lunedì 28 settembre 2026

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 117

Sorge Oscurità Maggiore 42: Bite Billy Volume 1

 

Billy si riscosse subito da quella scena da film dell’orrore. Hart pensava di essere un passo avanti a loro, ma anche lui aveva giocato d’anticipo.

«Donovan. Betty. Tiratela fuori.»
La ragazza sollevò la gonna del vestito e da una guaina allacciata sulla coscia estrasse il paletto in legno, mentre il ragazzo si sbottonò la giacca dello smoking e da una tasca interna rinforzata con una fodera in pelle sul lato destro, afferrò delicatamente il bastone rosso con la testa ad ascia e la lama e gliela porse.
«Davvero ingegnoso, devo riconoscerlo» disse Hart, levitando in basso fino a fermarsi sul  bordo destro del palco, per nulla turbato.
«Quando vivi su una Bocca dell’Inferno impari a prendere le giuste precauzioni» replicò Billy.
«In questo caso sono inutili: sai benissimo che quell’affare non funziona su di me.»
«Chi ha detto che è per te?» Billy riunì i due oggetti e ricompose la Falce in forma intera. La strinse con entrambe le mani e poi squarciò l’aria davanti a sé.
Un fendente di luce rossa fece tremolare l’intero ambiente, come un’onda si propaga nel mare calmo, sfiorando ogni persona presente in palestra. Non appena arrivò alle pareti, si disperse e ragazze, ragazzi e adulti si riscossero dal torpore, guardandosi intorno confusi.
«Uscite tutti da qui» urlò Billy.
I ragazzi lo guardarono con gli occhi sbarrati e ancora poco convinti.
«C’è un intossicazione virale, qualcuno ha avvelenato il punch!» Gridò Donovan. Allungò il braccio destro e puntò l’indice contro il secondo ragazzo zombificato, per sostenere la sua bugia. «Volete ridurvi tutti come lui?»
I presenti si voltarono in massa verso la persona che indicava e in pochi istanti sguardi di disgusto e urla di paura si diffusero nella palestra. In una frazione di secondo si misero a correre alla rinfusa cercando di raggiungere le porte d’ingresso allo stanzone e quelle di sicurezza che davano sul cortile.
Hart unì con un colpo secco i palmi delle mani, dai quali si diffusero sottili strisce di fumo nero che percorsero il perimetro delle pareti e si fissarono lungo i cardini di tutte le porte presenti. «Mi piace che vi siate spremuti le meningi per provare a essere al mio livello. Vediamo come ribattete alla mia contromossa.»  
Puntando lo sguardo in direzione di quelle volute scure e dei ragazzi che si sforzavano di aprire le porte, Billy scoprì che era impossibile.  «Le hai sigillate. Ci hai bloccati tutti qui dentro.»
Hart allargò ancora di più il sorriso. «Questo è il banchetto per diffondere l’oscurità. Nessuno uscirà di qui incolume. Ogni infetto darà presto il peggio di sé e poi toccherà all’intera Dorms.»
Tre figure raggiunsero il palco, andando controcorrente.
Jordan picchiò un pugno contro la parte frontale. «Che cosa sta succedendo? Il ballo è appena diventato una versione di “The Walking Dead”.»
«Abbiamo sentito iniziare la canzone di Chas per Zec, ma poi ci siamo risvegliati in questo caos» disse Kenny.
Solo Kerry alzò lo sguardo oltre loro sette e si accorse di Hart Wyngarde. «Ah, ovvio, è opera sua.»
Billy raggiunse il bordo del palco e si accovacciò. «Ha contaminato in qualche modo Marcy Vale con la sua oscurità e la ha fatta diventare la paziente zero di questa infezione da zombi oscuri.» Si rialzò e si girò per guardare in faccia l’uomo. «Pensa di averci sconfitto e aver già vinto, ma si sbaglia.»
Dana inarcò un sopracciglio. «Davvero? A me sembra stia conducendo lui la battaglia.»
«No, gli abbiamo dimostrato che per quanto ci manipoli, ci ferisca, ci spinga a cedere all’istinto oscuro, noi possiamo superarlo» continuò Billy. «Ha provato a dividerci in ogni modo e siamo tornati insieme. Perfino Zec, che sembrava dalla sua parte.»
«Così pensi di salvare tutti anche questa volta?» domandò stizzito Hart. «Guardati intorno con attenzione.»
Billy riportò gli occhi sulla massa di ragazzi e pochi adulti che si accalcavano per trovare una via di uscita, mentre Marcy e i primi tre zombi li raggiungevano. Agguantati dalla presa decisa dei ragazzi dalla pelle grigiastra, alcuni si difesero provando ad allontanarsi e spingerli indietro, ma comunque uno o due alla volta cadevano sotto la loro forza e insistenza. Anche se erano in minoranza, il gruppo di infetti riusciva a mordere nuovi ragazzi e le loro fila si allargavano.
«Non importa quanto ci impiegherò, anche se dovessi purificarli uno alla volta, so che li salverò.»  Billy puntò lo sguardo di sfida verso Hart. «Non mi arrendo così facilmente.»
Il sorriso sul volto di Hart si spense. Lo fissò con un accenno di preoccupazione. «Sei talmente ottuso e testardo da poter davvero andare avanti all’infinito e chissà, magari arrivare pure a riuscirci. Devo riconoscerlo: anche se per motivazioni diverse, in questo siamo uguali. Però non ho più voglia di giocare con te. È arrivato il momento di fare sul serio.»
L’uomo levitò di nuovo verso il soffitto della palestra e strinse le dita chiudendole a pugno. «Ascoltatemi, Marcy Vale e il primo morso continuino con il banchetto, tutti gli altri si concentrino su Billy Spingday e lo stesso vale per ogni nuovo infetto. È lui la portata principale!»
Una quindicina tra ragazzi e ragazze abbandonarono la preda con cui stavano lottando, o avevano intenzione di mordere e si girarono verso il palco. Uno dopo l’altro emisero un rantolo e altra bava bianco scura e viscida bagnò i loro menti grigi. Si girarono quasi all’unisono e si avviarono barcollanti in direzione dell’obbiettivo indicato dal loro padrone.
«Fame. Billy» ripeterono in coro.
Hart scoppiò a ridere. «È il modo perfetto per fare un esperimento: in quanto frammenti di Elliott Summerson come tu non puoi distruggermi, io non posso distruggere te, però potrei portarti dalla mia parte. Contaminandoti dalla mia oscurità vedremo che cosa ti succederà.»
Chas si allontanò dai bordi del palco. «Ok, come rispondiamo a questo?»   
«Urla più forte che puoi» ordinò Dana. E subito aggiunse: «Tappiamoci le orecchie.»
La ragazza bionda eseguì il comando e Billy udì il suono ovattato del grido, mentre il piccolo esercito di zombi crollava sul pavimento.
I suoi amici rimassero come lui a osservare la scena. Appena Chas richiuse la bocca, liberarono le orecchie e un paio di minuti dopo gli zombi si rialzarono tremolanti, riprendendo la loro avanzata.
«E adesso?» chiese ancora Chas.
Dana si strinse nelle spalle. «Non so. Questa svolta non era prevista nel mio piano. Urla di nuovo.»
«No! Non può rifarlo» s’intromise Kerry. «Il suo colpo sonico ha tramortito anche i non zombificati, ma sono rimasti a terra.»
«E sono delle prede ancora più facili» disse Kenny.
Billy osservò i ragazzi inermi stesi sul pavimento venire lentamente morsi dai due esponenti dell’esercito di Hart e trasformati in zombi dell’oscurità, alzarsi e dirigersi verso di lui. Non trovò altra soluzione, anche se non gli faceva piacere. «Andatevene da qui. Cercate un modo per spezzare i sigilli di Hart e portate fuori più ragazzi che potete.»
«Neanche per sogno!» sbottò Zec, ancora con i segni da Poltergeist umano. «Non ti lascio qui da solo.»
«Non abbiamo messo in piedi tutto questo casino per perderti» concordò. Donovan.
«Allora… combatteremo?» domandò Michelle incerta.
Betty sorpassò Donovan e si sistemò al suo fianco destro. «Non c’è altra scelta. Io ti renderò intangibile così da essere impossibile morderti.»
«Noi faremo il possibile per tenerli alla larga dal palco» disse Kerry, assumendo la postura da difesa con le braccia piegate davanti al petto e i pugni chiusi. «Voi due: trasformatevi.»
Kenny alla sua destra si piegò indietro, inarcò la schiena e lasciò il lupo mannaro emergere in lui, ricoprendosi di peli, snudando le zanne, sguainando gli artigli e ruggendo.
Jordan si levò di corsa la giacca e la gettò a terra. Sbottonò rapido la camicia, slacciò il papillon e li buttò sull’altro indumento, restando a petto nudo. «Con quello che ho pagato questo smoking, non posso permettermi di bruciarlo.» Le fiamme arancioni si diffusero sulla sua pelle, mentre gli occhi diventavano dello stesso colore e anche dalle sue dita spuntavano artigli.
«Andateci piano» disse Billy a voce alta. «Non hanno colpa della loro situazione, fate il possibile per evitare di ferirli in modo grave.»
«Possiamo cominciare con il tenerli più a distanza.» Michelle allungò le braccia davanti a sé con le mani aperte e la sua energia invisibile trascinò un gruppo di dieci ragazzi contro le gradinate ai lati est e ovest della palestra.
«Ottima idea.» Zec la imitò e un’altra decina di zombi volò contro le gradinate.
«Pessima idea» replicò Hart dall’alto. Arpionò l’aria con le dita affusolate e catene nere si avvolsero  intono ai corpi di Dana e Chas, sollevandole sopra il palco e tenendole sospese a mezz’aria. «Dimmi, signorina Berg, le vuoi indietro?»
Michelle si voltò di scatto e indirizzò braccia e attenzione verso di lui. «Lasciale andare!»
Billy si girò e vide le due ragazze venire sballottate  nell’aria prima verso l’uomo e poi verso la sua amica, come se stessero giocando al tiro alla fune. Era da sciocchi pensare che Hart sarebbe rimasto in disparte a osservare. Riportò lo sguardo davanti a sé e vide gli zombi rialzarsi rapidi e riprendere la loro avanzata. Al contrario di loro, Oscurità Maggiore poteva gestire più fronti contemporaneamente e allargare le sue fila.
«Ci farebbe comodo Dylan, dov’è finito?» domandò Donovan spostandosi davanti a lui.
«È uscito dalla palestra minuti fa» rispose Betty. «Una volta esaurito il suo compito, era libero di andarsene, come avevamo stabilito.»
«È colpa mia» fece Zec. «Se non aveste organizzato tutto questo per farmi aprire gli occhi…»
«Non ce ne pentiamo» replicò Billy. «Ce la caveremo anche stavolta.»
Il suo ragazzo annuì e con i palmi aperti respinse una nuova decina di adolescenti zombi.
Billy guardò in basso e notò che l’effetto quasi non si notava: trenta di loro erano già arrivati oltre la metà della palestra.
Jordan ne bloccò due. Kenny ne tenne a bada uno, ma un secondo sfuggì dalla sua presa. Kerry ingaggiò una lotta contro un ragazzo il doppio di lei e non poteva concentrarsi su altro.  
Nonostante la strenua convinzione con cui aveva pronunciato la frase di incoraggiamento per il suo fidanzato, Billy non credeva realmente sarebbero sopravvissuti, ma sapeva anche che non gli avrebbero permesso di sacrificarsi. E non vedeva altra via di uscita.
Una ragazza con un vestito blu afferrò le caviglie di Donovan e lo trascinò a giù dal palco.
Zec la respinse indietro, ma quattro ragazzi zombi avanzarono, camminando sopra all’amico per terra.
«Lasciami Betty» ordinò Billy. «Vai da Donovan, se non intervieni lo calpesteranno anche tutti gli altri.»
Betty scostò la mano da lui e si buttò giù dal palco, nella sua forma incorporea attraversò gli assalitori e raggiunse l’amico steso a terra e rannicchiato per proteggersi. Lo afferrò con entrambe le mani rendendolo intangibile come lei.
«Ti proteggo io» disse Zec, parandosi davanti a lui.
Billy aprì la bocca per rassicurarlo, ma Zec venne sbalzato contro il muro a destra.
«Hai perso la tua immunità» sentenziò Hart, tenendo il braccio destro teso per non lasciare la presa su Chas e Dana, mentre con il sinistro bloccava il ragazzo alla parete.
«Non sono indifeso» urlò Billy. Si rigirò la Falce tra le mani e con la parte posteriore della lama colpì il primo ragazzo zombi salito sul palco, ributtandolo sul pavimento.
Zec emise un verso di fastidio, cercando di spostare con il suo potere da Poltegeist la forza invisibile che lo ancorava con la schiena sul cemento. «Devi attaccarli con la lama o sarà inutile!» gli gridò.
Billy si voltò verso Zec. «Non posso. Non intendo far loro del ma…»
Un dolore lancinante lo sorprese all’altezza della spalla sinistra, bloccandogli le parole in gola. La fitta si attenuò e con la coda dell’occhio vide il responsabile.
Un ragazzo castano zombi in abito scuro aveva appena sollevato i denti dalla sua giacca e dalla sua camicia strappate, lasciandogli l’impronta dei canini sulla carne.     
 
 
 

                                                                Continua…?

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