Sorge Oscurità Maggiore 40: Il Talento di Dana Giller
Camminando lungo il corridoio, Billy
notò di sfuggita i poster del ballo di fine anno affissi alle pareti. I
caratteri della parola BENEFICENZA, scritti con pennarello rosso acceso,
risaltavano su tutti gli altri insieme a quelli di PARTECIPATE TUTTI.
Il giorno precedente il preside si era
premurato di fare un annuncio in cui spiegava che quell’anno il ricavato della
vendita dei biglietti del ballo sarebbe servita a sovvenzionare i lavori di
ristrutturazione della piscina, parzialmente danneggiata da un incendio causato
da un’improvvisa fuga di gas.
Ripensandoci, Billy scosse la testa.
Anche se ormai in molti cominciavano a non riuscire più a ignorare le manifestazioni
soprannaturali della Bocca dell’Inferno del sogno di Elliott, la linea generale
applicata era comunque di trovare una ragione logica e plausibile per
giustificare quegli eventi. Motivo per cui Jordan Guiterrez, anche se
responsabile e pentito, non sarebbe mai stato accusato del fatto.
Il vociare di altri ragazzi e ragazze
che camminavano spediti nella direzione opposta alla sua, lo ricondussero al presente
e alla sua meta. A differenza di loro non si sarebbe diretto alla mensa anche
se era l’ora della pausa pranzo. Aveva un appuntamento in sala multimediale.
Salì agitato gli scalini per il piano
dell’aula, era tanto incuriosito, quanto preoccupato da quell’incontro:
Michelle aveva mandato il messaggio per avvertirli, ma l’idea di riunirli era
di Dana e questo lo induceva a pensare che ci fosse il cinquanta per cento di
probabilità che sarebbe stato per qualcosa di necessario e il cinquanta per
cento per qualcosa di potenzialmente disastroso.
Arrivò al piano e procedette spedito fino
all’ingresso dell’aula. Fermo sull’uscio semiaperto, scrutò all’interno: i suoi
tre amici erano presenti e con sua sorpresa trovò anche i gemelli Wood.
«Dana ha voluto anche voi due… forte, ma
strano.» Billy entrò facendo un cenno di saluto con la mano destra.
«Già, siamo tutti sulle spine» biascicò
Donovan, masticando e reggendo tra le mani quel che rimaneva di un tramezzino
con insalata, pomodoro, maionese e prosciutto cotto.
Kenny si girò per guardare in viso
Michelle. «Siamo rimasti spiazzati, ma Michelle non sa dirci nulla di preciso.»
Michelle lasciò cadere due cornetti al
formaggio nel sacchetto arancione degli snacks che stringeva con la mano
sinistra. «Dana mi ha raccomandato solo di riunirvi tutti a quest’ora. Non so
nulla nemmeno io.»
«Però se ci avessi avvisato di dover aspettare
così a lungo, mi sarei presa qualcosa da mangiare anche io alle macchinette»
commentò Kerry, incrociando le braccia sul petto.
«Scusate, ho fatto più presto che ho
potuto» si scusò Billy. «Però ora possiamo cominciare.»
Betty scosse la testa e la coda di
cavallo di capelli castani le ondeggiò sulle spalle. «Manca ancora qualcuno.»
Billy ricontrollò i presenti. Tolto Zec,
che escludeva fosse stato incluso tra i partecipanti, gli sembrava che la loro Scooby Gang fosse tutta lì. «Chi
dovrebbe arrivare?»
Donovan si sfregò le mani per far cadere
le briciole per terra. «Dovrebbero essere in tre, giusto?»
Michelle annuì con la bocca piena e le
labbra sporche di una patina di polvere gialla. Cercò di ingoiare veloce, ma
non fece in tempo a rispondere.
«Eccoci qui.»
Billy si voltò e alle sue spalle vide
farsi avanti Chas, Jordan e Dylan.
«Ci tengo a precisare che è tutta colpa
di Dylan» continuò Chas, scostando una ciocca bionda dietro le spalle e
spostando la sedia più vicina per accomodarsi. «Noi eravamo in perfetto
orario.»
Jordan diede una leggera spinta
all’altro ragazzo per farlo muovere. «Ho dovuto stanarlo con il mio fiuto da
Mastino Infernale e fargli un po’ di pressione per unirsi alla riunione.»
Dylan camminò serio e si appoggiò con la
schiena contro la parete in un angolo vicino alla finestra chiusa. «Credevo
fosse ovvio che mettersi contro Hart Wyngarde è da pazzi, ma voi siete tutti
masochisti e av…»
Il trillare insistente del cellulare di
Michelle lo zittì di colpo.
«È lei» annunciò la ragazza, appoggiò il
sacchetto di cornetti al formaggio sul banco accanto a sé e si ripulì le dita
sull’incarto. Estrasse il cellulare dalla tasca e con i polpastrelli ancora un
po’ unti, rispose alla chiamata. «Ciao tesoro, ci siamo tutti.» Ci furono un paio
di secondi di silenzio e poi aggiunse: «Ah… come vuoi.»
Billy la osservò spostare lo smartphone
sul palmo sinistro e azionare il vivavoce.
«Ehilà truppa, come va?» la voce
squillante di Dana risuonò per la classe. «Prima di tutto facciamo l’appello.»
«Stai scherzando?» replicò Donovan.
«Ciao zucca vuota, anche tu mi sei
mancato» rispose Dana.
«Sono Betty e ci siamo tutti: Billy è
qui, anche i gemelli Wood e ci sono pure, Chas, Jordan e Dylan.»
«Grazie, è bello sentirti.»
«Non tutti siamo così felici di questa
rimpatriata» disse Dylan.
Dana emise un risolino. «Vedrai che ti
piacerà.»
Chas sbuffò. «Potresti iniziare? La
pausa pranzo non dura in eterno.»
«Sì, Barbie Copia-incolla, lo so, anche
io ho i minuti contati: posso contattarvi solo ora che mio fratello è a scuola
con voi.» Dana emise un sospiro. «La ragione di questa riunione strategica è
ovvia: ho un piano infallibile per riportare Zec tra i nostri ranghi.»
Billy fissò il telefono come se
riuscisse a vedere il viso gongolante di Dana davanti a sé. «Ne sei sicura? Non
abbiamo notato niente di diverso in lui.»
«Perché non vivete nella sua stessa casa
e non avete origliato una sua conversazione con Oscurità Maggiore» replicò la
voce della ragazza dall’apparecchio.
Tutti i presenti si girarono con più attenzione
in direzione dello smartphone.
«Lui si è accorto che lo spiavi?»
domandò Betty.
«Oscurità Maggiore ti ha vista?» il tono
di Michelle fu più apprensivo.
«In che modo questo coinvolge anche me?»
chiese Dylan.
«Una cosa alla volta.» Dana fece un pausa
ad effetto. «Hart-Oscurità era andato via, mio fratello mi ha vista ma non ha
fatto o detto nulla ed è questa la parte interessante. Ha confessato di avere
dei dubbi sul suo passaggio al lato oscuro.»
Billy fece un passo in avanti,
avvicinandosi alla mano di Michelle. «Lo hai proprio sentito dire da lui?»
«Più o meno… il senso era quello…»
Chas sbuffò. «Quindi è solo una tua
interpretazione. Puoi averci trascinato qui per niente.»
«So cosa ho sentito e riconosco la
faccia da “ho tanti dubbi” di mio fratello» ribadì Dana. «Ora fate silenzio e
ascoltatemi: sfrutteremo il ballo per far leva sulla sua incertezza e lo
riporteremo nel team.»
Billy si guardò intorno e notò che anche
gli altri si osservavano tra loro dubbiosi.
Michelle si schiarì la voce. «Ma Dana,
come farai se non puoi nemmeno uscire di casa?»
«Questa è la fase uno, carotina. Ho
convinto Zec che mi merito di andare al ballo con la mia ragazza, se non per
me, per far contenta te. Ovviamente l’ho detto in presenza di mia madre, che
era entusiasta all’idea di vedermi rientrare al liceo, anche solo per una sera.
E Zec non ha potuto opporsi.»
Donovan incrociò le braccia sul petto.
«Quindi sei riuscita a farti liberare, come sappiamo che non sparirai e che
tutta questa messa in scena è solo per far si che ti aiutiamo a farlo?»
Michelle spostò di lato la mano con il
cellulare e camminò verso di lui. «Perché Dana non andrà da nessuna parte,
vuole stare con me e io sono qui. Anche se devo ancora prendere i biglietti e
scegliere il vestito e pensare a…»
«Sentito zucca vuota? Ora fa’ silenzio.»
la interruppe Dana. «Ai dettagli penseremo dopo Michelle. Perché tutto proceda
per il meglio, ho bisogno che siate presenti anche voi, perciò mi dispiace per
te Betty, ma dovrai farti accompagnare al ballo dal tuo ex, o da Kenny, anche
se non sei dell’umore.»
Betty evitò di guardare in volto i due
nominati. «Non c’è problema.»
«E io dovrò invitare Zec» intervenne
Billy. In realtà non era sicuro che avrebbe accettato, ma lo allettava l’idea di
ricreare l’atmosfera del loro primo bacio al ballo dell’anno precedente.
«Assolutamente no!» disse Dana, con il
tono talmente alto che la voce lo raggiunse anche se il telefono non era più
indirizzato verso tutti loro. Michelle se ne rese conto e tornò al suo posto
vicino al banco con il sacchetto di snacks, risistemandosi per dare a tutti una
buona acustica. «Sarebbe poco credibile e darebbe dei sospetti ad Hart. Sarà
Dylan ad invitarlo.»
Il ragazzo si staccò dal muro e avanzò
verso il centro dell’aula dove erano riuniti gli altri. «Perché proprio io?»
«Non fare il finto tonto. Sei attratto
da mio fratello e anche a lui non sei indifferente. Inoltre sei innocuo per
Hart e quindi non si intrometterà.»
«Ma il ballo è tra due giorni e non ho
preso i biglietti e non ho nemmeno chiesto a Zec se ci andrà.»
«Allora muoviti! Vai subito a comprare i
biglietti e a cercare Zec» ordinò Dana.
«Sì, giusto.» Dylan sorrise e attraversò
il resto della classe, ma arrivato davanti all’entrata si bloccò e si girò
indietro. «E il resto del tuo piano?»
«Ti metteranno al corrente gli altri»
rispose Dana.
Billy lo osservò uscire e scomparire nel
corridoio e provò invidia e gelosia. Stava per andare al ballo con il suo
ragazzo e aveva la certezza che Zec non avrebbe rifiutato l’invito.
«Non fare il maschio possessivo, Billy»
fece Dana, come se gli avesse letto nella mente. «Mio fratello è cotto di te,
un’infatuazione non conta nulla. E poi, una volta lì, quando sarà rilassato
dovrai farti avanti con Zec, ballare con lui e aiutarlo a capire che questa
situazione non è quello che vuole.»
Billy tornò a fissare il cellulare.
«Come posso fare?»
«Presto detto: con la fase due. Jordan e
Chas saranno al ballo co….»
«Ah, finalmente, pensavo di essere
venuto qui per niente» commentò Jordan.
Kerry annuì. «Anche io vorrei capire
perché sono qui.»
«Volete smetterla di interrompermi? Tu
pseudo-Cacciatrice verrai al ballo con chi ti pare e insieme al tuo gemello e
al giovane piromane, sarete le nostre guardie di sicurezza, nel caso ad Hart
venisse qualche idea perversa» rispose Dana. «Come stavo dicendo, durante il
ballo Billy farà rinsavire Zec, per aiutarlo Chas salirà sul palco con la band
e canterà per manovrare i sentimenti di mio fratello.»
Chas scattò in piedi. «Un momento, non
ho mai fatto niente del genere. Cioè sì, qualche volta ho fatto roba simile con
i miei poteri, ma far uscire i sentimenti delle persone è una tua specialità.»
«Infatti sarò al tuo fianco e ti
aiuterò. Purtroppo non possiamo trovarci per delle prove, dovremo improvvisare.
Questo potrebbe attirare l’attenzione di Hart, per cui ho bisogno che mi
assicuri che non ti tirerai indietro all’ultimo minuto.»
Billy la guardò speranzoso. Non amava
giocare con le emozioni degli altri, ma in quel caso era un male necessario.
Chas incrociò i suoi occhi, poi lanciò
uno sguardo fugace a Donovan e Betty. Strinse le dita a pugno e disse: «Lo
farò! Sono una professionista.»
«Bene. Avete tutte le informazioni
necessarie e sapete qual è il vostro ruolo» concluse Dana.
Donovan si alzò in piedi. «La pausa
pranzo sta per finire. Dobbiamo sbrigarci a uscire di qui, prima che ad Hart
venga in mente di cercarci.»
Billy annuì. Guardò ancora lo smartphone
e disse: «Grazie, Dana, per questa idea e per quello che vuoi fare per tuo
fratello.»
«Aspetta a ringraziarmi.» Il tono della
ragazza divenne di colpo serio. «Non c’è nessuna certezza che tutto andrà a
buon fine, ma di una cosa sono sicura e devi essere pronto, anzi dovete esserlo
tutti. Appena percepirà cosa stiamo facendo, Hart non starà fermo a guardare; reagirà e lo farà
in modo pesante. Siamo tutti in pericolo, non si limiterà a provocare qualche
scaramuccia. Quando ci colpirà, lo farà per distruggerci.»
Nessuno rispose.
Billy concordava e sapeva che erano
tutti potenziali bersagli. Dagli occhi dei compagni seppe che avrebbero
comunque corso il rischio.
Continua…?
Nessun commento:
Posta un commento