lunedì 12 febbraio 2024

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 53

Il Gioco del Branco 17: La X Indica il Sogno

 

Donovan entrò nel salone della casa di Michelle con lo zaino in spalla e il volto scuro. «Mettiamolo subito in chiaro: non parteciperò a un pigiama party» sentenziò deciso.

Betty alzò gli occhi al soffitto, spazientita. «Te l’ho già detto al telefono: questo non è un pigiama party.»
«Allora perché sei in pigiama? Michelle, che è venuta ad aprirmi, è in pigiama e mi hai detto “Ricordati di portare il pigiama”?»
Michelle li raggiunse dopo aver chiuso la porta, succhiando un lecca-lecca a pallina. «Però ha ragione, sembriamo tutti pronti per un pi…»
«Non ripeterlo» le intimò Betty, puntandole contro l’indice destro e lasciandosi poi cadere sul divano.
Billy scese le scale del piano superiore, aveva ascoltato la discussione ed era pronto a dare le spiegazioni del caso. Con la presa di coscienza che Kate e i suoi alleati non avevano scrupoli a mettere in pericolo innocenti, si era convinto della necessità di dover cambiare strategia.
«È stata una mia idea» disse entrando nel salone, con indosso un pigiama grigio, con una sveglia stampata sulla maglia e la scritta Buon risveglio. «Abbiamo provato le nostre parti per il musical, ma ora dobbiamo dedicarci ad altro. E non si tratta di una festa.»
Donovan aggrottò la fronte. «Ah sì? Avete uno strano modo per riorganizzarci dalla batosta di Chas e gli altri in auditorium. Però sapete che sono aperto a nuove esperienze.»
Billy trattenne una risata. Se gli avesse dato corda, non sarebbero mai andati avanti. «Vogliamo tentare di rintracciare Elliott e la Falce e per farlo dobbiamo provare a collegarci insieme mentalmente, sfruttando il mio legame con Elliott e quello che condividiamo tutti con la Falce.»
Zec sbucò fuori dalla cucina sulla destra, con una t-shirt di Pippo e un paio di pantaloni celesti. «Michelle, non trovo i vassoi» poi si accorse di Donovan e fece: «Sei arrivato, cosa ci fai ancora vestito?»
Donovan aprì la bocca per rispondere, ma Betty girò l’indice, appena usato come arma ammonitoria, verso di lui. «Niente battute e niente allusioni al sesso.»
«Posso almeno sapere perché devo cambiarmi d’abito?» domandò l’altro.
«Fa sempre parte della mia idea» intervenne Billy. «L’unica volta che le nostre menti si sono ritrovate in una sorta di connessione, dormivamo in questo salotto. E se addormentarci è un requisito essenziale, tanto vale farlo comodi.»
«E a cosa servono i vassoi?»  domandò Donovan.
Michelle gli passò davanti come una furia. «Oh giusto, i vassoi. Ti faccio vedere dove sono.» Prese Zec sotto braccio e sparirono dietro la porta della cucina.
Billy sospirò rassegnato a dover ripetere ancora una volta tutto il piano. Contrariamente all’opinione di Betty, il suo ragazzo non si sarebbe adeguato senza troppi problemi. «Ricordi che stavamo facendo una maratona di Buffy l’altra volta? Ci siamo organizzati e abbiamo pensato di cenare davanti alla tv. Michelle e Zec hanno preparato delle bibite e qualcosa da sgranocchiare prima che ordiniamo le pizze.»
«Questa volta però guarderemo Teen Wolf» precisò Betty. «È chiaro che Kate e il suo branco prendono spunto da lì, anzi una dei cattivi della prima stagione si chiama come la nostra spina nel fianco. Non può essere un caso. In più la Bocca dell’Inferno ha molto in comune con il Nemeton e cer…»
Billy si voltò a guardala e insieme a Donovan domandò: «Il cosa?»
«Ecco, questo è un altro motivo per cui voi dovete farvi almeno un’idea generale» disse lei. «Comunque, il Nemeton è sostanzialmente un albero, un luogo di ritrovo di druidi nella mitologia del serial, ma convoglia anche magia e correnti telluriche che attraggono esseri soprannaturali e può aprire un portale. Un po’ come la Bocca dell’Inferno.»
«Ho capito, niente battaglie con i cuscini, ma indagini soprannaturali» concluse Donovan.
Betty annuì. «Esatto. Ora, puoi andare a metterti in pigiama, così iniziamo?»
Il ragazzo si avviò verso le scale per il piano superiore, dopo tre gradini si fermò, si girò e chiese: «Non vi sembra di lasciare un po’ troppo al caso perché abbaia successo?»
Billy alzò le spalle. «È un tentativo, non ho un manuale d’istruzioni sui poteri psichici.»
Donovan rimase a fissarlo qualche secondo, poi scrollò le spalle a sua volta. Riprese a salire e disse: «Non azzardatevi a ordinare le pizze prima che scenda.»
 

Avevano già guardato metà della prima stagione di Teen Wolf e nessuno di loro sembrava accennare un principio di sonnolenza. Seduto sul lato sinistro del divano, Billy scrutò Zec al suo fianco, attento a seguire i giovani protagonisti sullo schermo e Betty accanto a lui a fare lo stesso, giocherellando con i bottoni rosa e bianchi della blusa del pigiama con doppia tonalità.

Sulla poltrona alla destra, Michelle stava rovistando con le dita il fondo del secchio di plastica dei popcorn, con le briciole sparse sui pantaloni rossi di cotone del largo pigiama, mentre Donovan nell’altra alla destra mangiava una fetta della pizza ormai fredda, sgocciolando pomodoro sulla maglia verde a maniche corte e sui pantaloni a fantasia scozzese.
Billy sbuffò. «Forse non è stata una grande idea. Qualcuno di voi ha sonno?»
I compagni scossero in gruppo la testa.
«Per me è colpa della pizza» disse Zec, osservando Donovan. «Salsiccia e peperoni è un abbinamento suicida. Avremo peso di stomaco fino ai vent’anni, altro che addormentarci.»
Donovan masticò rumorosamente e inghiottì l’ultimo boccone. «Al contrario, più gli ingredienti sono potenti, più possibilità abbiamo di abbioccarci.»
Betty raddrizzò la schiena. «E se questa volta non funzionasse perché la serie non è un collegamento con Elliott?»
Michelle posò il secchio sul pavimento. «Se preferite Buffy ho i dvd.»
«Avete ragione» esclamò Billy. Le parole delle amiche avevano sbloccato un’illuminazione nel suo cervello. «Non sulla pizza, ma su cosa ci unisce. Con Buffy ha funzionato sia perché era il perno su cui si basa l’alterazione della realtà di Elliott e anche perché ne eravamo tutti fan. Di Teen Wolf  io e
Donovan non sappiamo niente e soprattutto è una scelta di Kate. Mentre la Falce è qualcosa solo nostro.»
«Abbiamo sbagliato la frequenza su cui sintonizzarci» riassunse Betty.
Donovan si allungò verso il tavolino e afferrò il telecomando, schiacciando il tasto pausa. «Ok, ma allora cosa facciamo? Hai detto tu di non avere un manuale d’istruzioni.»
Billy ripensò a Nicole, a quanto gli aveva detto a voce durante la conversazione all’istituto e a quello che aveva letto nella lettera, di cui non aveva ancora parlato ai suoi amici.
«È vero, però non ho preso in considerazione l’ipotesi più ovvia» rispose. «Io sono l’antenna da cui ricevere Elliott, sono una sua emanazione. Devo usare il mio potere di percepire il soprannaturale al contrario e risalire alla fonte.»  
Michelle si grattò la testa confusa. «Non ho capito cosa intendi, ma puoi farlo?»
«Credo di sì, anche se non so come» replicò.
Betty si tamburellò l’indice destro sul mento. «Ora che ci ragiono, in teoria il tuo senso del soprannaturale potrebbe essere in realtà una specie di lampi di telepatia, spiegherebbe perché percepisci cosa sta per succedere, come se il pensiero di Elliott passasse attraverso te prima di concretizzarsi nel mondo reale.»
«Ha senso, sarebbe come una sorta di Professor Xavier» concordò Zec. «Però nessuno di noi ha un Cerebro in casa con cui potenziarti.»
«Gli X-Men» esultò Billy, balzando in piedi. «Sono il mio collegamento diretto con Elliott, per questo il mio primo pensiero per Halloween è stato travestirci da loro. E allo stesso modo S. può averlo percepito da Elliott e ci ha maldestramente trasformati e fatti attaccare dalle Sentinelle.»
Michelle lo fissò ancora più confusa. «Un attimo, siamo tornati alla teoria che Kate è S e quindi ha lei la Falce?»
«Non  lo so, ma potremmo scoprirlo. Il mio ragazzo è un genio» stampò un bacio sulle labbra di Zec e girò intorno al divano. «Devo recuperare dei fumetti degli X-Men, forse ne ho qualche numero a casa. Vado e torno.»
«Non serve.» Donovan abbandonò la poltrona e lo superò. Salì al piano superiore e ridiscese pochi attimi dopo con quattro albi in mano. «Spero vadano bene» disse porgendoglieli.
Betty lo guardò sottecchi «Perché hai portato dei fumetti al nostro incontro?»
«Niente di importante, pensavo servissero per altro» rispose lui vago.
Billy era troppo eccitato per preoccuparsi della fortuita casualità. «Perfetto, questo è quello che ci serve.» Rigirò la copertina di quello scelto, che mostrava Jean Grey nel suo costume giallo-arancio e blu degli anni novanta accovacciata ad abbracciare Jubilee, abbandonò gli altri tre al suo posto sul divano e si sedé a gambe incrociate sul pavimento. «Avvicinatevi.»
Gli amici abbandonarono le loro postazioni comode e gli si sedettero intorno.
«Cosa dobbiamo fare?» domandò Zec.
«Nulla, vi trasporterò con me appena percepirò Elliott» rispose.
Betty sospirò. «Puoi essere più preciso?»
«No, non ho idea di come accadrà, ma so di poterlo fare.» Billy si rendeva conto di non poter spiegare a parole la sensazione che provava. Aveva la certezza di essere sulla strada giusta per mantenere la sua promessa. «Fidatevi di me.»
Donovan scrutò i compagni in volto e rispose anche per loro. «Abbiamo fatto di peggio. Procedi.»
Billy sfiorò con le dita la copertina di carta. In principio ricordò barlumi delle vignette e della storia, come se li pescasse dalla sua memoria. Provò un senso di malinconia e poi ebbe un flash.
Elliott steso su un letto.
Si aggrappò a quell’immagine e chiuse gli occhi. Era come se riuscisse a toccarlo…
 

Donovan si ritrovò lungo una strada a doppia corsia, Betty era al suo fianco, in pigiama come lui.

«Dove siamo? E dove sono Billy, Zec e Michelle?»
Lui si guardò intono a sua volta. Oltre alla distesa di cemento, non c’era niente altro. Il sole stava tramontando e il cielo imbruniva.
«Hai freddo?» domandò.
«No» rispose lei. «Dovrei?»
«Siamo in pigiama in mezzo a una strada, in pieno inverno ed è sera.» La fissò in modo eloquente. «E nemmeno io sento freddo, quindi siamo in un sogno.»
«Questo significa che Billy ci è riuscito… o forse ci ha mandati nella mente di chissà chi.»
«Non importa, andiamo a cercarli.»
«Quale direzione prendiamo?»
Donovan si girò, Betty lo imitò e alle loro spalle notarono il cielo diventare grigio e il panorama contorcersi come un disegno accartocciato.
Prese per mano la ragazza e si avviarono per la strada davanti a loro. Camminarono per un po’ di tempo, difficile da decifrare nella completa assenza di rumori salvo il loro respiro.
«Perché hai portato quei fumetti?» gli domandò di colpo lei. «E niente battute e risposte a caso.»
«Perché è così importante saperlo, soprattutto proprio adesso.»
«Ho paura volessi isolarti dal gruppo, oppure da me.»
Donovan non riuscì  trattenere una risata. «E questa come ti è uscita?»
«La lettura è un’attività solitaria» rispose Betty, abbassando lo sguardo sui piedi nudi. «Lo so per esperienza.»
«Non erano per me» le confessò infine, intercettando l’arrivo di una situazione malinconica barra imbarazzante, in cui non voleva ritrovarsi. «Erano per te, a dire il vero.»
Lei sollevò di scatto la testa incredula. «E per quale ragione?»
«Dopo la tua trasformazione nella ragazza intangibile, ci eravamo ripromessi di addestrarti, o meglio mi avevi chiesto di aiutarti a farlo. Poi sono arrivate le prove del musical e le cospirazioni del branco e non abbiamo avuto più un minuto libero per dedicarci alla tua istruzione ai superpoteri.» Le sorrise, cercando i suoi occhi nocciola dietro le lenti degli occhiali. «I fumetti degli X-Men sono l’unica base da cui posso partire per aiutarti e quando mi hai telefonato e detto dell’appuntamento della serata, ho pensato fosse l’occasione giusta.»
«Ti ho anche detto di vederci a casa di Michelle, per una riunione di gruppo.»
Donovan sollevò le spalle. «Bé avremmo trovato qualche minuto per dedicarci noi due da soli a questo impegno.»      
Lei rimase in silenzio per qualche istante poi abbozzò un sorriso. «Ecco perché eri così di cattivo umore all’idea di un pigiama party.»
«No, quello è perché odio i pigiama party.»
Lei lo baciò sulla bocca. Un tocco leggero delle labbra, dolce e veloce.
«Le vacanze invernali non sono ancora finite» gli disse poi, stringendo le dita intorno alle sue. «Tra un ripasso e l’altro delle battute, troveremo anche il tempo per allenarci. Noi due e basta.»
«Non vedo l’ora.»
Donovan si chinò leggermente per restituirle il bacio, ma una folata improvvisa di vento li spinse quasi in mezzo alla strada.
Un’auto rossa sfrecciò come un fulmine nella corsia, passando così vicino a loro da poter vedere all’interno due figure femminili.
Donovan afferrò Betty intorno al busto e la trascinò indietro con sé. Prima che potessero fare qualunque tipo di commento, una nuova figura li colse alla sprovvista.
Era Billy e correva quasi alla stessa velocità dell’auto.

 

 

                                                Continua…?

lunedì 29 gennaio 2024

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 52

Il Gioco del Branco 16: L’Inferno non ha Scrupoli

 

«Dico che non è un nostro problema» ribadì Donovan, lanciando un’occhiata di sbieco a Chas, seduta nella prima fila di poltroncine con ai due lati i suoi nuovi migliori amici Jordan e Aiden. «Se vuole seguire il cliché della bionda stupida, lasciamoglielo fare.»

Michelle inghiottì l’ultimo sorso di Sprite e accartocciò la lattina tra le mani. «Sono pienamente d’accordo» sentenziò dall’ultima fila, dove insieme ai suoi amici attendeva l’arrivo della professoressa Noxon con la lista dei ruoli. Erano passati due giorni e non sapevano ancora in che genere di licantropo era stata cambiata la ragazza più spocchiosa della scuola. Chas non le era mai piaciuta e non capiva perché dovessero preoccuparsi di qualcuno che non aveva voluto ascoltarli quando l’avevano messa in guardia e li trattava già come dei mostri lebbrosi da prima della comparsa della Bocca dell’Inferno. «Qualsiasi cosa le hanno fatto, se l’è cercata e non sembra darle fastidio.»
«Perché non immagina la gravità delle conseguenze» rispose Billy assorto. «E in ogni caso è una mia responsabilità. Il paranormale giornaliero è opera dell’altro me.»
«Sai che nessuno di noi ti incolpa di questo» intervenne Zec. «Siamo una squadra, affrontiamo ogni minaccia uniti.»
Betty si sporse in avanti, appoggiandosi sullo schienale della poltroncina della penultima fila. «Allora dovremmo tenerci pronti. Se non ha ottenuto la parte che vuole nel musical, Chas passerà di certo all’azione.»
«Lasciamoglielo fare» disse Michelle, notando lo sguardo sorpreso sui volti degli altri. «Risolva da sola i casini in cui si caccia.»
Billy scosse la testa. «Non si tratta solo di lei. Pensa a tutti i ragazzi presenti, quanti di loro faranno le spese dell’egoismo di Chas? O nostro, se non interveniamo.» 
Michelle si morse il labbro inferiore. Non era del tutto d’accordo: non potevano intervenire sempre, soprattutto ora che c’erano altri ragazzi con capacità soprannaturali e sembravano intenzionati a utilizzarle per il loro tornaconto. «Così saremo sempre messi in mezzo…»
«Può darsi» ipotizzò Betty. «O forse avranno anche gli altri un codice morale per non ferire chi è innocente. Dopotutto accusano Billy di questo.»
«Ti ricordi di chi stiamo parlando, vero?» domandò scettico Donovan. «Gli stessi che si sono uniti a Kate contro di noi, senza un vero motivo.»
«È una nostra responsabilità» replicò Zec, guardandola negli occhi. «Lo abbiamo deciso l’anno scorso.»
Michelle sbuffò imbronciata. Per lei era diverso. Un conto era occuparsi direttamente di ciò che la mente di Elliott creava come Bocca dell’Inferno, un altro quello che qualcun altro decideva di fare alterando la realtà a suo piacere e attribuendosi superpoteri.
«Grazie per aver avuto la pazienza di aspettarmi.» La professoressa Noxon comparve all’ingresso dell’auditorium e procedette verso il palcoscenico. «E soprattutto di averlo fatto in silenzio.»
Michelle e i suoi compagni si alzarono dai posti, come il resto degli altri ragazzi e si avvicinarono alla bacheca appoggiata su un cavalletto, dove la donna stava affiggendo un foglio stampato con nomi, cognomi e relativa parte nel musical.
«Come vi ho più volte ripetuto, il mio giudizio e insindacabile» precisò la Noxon, ravvivandosi la chioma castana di capelli corti e vaporosi. «Il copione vi sarà distribuito più tardi e lo studierete durante la pausa delle vacanze invernali. Mi auguro sarete tutti pronti per il primo giorno di prove al rientro a scuola. Sarò in sala professori se avrete bisogno, ma ripeto: non ci saranno cambi di ruoli.»
Scese dal palco e li lasciò a leggere le attribuzioni.
Michelle avanzò, facendosi strada tra gli altri compagni. Sperò in un ruolo piccolo e con poche parti cantate e ballate. Non aveva ancora superato la sua avversione verso l’idea di calcare le scene, era rimasta nel gruppo di teatro solo perché era un’altra attività da fare insieme ai suoi amici, ma senza dover combattere mostri o catastrofi. Il più delle volte.
Fece scorrere lo sguardo e cercò il suo nome. Provò un senso di sollievo nel leggere che le era stata assegnata la parte di una dei figli, “Brigitta Von Trapp” per la precisione, da quel che ricordava il personaggio rispettava i suoi criteri per non dover sforzarsi troppo. Si dedicò quindi a scoprire cosa era toccato ai suoi amici.
Billy era “Friederich Von Trapp” e Zec “Kurt Von Trapp”, anche loro due dei fratelli; Donovan era stato scelto per essere “Rolf Gruber”, il nazista innamorato della figlia maggiore; mancava Betty, scorse i vari nomi e poi la sua bocca si distorse in una smorfia di fastidio. Non ci voleva.
«Stiamo scherzando? Il ruolo di “Maria” lo farà Betty Swanson?» urlò Chas inviperita. «Non esiste!»
Michelle si girò a guardare l’amica. «Cosa pensi di fare?»
Betty scrollò le spalle. «Niente. Se mi attacca scoprirà di non essere l’unica ad aver avuto un cambiamento.»
Chas camminò decisa verso loro e li scrutò infastidita. «Siete sempre in mezzo ai piedi. Non importa, possiamo risolverla facilmente. Andiamo dalla prof Noxon e ci scambiamo i ruoli.»
«Niente affatto. E poi “Liesl Von Trapp” è un buon ruolo, hai anche una delle canzoni più famose» rispose calma Betty.
«Allora fallo tu, non sarà un problema scambiarci.»
«Sarebbe comunque inutile, la professoressa ha detto che non farà cambi.»
Chas le riservò un sorriso stretto e affilato come la lama di un coltello. «Non ti conviene metterti contro di me.»
Michelle tirò indietro l’amica e la circondò con il resto dei suoi compagni. «Accontentala ed evitiamo guai.»
«Neanche per sogno» ribatté l’altra.
«Anche io preferirei ti scambiassi la parte» disse Donovan. «Non mi va di fingere di essere innamorato di lei. Di nuovo.»
Michelle si rivolse a Billy. «Cosa proponi?» Le era venuto spontaneo dare a lui il compito della scelta finale, come se avessero tacitamente accettato il suo ruolo di leader.
Lui la guardò e poi fissò uno a uno gli altri. «Penso sia meglio assecondare Chas. Eviteremmo possibili guai soprannaturali.»
«Forse, ma tatticamente non è la soluzione più giusta» rispose Betty. «Se la spingo a esporsi, ci svelerà in cosa l’ha trasformata Kate e perderanno un vantaggio.»
«E se fosse qualcosa che non possiamo battere o contenere?» domandò Zec.
«Sciocchezze. Tu e Michelle avete il potere più forte. Siete i nostri pezzi da novanta» fece Betty.
Seppur lusingata, Michelle avrebbe preferito la soluzione non violenta. Lanciò uno sguardo a Chas e lesse nei suoi occhi l’intenzione di non cedere senza combattere.
La ragazza bionda si schiarì la gola. «Sto aspettando, cosa hai deciso?»
Betty si allontanò dal loro gruppetto. «Non cambio idea. E se fossi una vera attrice, accetteresti il tuo ruolo senza troppe storie.» Abbassò la voce e aggiunse: «Avere un qualche talento nuovo e sovraumano non ti dà il diritto di sfruttarlo per i tuoi capricci.»
Jordan si unì alla discussione. «Ancora a farci la morale? Siete patetici.»
Michelle osservò la scena in ansia. Stava degenerando, lo si poteva avvertire chiaramente e Billy lo confermò.
Il ragazzo, in piedi tra loro, sussurrò: «Allarme soprannaturale.»
Aiden si unì ai due compagni. «È finalmente arrivata l’ora del primo scontro? Vediamo quale squadra è più forte.»  
«Aggredirci non risolverà nulla» s’intromise Billy.
«Non cederemo ai ricatti» continuò Donovan.
«E la decisione finale spetta alla professoressa Noxon» ricordò al trio Zec.
Betty fissò i ragazzi di fronte . «Volete farle del male? Attaccare una donna innocente?»
Chas sospirò esasperata. «Siete così drammatici. Troppo perfino per me. Mi basterà convincerla a cambiare idea.»
Michelle si guardò intorno aspettandosi una stramberia da un momento all’altro. Quello che notò, però, fu l’assenza di altri nell’auditorium: oltre a loro otto, a nessuno interessava il battibecco da primadonna di Chas. Guardò Billy e sibilò: «Il tuo senso del soprannaturale ti ha allertato, ma qual è la minaccia?»
Il ragazzo le restituì uno sguardo smarrito.
Nell’auditorium risuonò una musica soffusa e Chas prese a fare dei gorgheggi con la voce.
Per un attimo in Michelle si accese una speranza. La musica era un carattere distintivo di Dana e l’idea di rivederla la rendeva allegra, non solo per averla come alleata. Non apparve però nessuno sbuffo di fumo viola.
Aiden ruggì e allargò le labbra, mostrando le zanne. Le iridi gli si tinsero di giallo, ciuffi di peli gli spuntarono ai lati del mento, le orecchie si strinsero divenendo a punta e le unghie si allungarono in artigli.
«Cosa state facendo?» domandò Michelle confusa.
«Ci prepariamo in caso vi mettiate di mezzo» rispose Jordan, anche se non si mosse di un centimetro e nemmeno mutò la sua forma.
Le note della canzone divennero più precise, tanto da permettere a Michelle di riconoscerla: si trattava di Meneater di Nelly Furtado.
 

«Me lo prenderò, me lo prenderò.»

 

Chas canticchiò le due frasi ancheggiando verso il palcoscenico. Salendo i gradini al lato destro, riprese a cantare:
 

«Tutti quanti venite qui,qui

Varcate la soglia e guardatemi,
Urlate ed esaltatevi sono qui per dare spettacolo
Cosa spettate? Muovetevi, eccitatevi»
 

Michelle osservò i compagni. Nessuno ballava come sotto l’influsso delle canzoni di Dana. Eppure il modo in cui la musica si diffondeva nell’ambiente, partendo dal nulla, e il testo era modificato erano uguali al suo modo di attivare poteri da demone della musica.

«Perché non ci succede niente?» domandò Donovan, ragionando come lei.
«Forse non siamo noi il suo obiettivo» rispose Zec, indicando l’ingresso dell’auditorium. «Guardate là dietro.»
Una piccola folla di ragazzi avanzò come zombie, ma dallo sguardo estasiato, immettendosi nell’auditorium. Procedettero lungo la striscia di pavimento che divideva le due file di poltroncine e si accalcarono ai piedi del palco. Davanti a loro, facilmente individuabile in quanto unica adulta, c’era la professoressa Noxon.
Chas si accovacciò, tendendo la mano sinistra al suo pubblico.
 

«Tutti quanti giratevi a guardarmi

Sono qui per voi
Potreste inginocchiarvi davanti alla vostra regina
So che mi adorate e vorreste essere me!
Diva, giovane star, sono il vostro sogno
Adoratemi, supportatemi, urlate per vedermi recitare
Lei è la mia rivale, vi farà crollare
Vi farà annoiare, fatele capire che non la potete amare.»
 

Michelle la guardò sbigottita. Non stava cantando per esprimere qualcosa che provava, stava manipolando le persone per farsi adorare.

La folla di ragazzi, più la professoressa Noxon, si girò e lanciò uno sguardo di disprezzo a Betty, prima di voltarsi e riportare l’attenzione su Chas.   
«Lo avete visto anche voi? Mi sta denigrando con qualche trucco di musica paranormale» sbottò l’amica irritata.
Billy le prese il braccio. «Non muoverti. Non sappiamo come li sta influenzando. È meglio essere cauti.»
Jordan sorrise compiaciuto. «Ha ragione. Non reagite, sarà tutto più tranquillo.»
Chas continuò il suo pezzo personalizzato di persuasione canora.
 

«Sono una diva, giovane star, sono il vostro sogno

Adoratemi, supportatemi, urlate per vedermi recitare
Lei è la mia rivale, vi farà crollare
Vi farà annoiare, fatele capire che non mi può eguagliare.»


La ragazza bionda si rialzò lentamente, scese dagli scalini del palco e camminò nella loro direzione. Il suo pubblico intanto dondolò sul posto a tempo di musica, seguendola solo con lo sguardo.

 

«E lo so che ci prova con passione, passione

Ogni tentativo è una delusione
Voce gracchiante, aspetto slavato
Vi farà desiderare di essere cechi.
Tutti quanti giratevi a guardarmi
Sono qui per voi
Potreste inginocchiarvi davanti alla vostra regina
So che mi adorate e vorreste essere me!»
 

Chas girò intorno a Betty, continuando la sua performance.

Michelle riconobbe in quelle parole, nel modo in cui la sfotteva e la guardava, lo stesso trattamento di solito riservato a lei.
Essere presa in giro, l’oggetto dello scherno e della derisione. Non lo sopportava. In nessun caso, a maggior ragione per una stupida parte in un musical. Betty era sua amica, doveva difenderla.
«Adesso basta.» I capelli le si tinsero di nero e le vene scure sbocciarono sulla fronte e sulle guance. Osservando con occhi totalmente neri la cantante, intimò: «Smettila, o ti farò smettere io.»
Aiden le ringhiò contro. «Non farai niente.»
«Credi di spaventarla, barboncino?» lo derise Donovan. «Ti farà fare un volo tale da schiarirti le idee.»
«No» rispose Jordan. Le sue iridi divennero rosso-arancio e fiamme gialle divamparono dal suo petto, riducendo a brandelli il maglione blu. Snudò i denti e rivelò zanne nell’arcata inferiore. «Nessuno farà nulla. Chas finirà la sua canzone in pace. O sarà peggio per voi.»
«Non ci credo» disse Zec sbalordito. «È un Segugio Infernale, come in Teen Wolf
Jordan abbandonò il gruppo e si diresse al palcoscenico. Salì gli scalini e afferrò un lembo del sipario. Le fiamme dal suo petto ondeggiarono vicino al tessuto. «Ostacolateci e darò fuoco a tutto.»
«Ferirai anche tutti i ragazzi e la Noxon lì sotto» intervenne Billy. «Nello stato in cui sono non possono scappare e mettersi al riparo.»
Jordan lo guardò serio. «Non mi importa.»
Michelle si voltò verso Billy e lui le fece cenno di rimanere immobile. Eseguì il suggerimento e mentre Chas si muoveva cantando e ancheggiando per tornare sul palco dai suoi fans zombificati e adoranti, non prestò attenzione al resto della canzone.
Non riuscì però a reprimere la rabbia. Anche lei aveva avuto la tentazione di usare le sue capacità risvegliate dal sogno di Elliott per scopi personali: punire le ragazze che la bullizzavano, ma non era andata fino in fondo. Proprio Betty l’aveva aiutata e ora che era il suo turno, non poteva fare nulla, altrimenti altri ne avrebbero pagato le conseguenze.
«Dite alla vostra amica di rifarsi la tinta naturale» ringhiò di nuovo Aiden.
«Michelle, dovresti tornare normale» le disse Billy a denti stretti.
«Non ci riesco» replicò. Il dolore e la furia non l’abbandonavano e così il potenziale di scatenare un poltergeist. Dana… pensò chiudendo gli occhi. Vorrei tu fossi qui.
Ehi, carotina!
Michelle sollevò lo sguardo e scandagliò l’auditorium. La voce della ragazza demone le era risuonata nelle orecchie, ma di lei non c’era traccia. Le bastò però il pensiero di vedersela davanti a rilassarla e il suo aspetto tornò quello di sempre.
 

«No, non troverete un attrice migliore di me

Desiderate guardare e ascoltare solo me
Desiderate guardare e ascoltare solo me
Desiderate guardare e ascoltare solo me
Sono una diva, una giovane star
Diva, giovane star
Diva, giovane star»

 

Chas terminò il suo canto e la musica e la sua voce sfumarono lentamente, fino a spegnersi.

Michelle e il suo gruppo rimasero fermi a fissare i ragazzi risvegliarsi dal torpore indotto dalla canzone e poi guardarsi tra di loro confusi e infine allontanarsi verso l’uscita dall’auditorium.
La professoressa Noxon rimase per pochi istanti a osservare la lista, poi pescò dalla tasca della giacca una penna blu e tracciò una riga sul nome “Betty Swanson”, accanto al ruolo “Maria” e scrisse in stampatello con grafia chiara Chastity Chain. Modificò anche il nome per il ruolo di “Liesl Von Trapp”, quindi si voltò e se ne andò come se niente fosse.
Jordan socchiuse gli occhi, espirò rumorosamente e le fiamme si estinsero dal suo petto, lasciando un foro vistoso sul maglione e mettendo in evidenza la pelle del petto con tracce di cenere.
«Ecco, giustizia è stata fatta» fece Chas. Li osservò sorridendo e scendendo dal palco, raggiunse i suoi compagni. «Coraggio Aiden, puoi tornare normale.»
Il ragazzo asiatico sbuffò e ritrasse gli artigli, mentre il suo aspetto tornava quello di semplice adolescente.   
«Hai vinto, ma non si tratta di giustizia» sentenziò Betty.
Chas fece spallucce. «Pensa quello che vuoi. Sarò comunque la protagonista.»
«Ma che razza di licantropo sei?» domandò Donovan. «Una iena canterina?»
«È una banshee» rispose Michelle. «O una sua versione riveduta.»
Zec inarcò un sopracciglio. «Ma sono delle annunciatrici di morte. Non cantano. Urlano o si lamentano.»
«Kate l’ha chiamata nello stesso modo e ha fatto le tue obiezioni» spiegò Chas. «Le ho fatto capire che se mi voleva con sé, doveva scendere a un compromesso. Urlare in modo sguaiato non si addice alla mia persona.»
«Manipolare invece ti calza a pennello» commentò Billy.
Chas lo ignorò, prese sotto braccio i due ragazzi e si allontanarono a loro volta verso l’uscita.
Michelle li guardò capendo di non poter combattere con il branco alla pari: non sapevano cosa significasse avere scrupoli.
 

 

                                                           Continua…? 

lunedì 15 gennaio 2024

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 51

Il Gioco del Branco 15: Come ti ha Cambiato l’Inferno?

 

«Non ci sono più dubbi: Kate è sicuramente S» sentenziò Michelle, seduta su una poltroncina sul fondo dell’auditorium. «Il suo cognome è Silver, stessa lettera iniziale con cui si firma.»

Billy arricciò il naso. «Mi sembra troppo ovvio.» Seduto accanto a lei, non condivideva affatto quella deduzione. «L’unica certezza è di quanto sia pericolosa. E potente. È riuscita  a far passare inosservati gli spari dell’agente Hogan. Nessuno è venuto fuori a controllare o ne ha parlato.»
Dando le spalle al palcoscenico, dove erano in fila i compagni per le audizioni, e con il mento posato sul braccio abbandonato sul bordo della spalliera, Betty ragionò: «Non sono la stessa persona, ma sono alleate, o simili. L’infermiera voleva coinvolgere i gemelli Wood nel suo branco, ma non poteva sapere che saremmo riusciti a parlare con loro, come ci aveva ordinato di non fare S.»
«E se avessi obbedito forse non ci sarebbe stato Mezzogiorno di fuoco nel cortile della scuola ieri pomeriggio» replicò Donovan, nel posto al suo fianco e girato di tre quarti. 
«Per favore, non ricominciate» disse Zec, seduto alla destra di Billy. «Grazie al cielo non si è fatto male nessuno.»
«Già… ma a Kate non importava» commentò Billy. Non riusciva a levarsi dalla mente l’indifferenza con cui era intervenuta e aveva parlato dell’agente Christopher Hogan. E nemmeno del disgusto e rancore con cui si è rivolta a lui, prima di lanciare l’ultima bomba. «Dobbiamo trovare al più presto la persona che vuole arruolare e metterla in guardia.»
«Anche se la nostra cerchia di conoscenze è piuttosto ristretta, non è comunque facile» sottolineò Zec.
Betty raddrizzò la schiena e aggiustò gli occhiali sulla base del naso. «Dobbiamo ragionare seguendo le trame delle serie televisive a cui si ispira. Come venivano coinvolti i personaggi vicini o legati in qualche modo ai protagonisti?»
Billy sbuffò. Non conosceva le due serie prese a modello da Kate e S e non sapeva come dare il suo apporto al gruppo.
«In Teen Wolf Scott McCall non recluta il suo branco, si forma piuttosto intorno a lui» fece Michelle con sguardo assorto.
«Ma Derek Hale ha un criterio specifico» rispose Zec. «Quando diventa un Alpha, cerca nella scuola i reietti, i bullizzati i perdenti… forse dovremmo andare in quella direzione.»
«Giusto! Anche in Pretty Little Liars i bersagli contro cui A. indirizza le ragazze hanno qualcosa di simile» concordò Betty.
Donovan si voltò del tutto verso gli altri compagni dietro di sé. «Se lo trasferiamo nella nostra situazione, anche Aiden e Jordan rientrano nelle categorie. Il primo fa parte della squadra di basket e per non essere bullizzato si finge meno intelligente. Mentre il secondo è… cioè era perseguitato dal professor Monaghan.»
Billy provò a seguire il loro ragionamento. Chi c’era, tra i compagni di scuola ancora in vita e coinvolto in faccende legate alla Bocca dell’Inferno, che potesse rientrare nella categoria? Fece scivolare lo sguardo lungo i sedili davanti al suo, nelle varie file con alcuni ragazzi membri del club di teatro e non riconobbe nessuno, fino a fermarsi su una ragazza da i lunghi capelli biondi.
«È Chas Chain» disse convinto.
Gli altri quattro si misero a fissarla a loro volta.
Donovan aggrottò la fronte. «Scherzi? È più il tipo da tormentare gli altri, invece di essere tormentata.»
«Osservate bene» insistette. «Ha sempre intorno una o due ragazze a farle da corteo, ma è seduta in mezzo alla fila, completamente sola. Nessuna “schiavetta” al seguito. Non è strano?»
Michelle si sporse in avanti. «In effetti è da diversi giorni che la vedo giare da sola anche per i corridoi e in mensa…»
«E ricordate, durante la messa in scena di Romeo e Giulietta è stata attaccata dai vampiri, è stata vittima del ciondolo di Giulietta ed era a scuola anche durante la distorsione infernale di Jordan» continuò Billy, sempre più sicuro della sua rivelazione. «In qualche modo tutta questa esposizione al soprannaturale può averla portata a essere isolata dagli altri. Il bersaglio ideale per Kate.»
«Messa sotto questa luce, non hai tutti i torti» concordò Betty. «Come la avviciniamo? Non ha decisamente un carattere affabile. E in più io, tu e Donovan dobbiamo rimanere qui per i provini.»
«Chas lo ha fatto ieri con me e Michelle, possiamo provare a parlarle noi» propose Zec.
Michelle storse il naso. «Devo proprio farlo anche io?»
«Al provino penserò domani, voglio cercare di convincerla in ogni modo» disse Billy risoluto. «Copritemi con la professoressa Noxon, questa faccenda ha la priorità.»
 

Chas li squadrò con aria stizzita, incrociando le braccia sul petto. «E voi mi avete trascinato fuori dall’auditorium per dirmi queste cavolate?»

«Tanto hai già fatto il provino, cosa ti importa?» domandò irritata Michelle.
«Devi sempre tenere sotto controllo la concorrenza» ribatté l’altra. «Ecco la differenza tra una professionista come me e dei dilettanti come voi.»
Billy s’infuriò. «Non stiamo scherzando. Quello che ti abbiamo detto è tutto vero. Non puoi ignorare i fatti. Quello che è successo l’anno scorso è frutto di manifestazioni soprannaturali e ne sei stata coinvolta anche tu.»
Non nutriva particolare simpatia per la ragazza, ma non voleva cadesse vittima del gioco di Kate. Ogni pedina arruolata in quella assurda partita contro di lui, era una persona in più sulla sua coscienza.
«Chas, sei intelligente per capire che c’è in ballo qualcosa di anormale» disse Zec. «Puoi non ricordare i particolari, ma sai di essere stata presente a eventi inspiegabili con la logica.»
«E se anche fosse?» domandò Chas con scarso interesse. «Di cosa dovrei preoccuparmi?»
«Devi stare lontana dall’infermiera Silver, da Aiden Cheung e da Jordan Guiterrez» le ordinò Billy. «Qualunque promessa ti facciano, non fidarti. Ogni offerta ha un prezzo altissimo.»
Chas lo fissò negli occhi e gli parve leggervi all’interno un principio di timore. «Non capisco dove vuoi arrivare, ma non hanno nulla che mi interessi.» Li spinse via, allontanandosi dal muro contro cui l’avevano accerchiata e avanzò nel corridoio. «La vostra fama è diffusa in tutto il liceo. Ed è vero. Siete degli schizzati.»
Billy la rincorse e le afferrò una spalla. «Ti stiamo mettendo in guardia, vogliamo aiutarti, sapere che sarai al sicuro.»
Lei scansò via le sue dita con la mano destra dalla maglietta. «Lo sarò, lontano dalla vostra combriccola di svitati.»
Chas riprese a camminare e Billy si mosse per seguirla, ma Zec lo bloccò per un polso.
«È inutile, non vuole ascoltarci» gli disse. «Abbiamo fatto quello che potevamo.»
«Non è abbastanza» ribatté. «Non mi arrendo.»
Billy si liberò dalla presa e inseguì Chas nel corridoio, tra le file di armadietti. Svoltò poco dopo lei  e la vide davanti all’auditorium, la mano sulla maniglia. Prima che la piegasse, fu raggiunta dall’infermiera Kate Silver.
«Oh, Chas meno male che sei qui. Dobbiamo controllare le tue vaccinazioni.»
«Cosa? Adesso?» domandò la ragazza sorpresa.
«È la solita routine prima di ogni attività extrascolastica» rispose Kate sorridente. «Non vuoi rischiare di essere esclusa dallo spettacolo?»
Chas scosse la testa e la seguì verso l’infermeria.
«No! Aspetta» gridò Billy.
Svoltò all’improvviso, scivolando sul pavimento, per non perderla di vista, ma due figure gli si pararono davanti.
«Non sai proprio farti i fatti tuoi» gli fece Aiden guardandolo di sbieco.
«Non ti intromettere» continuò Jordan. «Riguarda solo Chas.»
Billy non fu poi tanto sorpreso di ritrovarli tra i piedi. Erano i primi membri del branco di Kate, seguivano i suoi ordini e lei non voleva intromissioni. Averlo avvisato era solo un modo per stuzzicarlo. O peggio, dimostrare che non poteva fermarla.
«Non sa a cosa sta andando in contro» replicò. «E a nessuno di voi importa di lei.»
«A te sì, invece?» Jordan lo fissò adirato. «Non mi sembra ti interessassi a Chas finché non hai capito che poteva migliorare. Puoi atteggiarti a supereroe quanto vuoi, ma non sei migliore di noi.»
«Ho commesso degli errori, ma non ho mai attirato nessuno in una trappola.»
Aiden lo spintonò. «Credi di sapere sempre tutto! Chi è buono, chi è cattivo. Non ti è venuto in mente che potresti essere tu il problema per tutti.»
Era inutile farli ragionare. Kate li aveva plagiati, oppure pensavano davvero questo di lui. A Billy non importò. Doveva provare a salvare Chas. Qualsiasi proposta di Kate, non era a fin di bene.
«Fatemi passare.»
«Altrimenti?» Aiden girò il polso destro e mostrò il palmo con le cinque dita aperte e piegate. Ognuna aveva un artiglio scuro ben visibile. «Ho voglia di vederti reagire» ringhiò.
Dei passi concitati alle sue spalle annunciarono l’arrivo dei suoi amici.
«Vuoi davvero farti vedere da tutti nel tuo altro stato?» domandò serio Zec.
«Vale anche per voi» replicò Jordan.
I capelli di Michelle si tinsero di nero e le sottili vene scure comparvero sul volto. «Per noi non è un problema.»
Jordan prese il braccio del compagno. «Lascia stare. Ci sarà un’altra occasione. Ormai Kate dovrebbe aver finito.»
Billy li guardò allibito. «Non volevate davvero scontrarvi con me. Avete solo preso tempo perché Kate la convincesse indisturbata.»
Aiden ridacchiò, rinfoderando gli artigli. «L’acume non è trai i tuoi superpoteri.»  
Entrambi si voltarono e se ne andarono lasciandolo con i suoi compagni a domandarsi cosa aveva deciso Chas.
 

Billy, Zec e Michelle rientrarono di soppiatto in auditorium e ripresero i loro posti di prima.

«Come è andata?» domandò Donovan in un bisbigliò.
«Chas non è con voi…» sussurrò Betty. «Non vi ha creduto.»
Billy annuì sconsolato.
«Non è detto che ceda alla proposta di Kate» tentò Zec, per risollevargli il morale.
Le porte dell’auditorium si spalancarono.
Chas entrò raggiante, scostandosi i capelli biondi dietro le spalle. Girò il viso e gli rivolse un sorriso angelico, tutt’altro che rassicurante. A pochi passi da lei, ai suoi lati, procedettero Aiden e Jordan, un po’ come delle guardie del corpo e un po’ come complici con un obbiettivo sinistro.
Continuarono tranquilli verso tre poltroncine nella fila centrale e si sedettero.
Per Billy non c’erano dubbi.
Kate aveva convinto Chas a entrare nel branco e si chiese, nel farlo, in che modo l’avesse cambiata.
 
 

                                                           Continua…?