Sorge Oscurità Maggiore 36: Oscurità Cammina con Me
«Betty sta svanendo» disse cupo Kenny
Wood.
Un tuono rombò nel cielo, come a
sottolineare la gravità dell’affermazione e Billy sobbalzò sulla sedia.
All’esterno della scuola imperversava il
temporale e seguendo gli intervalli regolari, un nuovo lampo illuminò di
scorcio lui e i quattro compagni riuniti in aula multimediale, mischiandosi con
la luce elettrica.
«E ne sei così sicuro perché…» Di fronte
all’altro ragazzo, seduto sul banco, Donovan lo guardò sospettoso, lasciando la
frase in sospeso.
Un altro tuono riempì la pausa.
Kenny si girò a fissarlo. «Non
percepisco più alcun odore da lei.»
«Ma è normale nel suo stato» fece
Michelle, agitandosi nella sedia accanto a lui. «Cioè, credo.»
Kerry raddrizzò la schiena, appoggiata
con il bacino a un banco dietro al gemello. «Non proprio. Kenny riusciva a
percepire una leggera scia del suo odore anche quando diventava intangibile.»
Donovan tirò fuori la lingua disgustato.
«Perverso.»
«Senti da che pulpito» replicò Kenny.
«Smettetela, tutti e due» intervenne
Billy. Non dovevano perdere la concentrazione sul fulcro dell’incontro:
riportare Betty da loro. «E hai notato qualcos’altro che può essere utile?»
«Con l’udito potenziato ho sentito il
battere del suo cuore» rispose Kenny. «Però ho paura che anche quello presto
diventerà impercettibile.»
Billy ebbe l’ultima conferma che la
situazione era peggiorata. «Dobbiamo costringere Betty a un confronto con
Donovan. È l’unica soluzione per farla reagire al suo dolore, sperando che
basti a rifarle acquistare lo stato solido.»
«Non è così facile» commentò Michelle.
«Lei può svanire dove vuole e come vuole e nessuno di noi può toccarla.»
«È solo una mia teoria, ma penso tu
possa trattenerla» disse guardando l’amica. «Il tuo potere e per certi versi
mentale e agisce sul piano fisico, inoltre è in minima parte legato
all’oscurità. Tutti fattori che possono agire a nostro vantaggio.»
«Aspetta, quindi dovete essere tutti
presenti mentre noi due parliamo?» chiese Donovan imbarazzato.
Billy provò a sorridergli comprensivo.
«Almeno finché non saremo sicuri che non possa scappare via. Mi dispiace, ma di
certo Michelle dovrà restare.»
Kerry fece schioccare la lingua. «Magari
dovremmo aggiungere anche Chas alla rimpatriata. Se ho capito bene dal vostro
racconto è una parte del problema.»
Donovan scosse la testa. «Betty le ha
detto chiaramente di non essere arrabbiata con lei.»
«Ed è meglio non coinvolgere troppe
persone» aggiunse Billy. «Sappiamo che tutti i presenti sono riusciti a
resistere o contrastare l’influsso di Hart, ma non so che cosa potrebbe fare ad
altri.»
«Ok, giusto, ha senso.» Michelle si
mosse ancora sulla seduta incrociando le braccia e poi sciogliendole dal petto.
«Possiamo ricapitolare il piano?»
Billy annuì. «Prima Kenny userà i suoi
sensi da lupo mannaro per rintracciarla. Una volta trovata, tutti insieme
proveremo a convincerla del pericolo che sta correndo e se non dovessimo
riuscirci con le parole, Michelle userà il su…argh»
Una fitta rapida, ma intensa alla testa
gli spezzò la spiegazione e gli fece chiudere gli occhi.
Un applauso ritmato invase la stanza.
Billy risollevò le palpebre e vide Zec
sull’uscio. Aveva percepito l’arrivo come con Oscurità Maggiore e non gli
piacque.
«Ma che bravi, fate una riunione senza
di me» sorrise compiaciuto nel dirlo. «Non fa niente, non me la sono presa.
Tanto so già tutto anche senza essere invitato.»
Il picchiettare della pioggia sui vetri
dell’ampio finestrone fece da sottofondo al loro silenzio.
Billy osservò il fidanzato e non riuscì
a decifrarne le intenzioni. Non avevano un vero confronto da quando aveva strappato
a Dana i poteri al Bronze Dust.
«Perché sei qui?» D’istinto fu la prima
domanda che gli venne da porgli.
Zec mantenne il sorriso. «Come? Non
faccio più parte del club soprannaturale? Vi siete riuniti e partecipo anche
io.»
«Va bene» rispose Michelle con voce
incerta. «Però non possiamo rischiare che racconti tutto a Oscurità Maggiore.»
«Hart non ha bisogno di me per sapere.»
Zec fece un passo avanti ed entrò nell’aula. «Vero, Billy?»
Billy si tastò la tempia e poi ritirò la
mano. Sapeva che aveva avuto una sorta di scossa psichica che lo aveva
avvertito della sua presenza. «Il mio senso del soprannaturale mi avvisa di
eventi o persone e il dolore è un segnale di Oscurità… ma ora qui ci sei tu.»
Kenny balzò in piedi e la gemella si
mise in posizione di difesa.
«Cosa significa?» domandò Kerry seria.
«Sei qui per attaccarci!» lo aggredì il
gemello.
Zec camminò, fermandosi a pochi passi
dal loro gruppo. «Calmatevi voi due, siete sempre pronti alla zuffa. Sono
venuto solo per spiegarvi che state perdendo tempo.»
«Non hai risposto alla domanda.» Billy
si era fatto un’idea del cambiamento avvenuto nel suo ragazzo e controllò il
respiro per non cadere preda della rabbia, o peggio del terrore. «Se percepisco
Oscurità… Hart, e ho la stessa sensazione con te, vuol dire che sei parte… di
lui?»
Zec sbuffò. «Uffa, non capisco questo
tuo improvviso bisogno di etichettare ogni cosa. Sto insieme ad Hart, come sto
ancora insieme a te. Il nostro rapporto è diventato più intimo e profondo, ma
non devi essere geloso. Mi ha migliorato e
questo dovrebbe renderti felice.»
Donovan soffiò aria tra i denti. «Per me
è tutto un bluff. Hart ha sentito che ci stavamo organizzando e ti ha mandato a
spiarci.»
Zec si girò a fissarlo. «Credi che vi
tema? E per quale motivo? Non siete una minaccia.»
«Abbiamo fatto nuove scoperte» disse
Donovan. «Qualcosa di cui Hart non è al corrente, ma potrebbe dargli fastidio.»
Billy intuì a cosa si riferiva l’amico.
«Non dire altro» lo ammonì. Rischiavano di sprecare un prezioso vantaggio in
un’inutile battibecco. «Zec, tu non glielo hai detto, vero? Quello che abbiamo
saputo nel sogno, lo hai tenuto solo per te…»
«Oh, Billy-bello, non serve essere
riservato» replicò Zec. «Condivido tutto con Hart, anche la scioccante
rivelazione sulla Prima Cacciatrice.»
A Billy si mozzò il respiro in gola. Il
legame tra i due aveva davvero raggiunto un livello pericoloso.
Un nuovo lampo illuminò ulteriormente la
stanza. Giusto in tempo per mostrare le venature scure sul viso di Zec e il
nero pece ricoprire i suoi capelli e riempire gli occhi.
Il tuono che lo seguì esplose in un
boato.
La luce elettrica mancò, lasciandoli nel
buio totale per pochi secondi.
Tutti loro emisero un lieve grido di
spavento e trasalirono sulle loro postazioni.
Poi la l’illuminazione tornò nell’aula e
restarono allibiti.
Zec levitava a una sessantina di
centimetri dal pavimento, con la schiena inarcata all’indietro rise e il suono
era gutturale, distorto. Era ricorso al suo potere senza il minimo sforzo.
«Anzi è più corretto dire che sapevo tutto
prima di voi, ma ho aspettato che mamma si rivelasse di sua volontà»
precisò Zec con voce sdoppiata,
rimettendosi diritto.
Billy non nascose un nuovo tremore. Hart
Wyngarde parlava insieme a lui, usando il suo corpo come tramite. Lo fissò con
gli occhi spalancati.
Zec sorrise di nuovo, ma i tratti del
suo volto avevano un aspetto inquietante. «Non essere così sconvolto,
fratellino. Io e te condividiamo tutto, compreso il nostro ragazzo. E lui, che
ha abbracciato l’oscurità, condivide tutto con me. Non è difficile da capire.»
«Se eri a conoscenza di tutto, perché
non hai fatto nulla?» domandò Billy. Il comportamento del nemico gli parve
insensato. «Non l’hai fermata.»
«Come abbiamo già stabilito, non era
necessario. Niente di tutto quello che vi ha mostrato o rivelato, può nuocermi.»
Michelle si alzò in piedi. «Non ti
credo. Lei ci ha fatto capire che abbiamo un potere che tu non possiedi.»
Zec si girò a fissarla e con la sua
doppia voce disse: «Povera, ingenua Michelle, credi ancora alla favola della speranza.
Se la speranza fosse pericolosa, come affermate, sarei qui con voi? Pensate che
sarei davvero riuscito a liberarmi e prendere una forma e diffondermi in tutta
Dorms? Avanti, non siete così stupidi.»
«O semplicemente non vuoi ammettere un
tuo punto debole.» Kerry lo guardò seria, senza traccia di timore. «Gillian
Summerson è comparsa come Prima Cacciatrice molto prima di te e ha messo in
guardia tutti con anticipo. Quello che dici non ha senso.»
Billy condivideva il suo ragionamento. Oscurità
Maggiore avrebbe potuto impedire a quella scintilla della mente della madre di
manifestarsi, ma non ci era riuscito. Il modo in cui Zec strinse i denti, lo
convinse che in qualche modo non era sincero e anche infastidito.
«Stupida!» inveì Zec/Hart e le sedie si
sollevarono per pochi secondi dal pavimento, ricadendo poi con un tonfo, sparse
e rovesciate. «Mia madre è morta dopo una malattia che l’ha resa una
sconosciuta. Quello che Elliott… IO ho passato era dolore, lo stesso che mi ha
generato ed è parte integrante del mio essere. Qualunque messaggio di forza e
coraggio possa avervi trasmesso è vuoto. Il dolore batte qualsiasi altra cosa.
Ve l’ho già dimostrato, ma lo vedrete ancora!»
Zec sbatté le palpebre. La luce elettrica sfarfallo. Le pupille del
ragazzo tornarono a riempire la sclera, i capelli si tinsero di castano e le
vene sparirono dalla pelle rosata. Scese lento fino a toccare con le scarpe da
ginnastica il pavimento.
«Hart se ne è andato» disse Billy.
«Perché gli hai permesso di possedere e usare il tuo corpo e la tua mente?»
Il fidanzato lo guardò pacifico. «Non
vuoi proprio ascoltarmi: condivido tutto con Hart, abbiamo un legame forte. La
mia oscurità è intrecciata alla sua.»
Billy rabbrividì e poi avvertì un dolore
al petto. Più cercava di trovare una ragione per strapparlo a quella parte di
sé, più Zec dimostrava di essere irraggiungibile.
Il vento sferzò un’ondata di pioggia e
sbatté contro la vetrata facendo tremare la finestra.
«E non ti importa nemmeno di quello che
ha fatto a Betty?» domandò Donovan. «E sì, so di avere la mia parte di
responsabilità, ma per colpa di Hart lei rischia di morire.»
«Hart le ha suggerito il modo in cui
poteva sfruttare il suo dono per sentirsi meglio, non vedo nessuna colpa.» Zec
diede loro le spalle si avviò alla porta dell’aula. Mentre era già con un piede
in corridoio, aggiunse: «Se Betty ha bisogno di aiuto, lui è pronto ad
accoglierla.»
Billy e i quattro compagni lo
osservarono scomparire dalla loro visuale, senza ribattere.
Kenny si voltò poi verso di lui, inarcando
un sopracciglio. «Che ne pensi? Quello era un modo per farci capire che solo
Hart può aiutare Betty, o teme che il
tuo piano di avvicinarla abbia successo e riuniti siamo più pericolosi?»
Ancora scosso per la presa di coscienza
di perdere per sempre il suo ragazzo, Billy cercò di scacciare quei pensieri
negativi e provò a ragionare sul comportamento di Hart.
«Non saprei cosa risponderti» ammise.
«Potrebbe essere una manipolazione, o una farsa, oppure un suo piano escogitato
dall’inizio e pianificato fin nei minimi dettagli. Di certo, non ci lascerà
agire indisturbati. Passerà al contrattacco e a Betty non resta molto tempo.»
Continua…?
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