Il Gioco del Branco 23: La Morte e le Fanciulle
Sunset
Road 39
Questo era l’indirizzo inviato da S.
Betty chiuse la lista dei messaggi e ripose il cellulare in tasca. Lei e i suoi
compagni si trovavano proprio dalla parte opposta della strada, di fronte alla
casa circondata dalle siepi incolte e con un cartello con scritto VENDESI
piantato accanto al vialetto, davanti al portico dell’ingresso.
Kerry Wood trasalì. «Non siamo in un
posto qualunque. Questa è la nostra vecchia casa, dove vivevamo prima che papà
morisse e io e Kenny ci trasferissimo da nostro zio.»
Betty non si stupì, S – o Kate, visto
che sospettavano fossero legate se non addirittura la stessa persona – aveva
una mente perversa nel colpire con i suoi avvertimenti barra minacce.
«Un motivo in più per non farvi entrare
da sole» disse Donovan. «Chissà cosa ha combinato lì dentro.»
Betty sospirò stanca. Nonostante
l’ordine di non coinvolgere i ragazzi, il suo fidanzato, Zec e Billy avevano
insistito per accompagnare lei, Michelle e Kerry all’appuntamento e per tutto
il tragitto era stato un continuo e inutile tentativo di dissuaderle.
«No, entreremo da sole. Questione
chiusa» rispose Kerry. «C’è la vita di mio fratello in gioco.»
«Va bene, ma proviamo almeno a
escogitare una strategia per potervi venire in aiuto» propose Billy.
«Non servirebbe» fece Michelle. «Se S.
ha posto il divieto di ingresso ai maschi, avrà trovato qualche modo per
obbligarvi a rispettarlo. Ricordati lo scherzetto di Halloween.»
Zec osservò il cielo imbrunire. «Ok,
però è chiaro a tutti che è una trappola. Vi ha mandato l’indirizzo poco prima
del tramonto, se vuole liberare Kenny, perché aspettare che faccia buio?»
Donovan allargò le braccia verso il
compagno. «Sentito? Ancora un’altra ragione per rivalutare questa sciocchezza
di andare da sole.»
«Apprezzo la vostra preoccupazione, ma
non siamo donzelle in pericolo» replicò Betty, non trattenendo una punta di
insofferenza. «Io sono intoccabile, non possono ferirmi se resto intangibile;
Kerry è più forte di te e Billy messi insieme; Michelle ha la stessa capacità potenzialmente
distruttiva di Zec. Se vogliamo essere oneste, è S ad aver fatto la scelta più
stupida coinvolgendo solo noi.» Osservò i tre ragazzi guardarsi l’un l’altro,
un po’ vergognandosi e con una parte di apprensione difficile da scacciare.
«Staremo attente e se davvero è un tranello, sapremo come difenderci. Voi
aspettateci qui.»
Strinse il braccio a Zec e Billy e baciò
sulle labbra Donovan, poi seguita dalle due amiche attraversò la strada che le
separava dalla casa.
«Bel discorso» si complimentò Kerry.
«Grazie» rispose Betty sorpresa.
«Qual è il piano?» domandò Michelle,
scrutandosi intorno come se qualcuno potesse sbucare dal retro della
costruzione.
«Prendiamo mio fratello e usciamo» disse
Kerry. «Attacchiamo solo se necessario. Sperando di non avere sorprese.»
Allungò la mano destra per afferrare la maniglia della porta, ma questa si aprì
da sola con uno scricchiolio.
Betty la superò. «Fai andare prima me.
Qualsiasi cosa ci troviamo davanti, la mia consistenza da spettro è un
vantaggio.» Si immerse nel soggiorno, sgombro dei mobili e scarsamente
illuminato dalla luce esterna che fluiva dalle finestre prive di tende, e
osservò con cautela l’ambiente. La cucina era facilmente raggiungibile alla
loro destra con l’ingresso spalancato e alla loro sinistra, le scale per il
piano superiore non presentavano ostacoli.
Non appena le due amiche le furono accanto,
la porta d’entrata sbatté, richiudendosi alle loro spalle.
«Benvenute ragazze.» Kate le accolse
comparendo in cima alla scalinata per l’ala superiore della casa. Si appoggiò
con i gomiti sul corrimano e sorrise. «Sorprese di trovarmi qui?»
«Non così tanto» ammise Betty.
«Dov’è mio fratello?» domandò Kerry,
serrando i pugni e raddrizzando la schiena in una postura sull’attacco. «Siamo
qui per portarlo via.»
Kate arretrò sul corridoio che portava
nello spazio delle stanze sul piano. «Quanta fretta, siete appena arrivate. Ho
organizzato un bel gioco a sorpresa.»
«Non erano questi i patti con S» replicò
Michelle.
«S? Chi è S?» Kate sbatté le ciglia,
fingendosi sorpresa. «A ogni modo, so che oggi qualcuno compie diciotto anni ed
è giusto festeggiarlo come si deve.» Schioccò le dita e continuò. «Vedrai
Kerry, ti piacerà quello che ho organizzato. So che sei una fan di Buffy e così ho pensato a un compleanno
a tema “Cruciamentum”, è la sfida che ogni Cacciatrice deve affrontare a diciotto
anni, giusto?»
Betty sentì un brivido schizzarle lungo
la schiena. Nella serie tv il “Cruciamentum” era un’esperienza traumatica: la
Cacciatrice veniva privata dei suoi poteri e resa così vulnerabile a un vampiro
affamato, tenuto a digiuno per settimane e normalmente già una persona
pericolosa quando era vivo. Non sapeva quanto fosse fedele l’idea di Kate alla
versione ufficiale, ma di certo non sarebbe stata meno mortale. Poi il fiato le
mancò. Vide una figura familiare farsi avanti dall’oscurità dietro alla loro
nemica.
Kenny si rivelò a passo lento, il volto
distorto dai tratti da licantropo. Occhi con iridi gialle le fissarono senza
alcuna riconoscenza; un sottile ringhio risalì dalla sua gola, fino a giungere
nella bocca semi aperta per mostrare le zanne inferiori e superiori snudate; le
orecchie a punta appena visibili in mezzo a riccioli neri scomposti, mischiati
a ciuffi di pelo.
Kerry si portò le mani sulle guance.
«No! Lurida stronza, cosa hai fatto a mio fratello?»
Senza scomporsi, Kate si tramutò nella
sua forma da giaguaro mannaro e rispose: «Modera i termini bastardella, la
colpa è solo vostra. Non dovevate rifiutarvi di unirvi a me. Ora il tuo
fratellino l’ha dovuto fare a forza.»
Michelle guardò la gemella Wood
sconvolta. «Non preoccuparti, lo porteremo comunque fuori di qui e troveremo il
modo di ritrasformarlo.»
«Non avete capito, Kenny non farà nulla
che volete voi. Farà quello che gli ordino io. È un membro del mio branco.»
Kate girò lo sguardo verso il ragazzo licantropo. «Uccidi tua sorella, questo è
il mio regalo per il tuo compleanno.»
Kenny balzò sul corrimano, ringhiò
feroce, mostrando le mani artigliate e si lanciò al piano di sotto.
Osservandolo nel volo verso di loro, Betty
riconobbe che il sadismo della donna era davvero fuori ogni sua immaginazione. La
sfida rivolta a Kerry era salvare sé stessa, o uccidere suo fratello. Si
riscosse in tempo per afferrare la ragazza dalla pelle scura al suo fianco e
renderla intangibile, ma lei la scacciò via. Non voleva evitare la lotta? Si
gettò quindi su Michelle e la allontanò dall’impatto.
Kerry strinse i denti e a pochi istanti
dallo scontro con il gemello, mosse il
braccio destro all’indietro e lo colpì in volto con un pugno. Lui
ricadde all’indietro, ma si rialzò in un istante e sbavando, le si avventò
addosso, atterrandola sulla schiena.
Prima che Betty potesse formulare un
brandello di strategia con Michelle, l’amica si allontanò dalla sua presa,
tornò tangibile e innescò la manifestazione del suo potere: con la sclera nera
e le nervature scure sul volto, spinse le braccia in avanti con le dita arcuate
e sollevò Kenny dal corpo della gemella.
«Non immischiatevi» ruggì Kate. Saltò a
sua volta verso il basso. Atterrò a un passo da Michelle e la colpì con forza
alla nuca, mandandola distesa sul pavimento, priva di sensi.
Senza il supporto della ragazza, Kenny
ricadde da mezz’aria su Kerry, facendo scricchiolare le assi di legno sotto di
loro.
Betty tornò a fissare guardinga Kate,
fin troppo vicina. «Perché ci hai “invitate” qui? Non ti aspetterai che staremo
a guardare senza combattere.»
«Dipende dalla vostra amica» rispose e
alzò il tono della voce per farsi sentire. «Puoi scusarti per la tua scortesia
e accettare la mia proposta originale. Ti unirai al branco e invece di
uccidere, o venire uccisa da tuo fratello, diventerai come lui e insieme vi
sbarazzerete di queste due. So che non siete migliori amiche.»
Kerry si morse il labbro inferiore. Con
la mano destra stringeva il collo del gemello per tenerlo lontano e si parava
il viso con il braccio sinistro, dove lui infieriva con gli artigli,
procurandole graffi sanguinanti. «Crepa» sibilò in riposta.
Betty ne approfittò. C’era un aspetto
del suo potere che non aveva mai provato con Donovan, che la disgustava, ma ora
riteneva essenziale sperimentare. Con un movimento rapido infilò la mano nel
petto di Kate, scivolando all’interno, fermandosi appena sotto il cuore.
L’altra la fissò strabuzzando gli occhi
dalle iridi verdi.
Le parve sorpresa, ma non
particolarmente spaventata. Non ci fece caso. «Sto imparando a usare questo
regalo che mi avete fatto tu e la tua amica S. Non sono ancora molto esperta, ma
sono bravissima in scienze. Se mi sposto di poco, posso stringere il tuo cuore.
Di sicuro sarà doloroso.»
Kate abbozzò un sorriso sghembo, mostrando
le zanne. «Guarda, guarda, chi ha del fegato. Però non mi inganni, non sei
un’assassina.»
«Situazioni disperate, richiedono
soluzioni disperate.»
«E io che volevo solo fare un pigiama
party un po’ movimentato» la derise. «Dovevo aspettarmi una partecipazione così
attiva, in fondo tu e i tuoi amici siete esperti nell’organizzarne di
memorabili.»
Betty rimase interdetta. «Stai
ammettendo di sapere del nostro viaggio nel sogno… ma chi sei in realtà? Sei
S?»
«Avete già visto cosa si ottiene a fare
domande indiscrete. Questo è il mio
gioco, decido io chi sa cosa e come.» Kate tornò seria e fissò la scena a una
manciata di passi da loro. «Siamo bloccate, nessuna delle due può muoversi.
Dimmi, è in questo modo che speri di salvare la tua compagna?»
Betty imprecò mentalmente. Aveva
ragione, sperava di trattenerla e spaventarla, spingendola a ritirarsi, ma non
aveva ottenuto il vantaggio sperato. Poté solo voltare la faccia e osservare
Kerry combattere la sua battaglia.
Kerry sollevò le ginocchia e spinse le
suole delle scarpe da ginnastica contro il petto del fratello, scaraventandolo
all’indietro. Si rialzò e lo fissò negli occhi. «Kenny sono tua sorella. Sono
qui per te. Qualunque cosa ti abbia fatto, puoi combatterla.»
Lui balzò in avanti e lei lo schivò
senza sfioralo.
«Reagisci!» insistette Kerry. «Non vuoi
veramente farmi del male. Siamo rimasti solo io e te. Ci proteggiamo a
vicenda.»
Kenny tornò al’attacco, per aggredirla e
l’altra gli bloccò le braccia a mezz’aria.
Kerry lo guardò nel volto da licantropo
e una coppia di lacrime le scivolarono dagli occhi lungo le guance. «Ti prego.
Torna in te.»
Con sorpresa di Betty, la ragazza lasciò
la presa sulle braccia del gemello e gli strinse il busto in un abbraccio,
premendo tutto il suo corpo contro quello dell’altro.
Kenny piantò gli artigli nella schiena
della ragazza, spingendola a un grido rauco. Spalancò la bocca e si abbassò per
azzannarle il collo, ma si fermò. Allargò le narici e a poca distanza dalla
pelle, inspirò l’odore che emanava. Ritrasse le dita, sporche di sangue come la
giacca a vento di lei e buttò la testa all’indietro, lanciando un ululato
carico di dolore. Ben presto il verso divenne un latrato e poi un singhiozzo e
il suo aspetto mutò. I tratti che facevano di lui un lupo mannaro scomparvero e
riassunse il suo aspetto umano.
Kenny fissò in lacrime la sorella. «Mi
dispiace» sussurrò.
«È tutto a posto» rispose Kerry. «È
finita.»
«No» sbraitò Kate. «Niente affatto.»
Betty si riscosse dalla scena. Fece
scivolare la mano fuori dal petto della donna e le afferrò la spalla con la
destra e il fianco con la sinistra. «Rassegnati. Hai perso.» Trasmise le
proprietà intangibili alla nemica e la buttò sul pavimento e insieme lo
attraversarono.
Sfruttando il disorientamento
dell’altra, Betty la trascinò sotto le fondamenta della casa e nel buio intorno
a sé, riconobbe strati di terra. Abbandonò la presa su di lei, rendendola
tangibile e nuotò nel vuoto, verso l’alto.
Quando sbucò con la testa dal pavimento,
vide Kenny crollare svenuto tra le braccia della sorella e Michelle
riprendersi.
«Cosa è successo? Dov’è Kate?» domandò,
guardandola emergere completamente.
«L’ho portata sotto la casa e l’ho
lasciata nel terreno» rispose. «Ma può risalire, devi darci un vantaggio e
mettere un altro ostacolo tra lei e la superficie.»
Michelle riassunse le caratteristiche
fisiche da poltergeist umano e buttando le braccia in avanti con i palmi
spalancati, fece crollare metà del piano superiore sopra le assi del pavimento.
Con alle spalle un cumulo di frammenti
di legno, Betty e l’amica raggiunsero poi Kerry per aiutarla. Michelle prese
con il suo potere Kenny, facendolo galleggiare davanti a sé, mentre Betty
lasciò che l’altra ragazza si appoggiasse a lei per camminare, facendo
attenzione a non toccare il braccio dilaniato e la schiena con il giubbotto
ancora incrostato di sangue.
«Grazie» disse Kerry con un mezzo
sorriso.
Betty sorrise a sua volta. «Usciamo di
qui.»
Con un calcio spalancò la porta e
corsero all’esterno, attraversarono la strada e si riunirono ai tre ragazzi.
«State tutte bene?» domandò Billy.
«Noi sì, ma Kerry ha diversi graffi
profondi» rispose Betty.
«E Kenny è solo svenuto, però è un
licantropo» aggiunse Michelle, allentando il suo potere e lasciando afferrare
il ragazzo da Zec e Billy.
«Stai scherzando?» domandò stupito
Donovan. «Ha accettato l’offerta di Kate?»
Kerry deglutì con una smorfia di dolore.
«No, lo ha trasformato a forza lei. E ci aspettava dentro la casa.»
«Un momento… come è riuscita a cambiarlo?
Credevo non potesse farlo senza un consenso diretto» disse Zec.
«Non sappiamo i particolari, ma ho
un’idea su come scoprirlo» rispose Betty. Con le lenti degli occhiali sporche
di polvere, lanciò uno sguardo alla casa dietro di loro e disse: «Andiamocene
di qui, Kate potrebbe arrivare da un momento all’altro e dobbiamo medicare
Kerry.»
«Vuoi portarla in ospedale?» le chiese
Billy.
«No, andiamo a scuola» replicò. «Lì ci
sistemeremo e proveremo a battere Kate al suo stesso gioco.»
Continua…?
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