lunedì 12 dicembre 2016

Racconto: Addio - Autori per il Giappone


Come saprete se seguite il blog dalla sua nascita, nel marzo del 2011 partecipai all’iniziativa di Autori per il Giappone, un sito in cui autori e illustratori donavano delle loro opere per incoraggiare i visitatori a donare a loro volta la cifra che più ritenevano giusta per la causa benefica a favore del Giappone, rimasto vittima in quel periodo di un terremoto e maremoto.  
Purtroppo tragedie simili si sono ripetute anche da noi e in tempi più recenti, ma non è per questo che sto scrivendo il post. In realtà è un motivo puramente personale: ho scoperto in questi giorni che il sito di Autori per il Giappone non risulta più online. Dato che sono comunque affezionato al racconto che donai per l’occasione, nato senza troppe elucubrazioni solo dal mio amore per quella terra che mi ha regalato tanti ricordi, ho deciso di riproporlo per la prima volta qui sul blog.
In questo modo chi lo ha già letto e non lo ricorda potrà rileggerlo e chi magari era incuriosito e non ha avuto modo di rintracciarlo a suo tempo, potrà soddisfare la curiosità.
Premessa finita, buona lettura:

Addio


Stanco, Edo si preparò per andare a letto. Era stato agitato tutto il giorno. Tutta colpa di un sogno, uno strano delirio onirico di cui gli erano rimasti solo degli strascichi.
Gli incubi dell’Apocalisse sono tornati” si ripeté sfilandosi la maglietta e indossando quella più comoda del pigiama. Quei sogni misteriosi, che mostravano squarci di futuri orribili, lo avevano ossessionato da quando aveva undici anni. Infestavano il suo sonno quasi ogni notte e poi, dopo che aveva compiuto quattordici anni, erano scomparsi. Come un incantesimo spezzato.
Passando davanti alla scrivania prima di coricarsi, Edo scorse la foto di classe della terza media. L’aveva tirata fuori dai vecchi diari appena rientrato a casa da scuola. Non sapeva spiegarsi perché dopo tanti anni aveva avuto il bisogno di riprenderla in mano. 
«Sei tornata nei miei pensieri» disse sfiorando il volto di una ragazza che era accanto a lui nella foto e si stringeva al suo braccio sinistro. Si chiama Nadeshiko. Erano inseparabili alle medie. Lei lo chiamava Edo-chan e lui si sentiva felice. Per tanti anni aveva creduto che fosse stata proprio Nadeshiko a curarlo dai suoi incubi: quando era dovuta partire al termine della scuola media per il Giappone, i suoi sogni erano spariti con lei.
«Buona notte amica mia» le disse andando verso il letto. «Anche se per te è ancora pomeriggio.»
Edo si coricò, tirò le coperte e spense la luce della lampada sul comodino. Pronto a farsi inghiottire dall’oscurità.

Edo è confuso. Intorno a lui c’è l’inferno. Vede persone in lacrime, terrorizzate e tutte sono di nazionalità giapponese. Cosa ancora più assurda, capisce quello che stanno dicendo alla perfezione. Parlano di un terremoto e di morti.
La gente è tutta riversata nelle strade, gli passano accanto senza notarlo. Eppure è in pigiama, possibile che non ci faccia caso nessuno?
Le fiamme divampano ovunque e la luce che emanano illumina la sagoma di una ragazza che avanza tranquilla verso di lui.
Non ci vuole molto a Edo per riconoscerla. È Nadeshiko. Indossa la divisa scolastica giapponese, quella sailor-fuku su cui fantasticava quando guardavano insieme gli anime in televisione.
Si avvicina lentamente, sembra trasportata dal vento. I lunghi capelli neri e setosi le ricadono in parte sul petto.
«Edo-chan» gli dice con un timido sorriso. «È bello rivederti.»
«Nadeshiko, dove siamo?»
«A Kesennuma.»
«In Giappone?» domanda Edo incredulo. «Come è possibile? Non ricordo di aver preso l’aereo.»
Anche Nadeshiko è sorpresa, ma non cancella il sorriso dalle labbra. «Già, dimenticavo che non hai mai saputo chi eri. Questo è un sogno. Sei come me, un yumemi
«Un sognatore.» Edo ricordò di aver letto quel termine in diversi manga. Si riferisce a persone con il potere di viaggiare nei sogni e vedere attraverso di essi porzioni del futuro. «Avevo ragione. Sei stata tu a far cessare i miei incubi.» 
Nadeshiko si ferma davanti a lui e con il dorso della mano destra gli sfiora la guancia. «Quando mi raccontasti dei tuoi incubi, viaggiai nei tuoi sogni e unendo le forze chiudemmo le porte sul reame onirico oscuro. Come conseguenza il tuo potere venne bloccato.»
«Ma ora sono qui. E tutto questo... può essere scongiurato?»
Nadeshiko scuote la testa. «È troppo tardi. Sta già accadendo. Ti ho contattato per salutarti.» Gli butta le braccia al collo e avvicinando le labbra al suo orecchio sussurra: «Sto morendo. Addio, amico mio.»
Edo stringe l’amica a sé e sul suo viso si fanno strada lacrime calde. «Ci deve essere qualcosa che posso fare.»
«Di’ ai miei genitori che non ho sofferto.» Nadeshiko si attacca a lui come se fosse la sua ancora per non affondare nell’oblio. Il suo corpo però perde ben presto consistenza.
In mezzo alle urla e al fragore della distruzione, una luce bianca accecante avvolge tutto e tutti.

Edo si risvegliò, mettendosi a sedere nel centro del letto.
Nel buio della camera solo i numeri della sveglia elettronica gli lanciarono un fioco bagliore. Erano le 6:58.
Edo cominciò a piangere. Sapeva che purtroppo era tutto vero. Tra un singhiozzo e l’altro, in un sussurro disse: «Addio Nadeshiko.»

martedì 8 novembre 2016

Darklight Children - Gemelli per Destino: un capitolo extra

Il titolo è abbastanza esplicito, ma potrebbe anche far sorgere qualche domanda. Tranquilli, ora vi spiego tutto.
Tanto per cominciare avevo intenzione di pubblicare questo post per festeggiare il raggiungimento delle 20.000 visualizzazioni (a proposito: grazie a tutti!) del blog, ma purtroppo impegni vari e contrattempi mi permettono di farlo solo adesso, con qualche giorno di ritardo (e visualizzazione in più). Consideratelo quindi un regalo a tutti voi che con affetto tornate a leggermi ormai da quasi 6 anni.
La domanda che forse vi frulla in testa è: ma di che regalo si tratta?
Quello che potrete leggere qui sotto è un capitolo di Darklight Children – Gemelli per Destino che scrissi all’epoca della primissima stesura del romanzo. Dopo varie riletture e correzioni, decisi di eliminarlo, anche perché la storia in minima parte prese pieghe diverse e questo capitolo divenne superfluo.
Prima che vi addentriate nella lettura sono necessarie alcune precisazioni, in primis il fatto che ho deciso di non correggere più di tanto il suddetto capitolo: tranne alcuni piccoli accorgimenti è rimasto fedele alla prima stesura. Quindi noterete di sicuro delle differenze.
Se avete letto il romanzo quando era presente nella forma a puntate qui sul blog, sappiate che questo capitolo è comunque inedito. Avevo deciso di tagliarlo già al tempo della sua pubblicazione qui.
Se siete lettori della versione uscita in ebook, vi indico nel titolo dove si colloca pressappoco, tenendo sempre presente che essendo stato eliminato non si inserirà perfettamente nella continuità narrativa della storia.
Se invece non avete mai letto nessuna versione del romanzo, non dovete comunque preoccuparvi: tranne la presenza dell’intero gruppo di personaggi principali, non ci sono rivelazioni o spoiler (anticipazioni su eventi importanti della trama) che possano rovinarvi la lettura se decideste di comprarlo in futuro.
Vi ho dato tutte le informazioni utili del caso.
Adesso mettetevi comodi e godetevi questo contenuto extra.

Capitolo 35.2: Rendez-vous con la morte

La campanella che decretava la fine delle lezioni aveva già suonato da venti minuti.
L’edificio si era completamente svuotato dei ragazzi che lo frequentavano, lasciando gli inservienti e un manipolo di professori soli al suo interno.
Leonardo guardò le cinque figure al suo fianco, ferme davanti alle porte a vetri dell’ingresso. Avvolti in giacconi e sciarpe, erano sistemati sul muretto che costeggiava il lato sinistro della costruzione.
«Non per farvi fretta, ma comincio ad avere freddo» sentenziò Davide, tirandosi su il bavero della giacca.
«Perché ci siamo riuniti?» si informò incuriosita Sabrina.
«Volevo parlarvi di un mio piano» spiegò Leonardo.
«Vuoi dire nostro» lo corresse Sara, mentre Yuri la sgomitò per prenderla in giro.
«Avanti parla» lo incitò Naoko.
Leonardo trasse un respiro. «Dopo tutto quello che è successo negli ultimi mesi, io e mia sorella siamo arrivati alla conclusione che niente di ciò è avvenuto per caso. I poteri, i sogni non sono solo collegati, ma possono essere dei segnali. Dobbiamo assolutamente saperne di più.»
«D’accordo, ma arrivati a questo punto che cosa facciamo? A chi possiamo chiedere spiegazioni?» chiese Davide.
«Alle uniche persone che probabilmente ne sanno più di noi: i membri della setta di DiKann» rispose Leonardo.
«Credevo fossero tutti irraggiungibili» fece notare Sabrina. «Per così dire.»
«In realtà, sappiamo dove è sepolto uno di loro» replicò Sara.
Yuri li guardò sbalordito. «Volete resuscitare un morto?»
«E come fate a sapere dov’è il suo corpo?» chiese diffidente Naoko.
Leonardo guardò la sorella, e lei gli fece cenno di continuare. «È uno dei primi cadaveri ritrovati da nostro zio. Lo sappiamo grazie a lui, ma non sa cosa vogliamo fare.»
Gli altri rimasero in silenzio per qualche minuto a fissare sia lui che sua sorella.
«So che tutto questo può sembrarvi assurdo e pericoloso, ma dobbiamo decidere insieme. Ormai siamo tutti coinvolti» disse Sara.
Gli altri quattro si scambiarono diverse occhiate, poi Naoko domandò: «Avete già un’idea di come fare?»
«Chiederemo aiuto al proprietario del Portale Mistico, mi ha detto che era disponibile per qualsiasi cosa avessimo avuto bisogno» rispose Leonardo. «Ma andremo solo io e Sara. È meglio non dare troppo nell’occhio.» Guardò di nuovo i compagni, nessuno si oppose.
Abbandonarono quindi il muretto e si avviarono verso l’esterno.

I gemelli Martini varcarono la soglia del negozio con passo deciso e a testa alta, mentre un paio di clienti rimasero assorti nell’ispezionare la merce esposta.
Angelo Moser sorrise, sembrando contento di vederli. «Benvenuti, posso aiutarvi?»
«Sì, grazie, vorremo un testo per un incantesimo» esordì Leonardo.
«Di che genere?»
«Uno adatto a  resuscitare un morto.»
Una ragazza poco distante si voltò a fissarlo incuriosita.
L’uomo sorrise imbarazzato alla cliente e li spinse in disparte. «Non è il caso di dire espressioni del genere ad alta voce.»
«Perché? Questo non è un negozio specializzato in arti magiche?» replicò Sara.
Il signor Moser scosse la testa. «La maggior parte dei miei clienti non crede che la merce in vendita abbia realmente proprietà magiche e a essere completamente sinceri, non credono neanche che la magia esista.»
Leonardo lo guardò serio. «Non è il nostro caso. Può aiutarci?»
«Potrei, ma voi sapete quanto sia pericoloso un esperimento del genere? Non sono del tutto sicuro di potervi permettere di metterlo in atto.»
«Se le cose stanno così,  è un bugiardo» disse Sara. «L’ultima volta che ci siamo visti, mi ha assicurato di essere a nostra disposizione.»
Il commerciante rimase in silenzio per qualche secondo. Qualcosa che non voleva condividere con loro lo faceva esitare. Poi rilassò le spalle e disse: «Aspettatemi qui.»
Poco dopo ritornò con in mano un foglio a righe e un ampolla contenente un liquido denso e cremisi.
«Questo è sangue di capra, va sparso in circolo sul terreno in cui è sepolto il cadavere. Vi servirà come offerta e per evitare che tenti di scappare o aggredirvi» spiegò Moser, porgendo la bottiglietta di vetro a Leonardo. «Qui invece vi ho scritto l’incantesimo necessario per risvegliarlo dal suo sonno eterno.»
Sara prese il foglio, curiosa di leggere il testo. «Ma in che lingua è?»
«Rumeno antico. Mi raccomando fate attenzione: i morti non amano essere disturbati.»
«Ma possiamo fargli delle domande?» chiese dubbioso Leonardo.
«Poche e chiare. Attenetevi alla prima risposta che vi dà, se gli formulate due volte la stessa richiesta si innervosisce.» Angelo Moser stava per aggiungere altro, am ppoi si zittì all’istante e li scortò verso la porta.
«Aspetti, questa volta voglio pagare» lo fermò Sara estraendo il portafoglio dalla tasca e facendo marcia indietro in direzione della cassa.
L’uomo non fece storie, andò verso il ricevitore e batté il prezzo sulla tastiera. Lo comunicò e le porse lo scontrino. «Se qualcosa dovesse andare storto, ricordatevi che basterà strappare il foglio con l’incantesimo per fermare il processo.»
I due annuirono e uscirono dal Portale Mistico, pronti ad affrontare il loro primo vero e proprio rito esoterico.

Per non fare preoccupare i rispettivi genitori ed essere liberi di agire con calma senza dover tenere d’occhio l’orario,  usarono tutti la stessa scusa di una serata al cinema.
Yuri e Davide, gli unici con la patente, erano passati a prendere i compagni.  Leonardo viaggiava con Davide e Sabrina, mentre sua sorella era in auto con il fidanzato e Naoko. Le due vetture proseguirono verso la periferia della città, dove si erigeva un cimitero di modeste dimensioni e in cui sapevano di trovare il loro uomo.
A turno scavalcarono il cancello e non tutti con facilità. Una volta sul luogo, muniti di una torcia elettrica,  si misero a cercare la tomba di Domenico Batoli, mentre i gemelli ripeterono agli altri le informazioni avute da Angelo Moser su come compiere l’incantesimo.
La lapide era posizionata sul lato sinistro, all’ultimo posto di una lunga serie e circondata da una distesa di ghiaia. Sul marmo di cui era fatta, erano state incise oltre al nome, le date di nascita e di morte. Ai suoi piedi c’era solo un misero vaso di rame contenete dei fiori appassiti ormai da tempo.
Leonardo e i compagni  si fermarono davanti.
Sara aprì la borsetta che aveva a tracolla e prese l’ampolla con il sangue. «Tenete, questo è un lavoro da maschi» disse disgustata e allungò l’oggetto ai tre ragazzi.
Leonardo guardò l’ampolla schifato e Yuri rimase immobile.
Sbuffando, Davide disse: «Che pappamolle che siete! Dammi qua, faccio io.» La afferrò, tolse il tappo in sughero e lasciò cadere un sottile rivolo del liquido, con cui tratteggiò il cerchio partendo da sotto la lapide.
I ragazzi lo costeggiarono facendo attenzione a non infrangerlo.
«E ora l’incantesimo.» Leonardo prese il foglio piegato dalla tasca del giubbotto e recitò: «Asculti a nostru invitaÞie, revenesti de decedat!»
Rimasero tutti in attesa che succedesse qualcosa, ma non ci fu alcun cambiamento.
«Sei sicuro di aver letto correttamente?» gli chiese la sorella.
«Non so, non conosco il rumeno antico.»
Naoko gli prese il foglio dalle mani. «Fai provare me. Asculti a nostru invitapie, revenesti de decedat!»
Tornarono a fissare il terreno, mentre un fugace fulmine e un fragoroso tuono squarciarono il cielo.
Sobbalzarono quasi tutti nello stesso istante, ma nessuno si presentò all’interno del cerchio rosso.
«Siete sicuri che quel tipo non vi abbia imbrogliato?» domandò sospettosa Sabrina.
«Già, avete detto che ha fatto storie prima di aiutarvi» ricordò Yuri. «Forse vi ha solo dato del succo di pomodoro e scritto una frase qualunque in chissà che lingua.»
Mentre loro discutevano, una debole pioggia iniziò a cadere.
«È inutile. Andiamocene. Non ho voglia di bagnarmi per un morto che non vuole resuscitare» sbottò Davide.
Gli  altri non obbiettarono e si voltarono per fare marcia indietro, quando sentirono un tonfo provenire dal terreno.
Leonardo si girò indietro. «Aspettate. Ho sentito qualcosa.»
«Credi che sia stato lui?» gli chiese Sabrina.
Yuri si girò a sua volta per fissare la ghiaia all’interno del terreno racchiuso dal sangue ed ebbe una rivelazione. «Ragazzi, abbiamo combinato un guaio. Non abbiamo dissotterrato la bara.»
Un nuovo fragore proveniente dal cielo, fu seguito da un rumore sordo proveniente da sotto la terra.
Davide guardò intimorito la terra che continuava subire colpi dal basso. «Ha ragione! Adesso quel tipo sarà incazzato nero.»
«Che facciamo?» domandò Sara allarmata.
La pioggia crebbe d’intensità, andando a sciogliere lentamente il disegno circolare.
«È meglio che ce ne andiamo» disse impaurito Leonardo.
«No, dobbiamo restare» rispose Naoko, indicando una mano violacea che stava emergendo dal terreno davanti alla lapide.
A poco, a poco, il morto si fece strada scavando dalle profondità fino a raggiungere la superficie. Appoggiò entrambe le mani sui sassi spigolosi e si tirò su, mostrandosi in tutta la sua ripugnante figura.
Era calvo, con il volto coperto di bruciature e ustioni. Negli occhi le pupille erano minuscole, quasi impercettibili. Indossava un completo grigio, probabilmente una richiesta dei i familiari per il giorno del funerale. I lembi di pelle che non erano coperti, presentavano una vasta gamma di pustole.
Si avvicinò al sangue di capra, ridotto a poche chiazze e si bagnò il pollice. Se lo infilò successivamente tra le labbra e iniziò a succhiare con vigore. Alzò quindi il volto al cielo, e seguendo un istinto ormai non più necessario, aprì la bocca per espirare, riempiendola invece di acqua piovana. «Fresco» disse, pronunciando ogni lettera con voce rauca e atona. Si voltò poi verso i suoi spettatori.
«Avanti chiediamogli qualcosa» li incitò Naoko.
«Sai perché siamo dotati di questi poteri?» domandò Leonardo, superando lo sgomento e sperando di concludere al più presto la loro scampagnata al cimitero.
«No» rispose Domenico senza alcuna inflessione e mantenendo lo sguardo fisso sul suo interlocutore.
«P-perfetto non s-sa niente. A-ndiamo via» balbettò Leonardo infreddolito e spaventato.
«Neanche per sogno» fece Yuri, trattenendolo per il braccio. «È stata una tua idea parlare con lui e non ce ne andremo senza le nostre informazioni.» Lasciò la presa e avanzò di un passo verso il cadavere in piedi. «Tu non sai il perché dei poteri, ma c’è qualcuno della setta che può esserne a conoscenza?»
«Non so. Barbieri forse. O i cinque» rispose il non-più-morto e puntò lo sguardo su  Leonardo.
«I cinque? Chi sono?» domandò questa volta Naoko.
Domenico la ignorò e mosse un passo con estrema lentezza.
Nessuno di loro aveva prestato attenzione che il sangue cosparso da Davide, ormai era stato completamente lavato via dalla pioggia. Il morto vivente non avvertendo più l’obbligo a restare fermo sulla sua tomba, acquistò velocità e si avventò addosso a Leonardo, stringendogli le dita intorno al collo.
Il ragazzo cadde all’indietro, con il cadavere resuscitato sopra di lui che continuava nel suo intento di strangolarlo, aiutandosi con entrambe le mani.
Sabrina fu la prima a reagire: afferrò il vaso di rame e lo sbatté con forza contro la testa dell’assalitore. Ne seguì un rumore sordo e pezzi di carne caddero per terra mettendo in evidenza le ossa del cranio.
Domenico non avvertì alcun dolore, staccò una mano dalla sua preda e colpì violentemente la ragazza, scaraventandola contro Davide. I due finirono contro una lapide e rimasero a terra.
Leonardo cercò di spingere via il suo aggressore, ma scoprì che aveva più forza di quanta si potesse attribuire ad una persona deceduta.
«Perché se la prende con lui?» domandò Davide, massaggiandosi la testa e scostando Sabrina ancora intontita.
«Che importa. Usa il fuoco, Yuri» urlò Sara in preda al panico.
Il ragazzo cercò di “accendere” le sue mani come aveva fatto qualche giorno prima, ma la pioggia incessante glielo impedì.
Vedendo l’amico in difficoltà e non scovando altre vie di uscita, Sabrina ignorò il dolore per la botta, si concentrò e riuscì a sollevare di pochi centimetri da terra Domenico. Quest’ultimo però non mollò la presa: le sue mani erano ancora strette intorno al collo del ragazzo.
«L’incantesimo» gridò Yuri. «Leonardo lo ha usato per primo, forse per questo ce l’ha con lui.»
«Stracciamolo! È l’unico modo per fermarlo» ricordò Sara.
Naoko, rimasta immobile e atterrita, si riscosse. Strappò con foga il foglio con l’incantesimo e buttò i pezzetti per terra.
Le mani ossute allentarono la presa dal collo di Leonardo. La fievole scintilla di vita, si spense dai suoi occhi e ricadde inerte sul copro del ragazzo.
Leonardo emise due violenti colpi di tosse e poi riprese a respirare regolarmente. Yuri e Davide lo liberarono dal cadavere, mentre Sara lo aiutò a rimettersi in piedi.
«Per un soffio» esclamò Sabrina tirando un sospiro di sollievo.
«Dobbiamo rimetterlo a posto» domandò preoccupato Davide, osservando il cadavere steso sulla ghiaia.
«Meglio di no»  rispose Yuri .«Violare le tombe è un reato e visto che nessuno di noi ha toccato quel corpo, è più sicuro lasciarlo dove si trova, in modo che non abbia addosso alcuna prova che ci identifichi. Andiamocene.»
Leonardo gettò un ultimo sguardo a Domenico. Poi insieme si allontanarono rapidamente sotto lo scrosciare dell’acqua temporalesca, ancora parzialmente sconvolti per la brutta esperienza.

lunedì 30 maggio 2016

Recearticolo - X-Men Apocalisse

L’attesa è durata due anni ed era accompagnata da un certo timore. Sì, perché data l’esperienza con la precedente trilogia, il film numero tre sembra essere il vero arcinemico degli X-Men. Per fortuna, per quanto mi riguarda, considero questa terza prova della nuova saga iniziata con X-Men - L’inizio e proseguita con X-Men: Giorni di un Futuro Passato una vittoria. Il film non è perfetto, ci sarebbero alcune limature da fare, ma nel complesso è sulla linea giusta per soddisfarmi come fan dei fumetti e poi della serie cinematografica.
A differenza del capitolo precedente, la trama del film non prende ispirazione direttamente da nessuna storia/saga fumettistica specifica, ma attinge alla mitologia degli X-Men e del cattivo che dà il sottotitolo alla pellicola.
Fin dalle prime scene assistiamo infatti alla grandezza di Apocalisse (Oscar Isaac), mutante che fin dall’antico Egitto governava come una divinità sul popolo. La sequenza iniziale ha il pregio di ricollegarsi alla scena post-titoli di coda del film precedente, dandoci un background specifico per il personaggio di Apocalisse che così non risulterà un nemico spuntato fuori all’improvviso dal nulla. Nonostante il suo aspetto imponente, questo cattivo non ha lo spessore psicologico che può avere un Magneto(Michael Fassbender) o la stessa Mystica (Jennifer Lawrence), ma le sue motivazioni e i suoi obbiettivi sono chiari e precisi e non danno spazio a “zone grigie”: per lui i mutanti sono i più forti, gli unici con il diritto di governare il mondo e anche tra di loro, solo i più forti meritano di essere adorati e temuti e stargli accanto. Cercare una tridimensionalità maggiore in questo personaggio è un po’ inutile, anche nei fumetti è così, è il malvagio per antonomasia che vuole “solo” conquistare, plasmare e governare il mondo secondo i suoi voleri.
Dopo l’introduzione di Apocalisse, facciamo un lungo salto temporale e ci ritroviamo negli anni ottanta, perché come ormai da tradizione i film degli X-Men della nuova trilogia cercano di fondere il genere supereroistico con quello dei period movie. Questa volta però il tentativo non è riuscito alla perfezione. L’atmosfera degli anni ottanta si percepisce appena, non pervade e si fonde con la trama e gli eventi che coinvolgono il film. Forse la parte che avrebbe dovuto accentuarla era affidata alla gita al centro commerciale dei giovani Jean (Sophie Turner), Scott (Tye Sheridan), Kurt (Kodi Smit-McPhee) e Jubilee (Lana Condor) – almeno così appare dai vari video e dalle parole dello sceneggiatore Simon Kinberg rilasciati sul web – ma essendo stata tagliata nel montaggio finale ha lasciato così un sapore amaro in chi si aspettava un ambientazione temporale più dettagliata.
E visto che siamo in tema di difetti un altro è legato proprio al connubio tra il salto temporale di dieci anni con il precedente film e alcuni degli attori scelti per interpretare i mutanti adulti. Se può essere credibile che Mystica non sembri molto differente dalla se stessa adolescente del primo film e da quella quasi trentenne del secondo grazie alla natura dei suoi poteri mutaforma, non si può dire lo stesso per tutti gli altri. Xavier (James McAvoy), Magneto, perfino Bestia (Nicholas Hoult) e Alex Summers (Lucas Till) il fratello maggiore di Scott, tutti personaggi presenti nei primi due film ambientati nel 1962 e 1973 risultano poco invecchiati rispetto a quanto lo sarebbero in realtà e i loro poteri non possono giustificarlo.
Tolta questa scelta non del tutto condivisibile del casting, la trama procede in maniera fluida e senza risultare forzata. Assistiamo alla vita della Scuola Xavier per Giovani dotati, ci vengono presentati i giovani studenti che diventeranno i futuri membri icona degli X-Men, è mostrato in modo logico e non affrettato il reclutamento da parte di Apocalisse dei suoi Quattro Cavalieri, Xavier rincontra Moira MacTaggart (Rose Byrne) e gli eroi vengono a conoscenza del nemico da affrontare.
Nella pellicola  ci sono inoltre diversi rimandi ai film precedenti che danno l’idea di un perfetto mosaico in cui ogni pezzo va al suo posto, spiegando anche come mai personaggi come Mystica e Magneto facciano scelte che paiono fuori dal personaggio, ma che invece sono motivate dalle loro esperienze passate, che li hanno fatti maturare e soprattutto li avvicinano alla caratterizzazioni delle loro controparti fumettistiche. In quest’ottica vanno viste anche alcune svolte nella trama come l’imprigionamento di Bestia, Moira, Mystica e Pietro (Evan Peters) da parte di Stryker, un espediente utile a lasciare spazio ai giovani Jean, Scott e Kurt di mostrarci che hanno la stoffa per diventare i futuri eroi e agire come farebbero nei fumetti, dove iniziano la loro carriera da X-Men proprio da adolescenti.
E questo evidenzia un ulteriore pregio del film: per la prima volta abbiamo un vero film sugli X-Men. Non sui singoli Xavier, Magneto, Mystica o Wolverine, ma un film corale su un gruppo di personaggi che agisce come un team, dove hanno tutti la stessa rilevanza e ognuno dà il proprio apporto alla causa senza che solo uno o due di loro siano gli unici protagonisti. Certo scegliere questa strada porta a considerare la morte di Alex frettolosa, la scena di Pietro una mera copia di quella del film precedente, o le caratterizzazioni di Psylocke e Angelo piatte, però nel quadro generale queste imperfezioni non rovinano la visione del film, che riesce nell’intento di avvicinarsi il più possibile agli X-Men dei fumetti, dove il gruppo è la forza rispetto al singolo.
In più bisogna considerare che pur essendo concepita come la chiusura della trilogia, la storia riesce a introdurre in maniera coesa nuovi elementi del gruppo e gettare i semi (la menzione del rapporto tra Pietro e Magneto, la comparsata di Wolverine, il primo accenno di Fenice, le uniformi alla fine) che possono dare nuova linfa alla saga filmica degli X-Men, potendo in futuro attingere al tanto materiale disponibile nella lunga e spesso complicata, ma al contempo affascinante storia fumettistica dei mutanti.
In definitiva X-Men Apocalisse non ha la potenza emotiva di X-Men: Giorni di un Futuro Passato, ma resta un film molto buono, che mi è piaciuto e se forse ha fatto e farà storcere il naso agli amanti dei film di super-eroi, è invece una gioia per gli occhi per i lettori dei fumetti e almeno nel mio caso è riuscito anche a far riappacificare lo spettatore con il fan dei comics.

Un’ultima nota prima di chiudere: come è da consuetudine, al termine dei lunghi titoli di coda c’è una scena che getta le basi per il prossimo film. Se molti di voi guardandola la considereranno un po’ superflua e poco rivelatrice, lascio un piccolo grande indizio. Il nome Essex sulla valigetta è importante nella saga fumettistica perché è il cognome di Nathaniel Essex, un personaggio con stretti legami con Apocalisse e la famiglia Summers-Grey e conosciuto come uno dei maggiori nemici degli X-Men con il nome di Sinistro.

lunedì 23 maggio 2016

Recearticolo - Supernatural Stagioni 3-5

Eccoci a parlare di nuovo della serie americana Supernatural. In questo post (Supernatural Stagioni 1 e 2 ) avevo fatto una panoramica sulle prime due e ora procediamo con quelle dalla tre alla cinque. Ovviamente come nel caso del post precedente se non avete visto le puntate siete a rischio di SPOILER.
La stagione tre si apre con un pathos non minore rispetto alla precedente. Dean sa di avere poco da vivere, Sam vuole a ogni costo trovare un modo per salvarlo e sullo sfondo si profila una guerra contro e tra demoni. Nel corso della stagione infatti, i mostri di puntata saranno sempre minori a favore dei demoni che diventano gli antagonisti principali e la minaccia su cui ruota la stagione. Apprendiamo che il demone Lilith (Sierra McCormick) ha preso il posto di Azazel come nemesi dei fratelli, lei ha il contratto che spedirà Dean all’Inferno e allo stesso tempo vede Sam come una minaccia alla sua ascesa.
Sul fronte episodi verticali (quelli cioè non legati alla trama principale) i migliori risultano quelli che mostrano sprazzi del passato dei fratelli Winchester e quelli che iniziano a prendere un po’ in giro il genere horror e il media televisivo (come l’episodio in cui ritornano Ed e Harry con un reality sulle case infestate). Nonostante ciò, una sorta di malinconia legata all’inevitabilità del fato di Dean e all’impossibilità di Sam di cambiarlo, permea in qualche modo tutti gli episodi, rendendo questa la stagione meno allegra. Emblematica è la puntata in cui fa il ritorno il Trickster che tenta di insegnare a Sam che non c’è modo di aggirare la morte e l’unico modo per farcela e accettarla e godersi il tempo che gli rimane con Dean, oltre a rimarcare ancora una volta come il loro rapporto sia la loro debolezza perché entrambi sono sempre pronti a sacrificarsi per l’altro e i loro nemici ne sono a conoscenza.
Sul fronte personaggi rilevanti, vengono presentate Lisa Braeden (Cindy Sampson) che è a tutti gli effetti l’anima gemella di Dean e soprattutto Ruby (Katie Cassidy) una ex-strega, divenuta demone, scappata dall’Inferno, in possesso di un coltello che può uccidere i suoi simili e per qualche misteriosa ragione interessata alle facoltà psichiche di Sam.
Nel finale di stagione Sam e Dean affrontano Lilith, ma se il primo si salva perché sembra immune ai poteri del demone, il secondo ha finito il suo tempo e viene dilaniato da un Mastino Infernale e nell’ultima scena vediamo la sua anima incatenata all’Inferno.  
Arrivati alla quarta stagione, la trama diventa più incentrata sulla mitologia della serie e gli episodi sono maggiormente legati tra loro. Si comincia subito con Dean che viene resuscitato da un’entità misteriosa e scopre che i quaranta anni che ha passato all’Inferno sono in realtà solo quattro mesi nel mondo reale. Rintraccia Sam, che dopo la sua morte ha accettato appieno la vita da Cacciatore, ma ha anche qualche segreto da nascondere. E Dean stesso non vuole affatto parlare di quello che è successo all’Inferno. Al termine della prima puntata si scopre che il misterioso salvatore di Dean non è altro che Castiel (Misha Collins) un angelo del Paradiso che ammette che Dio ha dei piani per lui.
Castiel diviene un membro fisso del cast e resterà nella serie per le stagioni a seguire, ma cosa più importante attraverso lui viene introdotta per la prima volta nella serie la figura degli angeli, che nessun Cacciatore ha mai incontrato in anni di carriera. Gli angeli in Supernatural però non sono come ce li si può aspettare. Se Castiel nella sua durezza mostra comunque un senso di rispetto e compassione verso gli esseri umani, i suoi fratelli non sono dello stesso parere: per loro gli umani sono esseri imperfetti e non capiscono perché Dio li tenga tanto a cuore e mostrano una natura più da guerrieri spietati che da guardiani amorevoli. Simbolici in questo senso saranno gli episodi in cui compare Anna Milton (Julie McNiven), un angelo caduto dal Paradiso perché stanca di eseguire sempre e solo ordini di un Dio che non ha mai visto e vuole provare le emozioni, rinascendo in forma umana e venendo per questo perseguitata da i suoi fratelli Celesti. Un ulteriore esempio della natura ambigua di questa versione degli angeli è data dal fatto che hanno bisogno di un corpo umano da possedere per manifestarsi sulla Terra e anche se per farlo hanno bisogno del consenso del proprietario, rimane un elemento che non li discosta poi troppo dal comportamento dei demoni.
Gli angeli sono comunque associati al concetto di Bene e un parallelismo interessante si crea nel momento in cui Castiel instaura un rapporto profondo con Dean, mentre Sam accetta l’aiuto e gli insegnamenti del demone Ruby (in questa stagione interpretata da Genevieve Cortese) che lo sprona a usare i suoi poteri psichici per esorcizzare gli umani posseduti dai demoni. Questo schieramento sarà una sorta di anticipazione sugli sviluppi futuri soprattutto perché il potere di Sam, che lo aveva già reso il prescelto di Azazel a succedergli e un rivale agli occhi di Lilith, ora diviene anche il motivo principale della sua frattura nel apporto con Dean.
A livello di trama, come già detto, gli episodi sono maggiormente collegati e il fulcro principale diventa la lotta contro Lilith per impedirle di rompere i 66 Sigilli che permetteranno la resurrezione di Lucifero. A questi si affiancano puntate con importanti rivelazioni sul passato non solo di Sam e Dean, ma anche dei loro genitori Mary e John. Si svela che in realtà la famiglia con una tradizione da Cacciatori è quella della donna e lei stessa lo era in gioventù e assistiamo anche al suo primo incontro con Azazel e all’introduzione di suo padre Samuel Campbell (Mitch Pileggi) nonno di Sam e Dean e parte dei personaggi che ritorneranno in futuro.
Il tono generale della stagione torna a essere meno pessimista e ci sono episodi divertenti che giocano sulla meta-fiction, come ad esempio uno che ironizza sui classici mostri horror, oppure quello in cui consociamo il profeta Chuck Shirley (Rob Benedict) autore di una serie di romanzi sulla vita dei protagonisti e che saranno i futuri “Vangeli dei Winchester”,  fino alla puntata  Il salto dello squalo che è anche il termine con cui in America si evidenzia quando una serie ha superato il limite della credibilità e decreta l’abbandono dei fan e dove viene introdotto Adam Milligan (Jake Abel) fratellastro dei protagonisti.
Al momento del finale di stagione si torna però agli inevitabili temi più seri e dopo aver scoperto che il capo degli angeli è Zaccaria (Kurt Fuller), non più intenzionato a seguire i voleri di Dio e che aver sparso sangue all’Inferno ha fatto rompere a Dean il primo Sigillo, rendendolo anche l’unico in grado di impedire l’Apocalisse, apprendiamo che Sam si nutre del sangue di Ruby per potenziare i suoi poteri e proprio lei ha fatto il doppio gioco fin dall’inizio.
Un Sam in crisi di astinenza da sangue di demone e convinto di poter sventare l’Apocalisse con i suoi poteri, arriva ai ferri corti con Dean, terrorizzato che il fratello possa trasformarsi in un mostro da cacciare, segnando per la prima volta in quattro stagioni il momento in cui i fratelli Winchester sono volutamente uno contro l’altro.
Niente è però come sembra e come angeli e demoni hanno fatto credere ai protagonisti. Zaccaria rivela che il loro obbiettivo non è impedire l’Apocalisse, ma al contrario vogliono scatenarla per ripulire il mondo e vogliono usare Dean come arma per combattere Lucifero quando sarà risorto e per questo non hanno rivelato che Lilith è in realtà l’ultimo sigillo da spezzare. Allo stesso tempo Sam, manovrato da Ruby, arriva a uccidere Lilith, aprendo di fatto la prigione di Lucifero e scoprendo che quel piano era stato escogitato da Azazel e Lilith da diversi anni, addirittura da prima che lui nascesse e questo lancia una nuova luce sinistra sul reclutamento fatto da Azazel e sullo stesso Sam in quanto unico bambino prescelto ancora in vita. La stagione si chiude con i fratelli riuniti (grazie all’intervento di un Castiel pentito) e consci di essere stati raggirati, uccidono Ruby, però sono inermi davanti alla resurrezione di Lucifero.
Con l’inizio della stagione cinque si percepisce fin da subito una sensazione di chiusura e il voler portare a termine le trame e sottotrame: infatti, come ho scritto nel post precedente sulla serie, nell’idea del creatore Eric Kripke questa sarebbe dovuta essere la stagione finale.
Sam e Dean sopravvivono alla liberazione di Lucifero, grazie all’intervento di Dio, ma angeli e demoni sono già sulle loro tracce perché entrambi i fratelli hanno un ruolo centrale nell’Apocalisse che si sta scatenando. I due discendono in linea di sangue dal Caino e Abele biblici e sono gli unici corpi ospiti in cui possono entrare l’Arcangelo Michele e l’angelo caduto Lucifero per fronteggiarsi. Ovviamente essendo entrambi angeli, hanno bisogno del permesso degli interessati per possederli e se Zaccaria e i suoi fratelli tentano di tutto per convincere Dean a dire “Sì” a Michele, Lucifero (interpretato da Mark Pellegrino) prende in possesso un corpo momentaneo e comincia i preparativi per l’Apocalisse sguinzagliando nel mondo i suoi Quattro Cavalieri, convinto che al momento della resa dei conti Sam non riuscirà a dirgli di “No”.
In questa stagione gli episodi non legati alla trama principale sono marginali, ma c’è comunque spazio per spunti interessanti e ritorni collegati alle stagioni passate. Rivediamo il demone Meg (da questa stagione interpretata da Rachel Miner), ritornano per l’ultima volta da vive Ellen e Jo, viene resuscitato il fratellastro dei Winchester per fungere da “contenitore” temporaneo di Michele e c’è un’importante rivelazione sul Trickster. Nell’episodio Prigionieri della TV – oltre a parodiare serie come Grey’s Anatomy e C.S.I. Scena del Crimine che all’epoca della messa in onda erano due dei principali show concorrenti nella sera in cui andava in onda anche Supernatural – si scopre infatti che è in realtà l’Arcangelo Gabriele, scappato dal Paradiso per non assistere ai litigi dei fratelli angeli dovuti all’assenza del Padre Divino e rifugiatosi sulla Terra dove si intrattiene creando situazioni paradossali e per lui questa sarà l’ultima stagione.
Nonostante si respiri un’aria di conclusione, viene però inserito un personaggio importante: il demone Re degli Incroci Crowley (Mark A. Sheppard) ex-braccio destro di Lilith e come lei capo dei Demoni degli Incroci (apparsi la prima volta nella stagione 2). Al contrario dei suoi simili, Crowley non crede che una volta sterminata l’umanità Lucifero regalerà il Paradiso ai demoni suoi figli e sottoposti e così si allea con Sam, Dean, Bobby e Castiel per sventare l’Apocalisse.
L’atmosfera della stagione si alterna tra momenti divertenti e comici ad altri più drammatici, cupi e desolanti che sono evidenziati soprattutto dalla fuga di Dio, ultima speranza dei Winchester di impedire agli angeli di portare a termine il loro piano. I due fratelli che hanno sempre messo l’incolumità del fratello davanti alla propria, si trovano ora costretti a fare l’impossibile per non doversi uccidere a vicenda, perché comunque vada a finire, Paradiso o Inferno, loro perderanno. Come dicevo è la chiusura di un cerchio: una serie iniziata con due fratelli che si ritrovano arriva al punto finale in cui quegli stessi fratelli saranno costretti a battersi l’un l’altro fino alla morte.
Dopo essere stati messi di fronte a un fato oscuro e impossibile da scongiurare, Sam e Dean trovano però una piccola speranza: Lucifero è uscito da una gabbia e può essere rinchiuso di nuovo in quella prigione. Per farlo c’è bisogno dei quattro anelli dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse e Sam deve cedere il suo corpo a Lucifero e mantenere il controllo quel tanto che basta per saltare nella gabbia e rimanerci rinchiuso. È un piano suicida, che salverebbe il mondo e condannerebbe Sam, ma gli permetterebbe anche di espiare la colpa di essere stato lui la causa per cui il diavolo è libero. E alla fine risulta essere l’unica soluzione possibile.
Nel finale di stagione assistiamo così a un Sam che in un primo mento non riesce a contrastare Lucifero, ma poi ricordando il suo passato con Dean rinsavisce, prende il controllo e si sacrifica per la salvezza del mondo. Distrutto, Dean rispetta comunque le volontà di Sam e non tenta di riportarlo in vita, scegliendo invece di iniziare una vita normale con Lisa.
L’intero episodio finale della quinta stagione ci è raccontato per bocca di Chuck il profeta, autore anche dei libri fittizi sulla serie e (almeno in questa puntata) quasi un alter ego di Eric Kripke, che afferma che i finali sono difficili e mai completamente definitivi. Nell’ultimo fotogramma infatti ci viene mostrato Dean a casa con la sua nuova famiglia e Sam che lo osserva all’esterno.
Non so se questa era davvero la fine voluta dal suo creatore, o l’ultima scena è stata aggiunta perché la rete CW non aveva intenzione di chiudere la serie, resta il fatto che ci sono i presupposti perché la storia continui.

E sappiamo che è continuata e probabilmente tra qualche tempo, tornerete a leggere su questo blog delle stagioni successive.

lunedì 9 maggio 2016

Recearticolo - Supernatural Stagioni 1 e 2

Supernatural è una serie televisiva americana di genere horror-mystery-fantasy creata da Eric Kripke nel 2005 e andata in onda sul canale WB nella prima stagione (2005-2006) e nelle successive sul canale CW. In Italia è stata invece trasmessa dal 2007 su Rai 2 e successivamente da Rai 4.
Pur essendo la serie ancora in corso di trasmissione in America e rinnovata da pochi mesi per la 12sima stagione che andrà in onda nella prossima annata, mi è venuta voglia di parlarvi delle prime stagioni, tenendo conto che nell’idea originale del suo creatore dovevano essere solo cinque e di conseguenza raccontare un arco narrativo con un inizio e una fine ben precise. Per il momento mi dedico alle prime due e prossimamente alle seguenti.
Come ho già scritto, queste puntate sono andate in onda e replicate qui da noi da diversi anni, ma se qualcuno non avesse ancora visto la serie o qualcuna delle stagioni, ciò che scriverò sarà ampiamente SPOILER e vi consiglio di abbandonare la lettura per evitare eventuali anticipazioni.
Bene, ora cominciamo.
La serie inizia con Dean Winchester (interpretato da Jensen Ackles) che si ricongiunge con il fratello più piccolo Sam (Jared Padalecki), dopo che quest’ultimo aveva abbandonato lui e il padre per studiare legge a Stanford anziché proseguire nell’attività di famiglia. Noi spettatori veniamo subito messi a conoscenza che quest’attività è piuttosto particolare: i Winchester infatti sono Cacciatori, normali esseri umani che venuti a conoscenza dell’esistenza del soprannaturale, hanno deciso di dare la caccia a tutte quelle creature di fantasia che infestano il mondo all’insaputa dei più. Il primo episodio sembra concludersi con la fine veloce della rimpatriata tra Dean e Sam dopo la risoluzione del caso che seguivano, ma in realtà nell’ultima scena c’è la vera rivelazione: Jessica (Adrianne Palicki), la fidanzata di Sam muore bruciata  sul soffitto, stesso identico modo soprannaturale in cui era morta ventidue anni prima Mary (Samantha Smith), la madre dei due ragazzi e ragione per cui il padre John (Jeffrey Dean Morgan) era diventato Cacciatore e aveva cresciuto i figli nello stesso modo. Il loro obbiettivo è trovare quell’assassino non umano che adesso è tornato in azione.
Così Sam ritorna al fianco di Dean per riprendere l’attività di Cacciatore e iniziano una serie di episodi che possono essere definiti a trama verticale, cioè non portano avanti la storia generale della caccia all’omicida soprannaturale, ma ci mostrano i fratelli che risolvono di puntata in puntata casi legati a leggende urbane e con il cosiddetto “mostro della settimana” che varia da spiriti, fantasmi vendicativi, mutaforma e creature di vario folklore. L’aspetto più interessante di questi episodi è il modo in cui viene mostrato il rapporto tra i due fratelli. Se da una parte Dean è quello sbruffone, rude e sfrontato, è anche quello con il maggior senso del dovere e della famiglia, rappresentata per lui dal padre e dal fratello, è molto attaccato a Sam, sempre pronto a  difenderlo e felice di poter tornare in viaggio con lui. Dall’altro lato Sam è quello più posato, riflessivo, gentile, ma che ha scelto di vivere la sua vita anziché quella da Cacciatore e per certi versi questa scelta è mostrata con una sfumatura di egoismo, soprattutto quando il desiderio di vendetta per la perdita di Jessica lo riporta alla vecchia attività. Quello che risulta subito palese è però che i due fratelli sono complementari e lavorano bene in coppia, colmando a vicenda quello di cui l’altro sembra essere carente. La loro caratterizzazione inoltre è tanto forte da “tenere in piedi” lo show che di fatto non conta molti altri personaggi principali.
Accanto agli episodi verticali, abbiamo anche degli episodi orizzontali che portano avanti il mistero sulla morte di Mary Winchester avvenuta anni prima, mostrandoci sprazzi del passato e indizi su cosa possa essere successo, e allo stesso tempo introducono una sottotrama che assumerà sempre più rilevanza ed è legata ai poteri psichici di Sam.
Il primo punto di svolta lo avremo all’incirca a metà della prima stagione quando John Winchester ritornerà più volte in scena, rivelando di aver seguito di nascosto gli spostamenti dei figli e verrà introdotto il personaggio di Meg Master (Nicki Aycox), che si rivelerà indispensabile per sbrogliare il mistero principale. Prima di giungere però al gran finale, vengono presentati anche Ed Zeddmore (A.J. Buckley) e Harry Spengler (Travis Webster) – uno dei pochi casi di personaggi che ritorneranno anche solo per una puntata nelle stagioni successive, pur non essendo mai apertamente legati alla trama principale – e nell’ultimo episodio Bobby Singer (Jim Beaver) che diventerà a tutti gli effetti il mentore e figura paterna dei protagonisti nelle stagioni seguenti.
Arriviamo quindi agli ultimi episodi della stagione, che sono fondamentali non solo per la risoluzione dell’arco narrativo in corso, ma perché danno i primi tasselli che definiscono la mitologia dell’intera serie. John Winchester ritorna con la rivelazione che Mary e Jessica sono state uccise da un demone soprannominato “Demone con gli Occhi Gialli” e che i demoni possono impossessarsi dei corpi degli umani, come nel caso di Meg Master. C’è però un’arma che può ucciderli definitivamente ed è una pistola leggendaria chiamata Colt. Dean, Sam e John riescono a recuperala e hanno un  confronto con Azazel – il vero nome del “Demone con gli Occhi Gialli” – e con la Meg demoniaca. Il primo riesce a fuggire, mentre la seconda seppur esorcizzata muore per le ferite riportate dallo scontro.
La stagione si chiude con un cliffhanger, un finale che lascia a metà la narrazione e che sarà un sistema utilizzato anche nei finali successivi: nella via per l’ospedale, dei malandati John, Sam e Dean vengono investiti da un camionista posseduto da un demone.           
Inizia così la seconda stagione e il primo episodio è rilevante per tre fattori: John Winchester muore facendo un patto con Azazel; Dean muore, ma ritorna in vita (tenere conto delle morti e resurrezioni dei due fratelli sarà una specie di gioco nella serie) e riceve l’ordine dal padre di badare a Sam perché il demone ha dei piani per lui; compare la Mietitrice Tessa (Lindsey McKeon) un altro dei pochi personaggi che riapparirà nelle stagioni successive.
Sempre nell’ambito dei personaggi di spessore perché tra i pochi ricorrenti nell’intera serie, in questa seconda stagione fanno la loro comparsa: Ellen Harvelle (Samantha Ferris), Jo (Alona Tal) – moglie e figlia di un Cacciatore e amico di John e morto in una caccia con lui – Ash (Chad Lindberg) – un genio che mostrerà a Sam e Dean i presagi con cui è possibile rintracciare l’arrivo dei demoni – e il demone Trickster (Richard Speight Jr.) che è uno dei pochi nemici ricorrenti anche se non è il principale della stagione. 
Gli episodi riprendono a seguire la struttura della stagione precedente: ci saranno casi di puntata e non saranno tutti memorabili, affiancati come sempre da quelli che portano avanti la trama orizzontale della caccia ad Azazel unita alla sottotrama dei poteri psichici di Sam. Proprio quest’ultima diviene sempre più centrale e mette spesso Sam nei guai con altri Cacciatori che lo vedono come una minaccia e sottolineeranno ancora una volta quanto gli sia legato Dean, pronto a difenderlo contro tutti. Al contempo Sam entra in contatto con altri ragazzi suoi coetanei che mostrano di possedere poteri psichici simili ai suoi e a loro volta sono stati avvicinati da bambini da Azazel, rivelando così che il demone ha un piano molto più ampio e  complesso. Si svela inoltre che il demone ha fatto bere il suo sangue ai ragazzi quando erano di pochi mesi ed è questo a dare a Sam e agli altri i loro poteri e viene introdotto un tema portante che metterà più volte a dura prova il rapporto tra i fratelli: se Sam è il male, Dean lo deve uccidere.
Giungiamo quindi al finale di stagione dove i ragazzi prescelti da Azazel dovranno scontrarsi tra loro per determinare chi è il più forte e adatto a guidare l’esercito di demoni che Azazel intende riunire. Sam è tra loro ma muore, Dean lo riporta in vita tramite l’accordo con il misterioso Demone degli Incroci (apparso in un episodio precedente e con un ruolo destinato a evolversi con le stagioni a venire) in cambio della sua anima, restando così con un solo anno di vita. Prima della conclusione della stagione Sam e Dean uccidono Azazel con la Colt, ma non riescono a impedire che si apra una Porta dell’Inferno e alcuni demoni riescano a fuggire.

Per i protagonisti la vera guerra sta per iniziare.

lunedì 4 aprile 2016

Darklight Children - Gemelli per Destino in PROMOZIONE!!!

Piccolo annuncio pubblicitario per segnalarvi che il mio romanzo è in vendita a prezzo scontato dal 1 al 30 Aprile.

ATTENZIONE però, potrete acquistarlo con lo sconto del 10% e pagarlo quindi 1,80 euro SOLO acquistandolo sullo store online di YOUCANPRINT.IT

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A questo punto otterrete l'ebook con il 10% di sconto pagandolo solo 1,80 euro.

Spero vi sia tutto chiaro, in caso contrario non esitate a chiedere qualunque spiegazione sfruttando i commenti qui sotto.

Buona lettura e buoni acquisti!

martedì 1 marzo 2016

Le origini di Darklight Children - Gemelli per Destino

Eccomi di nuovo a parlarvi della mia creatura. Lo so, molti penseranno che un romanzo debba farsi conoscere per la sua trama, il suo stile, i suoi personaggi, però svelare qualche retroscena aiuta a ingolosire e incuriosire i potenziali lettori.
Essendo io stesso un lettore, prima che un aspirante scrittore, ho pensato che spesso ci chiediamo come ha avuto origine una storia, da quali elementi è nata e cosa ha ispirato il suo autore o autrice nel scriverla, magari finendo con lo scoprire che condividiamo con lui o lei alcuni dei suoi gusti.
Così, facendo un grande sforzo di memoria, ho deciso di raccontarvi come Darklight Children – Gemelli per Destino ha preso forma nella mia mente prima di diventare il romanzo che è ora.



Partiamo con una data: la primissima idea della storia l’ho avuta nel lontano 1998, ora non so dirvi con precisione quale evento in quel momento della mia vita mi ha fatto “partorire” l’idea di base (è passato davvero troppo tempo), ma ricordo con certezza di aver deciso di incentrare la storia su gemelli di sesso opposto, dedicandomi al legame che li unisce che risulta particolare e a volte incomprensibile a chi non è un gemello (e sì, io lo sono) e come forse nascere con già qualcuno accanto non è un caso, ma parte di un piano predefinito. Naturalmente tutto questo non aveva alcun fine sociale, o di indagine scientifico/psicologica, si trattava solo del desiderio di raccontare una storia di fantasia in cui io stesso potessi identificarmi (giusto per non scordare mai la prima regola per chi vuole mettersi a scrivere un’opera di finzione: scrivi di ciò che conosci).
Ovviamente questo era solo il primo ingrediente della mia “ricetta” e come spesso accade, furono altre opere a ispirarmi e insieme alla famosa “farina del mio sacco” mi hanno permesso di allargare questo concetto e costruirci una trama intorno. Magari chi ha già letto la versione sul blog avrà fatto delle supposizioni e troverà nelle prossime righe la conferma di quali storie possono avermi ispirato.
La prima (credo in ordine di tempo) è stata la serie manga e anime Bishojo Senshi Sailor Moon di Naoko Takeuchi e sono sicuro sia conosciuta anche da chi non è un fan di fumetti e animazione giapponese. In realtà sono stati solo alcuni elementi del primo arco narrativo e del terzo a solleticare la mia immaginazione e spingermi a rielaborarli. Nello specifico, all’epoca in cui progettavo la storia, mi era rimasto impresso ciò che mi aveva colpito della prima lettura/visione: la doppia vita delle protagoniste, non tanto in quanto supereroine, ma piuttosto per il fatto di aver già vissuto in un passato lontano e il modo in cui i ricordi e le azioni compiute nella vecchia vita avevano ripercussioni e conseguenze nella nuova. Per quanto riguarda il terzo arco ad affascinarmi era stato l’istituto Mugen, una scuola d’elite che però nascondeva una base nemica in cui gli avversari principali erano coinvolti con demoni creati in laboratorio e soprattutto la figura del professor Tomoe, un uomo di scienza convertito al soprannaturale per scopi personali (questa caratterizzazione è evidente maggiormente nella versione manga).
Restando in tema manga/anime, un’altra serie che mi ha ispirato è Miracle Girls di Nami Akimoto (e conosciuta in Italia come È un po’ magia per Terry e Maggie) non solo per le sue protagoniste gemelle, ma principalmente per le tematiche riguardanti i poteri extrasensoriali (ESP), il legame tra gemelli e soprannaturale e anche qui per la figura un po’ ambigua di Shinichiro Kageura, un professore ossessionato dal paranormale.
Spostandoci dalla narrativa per immagini a quella scritta, di sicuro il romanzo che mi ha suggestionato maggiormente è Là fuori, nel buio di Dean Koontz. Non vi rivelo particolari essenziali della trama per non rovinarvi una potenziale futura lettura, vi basti sapere che le capacità psichiche del protagonista e le sue lotte contro i demoni, così come le origini segrete di questi demoni, mi hanno influenzato nel delineare diversi aspetti del mio romanzo.
Essendo un patito di serie televisive (come Leonardo uno dei protagonisti del mio romanzo), anche in questo media ho trovato diversi spunti. La prima serie che ha avuto un impatto enorme su di me e sulla mia storia è senza alcun dubbio Buffy The Vampire Slayer (o Buffy l’Ammazzavampiri se preferite e come potete vedere dagli altri post del blog continua a influenzarmi in ciò che scrivo). Joss Whedon, il creatore di Buffy, è riuscito a rendere alla perfezione il binomio adolescenza uguale inferno e l’ambientazione scolastica in cui il soprannaturale si insinua per entrare prepotentemente nelle vite dei ragazzi, obbligandoli a combattere i loro demoni non solo in senso figurato, è alla base della mia storia tanto quanto l’idea dei gemelli.
Anche Charmed (in italiano Streghe) mi ha fornito inspirazione, ma solo in minima parte ed esclusivamente nella prima stagione con il personaggio di Andy Trudeau (interpretato da T.W. King) che ha funto da modello per la creazione nel mio romanzo del personaggio di Fulvio Marchi, zio dei protagonisti e ispettore di polizia.
E pur non essendo un amante delle serie di fantascienza, posso però dire che anche Roswell ha avuto una piccola parte nell’ispirarmi: anche in questo caso si tratta di un unico particolare, legato agli episodi finali della prima stagione e che riguarda i legami interpersonali tra i quattro extraterrestri messi a confronto tra come erano nella loro vita passata sul pianeta natale e come lo sono nelle loro vite presenti sulla Terra.
Per ultimo, ma non certo per importanza, c’è anche il testo di una canzone tra le mie fonti di ispirazione. Si tratta di Unfoirgivable Sinner (letteralmente “Imperdonabile Peccatore”) di Lene Marlin, che parla di una persona tormentata per aver fatto qualcosa di orribile e deve convivere con questo passato, ripensando a una misteriosa lei che dall’alto canta come un angelo. Se avete già letto, o leggerete il romanzo capirete anche voi quanto questa canzone calzi a pennello con lo stato d’animo dei mie protagonisti una volta che si ritrovano a dover affrontare la verità sul loro passato.
A grandi linee direi che ho ricostruito più o meno tutte le tappe, o meglio le fonti, che hanno avuto un certo peso nel darmi suggerimenti per dare forma al mio Darklight Children – Gemelli per Destino, resta da vedere quanti di voi le hanno ritrovate o le ritroveranno leggendolo.

Se avete voglia, fatemelo sapere.

lunedì 1 febbraio 2016

Darklight Children – Gemelli per Destino in vendita in ebook!

Alcuni di voi avranno notato che da qualche tempo è sparita dal blog la serie Darklight Children e se siete ancora più attenti, avrete anche scopeto che il link per il download gratuito della parte 1 non è più attivo… cosa significa tutto ciò?
Semplice: ho deciso di sperimentare l’avventura dell’autopubblicazione (o self-publishing se preferite) e così ora chiunque voglia leggere, rileggere e conservare quella storia, potrà farlo acquistando il libro in formato ebook.
È stata una scelta su cui ho riflettuto abbastanza e una spinta decisiva a tentare questa strada me l’ha data l’affetto di voi lettori, che fin dal principio, all’epoca della sua comparsa sul blog avete apprezzato la storia di Leonardo e Sara e dei loro compagni. Non solo, mi sono reso conto che anche dopo la conclusione della serie a puntate, Darklight Children continuava  suscitare interesse e richiamare lettori e visite qui sul blog e così mi son detto che valeva la pena tentare.
Avrete di certo fatto caso che sul blog in alto a sinistra, è comparsa la scritta “Darkight Children – Gemelli per Destino”  e cliccandoci sopra verrete indirizzati a una pagina specifica in cui troverete le informazioni utili sul libro. Vi avviso fin da subito che il romanzo non è esattamente uguale a come l’avete letto qui sul blog e scaricato nella versione gratuita: quello che comprerete sarà una versione riveduta e corretta, ma in cosa differisce nello specifico, lo lascio scoprire  a voi.
Sempre in quella pagina cercherò di aggiungere i vari negozi (o store se preferite) online che mettono in vendita il libro in formato ebook e da cui potrete scaricarlo.
Per chi non fosse pratico su cos’è un ebook, spiego velocemente che si tratta di un libro digitale, cioè che è possibile leggerlo solo sul Pc tramite il programma gratuito “Adobe Digital Editions”, su Tablet e su lettori ebook e smartphone.
Se avete qualche domanda , usate pure i commenti qui o nella pagina del romanzo per chiedere e se vi è piaciuto o piacerà “Darklight Children – Gemelli per Destino”, lasciate un commento o un parere nei vari siti in cui è in vendita e soprattutto consigliatelo!
Qui sotto la copertina:




Ora, come sempre, non mi resta che augurarvi buona lettura.