lunedì 29 gennaio 2024

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 52

Il Gioco del Branco 16: L’Inferno non ha Scrupoli

 

«Dico che non è un nostro problema» ribadì Donovan, lanciando un’occhiata di sbieco a Chas, seduta nella prima fila di poltroncine con ai due lati i suoi nuovi migliori amici Jordan e Aiden. «Se vuole seguire il cliché della bionda stupida, lasciamoglielo fare.»

Michelle inghiottì l’ultimo sorso di Sprite e accartocciò la lattina tra le mani. «Sono pienamente d’accordo» sentenziò dall’ultima fila, dove insieme ai suoi amici attendeva l’arrivo della professoressa Noxon con la lista dei ruoli. Erano passati due giorni e non sapevano ancora in che genere di licantropo era stata cambiata la ragazza più spocchiosa della scuola. Chas non le era mai piaciuta e non capiva perché dovessero preoccuparsi di qualcuno che non aveva voluto ascoltarli quando l’avevano messa in guardia e li trattava già come dei mostri lebbrosi da prima della comparsa della Bocca dell’Inferno. «Qualsiasi cosa le hanno fatto, se l’è cercata e non sembra darle fastidio.»
«Perché non immagina la gravità delle conseguenze» rispose Billy assorto. «E in ogni caso è una mia responsabilità. Il paranormale giornaliero è opera dell’altro me.»
«Sai che nessuno di noi ti incolpa di questo» intervenne Zec. «Siamo una squadra, affrontiamo ogni minaccia uniti.»
Betty si sporse in avanti, appoggiandosi sullo schienale della poltroncina della penultima fila. «Allora dovremmo tenerci pronti. Se non ha ottenuto la parte che vuole nel musical, Chas passerà di certo all’azione.»
«Lasciamoglielo fare» disse Michelle, notando lo sguardo sorpreso sui volti degli altri. «Risolva da sola i casini in cui si caccia.»
Billy scosse la testa. «Non si tratta solo di lei. Pensa a tutti i ragazzi presenti, quanti di loro faranno le spese dell’egoismo di Chas? O nostro, se non interveniamo.» 
Michelle si morse il labbro inferiore. Non era del tutto d’accordo: non potevano intervenire sempre, soprattutto ora che c’erano altri ragazzi con capacità soprannaturali e sembravano intenzionati a utilizzarle per il loro tornaconto. «Così saremo sempre messi in mezzo…»
«Può darsi» ipotizzò Betty. «O forse avranno anche gli altri un codice morale per non ferire chi è innocente. Dopotutto accusano Billy di questo.»
«Ti ricordi di chi stiamo parlando, vero?» domandò scettico Donovan. «Gli stessi che si sono uniti a Kate contro di noi, senza un vero motivo.»
«È una nostra responsabilità» replicò Zec, guardandola negli occhi. «Lo abbiamo deciso l’anno scorso.»
Michelle sbuffò imbronciata. Per lei era diverso. Un conto era occuparsi direttamente di ciò che la mente di Elliott creava come Bocca dell’Inferno, un altro quello che qualcun altro decideva di fare alterando la realtà a suo piacere e attribuendosi superpoteri.
«Grazie per aver avuto la pazienza di aspettarmi.» La professoressa Noxon comparve all’ingresso dell’auditorium e procedette verso il palcoscenico. «E soprattutto di averlo fatto in silenzio.»
Michelle e i suoi compagni si alzarono dai posti, come il resto degli altri ragazzi e si avvicinarono alla bacheca appoggiata su un cavalletto, dove la donna stava affiggendo un foglio stampato con nomi, cognomi e relativa parte nel musical.
«Come vi ho più volte ripetuto, il mio giudizio e insindacabile» precisò la Noxon, ravvivandosi la chioma castana di capelli corti e vaporosi. «Il copione vi sarà distribuito più tardi e lo studierete durante la pausa delle vacanze invernali. Mi auguro sarete tutti pronti per il primo giorno di prove al rientro a scuola. Sarò in sala professori se avrete bisogno, ma ripeto: non ci saranno cambi di ruoli.»
Scese dal palco e li lasciò a leggere le attribuzioni.
Michelle avanzò, facendosi strada tra gli altri compagni. Sperò in un ruolo piccolo e con poche parti cantate e ballate. Non aveva ancora superato la sua avversione verso l’idea di calcare le scene, era rimasta nel gruppo di teatro solo perché era un’altra attività da fare insieme ai suoi amici, ma senza dover combattere mostri o catastrofi. Il più delle volte.
Fece scorrere lo sguardo e cercò il suo nome. Provò un senso di sollievo nel leggere che le era stata assegnata la parte di una dei figli, “Brigitta Von Trapp” per la precisione, da quel che ricordava il personaggio rispettava i suoi criteri per non dover sforzarsi troppo. Si dedicò quindi a scoprire cosa era toccato ai suoi amici.
Billy era “Friederich Von Trapp” e Zec “Kurt Von Trapp”, anche loro due dei fratelli; Donovan era stato scelto per essere “Rolf Gruber”, il nazista innamorato della figlia maggiore; mancava Betty, scorse i vari nomi e poi la sua bocca si distorse in una smorfia di fastidio. Non ci voleva.
«Stiamo scherzando? Il ruolo di “Maria” lo farà Betty Swanson?» urlò Chas inviperita. «Non esiste!»
Michelle si girò a guardare l’amica. «Cosa pensi di fare?»
Betty scrollò le spalle. «Niente. Se mi attacca scoprirà di non essere l’unica ad aver avuto un cambiamento.»
Chas camminò decisa verso loro e li scrutò infastidita. «Siete sempre in mezzo ai piedi. Non importa, possiamo risolverla facilmente. Andiamo dalla prof Noxon e ci scambiamo i ruoli.»
«Niente affatto. E poi “Liesl Von Trapp” è un buon ruolo, hai anche una delle canzoni più famose» rispose calma Betty.
«Allora fallo tu, non sarà un problema scambiarci.»
«Sarebbe comunque inutile, la professoressa ha detto che non farà cambi.»
Chas le riservò un sorriso stretto e affilato come la lama di un coltello. «Non ti conviene metterti contro di me.»
Michelle tirò indietro l’amica e la circondò con il resto dei suoi compagni. «Accontentala ed evitiamo guai.»
«Neanche per sogno» ribatté l’altra.
«Anche io preferirei ti scambiassi la parte» disse Donovan. «Non mi va di fingere di essere innamorato di lei. Di nuovo.»
Michelle si rivolse a Billy. «Cosa proponi?» Le era venuto spontaneo dare a lui il compito della scelta finale, come se avessero tacitamente accettato il suo ruolo di leader.
Lui la guardò e poi fissò uno a uno gli altri. «Penso sia meglio assecondare Chas. Eviteremmo possibili guai soprannaturali.»
«Forse, ma tatticamente non è la soluzione più giusta» rispose Betty. «Se la spingo a esporsi, ci svelerà in cosa l’ha trasformata Kate e perderanno un vantaggio.»
«E se fosse qualcosa che non possiamo battere o contenere?» domandò Zec.
«Sciocchezze. Tu e Michelle avete il potere più forte. Siete i nostri pezzi da novanta» fece Betty.
Seppur lusingata, Michelle avrebbe preferito la soluzione non violenta. Lanciò uno sguardo a Chas e lesse nei suoi occhi l’intenzione di non cedere senza combattere.
La ragazza bionda si schiarì la gola. «Sto aspettando, cosa hai deciso?»
Betty si allontanò dal loro gruppetto. «Non cambio idea. E se fossi una vera attrice, accetteresti il tuo ruolo senza troppe storie.» Abbassò la voce e aggiunse: «Avere un qualche talento nuovo e sovraumano non ti dà il diritto di sfruttarlo per i tuoi capricci.»
Jordan si unì alla discussione. «Ancora a farci la morale? Siete patetici.»
Michelle osservò la scena in ansia. Stava degenerando, lo si poteva avvertire chiaramente e Billy lo confermò.
Il ragazzo, in piedi tra loro, sussurrò: «Allarme soprannaturale.»
Aiden si unì ai due compagni. «È finalmente arrivata l’ora del primo scontro? Vediamo quale squadra è più forte.»  
«Aggredirci non risolverà nulla» s’intromise Billy.
«Non cederemo ai ricatti» continuò Donovan.
«E la decisione finale spetta alla professoressa Noxon» ricordò al trio Zec.
Betty fissò i ragazzi di fronte . «Volete farle del male? Attaccare una donna innocente?»
Chas sospirò esasperata. «Siete così drammatici. Troppo perfino per me. Mi basterà convincerla a cambiare idea.»
Michelle si guardò intorno aspettandosi una stramberia da un momento all’altro. Quello che notò, però, fu l’assenza di altri nell’auditorium: oltre a loro otto, a nessuno interessava il battibecco da primadonna di Chas. Guardò Billy e sibilò: «Il tuo senso del soprannaturale ti ha allertato, ma qual è la minaccia?»
Il ragazzo le restituì uno sguardo smarrito.
Nell’auditorium risuonò una musica soffusa e Chas prese a fare dei gorgheggi con la voce.
Per un attimo in Michelle si accese una speranza. La musica era un carattere distintivo di Dana e l’idea di rivederla la rendeva allegra, non solo per averla come alleata. Non apparve però nessuno sbuffo di fumo viola.
Aiden ruggì e allargò le labbra, mostrando le zanne. Le iridi gli si tinsero di giallo, ciuffi di peli gli spuntarono ai lati del mento, le orecchie si strinsero divenendo a punta e le unghie si allungarono in artigli.
«Cosa state facendo?» domandò Michelle confusa.
«Ci prepariamo in caso vi mettiate di mezzo» rispose Jordan, anche se non si mosse di un centimetro e nemmeno mutò la sua forma.
Le note della canzone divennero più precise, tanto da permettere a Michelle di riconoscerla: si trattava di Meneater di Nelly Furtado.
 

«Me lo prenderò, me lo prenderò.»

 

Chas canticchiò le due frasi ancheggiando verso il palcoscenico. Salendo i gradini al lato destro, riprese a cantare:
 

«Tutti quanti venite qui,qui

Varcate la soglia e guardatemi,
Urlate ed esaltatevi sono qui per dare spettacolo
Cosa spettate? Muovetevi, eccitatevi»
 

Michelle osservò i compagni. Nessuno ballava come sotto l’influsso delle canzoni di Dana. Eppure il modo in cui la musica si diffondeva nell’ambiente, partendo dal nulla, e il testo era modificato erano uguali al suo modo di attivare poteri da demone della musica.

«Perché non ci succede niente?» domandò Donovan, ragionando come lei.
«Forse non siamo noi il suo obiettivo» rispose Zec, indicando l’ingresso dell’auditorium. «Guardate là dietro.»
Una piccola folla di ragazzi avanzò come zombie, ma dallo sguardo estasiato, immettendosi nell’auditorium. Procedettero lungo la striscia di pavimento che divideva le due file di poltroncine e si accalcarono ai piedi del palco. Davanti a loro, facilmente individuabile in quanto unica adulta, c’era la professoressa Noxon.
Chas si accovacciò, tendendo la mano sinistra al suo pubblico.
 

«Tutti quanti giratevi a guardarmi

Sono qui per voi
Potreste inginocchiarvi davanti alla vostra regina
So che mi adorate e vorreste essere me!
Diva, giovane star, sono il vostro sogno
Adoratemi, supportatemi, urlate per vedermi recitare
Lei è la mia rivale, vi farà crollare
Vi farà annoiare, fatele capire che non la potete amare.»
 

Michelle la guardò sbigottita. Non stava cantando per esprimere qualcosa che provava, stava manipolando le persone per farsi adorare.

La folla di ragazzi, più la professoressa Noxon, si girò e lanciò uno sguardo di disprezzo a Betty, prima di voltarsi e riportare l’attenzione su Chas.   
«Lo avete visto anche voi? Mi sta denigrando con qualche trucco di musica paranormale» sbottò l’amica irritata.
Billy le prese il braccio. «Non muoverti. Non sappiamo come li sta influenzando. È meglio essere cauti.»
Jordan sorrise compiaciuto. «Ha ragione. Non reagite, sarà tutto più tranquillo.»
Chas continuò il suo pezzo personalizzato di persuasione canora.
 

«Sono una diva, giovane star, sono il vostro sogno

Adoratemi, supportatemi, urlate per vedermi recitare
Lei è la mia rivale, vi farà crollare
Vi farà annoiare, fatele capire che non mi può eguagliare.»


La ragazza bionda si rialzò lentamente, scese dagli scalini del palco e camminò nella loro direzione. Il suo pubblico intanto dondolò sul posto a tempo di musica, seguendola solo con lo sguardo.

 

«E lo so che ci prova con passione, passione

Ogni tentativo è una delusione
Voce gracchiante, aspetto slavato
Vi farà desiderare di essere cechi.
Tutti quanti giratevi a guardarmi
Sono qui per voi
Potreste inginocchiarvi davanti alla vostra regina
So che mi adorate e vorreste essere me!»
 

Chas girò intorno a Betty, continuando la sua performance.

Michelle riconobbe in quelle parole, nel modo in cui la sfotteva e la guardava, lo stesso trattamento di solito riservato a lei.
Essere presa in giro, l’oggetto dello scherno e della derisione. Non lo sopportava. In nessun caso, a maggior ragione per una stupida parte in un musical. Betty era sua amica, doveva difenderla.
«Adesso basta.» I capelli le si tinsero di nero e le vene scure sbocciarono sulla fronte e sulle guance. Osservando con occhi totalmente neri la cantante, intimò: «Smettila, o ti farò smettere io.»
Aiden le ringhiò contro. «Non farai niente.»
«Credi di spaventarla, barboncino?» lo derise Donovan. «Ti farà fare un volo tale da schiarirti le idee.»
«No» rispose Jordan. Le sue iridi divennero rosso-arancio e fiamme gialle divamparono dal suo petto, riducendo a brandelli il maglione blu. Snudò i denti e rivelò zanne nell’arcata inferiore. «Nessuno farà nulla. Chas finirà la sua canzone in pace. O sarà peggio per voi.»
«Non ci credo» disse Zec sbalordito. «È un Segugio Infernale, come in Teen Wolf
Jordan abbandonò il gruppo e si diresse al palcoscenico. Salì gli scalini e afferrò un lembo del sipario. Le fiamme dal suo petto ondeggiarono vicino al tessuto. «Ostacolateci e darò fuoco a tutto.»
«Ferirai anche tutti i ragazzi e la Noxon lì sotto» intervenne Billy. «Nello stato in cui sono non possono scappare e mettersi al riparo.»
Jordan lo guardò serio. «Non mi importa.»
Michelle si voltò verso Billy e lui le fece cenno di rimanere immobile. Eseguì il suggerimento e mentre Chas si muoveva cantando e ancheggiando per tornare sul palco dai suoi fans zombificati e adoranti, non prestò attenzione al resto della canzone.
Non riuscì però a reprimere la rabbia. Anche lei aveva avuto la tentazione di usare le sue capacità risvegliate dal sogno di Elliott per scopi personali: punire le ragazze che la bullizzavano, ma non era andata fino in fondo. Proprio Betty l’aveva aiutata e ora che era il suo turno, non poteva fare nulla, altrimenti altri ne avrebbero pagato le conseguenze.
«Dite alla vostra amica di rifarsi la tinta naturale» ringhiò di nuovo Aiden.
«Michelle, dovresti tornare normale» le disse Billy a denti stretti.
«Non ci riesco» replicò. Il dolore e la furia non l’abbandonavano e così il potenziale di scatenare un poltergeist. Dana… pensò chiudendo gli occhi. Vorrei tu fossi qui.
Ehi, carotina!
Michelle sollevò lo sguardo e scandagliò l’auditorium. La voce della ragazza demone le era risuonata nelle orecchie, ma di lei non c’era traccia. Le bastò però il pensiero di vedersela davanti a rilassarla e il suo aspetto tornò quello di sempre.
 

«No, non troverete un attrice migliore di me

Desiderate guardare e ascoltare solo me
Desiderate guardare e ascoltare solo me
Desiderate guardare e ascoltare solo me
Sono una diva, una giovane star
Diva, giovane star
Diva, giovane star»

 

Chas terminò il suo canto e la musica e la sua voce sfumarono lentamente, fino a spegnersi.

Michelle e il suo gruppo rimasero fermi a fissare i ragazzi risvegliarsi dal torpore indotto dalla canzone e poi guardarsi tra di loro confusi e infine allontanarsi verso l’uscita dall’auditorium.
La professoressa Noxon rimase per pochi istanti a osservare la lista, poi pescò dalla tasca della giacca una penna blu e tracciò una riga sul nome “Betty Swanson”, accanto al ruolo “Maria” e scrisse in stampatello con grafia chiara Chastity Chain. Modificò anche il nome per il ruolo di “Liesl Von Trapp”, quindi si voltò e se ne andò come se niente fosse.
Jordan socchiuse gli occhi, espirò rumorosamente e le fiamme si estinsero dal suo petto, lasciando un foro vistoso sul maglione e mettendo in evidenza la pelle del petto con tracce di cenere.
«Ecco, giustizia è stata fatta» fece Chas. Li osservò sorridendo e scendendo dal palco, raggiunse i suoi compagni. «Coraggio Aiden, puoi tornare normale.»
Il ragazzo asiatico sbuffò e ritrasse gli artigli, mentre il suo aspetto tornava quello di semplice adolescente.   
«Hai vinto, ma non si tratta di giustizia» sentenziò Betty.
Chas fece spallucce. «Pensa quello che vuoi. Sarò comunque la protagonista.»
«Ma che razza di licantropo sei?» domandò Donovan. «Una iena canterina?»
«È una banshee» rispose Michelle. «O una sua versione riveduta.»
Zec inarcò un sopracciglio. «Ma sono delle annunciatrici di morte. Non cantano. Urlano o si lamentano.»
«Kate l’ha chiamata nello stesso modo e ha fatto le tue obiezioni» spiegò Chas. «Le ho fatto capire che se mi voleva con sé, doveva scendere a un compromesso. Urlare in modo sguaiato non si addice alla mia persona.»
«Manipolare invece ti calza a pennello» commentò Billy.
Chas lo ignorò, prese sotto braccio i due ragazzi e si allontanarono a loro volta verso l’uscita.
Michelle li guardò capendo di non poter combattere con il branco alla pari: non sapevano cosa significasse avere scrupoli.
 

 

                                                           Continua…? 

lunedì 15 gennaio 2024

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 51

Il Gioco del Branco 15: Come ti ha Cambiato l’Inferno?

 

«Non ci sono più dubbi: Kate è sicuramente S» sentenziò Michelle, seduta su una poltroncina sul fondo dell’auditorium. «Il suo cognome è Silver, stessa lettera iniziale con cui si firma.»

Billy arricciò il naso. «Mi sembra troppo ovvio.» Seduto accanto a lei, non condivideva affatto quella deduzione. «L’unica certezza è di quanto sia pericolosa. E potente. È riuscita  a far passare inosservati gli spari dell’agente Hogan. Nessuno è venuto fuori a controllare o ne ha parlato.»
Dando le spalle al palcoscenico, dove erano in fila i compagni per le audizioni, e con il mento posato sul braccio abbandonato sul bordo della spalliera, Betty ragionò: «Non sono la stessa persona, ma sono alleate, o simili. L’infermiera voleva coinvolgere i gemelli Wood nel suo branco, ma non poteva sapere che saremmo riusciti a parlare con loro, come ci aveva ordinato di non fare S.»
«E se avessi obbedito forse non ci sarebbe stato Mezzogiorno di fuoco nel cortile della scuola ieri pomeriggio» replicò Donovan, nel posto al suo fianco e girato di tre quarti. 
«Per favore, non ricominciate» disse Zec, seduto alla destra di Billy. «Grazie al cielo non si è fatto male nessuno.»
«Già… ma a Kate non importava» commentò Billy. Non riusciva a levarsi dalla mente l’indifferenza con cui era intervenuta e aveva parlato dell’agente Christopher Hogan. E nemmeno del disgusto e rancore con cui si è rivolta a lui, prima di lanciare l’ultima bomba. «Dobbiamo trovare al più presto la persona che vuole arruolare e metterla in guardia.»
«Anche se la nostra cerchia di conoscenze è piuttosto ristretta, non è comunque facile» sottolineò Zec.
Betty raddrizzò la schiena e aggiustò gli occhiali sulla base del naso. «Dobbiamo ragionare seguendo le trame delle serie televisive a cui si ispira. Come venivano coinvolti i personaggi vicini o legati in qualche modo ai protagonisti?»
Billy sbuffò. Non conosceva le due serie prese a modello da Kate e S e non sapeva come dare il suo apporto al gruppo.
«In Teen Wolf Scott McCall non recluta il suo branco, si forma piuttosto intorno a lui» fece Michelle con sguardo assorto.
«Ma Derek Hale ha un criterio specifico» rispose Zec. «Quando diventa un Alpha, cerca nella scuola i reietti, i bullizzati i perdenti… forse dovremmo andare in quella direzione.»
«Giusto! Anche in Pretty Little Liars i bersagli contro cui A. indirizza le ragazze hanno qualcosa di simile» concordò Betty.
Donovan si voltò del tutto verso gli altri compagni dietro di sé. «Se lo trasferiamo nella nostra situazione, anche Aiden e Jordan rientrano nelle categorie. Il primo fa parte della squadra di basket e per non essere bullizzato si finge meno intelligente. Mentre il secondo è… cioè era perseguitato dal professor Monaghan.»
Billy provò a seguire il loro ragionamento. Chi c’era, tra i compagni di scuola ancora in vita e coinvolto in faccende legate alla Bocca dell’Inferno, che potesse rientrare nella categoria? Fece scivolare lo sguardo lungo i sedili davanti al suo, nelle varie file con alcuni ragazzi membri del club di teatro e non riconobbe nessuno, fino a fermarsi su una ragazza da i lunghi capelli biondi.
«È Chas Chain» disse convinto.
Gli altri quattro si misero a fissarla a loro volta.
Donovan aggrottò la fronte. «Scherzi? È più il tipo da tormentare gli altri, invece di essere tormentata.»
«Osservate bene» insistette. «Ha sempre intorno una o due ragazze a farle da corteo, ma è seduta in mezzo alla fila, completamente sola. Nessuna “schiavetta” al seguito. Non è strano?»
Michelle si sporse in avanti. «In effetti è da diversi giorni che la vedo giare da sola anche per i corridoi e in mensa…»
«E ricordate, durante la messa in scena di Romeo e Giulietta è stata attaccata dai vampiri, è stata vittima del ciondolo di Giulietta ed era a scuola anche durante la distorsione infernale di Jordan» continuò Billy, sempre più sicuro della sua rivelazione. «In qualche modo tutta questa esposizione al soprannaturale può averla portata a essere isolata dagli altri. Il bersaglio ideale per Kate.»
«Messa sotto questa luce, non hai tutti i torti» concordò Betty. «Come la avviciniamo? Non ha decisamente un carattere affabile. E in più io, tu e Donovan dobbiamo rimanere qui per i provini.»
«Chas lo ha fatto ieri con me e Michelle, possiamo provare a parlarle noi» propose Zec.
Michelle storse il naso. «Devo proprio farlo anche io?»
«Al provino penserò domani, voglio cercare di convincerla in ogni modo» disse Billy risoluto. «Copritemi con la professoressa Noxon, questa faccenda ha la priorità.»
 

Chas li squadrò con aria stizzita, incrociando le braccia sul petto. «E voi mi avete trascinato fuori dall’auditorium per dirmi queste cavolate?»

«Tanto hai già fatto il provino, cosa ti importa?» domandò irritata Michelle.
«Devi sempre tenere sotto controllo la concorrenza» ribatté l’altra. «Ecco la differenza tra una professionista come me e dei dilettanti come voi.»
Billy s’infuriò. «Non stiamo scherzando. Quello che ti abbiamo detto è tutto vero. Non puoi ignorare i fatti. Quello che è successo l’anno scorso è frutto di manifestazioni soprannaturali e ne sei stata coinvolta anche tu.»
Non nutriva particolare simpatia per la ragazza, ma non voleva cadesse vittima del gioco di Kate. Ogni pedina arruolata in quella assurda partita contro di lui, era una persona in più sulla sua coscienza.
«Chas, sei intelligente per capire che c’è in ballo qualcosa di anormale» disse Zec. «Puoi non ricordare i particolari, ma sai di essere stata presente a eventi inspiegabili con la logica.»
«E se anche fosse?» domandò Chas con scarso interesse. «Di cosa dovrei preoccuparmi?»
«Devi stare lontana dall’infermiera Silver, da Aiden Cheung e da Jordan Guiterrez» le ordinò Billy. «Qualunque promessa ti facciano, non fidarti. Ogni offerta ha un prezzo altissimo.»
Chas lo fissò negli occhi e gli parve leggervi all’interno un principio di timore. «Non capisco dove vuoi arrivare, ma non hanno nulla che mi interessi.» Li spinse via, allontanandosi dal muro contro cui l’avevano accerchiata e avanzò nel corridoio. «La vostra fama è diffusa in tutto il liceo. Ed è vero. Siete degli schizzati.»
Billy la rincorse e le afferrò una spalla. «Ti stiamo mettendo in guardia, vogliamo aiutarti, sapere che sarai al sicuro.»
Lei scansò via le sue dita con la mano destra dalla maglietta. «Lo sarò, lontano dalla vostra combriccola di svitati.»
Chas riprese a camminare e Billy si mosse per seguirla, ma Zec lo bloccò per un polso.
«È inutile, non vuole ascoltarci» gli disse. «Abbiamo fatto quello che potevamo.»
«Non è abbastanza» ribatté. «Non mi arrendo.»
Billy si liberò dalla presa e inseguì Chas nel corridoio, tra le file di armadietti. Svoltò poco dopo lei  e la vide davanti all’auditorium, la mano sulla maniglia. Prima che la piegasse, fu raggiunta dall’infermiera Kate Silver.
«Oh, Chas meno male che sei qui. Dobbiamo controllare le tue vaccinazioni.»
«Cosa? Adesso?» domandò la ragazza sorpresa.
«È la solita routine prima di ogni attività extrascolastica» rispose Kate sorridente. «Non vuoi rischiare di essere esclusa dallo spettacolo?»
Chas scosse la testa e la seguì verso l’infermeria.
«No! Aspetta» gridò Billy.
Svoltò all’improvviso, scivolando sul pavimento, per non perderla di vista, ma due figure gli si pararono davanti.
«Non sai proprio farti i fatti tuoi» gli fece Aiden guardandolo di sbieco.
«Non ti intromettere» continuò Jordan. «Riguarda solo Chas.»
Billy non fu poi tanto sorpreso di ritrovarli tra i piedi. Erano i primi membri del branco di Kate, seguivano i suoi ordini e lei non voleva intromissioni. Averlo avvisato era solo un modo per stuzzicarlo. O peggio, dimostrare che non poteva fermarla.
«Non sa a cosa sta andando in contro» replicò. «E a nessuno di voi importa di lei.»
«A te sì, invece?» Jordan lo fissò adirato. «Non mi sembra ti interessassi a Chas finché non hai capito che poteva migliorare. Puoi atteggiarti a supereroe quanto vuoi, ma non sei migliore di noi.»
«Ho commesso degli errori, ma non ho mai attirato nessuno in una trappola.»
Aiden lo spintonò. «Credi di sapere sempre tutto! Chi è buono, chi è cattivo. Non ti è venuto in mente che potresti essere tu il problema per tutti.»
Era inutile farli ragionare. Kate li aveva plagiati, oppure pensavano davvero questo di lui. A Billy non importò. Doveva provare a salvare Chas. Qualsiasi proposta di Kate, non era a fin di bene.
«Fatemi passare.»
«Altrimenti?» Aiden girò il polso destro e mostrò il palmo con le cinque dita aperte e piegate. Ognuna aveva un artiglio scuro ben visibile. «Ho voglia di vederti reagire» ringhiò.
Dei passi concitati alle sue spalle annunciarono l’arrivo dei suoi amici.
«Vuoi davvero farti vedere da tutti nel tuo altro stato?» domandò serio Zec.
«Vale anche per voi» replicò Jordan.
I capelli di Michelle si tinsero di nero e le sottili vene scure comparvero sul volto. «Per noi non è un problema.»
Jordan prese il braccio del compagno. «Lascia stare. Ci sarà un’altra occasione. Ormai Kate dovrebbe aver finito.»
Billy li guardò allibito. «Non volevate davvero scontrarvi con me. Avete solo preso tempo perché Kate la convincesse indisturbata.»
Aiden ridacchiò, rinfoderando gli artigli. «L’acume non è trai i tuoi superpoteri.»  
Entrambi si voltarono e se ne andarono lasciandolo con i suoi compagni a domandarsi cosa aveva deciso Chas.
 

Billy, Zec e Michelle rientrarono di soppiatto in auditorium e ripresero i loro posti di prima.

«Come è andata?» domandò Donovan in un bisbigliò.
«Chas non è con voi…» sussurrò Betty. «Non vi ha creduto.»
Billy annuì sconsolato.
«Non è detto che ceda alla proposta di Kate» tentò Zec, per risollevargli il morale.
Le porte dell’auditorium si spalancarono.
Chas entrò raggiante, scostandosi i capelli biondi dietro le spalle. Girò il viso e gli rivolse un sorriso angelico, tutt’altro che rassicurante. A pochi passi da lei, ai suoi lati, procedettero Aiden e Jordan, un po’ come delle guardie del corpo e un po’ come complici con un obbiettivo sinistro.
Continuarono tranquilli verso tre poltroncine nella fila centrale e si sedettero.
Per Billy non c’erano dubbi.
Kate aveva convinto Chas a entrare nel branco e si chiese, nel farlo, in che modo l’avesse cambiata.
 
 

                                                           Continua…?

lunedì 1 gennaio 2024

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 50

Il Gioco del Branco 14: Il Nemico del mio Nemico è mio Nemico (2°parte)

 

Billy ebbe una fastidiosa sensazione di déjà vu.

Quello stesso uomo, impugnando la stessa arma contro di lui a minacciare la sua vita.
Un brivido gli corse lungo la spina dorsale e un pizzicore sulla nuca. Era il segnale.
«Abbiamo a che fare con il soprannaturale» disse rivolto ai due compagni, senza distogliere lo sguardo dalla pistola.
«È solo un uomo armato» replicò Donovan stupito.
«Il mio senso del soprannaturale non mente.»
Betty girò il volto verso di lui. «Non è possibile… è assurdo che un sem…»
«Fate silenzio!» L’uomo alzò la voce e fece un passo verso di loro, mantenendo la mira.
Billy sollevò lentamente le braccia. «Credo sia la punizione di S. per aver disobbedito.»
Betty lo imitò. «Riesce a controllarlo?»
«Non posso confermarlo, ma è l’ipotesi più probabile» le rispose.
«Chiudete la bocca» gridò il poliziotto. «Fate quello che vi ho detto.»
Donovan alzò le braccia a sua volta. «Come ne usciamo?»
«Possiamo spiegarci con calma.» Billy parlò diretto all’uomo, ma la risposta era anche per il compagno. «Non c’è bisogno di ricorrere alla violenza.»   
«Non mi prenderete in giro. Vi conosco, so cosa siete, mostri.» La voce dell’uomo era carica di odio e disprezzo. «Ero qui tutte le volte che è successo un crimine inspiegabile. Arrivavo troppo tardi, ma oggi pareggeremo i conti. Non ve la caverete, pagherete per le vostre colpe.»
«D’accordo, non ci opporremo all’arresto» fece Billy. «Per favore, abbassi la pistola.»
«Gli ordini li do io. E non ho mai detto di volervi arrestare.»
«Questa è la prassi.»
L’uomo compì un nuovo passo verso di loro. «Io sono la legge. Io decido. E con voi non valgono le regole normali.»
«Perché?» domandò Donovan.
«Drogati» rispose secco il poliziotto. «Non so che schifezza vi sniffate, fumate o iniettate, ma so che è questo che vi fa compiere quegli omicidi disumani. Non volete ripulirvi e quella roba non vi rende più umani, siete belve. E i mostri selvaggi come voi vanno cacciati.»
Quelle parole confermarono a Billy l’avviso inviatogli dal suo senso speciale. Nella sua affermazione, il loro assalitore citava indirettamente il messaggio di S.
Sarà caccia aperta.
Billy continuò a guardarlo negli occhi. «Sono sicuro si tratti di un equivoco. Nessuno di noi fa uso di droghe. Di nessun genere.»
«Bugiardo» sbraitò il poliziotto. «Siete mostri, drogati e bugiardi!»
Con una mossa rapida e cogliendolo impreparato, Betty balzò davanti a lui e Donovan. L’azione innervosì l’uomo già instabile e Billy lo vide piegare il dito sul grilletto e si lanciò sul compagno, rotolando a destra insieme sul cemento.
Il proiettile partì con un colpo assordante, rimbombando nel cortile deserto. Alzando appena in tempo il volto, Billy vide la pallottola volare attraverso il corpo intangibile dell’amica, conficcandosi nel muro dell’edificio principale.
«Betty! Ti ha dato di volta il cervello?» gridò terrorizzato per cosa sarebbe potuto accaderle. «Cosa credevi di fare?»
Lei parlò senza voltarsi. «Sapevo di riuscire a controllare a sufficienza il mio potere.»
Donovan si massaggiò la testa. «Siete impazziti tutti e due. Ma cosa avete? Il complesso del martire?»
«Mostri! Lo sapevo!» gridò il poliziotto. «Non siete umani!»
Prima che lui e il compagno potessero rimettersi in piedi, partì un secondo e un terzo colpo, diretti a Betty. Come i precedenti, i proiettili le passarono attraverso.
Pur sapendo che nella forma incorporea l’amica non correva rischi, Billy era comunque spaventato. Quella non era una soluzione. Qualcun altro poteva arrivare all’improvviso e farsi male.
Morire.
«Smetta di sparare» gridò. «Basta! Ammazzerà degli innocenti.»
«È colpa vostra» replicò l’altro. «Avete iniziato voi questa guerra.» Sparò un quarto colpo.
Betty camminò nell’aria verso di lui, senza una forma fisica da intaccare, procedette sicura. Di rimando l’uomo premette il grilletto altre due volte. Riprovò una terza,ma il caricatore girò a vuoto. Aveva finito i colpi a disposizione. La ragazza si avventò su di lui, tornando tangibile proprio quando gli fu addosso. Iniziarono una colluttazione per il possesso dell’arma scarica, ma lui ebbe la meglio.
Billy e Donovan si rimisero in piedi e corsero in contro ai due.
«Fermi!» urlò il poliziotto. Avvolse il braccio sinistro sotto la gola di Betty, serrandole la spalla destra e immobilizzandola davanti a sé. Con la mano libera gettò a terra la pistola e in uno sbuffo di fumo grigio fu rimpiazzata tra le sue dita da un cilindro argenteo. Premette con il pollice la parte superiore, tre led si illuminarono e Betty gridò dolorante.
«Cosa le hai fatto?» chiese agitato Donovan.
«Ultrasuoni a bassa frequenza» rispose l’uomo. «Lei può sentirli e le impediscono di rifare il suo trucco.» Lanciò poi l’oggetto nella siepe opposta a loro. «Non pensate neanche di andarlo a prendere.»
Billy si sforzò di ragionare e non permettere al panico di avere il sopravvento. Quell’uomo sapeva come neutralizzare la concentrazione di Betty e renderle impossibile diventare intangibile. Ma cosa poteva avere in serbo per lui e Donovan? Se con mezzi paranormali S. lo riforniva di strumenti per contrastarli, doveva sapere che loro erano innocui. L’amico non aveva poteri e il suo senso del soprannaturale non era un’arma offensiva.
«Questa volta state fermi dove siete. Non vi conviene farmelo ripetere.» I tratti del viso del poliziotto si rilassarono. Percepì il suo vantaggio e preannunciato dal fumo, nella mano destra apparve un machete. «Purtroppo per criminali estremi, occorrono misure estreme.»
«No, rifletta, non è il suo mestiere. Lei protegge le persone, non le uccide» disse Billy.
«Da ora in poi, proteggerò chi non può farlo da solo.» Sollevò la lama del coltello e lo avvicinò alla testa di Betty. «A cominciare da questo mostro qui.»
«Agente Hogan, fermati!»
Billy si girò di scatto. Nel trambusto di lotta e speranza di placare l’uomo con le sole parole, non aveva sentito arrivare nel cortile della scuola i gemelli Kerry e Kenny Wood.
«Per favore, Christopher, fermati» ripeté Kenny.
Christopher li guardò stordito. «Ragazzi… non dovreste essere qui…»
«Neanche tu, zio Chris» fece Kerry.
A Billy non sfuggì quell’appellativo. Erano parenti? No, le loro ricerche dell’anno prima confermavano che i gemelli avevano solo uno zio paterno in vita e non era l’uomo davanti a loro.
«Andatevene» insistette l’agente Hogan. «Vostro padre non vi vorrebbe coinvolti.»
«Lo stesso vale per te» continuò Kerry. «Quello che ho davanti non è lo stesso uomo a cui papà aveva affidato la sua vita. Il suo partner.»
Il braccio con cui Christopher tratteneva Betty tremò. «Non capite. Lo sto facendo per lui.»
«No. E lo sai anche tu.» Kenny si mosse lentamente, superando sia lui che Donovan. «Odi la violenza. Ci ricorri solo in casi disperati. E questo non lo è. Sono solo dei ragazzini.»
«Lo erano anche quelli che hanno ucciso vostro padre» rispose. «Tossici irrecuperabili, gli hanno sparato senza pietà, come se fosse un animale da cacciare.»
«Hanno sbagliato. Tu li hai presi e consegnati alla giustizia» raccontò Kenny. «Hai fatto il tuo lavoro. Non sei stato giudice, giuria e boia, ma un onesto e corretto poliziotto. E lo sei ancora.» Si fermò a una spanna da lui. «Per favore, lascia andare Betty. Lei è… un’amica.»
Christopher Hogan scosse la testa. «No, no, no. Lei è un mostro. La droga, non so che tipo, l’ha cambiata, in tanti sono diventati dei mostri e si comportano da mostri.»
Kerry camminò dove era caduta la pistola e la raccolse. «È vero, in giro ci sono dei mostri. Ma non tutti i diversi lo sono.» Raccolse l’arma dal terreno e stringendola tra le mani, la piegò a ferro di cavallo. Senza alcuna fatica. «Guarda zio Chris, sono un mostro da cacciare anche io?»
Christopher strabuzzò gli occhi, allontanò il braccio da Betty e aprì la mano con cui stringeva il machete, lasciandolo cadere con un clangore sul cemento. «Non è possibile… tu… tu…»
«Non ci droghiamo» intervenne Kenny. Prese con calma le braccia di Betty e la fece proseguire, affidandola poi a Donovan, avvicinatosi per riabbracciarla.
Billy osservò l’intera scena ammirato. I gemelli irreprensibili, e che più volte lo avevano messo in difficoltà, erano riusciti dove lui aveva fallito.
L’agente Hogan indietreggiò e cadde sul sedere. Si strinse la testa dai capelli biondo scuro tra le mani e la scosse sconvolto. «Non può essere… non capisco più niente… cosa sta succedendo?»
Kenny si inginocchiò accanto a lui. «Sei stanco, zio Chris. Questo lavoro può portarti in luoghi oscuri.»
Kerry lasciò cadere la pistola accartocciata e raggiunse il gemello. «Però tu sei più forte. Ti sei solo smarrito per pochi istanti. Niente a cui non possiamo porre rimedio.»
Lui sollevò il capo e passò lo sguardo da uno all’altro. Una coppia di lacrime gli scesero dagli occhi e bagnarono la barba chiara. «Non so più cosa fare…»
«Torna a casa» disse Kerry con un sorriso.. «Ti svesti. Fai una lunga doccia calda e ti stendi un po’.»
Kenny lo aiutò a rialzarsi. «Noi veniamo a trovarti più tardi e portiamo cibo cinese. Niente ti ridà la pace come una buona cena.»
«Io…ok» acconsentì Christopher. «Ma dobbiamo parlare, dovete raccontarmi tutto. Me lo promettete?»
Kerry annuì. «Ti spiegheremo tutto. Promesso. Ora vai a casa.»
Lui accarezzò le guance di entrambi i ragazzi.
Billy non poteva crederci, non era più l’uomo aggressivo di qualche ora prima. Era ciò che i gemelli vedevano ogni volta che il soprannaturale invadeva e alterava la realtà.
Una vittima.
Kenny e Kerry si accostarono a loro tre, controllarono l’agente Hogan uscire dal cancello principale del cortile del liceo e dirigersi verso la strada per la sua abitazione.
«Grazie» disse Billy. «Non so davvero cosa avremmo fatto se non foste intervenuti.»
L’applauso fragoroso di qualcuno, s’intromise in quel breve istante di sollievo.
«Un arrivo davvero provvidenziale.» Kate Silver comparve sulla soglia della doppia porta dell’ingresso della scuola e li guardò con un sorriso compiaciuto. «O forse era più un test per vedere le vostre qualità.»
«Ci sei tu dietro a tutto questo.» Kerry lo affermò, non lo chiese.
Kate scrollò le spalle. «Non confermo e non smentisco.»
Kenny la guardò furioso. «Infermiera Silver, perché fa tutto questo? Se è lei la responsabile, come può coinvolgere un uomo onesto in… cosa sta facendo esattamente?»
«Si può definire in molti modi» rispose lei. «A me piace chiamarlo gioco.»
Billy si staccò dal gruppo e le andò di fronte. «Sei seria? Consideri tutto questo un passatempo? Che razza di persona malata sei?»
Lei lo fulminò con i suoi occhi azzurri. «Sei l’ultimo a poter dare giudizi.» Lo scostò malamente dalla strada e proseguì verso i gemelli. «Mi dispiace aver dovuto mettere in mezzo una persona che vi è cara, ma rintracciarvi è davvero complicato.»
Kerry sostenne il suo sguardo. «Cosa vuoi da me e mio fratello?»
«Unitevi a me, al mio nuovo branco. Potrete mantenere le vostre abilitò, o magari aggiungerne di nuove» propose Kate.«Insieme faremo tutto ciò che volgiamo.»
«No» rispose la ragazza dalla pelle scura. «Noi non stiamo con nessuno. L’unica parte per cui lottiamo è la nostra.»
Kenny le si avvicinò. «Non sappiamo se hai tu la Falce, nel caso, ce la prenderemo. E se invece è ancora in giro, la troveremo da soli.»
«Non mi piacciono i rifiuti» sibilò Kate.
I gemelli si scambiarono un’occhiata. Si voltarono e senza salutare nessuno, si avviarono verso il cancello dell’uscita.
«Lo rimpiangerete» gridò Kate.
Betty abbandonò l’abbraccio sicuro di Donovan in cui si era rifugiata dopo il salvataggio e l’affrontò. «Hai coinvolto l’agente Christopher Hogan per darci la caccia, questo vuol dire che sei tu S.»
Kate ritrovò la sua calma serafica. La fissò e ripeté: «Non confermo e non smentisco.» Camminò poi indietro, in direzione delle porte della scuola. Stava per entrare ma si fermò.
Billy la osservò fare dietrofront e raggiungerlo. Piegò leggermente il volto e con la bocca accanto al suo orecchio destro, sussurrò: «Ti do un’anticipazione: la mia prossima recluta non fa parte del tuo gruppo, ma è comunque qualcuno che ti è vicino. Un’altra vecchia conoscenza.»
Osservandola sparire oltre l’ingresso della scuola, Billy restò immobile con il compito di decifrare quel criptico avvertimento.
 
 

                                                           Continua…?

lunedì 18 dicembre 2023

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 49

 Il Gioco del Branco 13: Il Nemico del mio Nemico è mio Nemico (1° parte)

 

Sapeva che la sua iniziativa con Jordan Guiterrez non era andata a buon fine, ma questa volta Betty era sicura del suo ascendente sui gemelli e avvicinarli da sola poteva avere più effetto. Almeno su uno di loro.

«È un tentativo inutile e tanto saremo tutti qui e in parecchi» commentò Donovan.
Insieme a Billy, Zec e Michelle erano all’interno dell’auditorium in attesa dell’arrivo della professoressa Noxon. Una delle poche certezze nel loro ritorno a scuola era di far parte del club di teatro, come l’anno precedente. La scarsa adesione di nuovi membri aveva fatto si che la professoressa non lasciasse scappare nessuno di quelli già acquisiti.
«E non siamo neanche certi che loro due siano ancora del club, alla prima riunione non si sono visti» disse Michelle.
Zec piegò la seduta di una poltroncina e si accomodò. «Hanno bisogno di crediti extra come tutti noi, non mancheranno questa volta.»
Betty controllò l’orologio al polso, restavano ancora una decina di minuti prima dell’inizio ufficiale della riunione. Poi scrutò tra i vari ragazzi seduti cercando i gemelli e vide Chas Chain in prima fila. Il suo atteggiamento da diva non si era smorzato neanche un po’ e sperò di non doverci avere a che fare direttamente.
«Non mi hai risposto» la pungolò Donovan, in piedi di fronte a lei.
«Ne abbiamo già parlato, Kenny è stata l’unica persona oltre ai miei genitori a venirmi a trovare al Reicdleyen questa estate» rispose lei. «Anche se era interessato alla Falce.»
Donovan incrociò le braccia sul petto. «Un motivo in più perché ci sia io con te.» Incrociò il suo sguardo indispettito e aggiunse. «O uno degli altri. Oppure, meglio ancora tutti e cinque insieme.»
Betty non replicò. Quella di Donovan era pura e semplice gelosia. Intrigante e anche piacevole per il suo ego, ma fuori luogo e inutile. Aveva notato anche lei una certa attenzione di Kenny nei suoi confronti già l’anno scorso, ma non ci aveva mai dato peso e nemmeno le interessava. Però poteva essere il suo vantaggio per convincerlo a rivelare quello di cui era a conoscenza.
«Secondo me non tenente conto di un particolare fondamentale» intervenne Billy. «Avremo il tempo e l’occasione di restare soli con loro? E intendo uno qualunque di noi. La Noxon avrà deciso lo spettacolo da mettere in scena quest’anno e, tralasciando il fatto che per quanto in numero ridotto siamo comunque fin troppi qui dentro per parlare in privato con chiunque altro, ci affibbierà dei compiti e non è detto ci ritroveremo a lavorare insieme.»
Betty si raddrizzò gli occhiali sul volto. «Giusto…» presa dal dover convincere il suo fidanzato a non doversi preoccupare di schermaglie amorose, aveva ignorato un vero ostacolo. Non le restava che arrendersi. «Facciamo un piccolo cambiamento del piano. Io rimango la prima scelta per convincerli, ma se chiunque di noi ha l’occasione di ritrovarsi con uno di loro due, provi a carpire delle informazioni. Ma senza essere aggressivi.»
«E come affrontiamo l’argomento?» domandò Michelle nel panico. «Dobbiamo parlare anche dei sospetti su Kate e dei continui messaggi di S? O se dicono di non sapere niente, ma non è vero? Come faccio a capire se mentono?»
Betty non riuscì a rispondere a mezza domanda. La professoressa Noxon entrò a passo spedito nell’auditorium, sbattendo i tacchi delle scarpe sul linoleum del pavimento e facendo esplicativi segni a tutti di sedersi, mentre procedeva sul palco.
Billy e Michelle presero posto nelle poltroncine della fila di Zec, mentre Donovan tirò Betty per un braccio, spingendola a sedersi con lui dietro i tre compagni. Solo in quell’attimo intravide Kerry e Kenny Wood fare capolino dalla porta e sistemarsi nell’ultima fila del lato opposto al loro.
«Silenzio! Silenzio!» ordinò la Noxon sventolando i fogli che teneva nella mano destra. «Come succede ai grandi artisti, abbiamo tanto di cui occuparci e poco tempo per farlo. L’impegno di quest’anno è maggiore, ma confido farete tutti del vostro meglio per dare il massimo e portare la messa in scena a buon fine. Soprattutto dopo il disastro della prima dell’anno scorso.»
Betty si strinse nel sedile e controllò di non avere gli occhi degli atri ragazzi puntati sul suo gruppo. Fatti considerati inspiegabili, ma legati al soprannaturale avevano reso deludente il risultato ottenuto dalla rappresentazione di Romeo e Giulietta a cui faceva riferimento la professoressa e dato il modo in cui ancora se la prendevano tutti con loro per quelle ragioni, il suo timore non era infondato.     
«Come nostra seconda prova ufficiale affronteremo un genere teatrale esaltante: il musical» proseguì la Noxon, allargando le braccia quasi a volerle estendere all’intero palcoscenico. «Ci sono molti titoli interessanti e realizzabili con il nostro scarso budget, ma per evitare fastidiose interferenze del consiglio dei genitori, ho deciso per “Tutti insieme appassionatamente”.»
Diverse reazioni tra l’annoiato e il divertito si levarono dal pubblico di ragazzi seduti ad ascoltare la donna. Dal canto suo, Betty era soddisfatta di quella scelta, perlomeno ci sarebbero state più possibilità di avere un ruolo e recitare con tutti i suoi amici.
«Silenzio!» ribadì la professoressa Noxon. «La mia decisione è insindacabile, come sapete. Oggi ci occuperemo di esaminare tra i materiali già in nostro possesso quelli riutilizzabili e stilare la lista di quello che manca. E cominceremo anche una parte dei provini, devo accertarmi delle vostre capacità canore. Venite dietro le quinte e stabilirò dei gruppi per ogni mansione.»
Betty si alzò in piedi, imitata da tutti i presenti e lo smartphone nella tasca dei jeans vibrò insistente. Temeva di sapere cosa l’aspettasse e una volta sbloccato e portato lo schermo all’altezza degli occhi, seppe di avere ragione.
Un nuovo messaggio da parte di S.

Il vostro gruppo è già al completo Freaks, non potete aggiungere membri. Cercate di coinvolgere nuovi alleati e sarà caccia aperta. S.

Con il telefono in mano, Donovan le chiese: «Cosa significa?»

Betty guardò il volto degli altri tre compagni, girati verso di lei e a loro volta con i cellulari in vista raggiunti dal messaggio. «Si riferisce ai gemelli Wood. Non vuole che parliamo con Kenny e Kerry.»
 

Mentre spostava i vari abiti dalle grucce e li stendeva sul tavolo della sala costumi, ricavata nel retro dell’auditorium, Betty non riusciva a darsi pace.

Non si spiegava come fosse riuscita la misteriosa persona che si nascondeva dietro la lettera S a venire a conoscenza delle loro intenzioni e prevenirle. Oltretutto, nel gruppo formato dalla professoressa Noxon, si era ritrovata senza i suoi amici fidati, ma proprio con i gemelli. E non poteva agire, perché prima di separarsi dagli altri avevano deciso tassativamente di non correre rischi e assecondare le richieste dello stalker.
«È così frustrante» sussurrò a mezza voce.
«Non è poi così male.» Kenny era entrato alle sue spalle, spingendo un appendiabiti stender con le rotelle. «Hai fatto un ottimo lavoro con i costumi di “Romeo e Giulietta” è naturale che la Noxon ti abbia scelto per selezionare quali abiti tenere.»
Betty annuì sorridendo. Kenny era gentile e contro ogni logica del buonsenso, questo aumentava il suo desiderio di portare avanti la sua indagine su Elliott e la Falce. Dopotutto non si poteva definire una ricerca di alleati come l’aveva chiamata S.
«Se ti preoccupa di non ottenere un ruolo sul palco, non ci pensare, i provini sono appena iniziati» continuò il ragazzo dalla pelle scura.
«In realtà ho altri pensieri per la testa» rivelò. «Il tuo potere da mezza Cacciatrice non ti ha mostrato nulla di recente?»
Kenny si irrigidì. «Non dovremmo parlarne.»
«Perché? Qualcuno ti ha minacciato?»
«No, ma non siamo dalla stessa parte.»
Betty abbandonò il tavolo. «Per quale motivo? Dopo aver visto che resuscitare vostro padre può riportarlo in vita come zombie, pensavo non ci fosse nulla di diverso in ciò che facciamo.»
«Voi continuate a supportare Billy e lui è parte del problema. Fin quando era catatonico e rinchiuso al Reicdleyen non si sono verificati più incidenti soprannaturali. Da quando siete usciti tutto è ricominciato.»
«Se hai avuto sogni rivelatori, sai che non è colpa di Billy.»
Kenny divenne serio. «Il licantropo, il professore deformato decapitato, sono comunque manifestazioni da Bocca dell’Inferno e il principale responsabile è Elliott Summerson, la vera identità di Billy.»
«No, cioè sì, quello che dici è vero, ma c’è qualcun altro che sta manipolando le energie psichiche.  Sei stato tu a mettermi al corrente della scomparsa di Elliott e della Falce. Siamo quasi certi che qualcuno li ha trovati e li sta sfruttando in modo pericoloso.» Betty gli prese le mani nelle sue. «Per favore, aiutami a rintracciare sia il corpo di Elliott che l’arma. Chiunque sia ci ha presi di mira e non possiamo difenderci. Non è un lotta ad armi pari.»
«Ti riferisci alla notte di Halloween? Ho visto cosa ti è capitato.» Kenny abbassò lo sguardo. «Mi dispiace.»
«Aiutami» insistette Betty. «Basta che mi racconti quello che sai.»
Kenny tornò a fissarla. La sua espressione era incerta.
«Non ha niente da dirti.» Kerry comparve sull’uscio della sala costumi con le mani sui fianchi. «Non sappiamo niente di diverso da voi.»
Betty allontanò le mani dal ragazzo e lui arretrò verso la sorella.
«Però avete avuto più tempo di noi per cercare Elliott e la Falce e vi sarete fatti un’idea di come possano essere svaniti nel nulla dall’ospedale» replicò decisa.
Kerry scosse la testa. «Non sono affari tuoi e non condividerei mai delle scoperte con te, o il tuo gruppo, ma non sappiamo nulla. Te l’ho già detto.» Afferrò il fratello per un braccio e disse: «Andiamo a prendere gli scatoloni.»
«Aspettate. Puoi non condividere le nostre idee su Billy, ma il pericolo attuale riguarda anche voi» continuò Betty senza arrendersi. «Sapete di Halloween, ma c’è qualcos’altro di sospetto. Da quando siamo rientrati a scuola, abbiamo ritrovato qui un membro del personale dell’istituto. Gestisce l’infermeria del liceo, una strana coincidenza.»
«Ti riferisci all’infermiera Kate Silver?» domandò Kenny.
«Proprio lei, sta riunendo dei ragazzi per formare un suo branco. Aiden Cheung e Jordan Guiterrez ne fanno già parte. E in qualche modo riesce a gestire la metamorfosi in licantropo di Aiden.»
Kerry piegò la testa di lato. «E in che modo questo è un pericolo per noi?»
«Da alcune settimane riceviamo messaggi minacciosi da una persona non identificata che si firma solamente S, dimostra di sapere cose di cui non abbiamo parlato con nessuno e quello che scrive poi si realizza in maniera soprannaturale. Mi ha dato i poteri dell’intangibilità, una prova che può alterare la realtà a sua scelta, come ha fatto Kate Silver. Potrebbero essere collegate e non sappiamo chi altro intendono coinvolgere e in che modo.»
Kenny guardò preoccupato la sorella. «Forse dovremmo valutare una tregua.»
«No, la situazione non cambia» rispose Kerry seria. «Queste sono solo conseguenze inaspettate, ma sappiamo chi è l’origine del problema e ce ne occuperemo da soli.»
«Perché ti ostini a non darmi retta?» sbottò Betty irritata. «Se collaborassimo avremmo più possib…»
«La volete smettere di perdere tempo.» Chas si presentò dietro i gemelli, reggendo uno scatolone vuoto. «Abbiamo un sacco di costumi da portare alla professoressa Noxon e voi chiacchierate dei fatti vostri. Non posso fare tutto solo io.»
Kerry strinse il braccio del gemello e lasciarono la sala costumi insieme.
Betty li guardò andare via sconsolata.
Chas fece cadere lo scatolone sul pavimento. «Hai sentito quello che ho appena detto? Datti una svegliata. Abbiamo uno spettacolo da preparare.»
Betty si morse il labbro inferiore. Avrebbe voluto urlarle contro, ma non sarebbe servito. Il suo essere odiosa non era la vera ragione della sua rabbia, lo era l’atteggiamento dei gemelli. Andò verso il tavolo e afferrò i vestiti, cacciandoli alla rinfusa nello scatolone.
Sapeva riconoscere una sconfitta.
 

«Non posso credere che l’hai fatto veramente» l’aggredì Donovan. «È stato da stupidi.»

Betty lo squadrò indignata. «Ehi, non è il caso di offendere.»
«Non l’ho fatto.»
«E comunque ha ragione» intervenne Billy. «Parlando con i gemelli Wood hai fatto il gioco di S.»
Betty si guardò intorno nel cortile anteriore della scuola. Non poteva contare sul supporto di Michelle e Zec perché erano bloccati dentro con le audizioni e forse, anche se presenti, non le avrebbero nemmeno dato man forte.
«Eravamo d’accordo di non fare niente» riprese Donovan. «Era una decisione di gruppo.»
«Cosa vuoi che ti dica? Ho agito d’impulso. Ho sbagliato» ammise controvoglia. «Kerry e Kenny erano lì con me e sapevano cosa era successo fino a oggi… mi sono illusa di riuscire a convincerli e avere un vantaggio.»
Donovan storse il naso. «Ti interessava avere Kenny dalla tua parte. Sei ancora convinta non sia un opportunista? Gli interessi, ma il potere sulla Bocca dell’Inferno gli interessa di più.»
«Sei fuori strada su tutto» rispose Betty. «E ammetti di essere solo infastidito dalla sua cotta per me.»
«Non cambiare discorso.»
«Lo hai fatto tu per primo.»
Billy si mise tra loro sfiorando le loro magliette. «Ragazzi, guardate laggiù.»
Un uomo con la divisa blu della polizia avanzava a passo veloce nella loro direzione.
Betty lo riconobbe, era lo stesso poliziotto che aveva seguito le indagini dopo l’attacco dei vampiri allo spettacolo e l’alterazione della scuola in un misto di inferni.
L’uomo estrasse la pisola dalla fondina e la puntò contro loro tre.
Con sguardo pieno d’odio, ordinò: «Alzate le mani e non fate mosse avventate.»
 

 

                                                           Continua…?