Sorge Oscurità Maggiore 42: Bite Billy Volume 1
Billy si riscosse subito da quella scena
da film dell’orrore. Hart pensava di essere un passo avanti a loro, ma anche
lui aveva giocato d’anticipo.
«Donovan. Betty. Tiratela fuori.»
La ragazza sollevò la gonna del vestito
e da una guaina allacciata sulla coscia estrasse il paletto in legno, mentre il
ragazzo si sbottonò la giacca dello smoking e da una tasca interna rinforzata
con una fodera in pelle sul lato destro, afferrò delicatamente il bastone rosso
con la testa ad ascia e la lama e gliela porse.
«Davvero ingegnoso, devo riconoscerlo»
disse Hart, levitando in basso fino a fermarsi sul bordo destro del palco, per nulla turbato.
«Quando vivi su una Bocca dell’Inferno
impari a prendere le giuste precauzioni» replicò Billy.
«In questo caso sono inutili: sai
benissimo che quell’affare non funziona su di me.»
«Chi ha detto che è per te?» Billy riunì
i due oggetti e ricompose la Falce in forma intera. La strinse con entrambe le
mani e poi squarciò l’aria davanti a sé.
Un fendente di luce rossa fece tremolare
l’intero ambiente, come un’onda si propaga nel mare calmo, sfiorando ogni
persona presente in palestra. Non appena arrivò alle pareti, si disperse e
ragazze, ragazzi e adulti si riscossero dal torpore, guardandosi intorno
confusi.
«Uscite tutti da qui» urlò Billy.
I ragazzi lo guardarono con gli occhi
sbarrati e ancora poco convinti.
«C’è un intossicazione virale, qualcuno
ha avvelenato il punch!» Gridò Donovan. Allungò il braccio destro e puntò
l’indice contro il secondo ragazzo zombificato, per sostenere la sua bugia.
«Volete ridurvi tutti come lui?»
I presenti si voltarono in massa verso
la persona che indicava e in pochi istanti sguardi di disgusto e urla di paura
si diffusero nella palestra. In una frazione di secondo si misero a correre
alla rinfusa cercando di raggiungere le porte d’ingresso allo stanzone e quelle
di sicurezza che davano sul cortile.
Hart unì con un colpo secco i palmi
delle mani, dai quali si diffusero sottili strisce di fumo nero che percorsero
il perimetro delle pareti e si fissarono lungo i cardini di tutte le porte
presenti. «Mi piace che vi siate spremuti le meningi per provare a essere al
mio livello. Vediamo come ribattete alla mia contromossa.»
Puntando lo sguardo in direzione di
quelle volute scure e dei ragazzi che si sforzavano di aprire le porte, Billy
scoprì che era impossibile. «Le hai
sigillate. Ci hai bloccati tutti qui dentro.»
Hart allargò ancora di più il sorriso.
«Questo è il banchetto per diffondere l’oscurità. Nessuno uscirà di qui
incolume. Ogni infetto darà presto il peggio di sé e poi toccherà all’intera
Dorms.»
Tre figure raggiunsero il palco, andando
controcorrente.
Jordan picchiò un pugno contro la parte
frontale. «Che cosa sta succedendo? Il ballo è appena diventato una versione di
“The Walking Dead”.»
«Abbiamo sentito iniziare la canzone di
Chas per Zec, ma poi ci siamo risvegliati in questo caos» disse Kenny.
Solo Kerry alzò lo sguardo oltre loro
sette e si accorse di Hart Wyngarde. «Ah, ovvio, è opera sua.»
Billy raggiunse il bordo del palco e si
accovacciò. «Ha contaminato in qualche modo Marcy Vale con la sua oscurità e la
ha fatta diventare la paziente zero di questa infezione da zombi oscuri.» Si
rialzò e si girò per guardare in faccia l’uomo. «Pensa di averci sconfitto e
aver già vinto, ma si sbaglia.»
Dana inarcò un sopracciglio. «Davvero? A
me sembra stia conducendo lui la battaglia.»
«No, gli abbiamo dimostrato che per
quanto ci manipoli, ci ferisca, ci spinga a cedere all’istinto oscuro, noi
possiamo superarlo» continuò Billy. «Ha provato a dividerci in ogni modo e
siamo tornati insieme. Perfino Zec, che sembrava dalla sua parte.»
«Così pensi di salvare tutti anche
questa volta?» domandò stizzito Hart. «Guardati intorno con attenzione.»
Billy riportò gli occhi sulla massa di
ragazzi e pochi adulti che si accalcavano per trovare una via di uscita, mentre
Marcy e i primi tre zombi li raggiungevano. Agguantati dalla presa decisa dei
ragazzi dalla pelle grigiastra, alcuni si difesero provando ad allontanarsi e
spingerli indietro, ma comunque uno o due alla volta cadevano sotto la loro
forza e insistenza. Anche se erano in minoranza, il gruppo di infetti riusciva
a mordere nuovi ragazzi e le loro fila si allargavano.
«Non importa quanto ci impiegherò, anche
se dovessi purificarli uno alla volta, so che li salverò.» Billy puntò lo sguardo di sfida verso Hart.
«Non mi arrendo così facilmente.»
Il sorriso sul volto di Hart si spense.
Lo fissò con un accenno di preoccupazione. «Sei talmente ottuso e testardo da
poter davvero andare avanti all’infinito e chissà, magari arrivare pure a riuscirci.
Devo riconoscerlo: anche se per motivazioni diverse, in questo siamo uguali.
Però non ho più voglia di giocare con te. È arrivato il momento di fare sul
serio.»
L’uomo levitò di nuovo verso il soffitto
della palestra e strinse le dita chiudendole a pugno. «Ascoltatemi, Marcy Vale
e il primo morso continuino con il banchetto, tutti gli altri si concentrino su
Billy Spingday e lo stesso vale per ogni nuovo infetto. È lui la portata
principale!»
Una quindicina tra ragazzi e ragazze
abbandonarono la preda con cui stavano lottando, o avevano intenzione di
mordere e si girarono verso il palco. Uno dopo l’altro emisero un rantolo e
altra bava bianco scura e viscida bagnò i loro menti grigi. Si girarono quasi
all’unisono e si avviarono barcollanti in direzione dell’obbiettivo indicato
dal loro padrone.
«Fame. Billy» ripeterono in coro.
Hart scoppiò a ridere. «È il modo
perfetto per fare un esperimento: in quanto frammenti di Elliott Summerson come
tu non puoi distruggermi, io non posso distruggere te, però potrei portarti
dalla mia parte. Contaminandoti dalla mia oscurità vedremo che cosa ti
succederà.»
Chas si allontanò dai bordi del palco. «Ok,
come rispondiamo a questo?»
«Urla più forte che puoi» ordinò Dana. E
subito aggiunse: «Tappiamoci le orecchie.»
La ragazza bionda eseguì il comando e
Billy udì il suono ovattato del grido, mentre il piccolo esercito di zombi
crollava sul pavimento.
I suoi amici rimassero come lui a
osservare la scena. Appena Chas richiuse la bocca, liberarono le orecchie e un
paio di minuti dopo gli zombi si rialzarono tremolanti, riprendendo la loro
avanzata.
«E adesso?» chiese ancora Chas.
Dana si strinse nelle spalle. «Non so.
Questa svolta non era prevista nel mio piano. Urla di nuovo.»
«No! Non può rifarlo» s’intromise Kerry.
«Il suo colpo sonico ha tramortito anche i non zombificati, ma sono rimasti a
terra.»
«E sono delle prede ancora più facili»
disse Kenny.
Billy osservò i ragazzi inermi stesi sul
pavimento venire lentamente morsi dai due esponenti dell’esercito di Hart e
trasformati in zombi dell’oscurità, alzarsi e dirigersi verso di lui. Non trovò
altra soluzione, anche se non gli faceva piacere. «Andatevene da qui. Cercate
un modo per spezzare i sigilli di Hart e portate fuori più ragazzi che potete.»
«Neanche per sogno!» sbottò Zec, ancora
con i segni da Poltergeist umano. «Non ti lascio qui da solo.»
«Non abbiamo messo in piedi tutto questo
casino per perderti» concordò. Donovan.
«Allora… combatteremo?» domandò Michelle
incerta.
Betty sorpassò Donovan e si sistemò al suo
fianco destro. «Non c’è altra scelta. Io ti renderò intangibile così da essere
impossibile morderti.»
«Noi faremo il possibile per tenerli
alla larga dal palco» disse Kerry, assumendo la postura da difesa con le
braccia piegate davanti al petto e i pugni chiusi. «Voi due: trasformatevi.»
Kenny alla sua destra si piegò indietro,
inarcò la schiena e lasciò il lupo mannaro emergere in lui, ricoprendosi di
peli, snudando le zanne, sguainando gli artigli e ruggendo.
Jordan si levò di corsa la giacca e la gettò
a terra. Sbottonò rapido la camicia, slacciò il papillon e li buttò sull’altro
indumento, restando a petto nudo. «Con quello che ho pagato questo smoking, non
posso permettermi di bruciarlo.» Le fiamme arancioni si diffusero sulla sua
pelle, mentre gli occhi diventavano dello stesso colore e anche dalle sue dita
spuntavano artigli.
«Andateci piano» disse Billy a voce
alta. «Non hanno colpa della loro situazione, fate il possibile per evitare di
ferirli in modo grave.»
«Possiamo cominciare con il tenerli più
a distanza.» Michelle allungò le braccia davanti a sé con le mani aperte e la
sua energia invisibile trascinò un gruppo di dieci ragazzi contro le gradinate
ai lati est e ovest della palestra.
«Ottima idea.» Zec la imitò e un’altra
decina di zombi volò contro le gradinate.
«Pessima idea» replicò Hart dall’alto.
Arpionò l’aria con le dita affusolate e catene nere si avvolsero intono ai corpi di Dana e Chas, sollevandole
sopra il palco e tenendole sospese a mezz’aria. «Dimmi, signorina Berg, le vuoi
indietro?»
Michelle si voltò di scatto e indirizzò
braccia e attenzione verso di lui. «Lasciale andare!»
Billy si girò e vide le due ragazze
venire sballottate nell’aria prima verso
l’uomo e poi verso la sua amica, come se stessero giocando al tiro alla fune. Era
da sciocchi pensare che Hart sarebbe rimasto in disparte a osservare. Riportò
lo sguardo davanti a sé e vide gli zombi rialzarsi rapidi e riprendere la loro
avanzata. Al contrario di loro, Oscurità Maggiore poteva gestire più fronti
contemporaneamente e allargare le sue fila.
«Ci farebbe comodo Dylan, dov’è finito?»
domandò Donovan spostandosi davanti a lui.
«È uscito dalla palestra minuti fa»
rispose Betty. «Una volta esaurito il suo compito, era libero di andarsene,
come avevamo stabilito.»
«È colpa mia» fece Zec. «Se non aveste
organizzato tutto questo per farmi aprire gli occhi…»
«Non ce ne pentiamo» replicò Billy. «Ce
la caveremo anche stavolta.»
Il suo ragazzo annuì e con i palmi
aperti respinse una nuova decina di adolescenti zombi.
Billy guardò in basso e notò che
l’effetto quasi non si notava: trenta di loro erano già arrivati oltre la metà
della palestra.
Jordan ne bloccò due. Kenny ne tenne a
bada uno, ma un secondo sfuggì dalla sua presa. Kerry ingaggiò una lotta contro
un ragazzo il doppio di lei e non poteva concentrarsi su altro.
Nonostante la strenua convinzione con
cui aveva pronunciato la frase di incoraggiamento per il suo fidanzato, Billy
non credeva realmente sarebbero sopravvissuti, ma sapeva anche che non gli
avrebbero permesso di sacrificarsi. E non vedeva altra via di uscita.
Una ragazza con un vestito blu afferrò
le caviglie di Donovan e lo trascinò a giù dal palco.
Zec la respinse indietro, ma quattro
ragazzi zombi avanzarono, camminando sopra all’amico per terra.
«Lasciami Betty» ordinò Billy. «Vai da
Donovan, se non intervieni lo calpesteranno anche tutti gli altri.»
Betty scostò la mano da lui e si buttò
giù dal palco, nella sua forma incorporea attraversò gli assalitori e raggiunse
l’amico steso a terra e rannicchiato per proteggersi. Lo afferrò con entrambe
le mani rendendolo intangibile come lei.
«Ti proteggo io» disse Zec, parandosi
davanti a lui.
Billy aprì la bocca per rassicurarlo, ma
Zec venne sbalzato contro il muro a destra.
«Hai perso la tua immunità» sentenziò
Hart, tenendo il braccio destro teso per non lasciare la presa su Chas e Dana,
mentre con il sinistro bloccava il ragazzo alla parete.
«Non sono indifeso» urlò Billy. Si
rigirò la Falce tra le mani e con la parte posteriore della lama colpì il primo
ragazzo zombi salito sul palco, ributtandolo sul pavimento.
Zec emise un verso di fastidio, cercando
di spostare con il suo potere da Poltegeist la forza invisibile che lo ancorava
con la schiena sul cemento. «Devi attaccarli con la lama o sarà inutile!» gli
gridò.
Billy si voltò verso Zec. «Non posso.
Non intendo far loro del ma…»
Un dolore lancinante lo sorprese
all’altezza della spalla sinistra, bloccandogli le parole in gola. La fitta si
attenuò e con la coda dell’occhio vide il responsabile.
Un ragazzo castano zombi in abito scuro
aveva appena sollevato i denti dalla sua giacca e dalla sua camicia strappate,
lasciandogli l’impronta dei canini sulla carne.
Continua…?
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