lunedì 15 giugno 2026

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Capitolo 111

Sorge Oscurità Maggiore 36: Oscurità Cammina con Me

 

«Betty sta svanendo» disse cupo Kenny Wood.

Un tuono rombò nel cielo, come a sottolineare la gravità dell’affermazione e Billy sobbalzò sulla sedia.
All’esterno della scuola imperversava il temporale e seguendo gli intervalli regolari, un nuovo lampo illuminò di scorcio lui e i quattro compagni riuniti in aula multimediale, mischiandosi con la luce elettrica.
«E ne sei così sicuro perché…» Di fronte all’altro ragazzo, seduto sul banco, Donovan lo guardò sospettoso, lasciando la frase in sospeso.
Un altro tuono riempì la pausa.
Kenny si girò a fissarlo. «Non percepisco più alcun odore da lei.»
«Ma è normale nel suo stato» fece Michelle, agitandosi nella sedia accanto a lui. «Cioè, credo.»
Kerry raddrizzò la schiena, appoggiata con il bacino a un banco dietro al gemello. «Non proprio. Kenny riusciva a percepire una leggera scia del suo odore anche quando diventava intangibile.»
Donovan tirò fuori la lingua disgustato. «Perverso.»
«Senti da che pulpito» replicò Kenny.
«Smettetela, tutti e due» intervenne Billy. Non dovevano perdere la concentrazione sul fulcro dell’incontro: riportare Betty da loro. «E hai notato qualcos’altro che può essere utile?»
«Con l’udito potenziato ho sentito il battere del suo cuore» rispose Kenny. «Però ho paura che anche quello presto diventerà impercettibile.»
Billy ebbe l’ultima conferma che la situazione era peggiorata. «Dobbiamo costringere Betty a un confronto con Donovan. È l’unica soluzione per farla reagire al suo dolore, sperando che basti a rifarle acquistare lo stato solido.»
«Non è così facile» commentò Michelle. «Lei può svanire dove vuole e come vuole e nessuno di noi può toccarla.»
«È solo una mia teoria, ma penso tu possa trattenerla» disse guardando l’amica. «Il tuo potere e per certi versi mentale e agisce sul piano fisico, inoltre è in minima parte legato all’oscurità. Tutti fattori che possono agire a nostro vantaggio.»
«Aspetta, quindi dovete essere tutti presenti mentre noi due parliamo?» chiese Donovan imbarazzato.
Billy provò a sorridergli comprensivo. «Almeno finché non saremo sicuri che non possa scappare via. Mi dispiace, ma di certo Michelle dovrà restare.»
Kerry fece schioccare la lingua. «Magari dovremmo aggiungere anche Chas alla rimpatriata. Se ho capito bene dal vostro racconto è una parte del problema.»
Donovan scosse la testa. «Betty le ha detto chiaramente di non essere arrabbiata con lei.»
«Ed è meglio non coinvolgere troppe persone» aggiunse Billy. «Sappiamo che tutti i presenti sono riusciti a resistere o contrastare l’influsso di Hart, ma non so che cosa potrebbe fare ad altri.»
«Ok, giusto, ha senso.» Michelle si mosse ancora sulla seduta incrociando le braccia e poi sciogliendole dal petto. «Possiamo ricapitolare il piano?»
Billy annuì. «Prima Kenny userà i suoi sensi da lupo mannaro per rintracciarla. Una volta trovata, tutti insieme proveremo a convincerla del pericolo che sta correndo e se non dovessimo riuscirci con le parole, Michelle userà il su…argh»
Una fitta rapida, ma intensa alla testa gli spezzò la spiegazione e gli fece chiudere gli occhi.
Un applauso ritmato invase la stanza.
Billy risollevò le palpebre e vide Zec sull’uscio. Aveva percepito l’arrivo come con Oscurità Maggiore e non gli piacque.
«Ma che bravi, fate una riunione senza di me» sorrise compiaciuto nel dirlo. «Non fa niente, non me la sono presa. Tanto so già tutto anche senza essere invitato.»
Il picchiettare della pioggia sui vetri dell’ampio finestrone fece da sottofondo al loro silenzio.
Billy osservò il fidanzato e non riuscì a decifrarne le intenzioni. Non avevano un vero confronto da quando aveva strappato a Dana i poteri al Bronze Dust.
«Perché sei qui?» D’istinto fu la prima domanda che gli venne da porgli.
Zec mantenne il sorriso. «Come? Non faccio più parte del club soprannaturale? Vi siete riuniti e partecipo anche io.»
«Va bene» rispose Michelle con voce incerta. «Però non possiamo rischiare che racconti tutto a Oscurità Maggiore.»
«Hart non ha bisogno di me per sapere.» Zec fece un passo avanti ed entrò nell’aula. «Vero, Billy?»
Billy si tastò la tempia e poi ritirò la mano. Sapeva che aveva avuto una sorta di scossa psichica che lo aveva avvertito della sua presenza. «Il mio senso del soprannaturale mi avvisa di eventi o persone e il dolore è un segnale di Oscurità… ma ora qui ci sei tu.»
Kenny balzò in piedi e la gemella si mise in posizione di difesa.
«Cosa significa?» domandò Kerry seria.
«Sei qui per attaccarci!» lo aggredì il gemello.
Zec camminò, fermandosi a pochi passi dal loro gruppo. «Calmatevi voi due, siete sempre pronti alla zuffa. Sono venuto solo per spiegarvi che state perdendo tempo.»
«Non hai risposto alla domanda.» Billy si era fatto un’idea del cambiamento avvenuto nel suo ragazzo e controllò il respiro per non cadere preda della rabbia, o peggio del terrore. «Se percepisco Oscurità… Hart, e ho la stessa sensazione con te, vuol dire che sei parte… di lui?»
Zec sbuffò. «Uffa, non capisco questo tuo improvviso bisogno di etichettare ogni cosa. Sto insieme ad Hart, come sto ancora insieme a te. Il nostro rapporto è diventato più intimo e profondo, ma non devi essere geloso. Mi ha migliorato e  questo dovrebbe renderti felice.»
Donovan soffiò aria tra i denti. «Per me è tutto un bluff. Hart ha sentito che ci stavamo organizzando e ti ha mandato a spiarci.»
Zec si girò a fissarlo. «Credi che vi tema? E per quale motivo? Non siete una minaccia.»
«Abbiamo fatto nuove scoperte» disse Donovan. «Qualcosa di cui Hart non è al corrente, ma potrebbe dargli fastidio.»
Billy intuì a cosa si riferiva l’amico. «Non dire altro» lo ammonì. Rischiavano di sprecare un prezioso vantaggio in un’inutile battibecco. «Zec, tu non glielo hai detto, vero? Quello che abbiamo saputo nel sogno, lo hai tenuto solo per te…»
«Oh, Billy-bello, non serve essere riservato» replicò Zec. «Condivido tutto con Hart, anche la scioccante rivelazione sulla Prima Cacciatrice.»
A Billy si mozzò il respiro in gola. Il legame tra i due aveva davvero raggiunto un livello pericoloso.
Un nuovo lampo illuminò ulteriormente la stanza. Giusto in tempo per mostrare le venature scure sul viso di Zec e il nero pece ricoprire i suoi capelli e riempire gli occhi.
Il tuono che lo seguì esplose in un boato.
La luce elettrica mancò, lasciandoli nel buio totale per pochi secondi.
Tutti loro emisero un lieve grido di spavento e trasalirono sulle loro postazioni.
Poi la l’illuminazione tornò nell’aula e restarono allibiti.
Zec levitava a una sessantina di centimetri dal pavimento, con la schiena inarcata all’indietro rise e il suono era gutturale, distorto. Era ricorso al suo potere senza il minimo sforzo.
«Anzi è più corretto dire che sapevo tutto prima di voi, ma ho aspettato che mamma si rivelasse di sua volontà» precisò  Zec con voce sdoppiata, rimettendosi diritto.
Billy non nascose un nuovo tremore. Hart Wyngarde parlava insieme a lui, usando il suo corpo come tramite. Lo fissò con gli occhi spalancati.
Zec sorrise di nuovo, ma i tratti del suo volto avevano un aspetto inquietante. «Non essere così sconvolto, fratellino. Io e te condividiamo tutto, compreso il nostro ragazzo. E lui, che ha abbracciato l’oscurità, condivide tutto con me. Non è difficile da capire.»
«Se eri a conoscenza di tutto, perché non hai fatto nulla?» domandò Billy. Il comportamento del nemico gli parve insensato. «Non l’hai fermata.»
«Come abbiamo già stabilito, non era necessario. Niente di tutto quello che vi ha mostrato o rivelato, può nuocermi.»
Michelle si alzò in piedi. «Non ti credo. Lei ci ha fatto capire che abbiamo un potere che tu non possiedi.»
Zec si girò a fissarla e con la sua doppia voce disse: «Povera, ingenua Michelle, credi ancora alla favola della speranza. Se la speranza fosse pericolosa, come affermate, sarei qui con voi? Pensate che sarei davvero riuscito a liberarmi e prendere una forma e diffondermi in tutta Dorms? Avanti, non siete così stupidi.»
«O semplicemente non vuoi ammettere un tuo punto debole.» Kerry lo guardò seria, senza traccia di timore. «Gillian Summerson è comparsa come Prima Cacciatrice molto prima di te e ha messo in guardia tutti con anticipo. Quello che dici non ha senso.»
Billy condivideva il suo ragionamento. Oscurità Maggiore avrebbe potuto impedire a quella scintilla della mente della madre di manifestarsi, ma non ci era riuscito. Il modo in cui Zec strinse i denti, lo convinse che in qualche modo non era sincero e anche infastidito.
«Stupida!» inveì Zec/Hart e le sedie si sollevarono per pochi secondi dal pavimento, ricadendo poi con un tonfo, sparse e rovesciate. «Mia madre è morta dopo una malattia che l’ha resa una sconosciuta. Quello che Elliott… IO ho passato era dolore, lo stesso che mi ha generato ed è parte integrante del mio essere. Qualunque messaggio di forza e coraggio possa avervi trasmesso è vuoto. Il dolore batte qualsiasi altra cosa. Ve l’ho già dimostrato, ma lo vedrete ancora!»
Zec sbatté le palpebre.  La luce elettrica sfarfallo. Le pupille del ragazzo tornarono a riempire la sclera, i capelli si tinsero di castano e le vene sparirono dalla pelle rosata. Scese lento fino a toccare con le scarpe da ginnastica il pavimento.
«Hart se ne è andato» disse Billy. «Perché gli hai permesso di possedere e usare il tuo corpo e la tua mente?»
Il fidanzato lo guardò pacifico. «Non vuoi proprio ascoltarmi: condivido tutto con Hart, abbiamo un legame forte. La mia oscurità è intrecciata alla sua.»
Billy rabbrividì e poi avvertì un dolore al petto. Più cercava di trovare una ragione per strapparlo a quella parte di sé, più Zec dimostrava di essere irraggiungibile.  
Il vento sferzò un’ondata di pioggia e sbatté contro la vetrata facendo tremare la finestra.
«E non ti importa nemmeno di quello che ha fatto a Betty?» domandò Donovan. «E sì, so di avere la mia parte di responsabilità, ma per colpa di Hart lei rischia di morire.»
«Hart le ha suggerito il modo in cui poteva sfruttare il suo dono per sentirsi meglio, non vedo nessuna colpa.» Zec diede loro le spalle si avviò alla porta dell’aula. Mentre era già con un piede in corridoio, aggiunse: «Se Betty ha bisogno di aiuto, lui è pronto ad accoglierla.»
Billy e i quattro compagni lo osservarono scomparire dalla loro visuale, senza ribattere.
Kenny si voltò poi verso di lui, inarcando un sopracciglio. «Che ne pensi? Quello era un modo per farci capire che solo Hart  può aiutare Betty, o teme che il tuo piano di avvicinarla abbia successo e riuniti siamo più pericolosi?»
Ancora scosso per la presa di coscienza di perdere per sempre il suo ragazzo, Billy cercò di scacciare quei pensieri negativi e provò a ragionare sul comportamento di Hart.
«Non saprei cosa risponderti» ammise. «Potrebbe essere una manipolazione, o una farsa, oppure un suo piano escogitato dall’inizio e pianificato fin nei minimi dettagli. Di certo, non ci lascerà agire indisturbati. Passerà al contrattacco e a Betty non resta molto tempo.»
 
 

                                                                        Continua…?

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