CAPITOLO 48
Prima lezione di incubazione
demoniaca
Il vento
invernale di inizio febbraio soffiava con veemenza, sollevando dal marciapiede
le pagine scolorite di giornali e i volantini
accartocciati, arruffando i capelli ricci e scuri di Angelo Moser. Di ritorno
dalla pausa pranzo che aveva prolungato di mezz’ora non credendo di vedere
nessun cliente neanche quel giorno, sorrise quando trovò cinque ragazzi ad
attenderlo davanti al cancello che circondava l’edificio del suo negozio.
Piacevolmente
sorpreso, disse: «Buon pomeriggio, cosa ci fate qui?»
Yuri si fece
avanti. «Abbiamo bisogno di parlarle. È una questione delicata.»
«Io direi che è
spaventosa» fece Davide.
Naoko avanzò a
sua volta «È meglio se ne parliamo dentro.»
«Certo.» Angelo
inserì le chiavi nella serratura e aprì la porta d’ingresso. Lasciò passare i
cinque ospiti e poi chiuse la porta dietro di sé, senza girare il cartello su
APERTO, garantendo così la sicurezza di non venir disturbati. «Di cosa volete
parlarmi?»
Yuri prese di
nuovo la parola per primo. «Abbiamo delle novità importanti da comunicarle…
qualcosa che non ci aspettavamo.»
Sara sbuffò. «Smettiamola
di giraci intorno. Ci sono dei demoni che attaccano le persone e ne abbiamo
combattuto uno questa mattina.»
«Un potenziale
demone» precisò Sabrina. «Da quello che abbiamo visto, lo abbiamo… liberato.»
Angelo li
squadrò per niente sorpreso. Gli era successo di recente un episodio simile. «Dovevo
immaginare che prima o poi ne avreste incontrato uno anche voi.» Superò il
gruppo fermo all’ingresso del negozio e si avviò verso il bancone. «Seguitemi.»
«Dove andiamo?»
domandò Davide diffidente.
«Nel vero negozio di magia. I reali articoli magici, sono in una
camera nascosta» rispose Sara. Angelo rabbrividì al ricordo di come solo pochi
mesi prima, sotto l’influsso del suo potere mentale, la ragazza lo avesse
manipolato per ottenere un volume di suo interesse.
Gli altri
ragazzi la guardarono sorpresi e lei puntò gli occhi su di lui, domandando con
aria di sfida: «Mi sbaglio?»
Rimanendo impassibile,
Angelo rispose: «No, è esatto. Tutto ciò che ha un vero potere ed è realmente
efficace, si trova in una stanza protetta, al sicuro sotto al negozio.»
«Perché non ce
l’ha mai detto?» domandò Naoko.
«Non vi siete
più fatti vedere da queste parti. E credevo che la vostra amica vi avesse già messo
al corrente.» Girò poi dietro il bancone e scese le scale che portavano al
magazzino sotterraneo. In realtà non era tanto sorpreso che Sara avesse tenuto
per sé quell’informazione. Qualcosa in lei era cambiato dall’ultima volta che
era stata lì. Non riusciva ancora a capire cosa, ma non gli sembrava nulla di
positivo.
Sara, Naoko,
Yuri, Davide e Sabrina lo seguirono e si trovarono davanti a una porta rifinita
in argento. Angelo estrasse la lunga chiave che teneva sempre nella tasca dei
pantaloni e la inserì nella serratura. Dopo tre giri, questa scattò, la
spalancò e spinse il pulsante alla sua sinistra, gettando la luce
elettrica sull’ampio spazio.
Entrò e
raggiunse il centro della stanza, fermandosi sopra una botola in piombo. «C’è
anche un’altra ragione per cui ho tenuto segreto questo posto. Qui sotto è
nascosto il Sigillo. Dopo che il professor Barbieri l’ha portato in superficie,
ho ritenuto che fosse meglio rendere nota la sua ubicazione al minor numero possibile
di persone.» Si spostò verso la parete a destra e prese sei sedie dalla pila di
quelle accatastate, disponendole in cerchio.
I ragazzi
rimasero rapiti a osservare la miriade di scatole contenenti i più svariati
oggetti. Dalle aperture scorgevano solo qualche libro, statuetta o strani
manufatti dalle forme più disparate, ma alcuni incensieri e due teche con armi
riposte nella guaina, erano sistemate ben in vista.
«Cavoli! Tutta
questa roba funziona davvero?» chiese Davide. «Voglio dire, si potrebbero davvero utilizzare per
incantesimi, riti e cose così?»
«Certamente»
rispose Angelo, disponendo l’ultima sedia. «Mi farebbe molto piacere insegnarvi
quello che potreste fare con le vostre capacità. Vi sorprendereste della
quantità di potenziale che avete e di cui non siete a conoscenza.»
Sabrina sorrise.
«Leonardo avrebbe accettato di corsa. Per lui venire qui sarebbe stato come un
biglietto gratis per Disneyland.»
«Non siamo qui
per questo» replicò Sara infastidita. «Ci spieghi piuttosto perché poco fa non
sembrava sorpreso nel sentir parlare di demoni.»
Angelo si
sedette nella sedia di fronte al lei e fece segno agli altri di prendere posto.
«È molto semplice: un demone mi ha attaccato l’altra sera, qui nel mio locale.»
«E lo ha ucciso?»
domandò Yuri.
«Non ero
preparato ad affrontarlo. Sono solo riuscito a metterlo in fuga.»
«Cosa voleva da
lei?» s’informò Naoko.
«Era qui per il
Sigillo?» chiese Sara, con un’inflessione apprensiva.
Angelo la
osservò di nuovo. Voleva indagare su quel suo improvviso cambio di
atteggiamento, ma prima avevano altro di cui discutere «Voleva essere
ritrasformato in essere umano. E questo mi ha fatto pensare che non sapeva cosa
gli fosse successo.»
«Be’… anche il
nostro non sembrava capire bene quello che gli stava accadendo» mormorò
Sabrina.
«Mi avete detto
che lo avete liberato. Cosa intendete di preciso?»
Sabrina si voltò
di scatto a guardare Naoko e lei rispose prima che potesse farlo qualcun altro.
«Io e Sabrina eravamo nello spogliatoio, a scuola. Il bidello è entrato all’improvviso
e ci attaccate. Aveva delle squame d’oro sparse un po’ per tutto il corpo e
degli artigli nella mano destra. Ci siamo allontanate per evitare che facesse
male ad altri e poi quando Sara, Yuri e Davide ci hanno raggiunti, siamo
riusciti a fargli sputare fuori una strana bestia simile a una biscia e Yuri
l’ha carbonizzata.»
Davide emise due
colpi di finta tosse. «Io gli ho
tirato fuori quella cosa. L’ho bloccato in un campo di forza invisibile e lui
ha vomitato un liquido viola e la biscia.»
Angelo si alzò
accigliato. «Tutto questo, purtroppo, conferma quanto immaginavo.» Usci dal
cerchio di sedie e andò verso uno degli scatoloni sul fondo. Spostò un paio di
volumi prima di estrarre quello che cercava. Lo sfogliò velocemente e poi lo
girò verso i ragazzi, mostrando una figura. «L’animale che avete visto è simile
a questo?»
Loro si
voltarono a guardare: il disegno raffigurava una bestia più lunga di una
biscia, ma più piccola di un serpente. Annuirono quasi tutti nello stesso
istante.
Angelo tornò al
suo posto con il libro sotto braccio. «Quello che avete incontrato è un ibrido
di demone. Nasce da un uovo impiantato in un corpo ospite e si fonde con esso,
soppiantando l’anima nutrendosi di essa, per tramutarlo in un demone completo.»
Davide fece un
verso di disgusto. «Un uovo di demone? È qualcosa che vende anche lei?»
Angelo scosse la
testa. «Non lo trovereste da nessuna parte in questo mondo. Solo i demoni di
alto livello posseggono le uova o sanno come crearle.»
«Ad esempio,
demoni come DiKann» suppose Naoko.
«Quindi, un
demone del genere è riuscito a venire fin sulla Terra» disse Yuri. Poi ci
ragionò e aggiunse: «Oppure si è servito di un essere umano per fare il lavoro
sporco.»
«Dovendo fare un
nome a caso, direi qualcuno come il professor Barbieri» ipotizzò Sabrina.
Angelo annuì. «È
l’unica conclusione plausibile. E posso scommettere che ci sono molti altri
uomini con un uovo all’interno del proprio corpo e non ne sono consapevoli.
Probabilmente questo trattamento è stato riservato a tutti i membri della setta
di Barbieri.» Poi i suoi occhi si posarono per la terza volta su Sara Martini.
Tutti sapevano
cosa era accaduto sette mesi prima, nello stesso luogo in cui si trovavano in
quel momento, prima che diventasse il negozio ch è ora. Ma Angelo sospettava
che solo lei, il fratello gemello, lo zio dei due e il misterioso Patrick
Molina conoscessero a fondo tutti i particolari di quella tragica notte. Adesso
però stavano venendo a galla.
Angelo tornò a
rivolgersi a tutti. «Anche se non ci
sono state notizie ufficiali, possiamo ormai dare per certo che tutti gli
uomini della setta si sono salvati. Proprio grazie all’uovo inserito nei corpi. Era parte del
piano originale del professor Barbieri. Ed è altrettanto probabile che molti
dei membri siano parte del personale che lavora nel vostro liceo. Professori,
responsabili di attrezzature, bidelli… tutte persone che Barbieri poteva
avvicinare e controllare giornalmente.»
Davide scosse la
testa poco convinto. «Se ha ragione, come mai non si trasformano tutti nello
stesso momento?»
«È vero»
concordò Naoko. «Se ho capito bene dal suo racconto, il demone che ha attaccato
lei era già del tutto formato. Mentre quello contro cui abbiamo combattuto noi
era ancora, diciamo in fase di transizione.»
Sabrina inarcò
un sopracciglio. «Che senso ha crearsi un esercito di demoni se non sai quando
si trasformeranno?»
«Tutte domande
lecite» rispose Angelo. «Purtroppo non so come rispondervi. Come vi ho già
detto, ciò che ci troviamo di fronte è qualcosa a cui nemmeno io ero preparato.
Ho fatto rapporto all’Ordine con le informazioni in mio possesso e li
richiamerò per aggiungere i dettagli che mi avete fornito voi. Al più presto mi
invieranno quello che sanno su questa storia.»
«Oh, davvero splendido!» esclamò Sara sarcastica. «E
nel frattempo cosa facciamo? Aspettiamo che uno di questi demoni-in-evoluzione
riesca a ucciderci?»
Angelo si alzò
in piedi e questa volta la guardò serio. Non ammetteva più la sua strana
aggressività. «Potreste accettare la mia offerta. Farvi addestrare a
combatterli. Diventare quello che alcuni di voi erano nella vita precedente:
guerrieri dell’Ordine.»
I ragazzi
rimasero in silenzio. Si fissarono l’un l’altro, non sapendo cosa rispondere.
Dal piano
superiore udirono il rumore di vetri infranti e tutti e cinque insieme
scattarono in piedi.
«Cosa è stato?»
domandò Sabrina.
Angelo corse
verso le scale. «Per quanto lo creda impossibile, potrebbe trattarsi di un
comune ladro.»
Yuri lo seguì
all’istante. «Ma lei aveva un sistema di allarme l’ultima volta che sono
entrati dei ladri. E anche uno soprannaturale» ricordò. «Perché non sono
scattati?»
«Probabilmente
perché ho scordato di inserirli entrambi» ammise Angelo, maledicendosi
mentalmente per la sua leggerezza. «La vostra visita mi ha stupito al punto da
farmi essere imprudente.»
Il resto dei
ragazzi non rimase indietro. Li seguirono fino al locale principale e quando
emersero dietro al bancone rimasero allibiti.
Due demoni, uno
con le squame verdi e le corna di ariete e l’altro con le squame blu e le corna
a punta nere, erano in piedi oltre la porta d’ingresso spalancata, come due
normali clienti.
Quello con le
squame blu rise mostrando le zanne e disse: «Chi devo uccidere per essere
servito?»
Continua…
2 commenti:
Bellissimo capitolo mi piace molto
Grazie!
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