La lapide era posizionata sul lato sinistro, all’ultimo posto di una lunga serie e circondata da una distesa di ghiaia. Sul marmo di cui era fatta, erano state incise oltre al nome, le date di nascita e di morte. Ai suoi piedi c’era solo un misero vaso di rame contenete dei fiori appassiti ormai da tempo.
Leonardo e i compagni si fermarono davanti.
Sara aprì la borsetta che aveva a tracolla e prese l’ampolla con il sangue. «Tenete, questo è un lavoro da maschi» disse disgustata e allungò l’oggetto ai tre ragazzi.
Leonardo guardò l’ampolla schifato e Yuri rimase immobile.
Sbuffando, Davide disse: «Che pappamolle che siete! Dammi qua, faccio io.» La afferrò, tolse il tappo in sughero e lasciò cadere un sottile rivolo del liquido, con cui tratteggiò il cerchio partendo da sotto la lapide.
I ragazzi lo costeggiarono facendo attenzione a non infrangerlo.
«E ora l’incantesimo.» Leonardo prese il foglio piegato dalla tasca del giubbotto e recitò: «Asculti a nostru invitaÞie, revenesti de decedat!»
Rimasero tutti in attesa che succedesse qualcosa, ma non ci fu alcun cambiamento.
«Sei sicuro di aver letto correttamente?» gli chiese la sorella.
«Non so, non conosco il rumeno antico.»
Naoko gli prese il foglio dalle mani. «Fai provare me. Asculti a nostru invitapie, revenesti de decedat!»
Tornarono a fissare il terreno, mentre un fugace fulmine e un fragoroso tuono squarciarono il cielo.
Sobbalzarono quasi tutti nello stesso istante, ma nessuno si presentò all’interno del cerchio rosso.
«Siete sicuri che quel tipo non vi abbia imbrogliato?» domandò sospettosa Sabrina.
«Già, avete detto che ha fatto storie prima di aiutarvi» ricordò Yuri. «Forse vi ha solo dato del succo di pomodoro e scritto una frase qualunque in chissà che lingua.»
Mentre loro discutevano, una debole pioggia iniziò a cadere.
«È inutile. Andiamocene. Non ho voglia di bagnarmi per un morto che non vuole resuscitare» sbottò Davide.
Gli altri non obbiettarono e si voltarono per fare marcia indietro, quando sentirono un tonfo provenire dal terreno.
Leonardo si girò indietro. «Aspettate. Ho sentito qualcosa.»
«Credi che sia stato lui?» gli chiese Sabrina.
Yuri si girò a sua volta per fissare la ghiaia all’interno del terreno racchiuso dal sangue ed ebbe una rivelazione. «Ragazzi, abbiamo combinato un guaio. Non abbiamo dissotterrato la bara.»
Un nuovo fragore proveniente dal cielo, fu seguito da un rumore sordo proveniente da sotto la terra.
Davide guardò intimorito la terra che continuava subire colpi dal basso. «Ha ragione! Adesso quel tipo sarà incazzato nero.»
«Che facciamo?» domandò Sara allarmata.
La pioggia crebbe d’intensità, andando a sciogliere lentamente il disegno circolare.
«È meglio che ce ne andiamo» disse impaurito Leonardo.
«No, dobbiamo restare» rispose Naoko, indicando una mano violacea che stava emergendo dal terreno davanti alla lapide.
A poco, a poco, il morto si fece strada scavando dalle profondità fino a raggiungere la superficie. Appoggiò entrambe le mani sui sassi spigolosi e si tirò su, mostrandosi in tutta la sua ripugnante figura.
Era calvo, con il volto coperto di bruciature e ustioni. Negli occhi le pupille erano minuscole, quasi impercettibili. Indossava un completo grigio, probabilmente una richiesta dei i familiari per il giorno del funerale. I lembi di pelle che non erano coperti, presentavano una vasta gamma di pustole.
Si avvicinò al sangue di capra, ridotto a poche chiazze e si bagnò il pollice. Se lo infilò successivamente tra le labbra e iniziò a succhiare con vigore. Alzò quindi il volto al cielo, e seguendo un istinto ormai non più necessario, aprì la bocca per espirare, riempiendola invece di acqua piovana. «Fresco» disse, pronunciando ogni lettera con voce rauca e atona. Si voltò poi verso i suoi spettatori.
«Avanti chiediamogli qualcosa» li incitò Naoko.
«Sai perché siamo dotati di questi poteri?» domandò Leonardo, superando lo sgomento e sperando di concludere al più presto la loro scampagnata al cimitero.
«No» rispose Domenico senza alcuna inflessione e mantenendo lo sguardo fisso sul suo interlocutore.
«P-perfetto non s-sa niente. A-ndiamo via» balbettò Leonardo infreddolito e spaventato.
«Neanche per sogno» fece Yuri, trattenendolo per il braccio. «È stata una tua idea parlare con lui e non ce ne andremo senza le nostre informazioni.» Lasciò la presa e avanzò di un passo verso il cadavere in piedi. «Tu non sai il perché dei poteri, ma c’è qualcuno della setta che può esserne a conoscenza?»
«Non so. Barbieri forse. O i cinque» rispose il non-più-morto e puntò lo sguardo su Leonardo.
«I cinque? Chi sono?» domandò questa volta Naoko.
Domenico la ignorò e mosse un passo con estrema lentezza.
Nessuno di loro aveva prestato attenzione che il sangue cosparso da Davide, ormai era stato completamente lavato via dalla pioggia. Il morto vivente non avvertendo più l’obbligo a restare fermo sulla sua tomba, acquistò velocità e si avventò addosso a Leonardo, stringendogli le dita intorno al collo.
Il ragazzo cadde all’indietro, con il cadavere resuscitato sopra di lui che continuava nel suo intento di strangolarlo, aiutandosi con entrambe le mani.
Sabrina fu la prima a reagire: afferrò il vaso di rame e lo sbatté con forza contro la testa dell’assalitore. Ne seguì un rumore sordo e pezzi di carne caddero per terra mettendo in evidenza le ossa del cranio.
Domenico non avvertì alcun dolore, staccò una mano dalla sua preda e colpì violentemente la ragazza, scaraventandola contro Davide. I due finirono contro una lapide e rimasero a terra.
Leonardo cercò di spingere via il suo aggressore, ma scoprì che aveva più forza di quanta si potesse attribuire ad una persona deceduta.
«Perché se la prende con lui?» domandò Davide, massaggiandosi la testa e scostando Sabrina ancora intontita.
«Che importa. Usa il fuoco, Yuri» urlò Sara in preda al panico.
Il ragazzo cercò di “accendere” le sue mani come aveva fatto qualche giorno prima, ma la pioggia incessante glielo impedì.
Vedendo l’amico in difficoltà e non scovando altre vie di uscita, Sabrina ignorò il dolore per la botta, si concentrò e riuscì a sollevare di pochi centimetri da terra Domenico. Quest’ultimo però non mollò la presa: le sue mani erano ancora strette intorno al collo del ragazzo.
«L’incantesimo» gridò Yuri. «Leonardo lo ha usato per primo, forse per questo ce l’ha con lui.»
«Stracciamolo! È l’unico modo per fermarlo» ricordò Sara.
Naoko, rimasta immobile e atterrita, si riscosse. Strappò con foga il foglio con l’incantesimo e buttò i pezzetti per terra.
Le mani ossute allentarono la presa dal collo di Leonardo. La fievole scintilla di vita, si spense dai suoi occhi e ricadde inerte sul copro del ragazzo.
Leonardo emise due violenti colpi di tosse e poi riprese a respirare regolarmente. Yuri e Davide lo liberarono dal cadavere, mentre Sara lo aiutò a rimettersi in piedi.
«Per un soffio» esclamò Sabrina tirando un sospiro di sollievo.
«Dobbiamo rimetterlo a posto» domandò preoccupato Davide, osservando il cadavere steso sulla ghiaia.
«Meglio di no» rispose Yuri .«Violare le tombe è un reato e visto che nessuno di noi ha toccato quel corpo, è più sicuro lasciarlo dove si trova, in modo che non abbia addosso alcuna prova che ci identifichi. Andiamocene.»
Leonardo gettò un ultimo sguardo a Domenico. Poi insieme si allontanarono rapidamente sotto lo scrosciare dell’acqua temporalesca, ancora parzialmente sconvolti per la brutta esperienza.