla tavoletta.
Gli episodi che deviano da questa trama sono perlopiù incentrati sul rapporto (ancora una volta) incrinato tra Sam e Dean, però uno fornisce anche elementi che andranno ad arricchire e ampliare la mitologia della serie.
In Di padre in figlio viene infatti introdotto Henry Winchester (Gil McKinney) nonno paterno dei fratelli e anche lui collegato al soprannaturale. Prima di scomparire misteriosamente era infatti un membro degli Uomini Di Lettere, una società segreta volta a studiare, collezionare e affrontare tutto ciò che riguarda il paranormale e a servirsi dei Cacciatori come “braccio” per la loro “mente”, ed era intenzionato a passare questo ruolo al figlio John e di conseguenza ai figli di lui. Questa rivelazione mostra come il destino di Sam e Dean è sempre stato legato al soprannaturale, avendo ereditato questo fardello da entrambi i rami della famiglia. I due si ritrovano così a essere gli ultimi Uomini Di Lettere viventi e prendono possesso del loro bunker a Lebanon, in Kansas diventando per il resto della serie la loro casa e base ufficiale per la lotta alle varie minacce.
In questo stesso episodio viene anche introdotto un nemico ricorrente: Abbadon (interpretata da Alaina Huffman), un Cavaliere dell’Inferno che entra in conflitto con Crowley per la reggenza degli Inferi.
Nel frattempo ritorna anche Castiel e si scopre che è stato salvato dal Purgatorio dal nuovo “capo” del Paradiso: Naomi (Amanda Tapping), un angelo di alto livello che riesce a manipolare la mente di Castiel, alterando i suoi ricordi e a manovrarlo come un burattino.
Anche i Winchester hanno fatto una scoperta importante: grazie alla traduzione di Kevin sanno che per chiudere l’Inferno bisogna affrontare tre prove e anche se Dean si offre di farlo, tocca poi a Sam assumersi quel compito.
Le loro strade si incrociano quindi con Meg e il Castiel sotto controllo e rinvengono un'altra tavoletta della Parola di Dio denominata angeli. Naomi, intenzionata ad appropriarsene, tenta di convincere Castiel a uccidere Dean, ma le parole dell’amico e il contatto con la tavoletta lo fermano e riescono a liberare l’angelo dal controllo di Naomi. Libero di agire, Castiel scappa con la tavoletta, intuendo la necessità di difenderla da tutti; la battaglia però prosegue con l’arrivo di Crowley, intenzionato a sua volta a prendere la tavoletta angeli e i Winchester riescono a scappare solo con il sacrificio di Meg, segnando la sua morte e l’ultima apparizione nella serie.
La stagione si avvia verso la conclusione e mentre Sam, rimanendo provato nel fisico, e Dean procedono a scoprire e compiere le prove per chiudere l’Inferno, trovano Metatron (Curtis Armstrong) lo scriba che ha materialmente scritto le tavolette con le volontà di Dio prima che se ne andasse e si è rifugiato sulla Terra, leggendo ogni storia concepita dall’umanità, per restare lontano dal Paradiso e dallo scompiglio causato dagli altri angeli. 
Intanto Naomi sguinzaglia i suoi angeli per rintracciare Castiel e la tavoletta finché lo ritrova e lo tortura. Crowley fa la sua comparsa a sorpresa e riesce a mettere in fuga Naomi e ad appropriarsi della tavoletta angeli nascosta nel corpo di Castiel. La sua vittoria ha però breve durata: Sam e Dean scoprono che l’ultima prova consiste nel curare un demone, così riescono con l’inganno a catturare Crowley e a riprendere la tavoletta angeli. Sam si appresta a compiere l’ultima prova, fare trasfusioni del suo sangue a Crowley per poi esorcizzarlo, ma più procede più sente che sta per morire. Soltanto l’arrivo di Dean, avvertito da Naomi per mostrare la sua buona fede, riesce a bloccare il fratello dal compiere il suo sacrificio, ma è comunque troppo tardi: il suo fisico è compromesso in maniera irreparabile.
Anche Metatron però ha un suo losco fine e avvicinando Castiel con il falso intento di farsi aiutare a portare la pace in Paradiso, mette in realtà in atto un incantesimo che ha altri esiti. Quando Castiel lo scopre è troppo tardi: Metatron è giunto in Paradiso, ha ucciso (temporaneamente) Naomi e rubando la grazia di Castiel completa l’incantesimo facendo cadere sulla Terra tutti gli angeli come vendetta per averlo costretto alla fuga.
Così, mentre Dean ribadisce a Sam di non poter mai scegliere la sua morte per sconfiggere il male e Castiel si ritrova mortale, alzando gli occhi al cielo vedono cadere migliaia di meteore infuocate: sono gli angeli espulsi dal Paradiso.
La stagione nove si riallaccia direttamente al finale della precedente e mentre gli angeli caduti iniziano a possedere corpi-tramite sulla Terra, Dean prega per salvare la vita a Sam, in punto di morte a seguito delle tre prove pur non avendole concluse. Alla sua richiesta risponde l’angelo Gadreel (Tahmoh Penikett) che con l’inganno e mentendo sulla sua reale identità, possiede il corpo di Sam per curarlo dall’interno. La messa in scena dura fin quando i Winchester non ritrovano Castiel, che diventato umano e costretto a vivere come tale procurandosi cibo e soldi, rivela ai fratelli la vera identità dell’impostore in Sam. A quel punto si rifà vivo anche Metatron, a sua volta sfruttando la situazione di Gadreel nel corpo di Sam, lo porta dalla sua parte svelandogli il suo piano: intende ricostruire il Paradiso secondo le sue regole e diventando il nuovo Dio, tutto ciò reso possibile dal possedere la tavoletta angeli che gli fornisce poteri quasi divini.
Sam/Gadreel comincia così a uccidere per conto di Metatron e la sua prima vittima è Kevin, lo scriba infatti non vuole tra i piedi un profeta in grado di leggere ciò che lui ha trascritto. Quando però comincia a prendere di mira altri angeli, Dean con l’aiuto di Castiel e di Crowley (ancora loro prigioniero) riesce a liberare Sam rimettendo Gadreel nel suo tramite precedente.
A questo punto si ripete la classica diatriba tra i fratelli Winchester: Sam è infuriato perché Dean non lo ha lasciato morire e anzi ora dovrà convivere con gli orrori compiuti mentre era posseduto; Dean si infuria perché il fratello ammette che al suo posto lui lo avrebbe lasciato andare. C’è quindi l’ennesima (provvisoria) divisione tra i due, che porta Sam a essere curato da Castiel dalle ferite residue delle tre prove, mentre Dean stringe un alleanza con Crowley per sconfiggere Abbadon che intende diventare regina dell’Inferno.
Quest’ultima sottotrama è rilevante perché porta un nuovo pezzo nella mitologia nonché un elemento che avrà ripercussioni anche sulle prossime stagioni. Fidandosi di Crowley, Dean incontra Caino (Timothy Omundson), il biblico primo omicida, in possesso del marchio di Caino e della Prima Lama, l’unica arma in grado di uccidere Abbadon, un cavaliere dell’Inferno dell’ordine che lo stesso Caino ha creato secoli prima. Dopo averlo messo alla prova, Caino gli cede il marchio avvisandolo che sarà un duro fardello da portare e Crowley si occupa di rintracciare la Prima Lama. Questa breve alleanza, segna la liberazione di Crowley dai Winchester, ma anche quanto sia diventato dipendente dal sangue che lo sta intossicando come una droga, facendogli provare sentimenti umani e un spiccata simpatia per Dean.
Quando le mosse di Abbadon si fanno talmente minacciose da mettere alle strette anche Crowley, Dean e Sam si riuniscono e con la Prima Lama recuperata dal demone, uccidono la nemica, ma quel primo omicidio accende un legame tra marchio e arma e una sete di sangue nel maggiore dei Winchester difficile da tenere a bada.
Prima di arrivare al gruppo di episodi finali, ne menziono alcuni interessanti sia legati che slegati dalla trama principale. In Ritorno ad Oz oltre a riportare in scena Charlie, viene reso noto che Dorothy Gale era una cacciatrice e figlia di Frank Baum , l’autore del famoso romanzo, nonché un Uomo di Lettere; ne L’uomo Ombra compaiono per l’ultima volta i Ghostfacer Ed Zedmoore e Harry Spangler e credo il secondo caso in cui non c’è una minaccia soprannaturale da combattere; infine ne Il nuovo Leader gli autori giocano ancora con la meta narrazione e Metatron, fissato con la scrittura e le storie di finzione, scrive l’intero episodio, dando allo spettatore l’impressione che tutto si svolga secondo il suo piano e suggerendoci anche che l’arcangelo Gabriele non è veramente morto nella stagione 5.
Piccola menzione a parte è l’episodio Legami di Sangue che segna il primo tentativo di creare uno spin-off (serie derivata) per lo show. Purtroppo la trama a metà tra Romeo e Giulietta e Il Padrino non ha convinto la CW e non fu mai prodotta una serie.
Dal fronte dei personaggi, compare per l’ultima volta la mietitrice Tessa, mentre vengono introdotti
Alex Jones (Katherine Ramdeen) prima figlia adottiva di Jodi Mills e Donna Hascum (Briana Buckmaster) uno sceriffo in futuro sempre più legata al gruppo di alleati dei Winchester. 
Con l’approssimarsi del finale, le varie fazioni di angeli che si sono date battaglia durante tutta la stagione si ritrovano dimezzate, Castiel riesce a rubare da un altro angelo la Grazia e recupera così i suoi poteri, mettendosi a capo di una cospicua fazione diretta rivale di Metatron. D’accordo con Sam e riluttante quanto lui, concludono che la Prima Lama è l’unico mezzo per fermare lo scriba, però Metatron intende portare a conclusione la sua impresa di diventare Dio, e dopo aver portato gli angeli di Castiel dalla sua parte, si mostra tra gli esseri umani e compie miracoli per venire adorato.
Gadreel si redime e dopo aver permesso a Castiel di accedere al Paradiso, dove si trova la maggior parte degli angeli condotti lì da Metatron per ubbidire ai suoi ordini, viene imprigionato con lui, ma si uccide per liberare Castiel e permettergli di sconfiggere Metatron.
Sulla Terra intanto Dean raggiunge lo scriba, ma viene sopraffatto e ucciso davanti a un impotente Sam. Soddisfatto, Metatron torna in Paradiso convinto di aver sconfitto anche Castiel, ma quest’ultimo grazie a uno stratagemma lo smaschera e tutti gli angeli sentono direttamente dalla sua bocca il suo coinvolgimento diretto nella loro caduta solo per assecondare il suo piano. Dopo aver distrutto la tavoletta angeli, Castiel lo rinchiude in prigione in Paradiso e si riguadagna così la fiducia di molti suoi fratelli e sorelle angeli.
Nelle scene finali, distrutto dal dolore, Sam evoca Crowley per costringerlo a resuscitare il fratello, ignaro che il demone sia già nella stanza di Dean, dove dopo avergli posto la Prima Lama sul petto, svela che il marchio e la lama non gli permettono di morire e Dean si risveglia con gli occhi di un demone.

giovedì 19 agosto 2021

Recearticolo - Supernatural stagioni 6-7

Come avrete capito dal titolo torno a parlarvi di una delle serie a tema fantastico/horror/soprannaturale più longeve della TV: Supernatural.
Tempo fa in questo post SUPPERNATURAL 1 e 2 avevo parlato delle prime due annate dello show, mentre in questo post SUPERNATURAL 3-5 di quelle dalla 3 alla 5, ora proseguo con quelle successive e vi avverto che se non le avete ancora viste siete a rischio SPOILER.
Decidete voi se continuare nella lettura.
Fatto?
Bene.
In precedenza avevo spiegato l’idea originale di Eric Kripke, il creatore di Supernatural, di portare avanti una trama spalmata su 5 stagioni che formavano un’unica storyline e in seguito a l’intenzione della rete televisiva CW di proseguire, la scrittura e la direzione della serie è passata in altre mani, trovando nuovi modi di utilizzare la mitologia già stabilita, provando ad ampliarla e svilupparla, non sempre con esiti soddisfacenti. Vedendo queste prime stagioni del post-Kripke ho avuto inoltre l’impressione che non ci fosse l’idea di una lunga trama già pianificata, come nelle precedenti, solo più avanti sono riusciti a creare una storia più coesa invece che unicamente stagionale.
La sesta stagione inizia un anno dopo gli eventi del finale della quinta, e per certi versi ha in comune con la prima la sensazione generale di dover reimpostare un po’ tutta la situazione, una sorta di nuovo punto di partenza. Ritroviamo Dean a condurre una vita normale con Lisa e Ben, ignaro che Sam è tornato in vita e in una sorta di parallelismo inverso con il primo episodio della serie, sarà proprio quest’ultimo a riportare il fratello alla vecchia vita da cacciatore.
Dopo aver rivelato di non sapere come è potuto uscire dalla gabbia che lo imprigionava con Lucifero e Michele, Sam fa un’altra rivelazione: anche nonno Samuel Campbell è di nuovo tra i vivi. Da questo punto iniziano i misteri che Dean cercherà di svelare, fino a scoprire che Crowley ha resuscitato nonno Samuel e Sam è tornato in vita senza l’anima; inoltre, per poterla riavere, i Winchester sono costretti a lavorare per l’ex-demone degli incroci, ora diventato Re dell’Inferno, catturando esemplari Alpha dei mostri contro cui combattono da sempre, con l’obbiettivo di riuscire a trovare una via per il Purgatorio, luogo dove finiscono le anime dei mostri e per il quale Crowley ha dei progetti.
Ovviamente l’accordo non va a buon fine, Samuel vende i nipoti a Crowley per riavere in vita Mary e alla fine viene ucciso. Dean riesce comunque a riavere l’anima di Sam, ma solo grazie all’intervento di Morte, che erige anche un muro mentale per impedire al ragazzo di diventare pazzo dovendo ricordare l’esperienza vissuta nella gabbia con Lucifero.   
Contemporaneamente viene inserita e portata avanti un’altra trama, che spesso si interseca con gli altri episodi, riguardo a Castiel e a come si è trovato a dover gestire gli angeli dopo il vuoto di potere conseguente la sparizione di Dio e la mancata Apocalisse. Il suo diretto rivale è l’Arcangelo Raffaele (interpretato da Demore Barnes e Lanette Ware) il cui obbiettivo è diventare il nuovo capo del Paradiso e mettere in atto l’Apocalisse come stabilito, ovviamente la loro lotta coinvolge anche i Winchester.
Tra gli episodi slegati dalla storyline, ma comunque particolari, cito: Tutti pazzi per Twilight, dove i Winchester devono “affrontare” la nuova enorme popolarità dei vampiri in seguito ai best-sellers di Stephanie Mayer; Se ci credi batti le mani! che tra rapimenti alieni e fate omaggia la famosa serie X-Files; Attori per forza dove nella tradizione meta-fiction della serie i due protagonisti si ritrovano nel mondo reale e costretti a interpretare i ruoli di Jensen Ackles e Jared Padalecki – attori che recitano nella serie Supernatural e che racconta le gesta dei Winchester – e come al solito sarà un modo per parodiare il mondo dello show business e della vita reale dei due, con attori che interpretano parte della troupe e la presenza di Genevieve Cortese, interprete di Ruby nelle passate stagioni e reale moglie di Jared Padalecki.
Un altro elemento introdotto e poi portato avanti nelle stagioni successive è lo strano rapporto di attrazione tra Castiel e il demone Meg, da ora una sorta di nemica/amica dei Winchester.
Il punto di svolta nella stagione arriva con la liberazione dal Purgatorio di Eva (Julia Maxwell) la madre di tutti i mostri, la quale ha capito il proposito di Crowley: dato che le anime sono una fonte di energia potente, intende usare tutte quelle dei mostri morti uccisi negli anni per poter acquisire ancora più potere.
Nel corso degli ultimi episodi della stagione molto di ciò che era stato rivelato assume una nuova prospettiva, mostrando importanti retroscena. Dean e Sam scoprono che Crowley non è l’unico a volere tutto quel potere, ma anche il loro amico Castiel ne ha bisogno per poter sconfiggere le armate di Raffaele. L’angelo è stato il responsabile della resurrezione di Sam e trovandosi in difficoltà in Paradiso, invece che rivolgersi a Dean che conduceva una vita normale, ha stretto un accordo con Crowley e ora entrambi collaborano per avere Eva con cui raggiungere il Purgatorio e le anime.
Nel finale, dopo una serie di doppi giochi e tradimenti, Sam si ritrova con la mente in frantumi dopo la caduta del muro di Morte e allucinazioni di Lucifero che gli fa credere di non essere mai tornato in vita; Dean è obbligato ad abbandonare per sempre Lisa e Ben, cancellando la loro memoria, dopo che Crowley li ha rapiti e quasi uccisi; Castiel smascherato dai Winchester,  e comunque intenzionato a portare avanti il suo piano, lascia che uccidano Eva, porta il cadavere a Crowley, ma non rispetta i patti con lui e assorbe le anime del Purgatorio.
La stagione si chiude con un Castiel inebriato dal potere acquisito, che dopo aver ucciso Raffaele, pretende di essere il nuovo Dio e che Sam, Dean e Bobby si inchinino per adorarlo.
La settima riparte da quello stesso istante, Castiel capisce che i tre amici non lo venerano o amano, ma lo temono e deciso a dimostrare di essere un Dio migliore di suo padre, va in giro per il mondo a premiare chi secondo lui agisce davvero in suo nome e a punire chi lo fa solo per profitto personale. Annuncia anche il suo nuovo status agli angeli del Paradiso, pretendendo da loro la stessa devozione che vuole dagli umani e distruggendo chi si oppone. Il suo corpo però è solo l’involucro per un angelo e non per l’intera energia delle anime del Purgatorio, così inizia a deteriorarsi e solo a quel punto Castiel comprende il suo errore, il suo delirio di onnipotenza e torna dai suoi amici pentito.
Dean e gli altri possono invertire l’incantesimo che gli ha dato le anime del Purgatorio e rispedirle lì, mentre lo fanno però Castiel scopre che dentro di sé dimorano anche i Leviatani. Mostri cannibali più antichi dell’umanità e degli altri mostri e imprigionati in Purgatorio da Dio stesso, questi esseri vogliono la libertà e così pur riuscendo a disinnescare Castiel dall’energia delle anime, Sam e Dean non riescono a  sbarazzarsi dei mostri.
I Leviatani prendono il sopravvento del corpo dell’angelo e si buttano in un fiume, lasciando i Winchester e Bobby con l’interrogativo di che fine abbiano fatto sia loro che Castiel.     
Nel frattempo Sam ha trovato il modo di tenere a bada Lucifero nella sua mente, grazie a una ferita fisica che gli permette di dividere il reale dall’irreale, ma sarà una soluzione solo temporanea.
Con i primi episodi viene già definita la minaccia dell’intera stagione: i Leviatani riescono a diffondersi in tutta l’America tramite l’acqua e solo toccando gli altri esseri (umani e non) possono assumerne l’aspetto e ogni sorta di ricordo e conoscenza. Per questo motivo iniziano fin da subito la loro guerra a Sam e Dean, riconoscendoli dai ricordi assorbiti da Castiel come i loro nemici numero uno.
Il loro capo si impossessa di Richard “Dick” Roman (James Patrick Stuart), un milionario uomo d’affari, intenzionato a sfruttare la sua posizione per la riuscita del loro piano e si dimostra un avversario di alto livello. Rifiuta un accordo con Crowley, spaventandolo; riesce a far passare Sam e Dean per due criminali psicopatici, usando due Leviatani che ne hanno assunto i ricordi e l’aspetto, costringendo gli originali a tenere un basso profilo.  
Tolta la minaccia dei Leviatani, la stagione ha diversi episodi incentrati solo sul mostro del giorno, lasciando per il finale gli eventi rilevanti che porteranno avanti la trama. Da segnalare, è solo un ciclo importante perché chiude (per ora) la lunga presenza di Bobby Singer nella serie. Dick Roman riesce infatti a farlo uccidere, Bobby sfugge al suo mietitore e diventa un fantasma con un forte risentimento verso il suo assassino, fino a rischiare di diventare uno spirito della vendetta. A quel punto riconosce il pericolo e lascia che Dean e Sam lo liberino.
Dal fronte dei personaggi che tornano dalle stagioni precedenti e continueranno ad apparire, assume un ruolo sempre più di rilievo Jody Mills (Kim Rhodes), introdotta nella stagione cinque e tramutatasi poco a poco nella nuova figura genitoriale surrogata dei due Winchester. Dal fronte dei nuovi arrivi invece segnalo Garth Fitzgerald IV (interpretato da DJ Qualis), un cacciatore diverso dallo stereotipo della serie e Charlie Bradbury (Felicia Day) una hacker/nerd tosta che aiuta i Winchester e lo farà ancora.
Come dicevo, con gli episodi conclusivi della stagione la trama principale ritorna sul vivo e riappaiono altri importanti personaggi assenti per buona parte dell’annata. Dopo un crollo nervoso dovuto all’incapacità di continuare a gestire Lucifero nella mente, Sam viene ricoverato in un ospedale psichiatrico. Per aiutarlo, Dean scopre l’esistenza di un guaritore che si rivela essere Castiel, senza memoria e inconsapevole della sua vera identità. Ritrovandolo, Dean scopre anche che è braccato dai demoni e solo grazie all’intervento di Meg, riesce a condurlo da Sam. Qui, Castiel affronta dei demoni e riacquista la memoria e decide di aiutare il ragazzo: assorbe dentro la sua mente tutti i ricordi di lui sull’inferno, liberando l’amico, ma venendo danneggiato nella psiche. Viene così lasciato dai Winchester nell’ospedale sotto lo sguardo attento di Meg – intenzionata ancora a uccidere Crowley e vedendo nell’angelo l’unica arma per farlo – che promette di chiamarli in caso di sviluppi.
Grazie a vari indizi sparsi lungo la stagione, Sam e Dean capiscono il piano dei Leviatani: ridurre la popolazione mondiale in carne da macello, drogandola con un additivo alimentare che li inebetisca. Per sconfiggerli, scoprono l’esistenza di una tavoletta antica denominata “Parola di Dio”, in cui è scritto come farlo. Per decifrarla entrano in contatto con Kevin Tran (Osric Chau) e contemporaneamente si ricongiungono con Meg e Castiel, il quale rivela che il giovane è un profeta e per questo l’unico che può leggere la tavoletta. Il gruppo viene braccato dagli angeli, furiosi con Castiel per averli abbandonati e intenzionati a portare con loro Kevin, ma vengono convinti dall’ex-compagno a lasciarlo ai Winchester.
Dopo che Kevin ha tradotto la tavoletta, viene rivelato che per uccidere Dick Roman è necessario l’aiuto anche di Crowley il quale acconsente e dopo averlo fatto rapisce Meg e Kevin.
Nell’episodio finale della stagione, Sam e Dean partono all’assalto di Dick, riescono a ucciderlo, ma dopo avergli inflitto il colpo finale, come conseguenza della sua morte, Dean e Castiel si ritrovano prigionieri del Purgatorio e Sam solo sulla Terra.
I fratelli Winchester sono quindi di nuovo divisi. 

lunedì 23 maggio 2016

Recearticolo - Supernatural Stagioni 3-5

Eccoci a parlare di nuovo della serie americana Supernatural. In questo post (Supernatural Stagioni 1 e 2 ) avevo fatto una panoramica sulle prime due e ora procediamo con quelle dalla tre alla cinque. Ovviamente come nel caso del post precedente se non avete visto le puntate siete a rischio di SPOILER.
La stagione tre si apre con un pathos non minore rispetto alla precedente. Dean sa di avere poco da vivere, Sam vuole a ogni costo trovare un modo per salvarlo e sullo sfondo si profila una guerra contro e tra demoni. Nel corso della stagione infatti, i mostri di puntata saranno sempre minori a favore dei demoni che diventano gli antagonisti principali e la minaccia su cui ruota la stagione. Apprendiamo che il demone Lilith (Sierra McCormick) ha preso il posto di Azazel come nemesi dei fratelli, lei ha il contratto che spedirà Dean all’Inferno e allo stesso tempo vede Sam come una minaccia alla sua ascesa.
Sul fronte episodi verticali (quelli cioè non legati alla trama principale) i migliori risultano quelli che mostrano sprazzi del passato dei fratelli Winchester e quelli che iniziano a prendere un po’ in giro il genere horror e il media televisivo (come l’episodio in cui ritornano Ed e Harry con un reality sulle case infestate). Nonostante ciò, una sorta di malinconia legata all’inevitabilità del fato di Dean e all’impossibilità di Sam di cambiarlo, permea in qualche modo tutti gli episodi, rendendo questa la stagione meno allegra. Emblematica è la puntata in cui fa il ritorno il Trickster che tenta di insegnare a Sam che non c’è modo di aggirare la morte e l’unico modo per farcela e accettarla e godersi il tempo che gli rimane con Dean, oltre a rimarcare ancora una volta come il loro rapporto sia la loro debolezza perché entrambi sono sempre pronti a sacrificarsi per l’altro e i loro nemici ne sono a conoscenza.
Sul fronte personaggi rilevanti, vengono presentate Lisa Braeden (Cindy Sampson) che è a tutti gli effetti l’anima gemella di Dean e soprattutto Ruby (Katie Cassidy) una ex-strega, divenuta demone, scappata dall’Inferno, in possesso di un coltello che può uccidere i suoi simili e per qualche misteriosa ragione interessata alle facoltà psichiche di Sam.
Nel finale di stagione Sam e Dean affrontano Lilith, ma se il primo si salva perché sembra immune ai poteri del demone, il secondo ha finito il suo tempo e viene dilaniato da un Mastino Infernale e nell’ultima scena vediamo la sua anima incatenata all’Inferno.  
Arrivati alla quarta stagione, la trama diventa più incentrata sulla mitologia della serie e gli episodi sono maggiormente legati tra loro. Si comincia subito con Dean che viene resuscitato da un’entità misteriosa e scopre che i quaranta anni che ha passato all’Inferno sono in realtà solo quattro mesi nel mondo reale. Rintraccia Sam, che dopo la sua morte ha accettato appieno la vita da Cacciatore, ma ha anche qualche segreto da nascondere. E Dean stesso non vuole affatto parlare di quello che è successo all’Inferno. Al termine della prima puntata si scopre che il misterioso salvatore di Dean non è altro che Castiel (Misha Collins) un angelo del Paradiso che ammette che Dio ha dei piani per lui.
Castiel diviene un membro fisso del cast e resterà nella serie per le stagioni a seguire, ma cosa più importante attraverso lui viene introdotta per la prima volta nella serie la figura degli angeli, che nessun Cacciatore ha mai incontrato in anni di carriera. Gli angeli in Supernatural però non sono come ce li si può aspettare. Se Castiel nella sua durezza mostra comunque un senso di rispetto e compassione verso gli esseri umani, i suoi fratelli non sono dello stesso parere: per loro gli umani sono esseri imperfetti e non capiscono perché Dio li tenga tanto a cuore e mostrano una natura più da guerrieri spietati che da guardiani amorevoli. Simbolici in questo senso saranno gli episodi in cui compare Anna Milton (Julie McNiven), un angelo caduto dal Paradiso perché stanca di eseguire sempre e solo ordini di un Dio che non ha mai visto e vuole provare le emozioni, rinascendo in forma umana e venendo per questo perseguitata da i suoi fratelli Celesti. Un ulteriore esempio della natura ambigua di questa versione degli angeli è data dal fatto che hanno bisogno di un corpo umano da possedere per manifestarsi sulla Terra e anche se per farlo hanno bisogno del consenso del proprietario, rimane un elemento che non li discosta poi troppo dal comportamento dei demoni.
Gli angeli sono comunque associati al concetto di Bene e un parallelismo interessante si crea nel momento in cui Castiel instaura un rapporto profondo con Dean, mentre Sam accetta l’aiuto e gli insegnamenti del demone Ruby (in questa stagione interpretata da Genevieve Cortese) che lo sprona a usare i suoi poteri psichici per esorcizzare gli umani posseduti dai demoni. Questo schieramento sarà una sorta di anticipazione sugli sviluppi futuri soprattutto perché il potere di Sam, che lo aveva già reso il prescelto di Azazel a succedergli e un rivale agli occhi di Lilith, ora diviene anche il motivo principale della sua frattura nel apporto con Dean.
A livello di trama, come già detto, gli episodi sono maggiormente collegati e il fulcro principale diventa la lotta contro Lilith per impedirle di rompere i 66 Sigilli che permetteranno la resurrezione di Lucifero. A questi si affiancano puntate con importanti rivelazioni sul passato non solo di Sam e Dean, ma anche dei loro genitori Mary e John. Si svela che in realtà la famiglia con una tradizione da Cacciatori è quella della donna e lei stessa lo era in gioventù e assistiamo anche al suo primo incontro con Azazel e all’introduzione di suo padre Samuel Campbell (Mitch Pileggi) nonno di Sam e Dean e parte dei personaggi che ritorneranno in futuro.
Il tono generale della stagione torna a essere meno pessimista e ci sono episodi divertenti che giocano sulla meta-fiction, come ad esempio uno che ironizza sui classici mostri horror, oppure quello in cui consociamo il profeta Chuck Shirley (Rob Benedict) autore di una serie di romanzi sulla vita dei protagonisti e che saranno i futuri “Vangeli dei Winchester”,  fino alla puntata  Il salto dello squalo che è anche il termine con cui in America si evidenzia quando una serie ha superato il limite della credibilità e decreta l’abbandono dei fan e dove viene introdotto Adam Milligan (Jake Abel) fratellastro dei protagonisti.
Al momento del finale di stagione si torna però agli inevitabili temi più seri e dopo aver scoperto che il capo degli angeli è Zaccaria (Kurt Fuller), non più intenzionato a seguire i voleri di Dio e che aver sparso sangue all’Inferno ha fatto rompere a Dean il primo Sigillo, rendendolo anche l’unico in grado di impedire l’Apocalisse, apprendiamo che Sam si nutre del sangue di Ruby per potenziare i suoi poteri e proprio lei ha fatto il doppio gioco fin dall’inizio.
Un Sam in crisi di astinenza da sangue di demone e convinto di poter sventare l’Apocalisse con i suoi poteri, arriva ai ferri corti con Dean, terrorizzato che il fratello possa trasformarsi in un mostro da cacciare, segnando per la prima volta in quattro stagioni il momento in cui i fratelli Winchester sono volutamente uno contro l’altro.
Niente è però come sembra e come angeli e demoni hanno fatto credere ai protagonisti. Zaccaria rivela che il loro obbiettivo non è impedire l’Apocalisse, ma al contrario vogliono scatenarla per ripulire il mondo e vogliono usare Dean come arma per combattere Lucifero quando sarà risorto e per questo non hanno rivelato che Lilith è in realtà l’ultimo sigillo da spezzare. Allo stesso tempo Sam, manovrato da Ruby, arriva a uccidere Lilith, aprendo di fatto la prigione di Lucifero e scoprendo che quel piano era stato escogitato da Azazel e Lilith da diversi anni, addirittura da prima che lui nascesse e questo lancia una nuova luce sinistra sul reclutamento fatto da Azazel e sullo stesso Sam in quanto unico bambino prescelto ancora in vita. La stagione si chiude con i fratelli riuniti (grazie all’intervento di un Castiel pentito) e consci di essere stati raggirati, uccidono Ruby, però sono inermi davanti alla resurrezione di Lucifero.
Con l’inizio della stagione cinque si percepisce fin da subito una sensazione di chiusura e il voler portare a termine le trame e sottotrame: infatti, come ho scritto nel post precedente sulla serie, nell’idea del creatore Eric Kripke questa sarebbe dovuta essere la stagione finale.
Sam e Dean sopravvivono alla liberazione di Lucifero, grazie all’intervento di Dio, ma angeli e demoni sono già sulle loro tracce perché entrambi i fratelli hanno un ruolo centrale nell’Apocalisse che si sta scatenando. I due discendono in linea di sangue dal Caino e Abele biblici e sono gli unici corpi ospiti in cui possono entrare l’Arcangelo Michele e l’angelo caduto Lucifero per fronteggiarsi. Ovviamente essendo entrambi angeli, hanno bisogno del permesso degli interessati per possederli e se Zaccaria e i suoi fratelli tentano di tutto per convincere Dean a dire “Sì” a Michele, Lucifero (interpretato da Mark Pellegrino) prende in possesso un corpo momentaneo e comincia i preparativi per l’Apocalisse sguinzagliando nel mondo i suoi Quattro Cavalieri, convinto che al momento della resa dei conti Sam non riuscirà a dirgli di “No”.
In questa stagione gli episodi non legati alla trama principale sono marginali, ma c’è comunque spazio per spunti interessanti e ritorni collegati alle stagioni passate. Rivediamo il demone Meg (da questa stagione interpretata da Rachel Miner), ritornano per l’ultima volta da vive Ellen e Jo, viene resuscitato il fratellastro dei Winchester per fungere da “contenitore” temporaneo di Michele e c’è un’importante rivelazione sul Trickster. Nell’episodio Prigionieri della TV – oltre a parodiare serie come Grey’s Anatomy e C.S.I. Scena del Crimine che all’epoca della messa in onda erano due dei principali show concorrenti nella sera in cui andava in onda anche Supernatural – si scopre infatti che è in realtà l’Arcangelo Gabriele, scappato dal Paradiso per non assistere ai litigi dei fratelli angeli dovuti all’assenza del Padre Divino e rifugiatosi sulla Terra dove si intrattiene creando situazioni paradossali e per lui questa sarà l’ultima stagione.
Nonostante si respiri un’aria di conclusione, viene però inserito un personaggio importante: il demone Re degli Incroci Crowley (Mark A. Sheppard) ex-braccio destro di Lilith e come lei capo dei Demoni degli Incroci (apparsi la prima volta nella stagione 2). Al contrario dei suoi simili, Crowley non crede che una volta sterminata l’umanità Lucifero regalerà il Paradiso ai demoni suoi figli e sottoposti e così si allea con Sam, Dean, Bobby e Castiel per sventare l’Apocalisse.
L’atmosfera della stagione si alterna tra momenti divertenti e comici ad altri più drammatici, cupi e desolanti che sono evidenziati soprattutto dalla fuga di Dio, ultima speranza dei Winchester di impedire agli angeli di portare a termine il loro piano. I due fratelli che hanno sempre messo l’incolumità del fratello davanti alla propria, si trovano ora costretti a fare l’impossibile per non doversi uccidere a vicenda, perché comunque vada a finire, Paradiso o Inferno, loro perderanno. Come dicevo è la chiusura di un cerchio: una serie iniziata con due fratelli che si ritrovano arriva al punto finale in cui quegli stessi fratelli saranno costretti a battersi l’un l’altro fino alla morte.
Dopo essere stati messi di fronte a un fato oscuro e impossibile da scongiurare, Sam e Dean trovano però una piccola speranza: Lucifero è uscito da una gabbia e può essere rinchiuso di nuovo in quella prigione. Per farlo c’è bisogno dei quattro anelli dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse e Sam deve cedere il suo corpo a Lucifero e mantenere il controllo quel tanto che basta per saltare nella gabbia e rimanerci rinchiuso. È un piano suicida, che salverebbe il mondo e condannerebbe Sam, ma gli permetterebbe anche di espiare la colpa di essere stato lui la causa per cui il diavolo è libero. E alla fine risulta essere l’unica soluzione possibile.
Nel finale di stagione assistiamo così a un Sam che in un primo mento non riesce a contrastare Lucifero, ma poi ricordando il suo passato con Dean rinsavisce, prende il controllo e si sacrifica per la salvezza del mondo. Distrutto, Dean rispetta comunque le volontà di Sam e non tenta di riportarlo in vita, scegliendo invece di iniziare una vita normale con Lisa.
L’intero episodio finale della quinta stagione ci è raccontato per bocca di Chuck il profeta, autore anche dei libri fittizi sulla serie e (almeno in questa puntata) quasi un alter ego di Eric Kripke, che afferma che i finali sono difficili e mai completamente definitivi. Nell’ultimo fotogramma infatti ci viene mostrato Dean a casa con la sua nuova famiglia e Sam che lo osserva all’esterno.
Non so se questa era davvero la fine voluta dal suo creatore, o l’ultima scena è stata aggiunta perché la rete CW non aveva intenzione di chiudere la serie, resta il fatto che ci sono i presupposti perché la storia continui.

E sappiamo che è continuata e probabilmente tra qualche tempo, tornerete a leggere su questo blog delle stagioni successive.

lunedì 9 maggio 2016

Recearticolo - Supernatural Stagioni 1 e 2

Supernatural è una serie televisiva americana di genere horror-mystery-fantasy creata da Eric Kripke nel 2005 e andata in onda sul canale WB nella prima stagione (2005-2006) e nelle successive sul canale CW. In Italia è stata invece trasmessa dal 2007 su Rai 2 e successivamente da Rai 4.
Pur essendo la serie ancora in corso di trasmissione in America e rinnovata da pochi mesi per la 12sima stagione che andrà in onda nella prossima annata, mi è venuta voglia di parlarvi delle prime stagioni, tenendo conto che nell’idea originale del suo creatore dovevano essere solo cinque e di conseguenza raccontare un arco narrativo con un inizio e una fine ben precise. Per il momento mi dedico alle prime due e prossimamente alle seguenti.
Come ho già scritto, queste puntate sono andate in onda e replicate qui da noi da diversi anni, ma se qualcuno non avesse ancora visto la serie o qualcuna delle stagioni, ciò che scriverò sarà ampiamente SPOILER e vi consiglio di abbandonare la lettura per evitare eventuali anticipazioni.
Bene, ora cominciamo.
La serie inizia con Dean Winchester (interpretato da Jensen Ackles) che si ricongiunge con il fratello più piccolo Sam (Jared Padalecki), dopo che quest’ultimo aveva abbandonato lui e il padre per studiare legge a Stanford anziché proseguire nell’attività di famiglia. Noi spettatori veniamo subito messi a conoscenza che quest’attività è piuttosto particolare: i Winchester infatti sono Cacciatori, normali esseri umani che venuti a conoscenza dell’esistenza del soprannaturale, hanno deciso di dare la caccia a tutte quelle creature di fantasia che infestano il mondo all’insaputa dei più. Il primo episodio sembra concludersi con la fine veloce della rimpatriata tra Dean e Sam dopo la risoluzione del caso che seguivano, ma in realtà nell’ultima scena c’è la vera rivelazione: Jessica (Adrianne Palicki), la fidanzata di Sam muore bruciata  sul soffitto, stesso identico modo soprannaturale in cui era morta ventidue anni prima Mary (Samantha Smith), la madre dei due ragazzi e ragione per cui il padre John (Jeffrey Dean Morgan) era diventato Cacciatore e aveva cresciuto i figli nello stesso modo. Il loro obbiettivo è trovare quell’assassino non umano che adesso è tornato in azione.
Così Sam ritorna al fianco di Dean per riprendere l’attività di Cacciatore e iniziano una serie di episodi che possono essere definiti a trama verticale, cioè non portano avanti la storia generale della caccia all’omicida soprannaturale, ma ci mostrano i fratelli che risolvono di puntata in puntata casi legati a leggende urbane e con il cosiddetto “mostro della settimana” che varia da spiriti, fantasmi vendicativi, mutaforma e creature di vario folklore. L’aspetto più interessante di questi episodi è il modo in cui viene mostrato il rapporto tra i due fratelli. Se da una parte Dean è quello sbruffone, rude e sfrontato, è anche quello con il maggior senso del dovere e della famiglia, rappresentata per lui dal padre e dal fratello, è molto attaccato a Sam, sempre pronto a  difenderlo e felice di poter tornare in viaggio con lui. Dall’altro lato Sam è quello più posato, riflessivo, gentile, ma che ha scelto di vivere la sua vita anziché quella da Cacciatore e per certi versi questa scelta è mostrata con una sfumatura di egoismo, soprattutto quando il desiderio di vendetta per la perdita di Jessica lo riporta alla vecchia attività. Quello che risulta subito palese è però che i due fratelli sono complementari e lavorano bene in coppia, colmando a vicenda quello di cui l’altro sembra essere carente. La loro caratterizzazione inoltre è tanto forte da “tenere in piedi” lo show che di fatto non conta molti altri personaggi principali.
Accanto agli episodi verticali, abbiamo anche degli episodi orizzontali che portano avanti il mistero sulla morte di Mary Winchester avvenuta anni prima, mostrandoci sprazzi del passato e indizi su cosa possa essere successo, e allo stesso tempo introducono una sottotrama che assumerà sempre più rilevanza ed è legata ai poteri psichici di Sam.
Il primo punto di svolta lo avremo all’incirca a metà della prima stagione quando John Winchester ritornerà più volte in scena, rivelando di aver seguito di nascosto gli spostamenti dei figli e verrà introdotto il personaggio di Meg Master (Nicki Aycox), che si rivelerà indispensabile per sbrogliare il mistero principale. Prima di giungere però al gran finale, vengono presentati anche Ed Zeddmore (A.J. Buckley) e Harry Spengler (Travis Webster) – uno dei pochi casi di personaggi che ritorneranno anche solo per una puntata nelle stagioni successive, pur non essendo mai apertamente legati alla trama principale – e nell’ultimo episodio Bobby Singer (Jim Beaver) che diventerà a tutti gli effetti il mentore e figura paterna dei protagonisti nelle stagioni seguenti.
Arriviamo quindi agli ultimi episodi della stagione, che sono fondamentali non solo per la risoluzione dell’arco narrativo in corso, ma perché danno i primi tasselli che definiscono la mitologia dell’intera serie. John Winchester ritorna con la rivelazione che Mary e Jessica sono state uccise da un demone soprannominato “Demone con gli Occhi Gialli” e che i demoni possono impossessarsi dei corpi degli umani, come nel caso di Meg Master. C’è però un’arma che può ucciderli definitivamente ed è una pistola leggendaria chiamata Colt. Dean, Sam e John riescono a recuperala e hanno un  confronto con Azazel – il vero nome del “Demone con gli Occhi Gialli” – e con la Meg demoniaca. Il primo riesce a fuggire, mentre la seconda seppur esorcizzata muore per le ferite riportate dallo scontro.
La stagione si chiude con un cliffhanger, un finale che lascia a metà la narrazione e che sarà un sistema utilizzato anche nei finali successivi: nella via per l’ospedale, dei malandati John, Sam e Dean vengono investiti da un camionista posseduto da un demone.           
Inizia così la seconda stagione e il primo episodio è rilevante per tre fattori: John Winchester muore facendo un patto con Azazel; Dean muore, ma ritorna in vita (tenere conto delle morti e resurrezioni dei due fratelli sarà una specie di gioco nella serie) e riceve l’ordine dal padre di badare a Sam perché il demone ha dei piani per lui; compare la Mietitrice Tessa (Lindsey McKeon) un altro dei pochi personaggi che riapparirà nelle stagioni successive.
Sempre nell’ambito dei personaggi di spessore perché tra i pochi ricorrenti nell’intera serie, in questa seconda stagione fanno la loro comparsa: Ellen Harvelle (Samantha Ferris), Jo (Alona Tal) – moglie e figlia di un Cacciatore e amico di John e morto in una caccia con lui – Ash (Chad Lindberg) – un genio che mostrerà a Sam e Dean i presagi con cui è possibile rintracciare l’arrivo dei demoni – e il demone Trickster (Richard Speight Jr.) che è uno dei pochi nemici ricorrenti anche se non è il principale della stagione. 
Gli episodi riprendono a seguire la struttura della stagione precedente: ci saranno casi di puntata e non saranno tutti memorabili, affiancati come sempre da quelli che portano avanti la trama orizzontale della caccia ad Azazel unita alla sottotrama dei poteri psichici di Sam. Proprio quest’ultima diviene sempre più centrale e mette spesso Sam nei guai con altri Cacciatori che lo vedono come una minaccia e sottolineeranno ancora una volta quanto gli sia legato Dean, pronto a difenderlo contro tutti. Al contempo Sam entra in contatto con altri ragazzi suoi coetanei che mostrano di possedere poteri psichici simili ai suoi e a loro volta sono stati avvicinati da bambini da Azazel, rivelando così che il demone ha un piano molto più ampio e  complesso. Si svela inoltre che il demone ha fatto bere il suo sangue ai ragazzi quando erano di pochi mesi ed è questo a dare a Sam e agli altri i loro poteri e viene introdotto un tema portante che metterà più volte a dura prova il rapporto tra i fratelli: se Sam è il male, Dean lo deve uccidere.
Giungiamo quindi al finale di stagione dove i ragazzi prescelti da Azazel dovranno scontrarsi tra loro per determinare chi è il più forte e adatto a guidare l’esercito di demoni che Azazel intende riunire. Sam è tra loro ma muore, Dean lo riporta in vita tramite l’accordo con il misterioso Demone degli Incroci (apparso in un episodio precedente e con un ruolo destinato a evolversi con le stagioni a venire) in cambio della sua anima, restando così con un solo anno di vita. Prima della conclusione della stagione Sam e Dean uccidono Azazel con la Colt, ma non riescono a impedire che si apra una Porta dell’Inferno e alcuni demoni riescano a fuggire.

Per i protagonisti la vera guerra sta per iniziare.

lunedì 9 novembre 2015

Recearticolo - Scream (serie tv) Stagione 1

Prima di iniziare a leggere avviso tutti che potrebbero esserci degli spoiler, quindi chi non ha ancora visto la prima stagione della serie e non vuole rischiare di rovinarsi la sorpresa, è meglio che non prosegua.
Per tutti gli altri, iniziamo.
È giusto precisare che il progetto di una serie tv tratta dalla serie cinematografica Scream mi lasciò un po’ perplesso fin da quando ne sentii parlare un anno fa, pur con un pizzico di eccitamento da nerd e un po’ di curiosità, ero anche molto scettico su quel che sarebbe stato il prodotto finale. Il motivo non è difficile da indovinare: come ogni fan che si rispetti di un’opera originale, non credi che un adattamento/rivisitazione possa reggere il confronto. Per fortuna però, posso dire di essere rimasto soddisfatto.
Per chi era adolescente negli anni 90, Scream ha rappresentato l’icona della rinascita del genere teen-horror-slasher che sia in quegli anni, che anche più avanti, diede il via a un gran numero di  titoli che non sempre hanno saputo reggere il confronto con il capostipite.
Bisogna anche ammettere che l’idea di un serial killer coperto da una maschera non era proprio un’idea mai esplorata (film come Halloween e Venerdì 13 sono stati i più famosi apripista), ma Scream ha avuto il merito di non prendersi troppo sul serio e saper giocare con gli spettatori inserendo un sottotesto di meta fiction in cui i personaggi dei film sottolineavano e svisceravano i punti forti, deboli ed essenziali del genere, arrivando a volte anche a stravolgere le regole.
Ed ecco la vera sfida: riprodurre questa miscela di elementi in una produzione seriale che non si esaurisce in 90-100 minuti, ma deve continuare di settimana in settimana e possibilmente poi in stagione dopo stagione, senza annoiare o diventare troppo pesante e autoreferenziale, mantenendo vivo l’interesse e tenendo conto che non c’è solo un intero genere con cui confrontarsi, ma anche la stessa saga su cui la serie è basata.
Il banco di prova è sicuramente la sequenza iniziale, un marchio di fabbrica di Scream, che deve rapportarsi con un pubblico diverso rispetto a quello del 1996 (anno di uscita del primo film della serie), più smaliziato, social e tecnologicamente avanzato, a cui non basta un maniaco telefonico per essere spaventati o incuriositi. Così, pur porgendo giustamente omaggio a Drew Barrymore vittima iniziale di Scream (e a Heather Graham sua copia in Squartati il film nel film), la serie tv riesce a darci una prima vittima eccellente con Nina Patterson (interpretata da Bella Thorne) una ricca sociopatica e manipolatrice, che pur con tutta la sua sicurezza e acidità, cade nelle grinfie del nuovo Ghostface (questo il nome dato non ufficialmente al serial killer nei film, ma non ancora nella serie) tra urla e inseguimenti, in maniera se non particolarmente originale, almeno efficace e senza scopiazzare il film.
Il secondo punto fondamentale è che Scream tratta una storia di famiglia. I vari psicopatici che si alternano nei tre film sotto la maschera del killer (o almeno uno per pellicola) hanno un forte risentimento verso la protagonista Sidney Prescott (interpretata da Neve Campbell)  per colpa di sua madre, personaggio già morto prima degli eventi del primo film, ma che con le sue azioni si è lasciata alle spalle una scia di nemici, mentre il padre della protagonista ricopre un ruolo quasi marginale, per lo più assente e all’oscuro del vissuto della moglie.
La serie doveva mantenere intatta questa caratteristica, senza però renderla ovvia e scontata e penso che ci sia riuscita. Prima di tutto non ha reso orfana la nostra protagonista Emma Duvall (interpretata da Willa Fitzgerald), affiancandole la madre Maggie (interpretata da Tracy Middendorf ) con un passato segreto alle spalle pronto a portar guai, ma in buoni rapporti con la figlia e un padre, Kevin Duvall (interpretato da Tom Everett Scott) che seppur assente, è vivo e a sua volta legato al passato del killer.
Così facendo gli ideatori della serie tv hanno mantenuto il principio “paghi le colpe della tua famiglia”, non solo discostandosi abbastanza dai film in modo da non apparire ripetitivi, ma creando anche una vera mitologia dietro il serial killer, i suoi omicidi e motivazioni e tenendo aperta la porta a un possibile sviluppo su più livelli, essenziale per la lunga serialità.
Il terzo punto fondamentale sono i personaggi di contorno, gli amici della protagonista. Se nel primo film Sidney aveva Billy Loomis (Skeet Ulrich), Randy Meeks (Jamie Kennedy), Stu Macher (Matthew Lillard) e Tatum Riley (Rose McGowan),  personaggi che potevano essere potenziali vittime, ma anche possibili identità del killer, qui Emma ha un gruppo meno unito e più sfaccettato di compagni, ognuno con un suo interesse e motivazione per indossare la maschera del killer, anche grazie a una sottotrama legata all’omicidio di Nina, che a differenza del primo film non è una semplice vittima casuale, ma amica della protagonista e collegamento con i vari personaggi.
Sfruttando proprio l’impianto seriale a episodi, gli sceneggiatori sono riusciti anche e dare un background ai vari personaggi, delle proprie storyline e metterli al centro di tematiche attuali come il cyberbullismo, i rapporti lgbt, il pericolo di dipendere troppo dalla tecnologia e di come questa spesso privi della privacy per la fame di essere protagonisti dei social network. Inoltre sono proprio loro a lanciare e portare avanti il gioco delle varie meta-citazioni: Audrey Jensen (Bex Taylor-Klaus), Noah Foster (John Karna), Will Belmont (Connor Weil), Brooke Maddox (Carlson Young), Riley Marra (Brianne Tju), Jake Fitzgerald (Tom Maden) e Kieran Wilcox (Amadeus Serafini)  a turno comparano quello che sta succedendo nelle loro vite con film, libri e serie tv senza limitarsi al solo genere horror-slasher e accentuando anche alcuni aspetti inverosimili delle altre opere. Ecco quindi che oltre a snocciolare le varie possibilità e regole che un film horror-slasher ha in più rispetto a una serie tv dove sono difficili da mettere in pratica (e facendo così una sorta di autocritica), prendono in esame Pretty Little Liars, serie di romanzi poi diventata serie tv teen nel 2010, che di sicuro deve molto a un altro film teen-horror del 1997 come So cosa hai fatto per la sua struttura di segreti, bugie e misteriosi stalker; oppure si auto paragonano agli archetipi dei teenagers dei film teen-comedy anni 80 come The Breakfast Club, quasi a sottointendere che nella vita al liceo tutti recitino un ruolo che hanno scelto o è stato appiccicato loro addosso; fino a sottolineare come possa essere più o meno facile dover affrontare killer di origine non umana come in The Faculty altro film teen-horror del 1998 con contaminazioni e citazioni fantascientifiche.
Addirittura in alcuni casi, come nelle relazioni tra i personaggi, viene portato alla luce il costante bisogno nelle produzioni attuali di dover per forza mettere una componente rosa anche nel genere horror per catturare il pubblico femminile e come in certi casi questo risulti superfluo per il prodotto. Tuttavia la stessa serie tv Scream non rinuncia a creare i suoi intrecci amorosi, costruendo anche il triangolo tra i tre protagonisti Emma, Will e Kieran.
Un altro evidente segno di distinzione con la quadrilogia cinematografica è dato dai personaggi di Piper Shaw (Amelia Rose Blaire) e Clark Hudson (Jason Wiles), se vogliamo i corrispettivi di Gale Weathers (Courtney Cox) e Linus Riley (David Arquette), ma con un ruolo, uno sviluppo e infine un destino differente dai loro “doppi” cinematografici.
Infine merita una nota anche l’ambientazione della serie tv, che pur basandosi sulla regola della città inventata, si discosta lievemente da quella del franchise. Sarebbe stato più  facile ambientare tutto nella già nota Woodsboro dei film, per avvicinare i fan e poter creare legami futuri con i suoi personaggi, ma invece i creatori hanno preferito inscenare il drama nella fittizia Lakewood che possiede luoghi ben più lugubri e oscuri.
Alla fine i fan riconosceranno nella trama lunga dieci episodi diversi rimandi non solo al primo Scream, ma anche ai tre successivi, piccoli o grandi, ma comunque doverosi visto che il gioco è proprio quello di citare/omaggiare i precedenti del genere.

E in conclusione, a differenza dei film, la serie tv lascia alcune domande senza risposta proprio perché cambiando media, cambiano le regole e gli spettatori dovranno tornare per la seconda stagione e guardare cosa la nuova incarnazione di Scream riserva.