Angelo Moser spruzzò con il dispenser una parte del liquido ambrato della boccetta che aveva nella mano sinistra. A prima vista poteva sembrare una confezione di profumo, ma in realtà era una pozione rintraccia demone. – Da questa parte.
Juri e Davide lo seguirono oltre l’ingresso di un grande parco, illuminato da una coppia di lampioni dalla plafoniera a forma di palloncino. L’uomo aveva fissato l’incontro con i cinque ragazzi davanti al suo negozio di sera. Al momento di usare la pozione aveva proposto che le ragazze rimanessero in un luogo sicuro durante la loro battuta di caccia. Sara si era opposta, ma dopo aver messo ai voti la questione, si era ritrovata in minoranza.
La pozione dispersa nell’aria lasciò una scia color verde luminescente, come aveva fatto lungo tutto il tragitto percorso dal Portale Mistico fin lì, e si diffuse fino nelle profondità del viale alberato. Mentre lo percorrevano, Davide chiese: - Siamo sicuri che sia proprio il nostro demone?
- Sì. Dai vestiti di Juri ho recuperato alcuni frammenti di squame carbonizzate e le ho mischiate alla pozione – rispose Angelo.
- E quando lo rintracciamo, cosa facciamo per fermarlo? – s’informò Juri. – Abbiamo visto che è molto rapido e a parte la paura per il fuoco, non credo abbia altri punti deboli.
Angelo continuò ad avanzare tenendo lo sguardo puntato sulla traccia luminosa che iniziava a sbiadire. – Non sarà necessario imprigionarlo interamente come avete fatto la prima volta. Basterà chiudergli la testa in un campo di forza.
- E si aspetta che lo faccia io? – domandò Davide. – Non sono ancora così esperto da concentrami solo su un dettaglio cosi specifico.
- E poi aveva detto che soffocarlo serviva solo a fargli vomitare l’embrione se non si era ancora trasformato completamente – aggiunse Juri
- Non ti preoccupare Davide. Ti guiderò io – replicò l’uomo girandosi verso il ragazzo con i capelli color rame. Poi si rivolse a quello biondo e rispose: - Questo demone si è impossessato di un corpo umano e a differenza dei demoni originali, una delle poche debolezze di cui non può disfarsi è il bisogno di immettere ossigeno nei polmoni. Soffocarlo non lo libererà dalla possessione, ma lo ucciderà.
Davide non condivideva la sua sicurezza. – Prima o dopo che ci avrà fatto a pezzi?
Un urlo di terrore a opera di una voce femminile, proveniente dalla zona più oscura del parco, mise fine alla discussione.
I tre cacciatori corsero in quella direzione, senza aver più bisogno della pozione per sapere dove si trovava il demone. Arrivarono in uno spiazzo in cui erano disposte un paio di panchine. Sopra la prima c’era l’ex-bibliotecario che con entrambe le mani teneva sollevato da terra un ragazzo poco più grande di Juri e Davide. Con la schiena appoggiata alla base della seconda panchina, c’era la ragazza che aveva emesso l’urlo. Aveva i capelli castani in disordine e seduta per terra guardava impotente e sconvolta la scena.
Angelo prese in mano la situazione e ordinò a Juri: - Colpiscilo alla schiena.
Il ragazzo infiammò i palmi delle mani e li puntò contro il demone, che si stava voltando, disturbato dal loro arrivo.
Spire di fuoco guizzarono contro di lui bruciandogli le squame della parte sinistra del dorso e del braccio dello stesso lato. Non emise alcun lamento di dolore, però reagì mollando la presa sulla vittima, che cadde con un tonfo a pochi centimetri dalla compagna.
Vedendoli impalati e ancora scossi per la bizzarra e incredibile aggressione, Angelo urlò: - Scappate!
Il ragazzo si riscosse per primo, tirò a forza in piedi l’altra e la trascinò via.
A quel punto il demone buttò la testa all’indietro e aprendo la bocca, ululò come un lupo alla luna. Il suo verso era carico di rabbia. Avanzò sicuro contro il suo nemico, scontrandosi contro il fuoco, ma non scappando più dalle fiamme.
- Abbiamo perso il nostro vantaggio – notò Juri. – Ha superato presto la sua paura!
Angelo afferrò Davide per le spalle e rimanendo dietro di lui disse: - Tocca a te. Non devi fare niente di diverso dal solito modo con cui ricorri al tuo potere. Non pensare però a bloccarlo interamente. Fissa la tua attenzione sulla testa: è quello il tuo obbiettivo.
Davide provò a eseguire il consiglio. Puntò le mani verso il demone che aveva quasi raggiunto il compagno e sopra le sue corna comparve la mezza sfera di una cupola. Mentre procedeva nel formarla, questa scese a gran velocità verso il basso, avvertendo il nemico del pericolo con le sue pareti grigiastre.
Il demone si gettò in avanti, spinse lontano Juri e poi con un salto si lanciò oltre le teste degli altri due, planando dietro di loro.
Juri si rialzò velocemente. – Non fatelo scappare!
Angelo e Davide si voltarono di scatto. – Riprova e focalizza bene la forma nella mente – ripeté l’uomo.
Il demone non aspettò di essere ingabbiato e brandendo gli artigli che gli spuntavano dalle dita, si avventò sulle prede.
Davide non seppe spiegarsi se fu la paura a dargli al spinta giusta o i suggerimenti di Angelo, però puntò sicuro il braccio sinistro contro il demone e con le dita piegate come se stesse sorreggendo una pallina da tennis, creò una bolla trasparente intorno alla testa cornuta del demone.
La bestia infernale si fermò. Graffiò con foga la bolla. Si dimenò da una parte all’altra, prese addirittura a colpire ripetutamente e violentemente con il capo il tronco di un albero. L’unico effetto che ottenne fu di spezzarlo in due, mentre la copertura sferica non si sfaldava.
Davide tenne stretta la presa, anche se ogni tentativo del demone di liberarsi, gli procurava fitte lancinanti alla testa. – Non ce la faccio più.
- Tieni duro – lo incitò Angelo.
Dopo una lotta senza possibilità di vittoria, il demone si placò all’improvviso. Con gli occhi rossi rivolti all’insù, si accasciò a terra con un rumore fragoroso.
Rimasero tutti immobili. Angelo. Juri. Davide con il braccio teso. E il demone riverso sul cemento.
L’uomo e i ragazzi rimasero per qualche minuto a fissare il corpo squamoso. Poi Angelo si mosse e si piegò verso il demone. – Puoi far sparire il campo di forza. – Il ragazzo ubbidì, abbassando il braccio. Angelo si avvicinò e vide chiaramente che aveva la bocca e gli occhi spalancati. – È morto.
- Ne è sicuro? – chiese Juri.
- Senza dubbio.
- E ora? Lo lasciamo qui? – domandò Davide.
Angelo scosse la testa. – Già troppe persone sono a conoscenza dell’esistenza di questi ibridi. Dobbiamo sbarazzarci del cadavere. Devi farlo tu Juri.
Il ragazzo avanzò senza porre altre domande. Sapeva benissimo cosa intendeva Angelo. Fiammelle rosse e gialle spuntarono dai polpastrelli delle sue mani. Si inginocchiò e le posò sopra il demone morto. Lascio scivolare sulle sue squame le fiamme in modo che fossero libere di avvolgerlo interamente.
Juri si rialzò e insieme ad Angelo e Davide, rimase fermo a osservare il fuoco che consumava ciò che un tempo era stato il bibliotecario.
Il Full Moon era affollato come ogni sera. Una delle ragioni per cui Juri aveva suggerito alle tre compagne di aspettarli lì.
Un cameriere portò i cocktails a Sara e Naoko e lasciò un bicchiere vuoto con la lattina di Sprite accanto, davanti a Sabrina.
Sara aveva tenuto il broncio per tutta la sera. Bevve un sorso dal bicchiere e guardò Naoko scontrosa. – Credevo che almeno tu mi appoggiassi.
- Sai anche tu che questa era la scelta più ragionevole – rispose l’altra seria, ma con tono amichevole. – Meno eravamo, più probabilità c’erano che riuscissero a cavarsela senza vittime.
- Pensi che non sia in grado di difendermi contro un demone? È stato il mio potere a fermarlo in biblioteca.
Sabrina, che si era versata mezzo bicchiere di bibita e lo aveva portato sotto il naso, lo posò di corsa sul tavolo. – Scusate. Devo andare alla toilette. – Spinse indietro la sedia e camminò spedita verso la porta del bagno.
Seguendola con lo sguardo Sara disse: - Non trovi che sia strano? Le succede troppo spesso di dover correre in bagno. – Il comportamento della compagna le aveva fatto dimenticare la discussione. – Pensi sia malata?
- Avrà problemi alla vescica – mentì Noako, guardando il liquido rosso nel suo bicchiere. – È più comune nelle ragazze della nostra età di quanto non si creda.
Sara rimase a fissare la porta della toilette. Nessuno era entrato o uscito. Passati diversi minuti, si rese conto che Sabrina ci stava impiegando molto più tempo del necessario. – Secondo me ci nasconde qualcosa.
- Come? – domandò Naoko, fingendo di non aver seguito il filo del discorso.
- È li dentro da troppo. E non è entrato nessuno prima di lei, quindi non può esserci coda – rispose Sara. – Mi sembra strana. A dire il vero è già da diversi giorni che ho questa impressione.
- Sei solo agitata per i ragazzi e questo ti rende paranoica. – Naoko si alzò in piedi. – Vado a vedere se è tutto a posto.
Dopo essere entrata nella toilette, Naoko bussò all’unica porta chiusa dei tre bagni. – Sabrina stai bene? È tutto ok?
Sabrina liberò il chiavistello e uscì dall’abitacolo. – Sì, è stata solo una forte ondata di nausea. Ma non ho rimesso. Forse è colpa dell’ansia per Juri.
- Cerca di calmarti – le suggerì l’amica. – Sara sta incominciando a fare molte domande.
- Non le hai detto nulla?
- Te l’ho promesso. Ma devi deciderti a parlare con entrambi. Non potremo andare avanti in questo modo ancora per molto.
- Lo so – rispose Sabrina precedendola davanti alla porta. – Ma è una notizia che devo dare prima a Juri. E devo farlo nel momento giusto.
Le due rimasero a fissarsi. Naoko stava per domandarle quando sarebbe arrivato il momento giusto, ma la porta della toilette si spalancò di nuovo. – Allora, vi sbrigate? – chiese Sara, cogliendole di sorpresa.
- Sì, certo – rispose Naoko. – Stavamo arrivando.
- Gli altri sono appena tornati. – Sara scrutò dubbiosa Sabrina e poi uscì seguita dalle due compagne.
Sabrina si sentì sollevata nel vedere Juri insieme a Davide e Angelo Moser prendere delle sedie da aggiungere al loro tavolo. “Sì, devo parlargli al più presto. Prima che non ritorni da una nuova caccia ai demoni” pensò.
- Ce l’avete fatta a trovare l’uscita del bagno – le accolse Davide.
- Come è andata? – s’informò Sabrina ignorandolo. – L’avete…
- Sì. Ce ne siamo sbarazzati – rispose Juri.
Il gruppo rimase in silenzio per qualche minuto. Nessuno dei ragazzi aveva frequentato spesso la biblioteca, né il bibliotecario. Tutti pensavano che se si era associato alla setta del professor Barbieri, si era meritato quella fine. Ma era comunque morto un uomo e loro era complici di un omicidio, anche se il cadavere era quello di un demone.
- Non voglio trattenervi oltre – disse Angelo spezzando i loro pensieri. – Devo consegnarvi qualcosa che vi avevo promesso. – Posò la borsa che aveva a tracolla sulle gambe ed estrasse cinque fascicoli chiusi da due giri di spago. I dossier sulle vite passate che aveva promesso ai ragazzi
- Ecco perché al ritorno ci ha fatto fermare al suo negozio prima di venire qui - disse Juri.
- Mi sono arrivati nel tardo pomeriggio, dopo che ve ne eravate andati. E non potevo portarli con noi e rischiare di perderli durante la lotta – spiegò Angelo, consegnando a ognuno quello con sopra il nome che aveva nella vita precedente.
- Ne manca uno – disse Davide dopo aver preso il suo.
- Siamo rimasti in cinque – disse Naoko. – A meno che…
- Hai chiesto il Registro su Leonardo? – domandò stupita Sabrina.
Sara guardò Davide sospettosa. – Cosa te ne fai del Registro che riguarda mio fratello?
- Voglio confrontarlo con il mio – rispose Davide. – Eravamo una coppia nel passato e voglio tutti i dettagli.
- Non me ne sono dimenticato – intervenne Angelo. – Ma dato che la persona a cui si riferisce non c’è più, l’Ordine mi ha imposto che chiunque lo voglia consultare, lo deve fare nel mio negozio. Ed è un invito che estendo anche a tutti voi per i vostri. Potrete leggerli senza essere disturbati e con la possibilità di chiedermi ogni chiarimento. – Angelo si alzò dalla sedia e si mise la fibbia della borsa sulla spalla. – Pensateci. Come vi ho già detto: la porta del Portale Mistico è sempre aperta per voi.
L’uomo li lasciò con in mano il resoconto del loro passato e la possibilità di scegliere come scoprire nei minimi particolari chi erano stati in un’altra vita.