CAPITOLO 47
Risvolti inaspettati
Sabrina Corti
guardò l’immagine riflessa nello specchio e si rese conto di essere conciata
male. Almeno la prof di educazione fisica
non crederà che la mia giustificazione per indisposizione sia una scusa per
saltare la lezione.
Da sola nel
bagno dello spogliatoio, aveva appena finito di vomitare. La gola e il petto le
facevano male per via dello sforzo nel rimettere e si sentiva addosso ancora
quell’odore tremendo. Per fortuna si era tirata i capelli biondo miele di lato,
o sarebbe stata un’impresa eliminare la puzza.
Sabrina apri il
rubinetto del lavabo situato di fronte alle porte degli abitacoli dei water,
raccolse l’acqua fresca nelle mani chiuse a conchiglia e se la buttò contro il volto.
L’ultimo mese e
mezzo era stato massacrante. In un colpo solo aveva perso il suo migliore amico
e il ragazzo di cui era innamorata. Senza contare che con quest’ultimo aveva
creduto di aver finalmente instaurato un rapporto che andava oltre la semplice
amicizia. Yuri, invece, l’aveva liquidata dopo essere andato a letto con lei. Era
stata solo un ripiego, uno scacciapensieri dopo aver scoperto la verità sulla
loro vita passata. Purtroppo per lei la storia si era ripetuta anche nel
presente.
Non è poi così strano che mi senta uno
schifo pensò, asciugandosi il volto con una manciata di salviette del
distributore automatico. Trattenne ancora una volta i capelli biondi da un lato
e si piegò per bere dal rubinetto. Rimescolò l’acqua in bocca e poi la sputò nel
lavandino.
Il suo malumore
però non spiegava quelle continue nausee
che non le davano tregua. Il primo giorno aveva attribuito la colpa al cibo
cinese con cui aveva cenato, mentre sua madre era al lavoro. Il giorno seguente
aveva mangiato riso in bianco e frutta, ma la situazione non era cambiata.
Aveva evitato di bere bibite gasate e alcolici, ma non c’era stato alcun
miglioramento.
«Forse dovresti
farti vedere da un medico.» Naoko, fece capolino sulla soglia del bagno alla
sua sinistra.
« Come?» domandò
sobbalzando. Sabrina odiava quella sua capacità di avvicinarsi senza fare il
minimo rumore.
Naoko restò a
fissarla, i lunghi capelli lisci e scuri le ricadevano sulla schiena e gli
occhi a mandorla rimandavano uno sguardo austero. «Anche l’altra sera al Full Moon sei corsa in bagno a vomitare.»
«Avrò preso un
virus» rispose, cercando di liquidare la faccenda.
Naoko avanzò,
appoggiando il bacino a uno dei rubinetti attaccati al muro. «È un’ipotesi, ma
potrebbero esserci altre ragioni per le nausee improvvise.»
Sabrina la
superò, uscendo dal bagno. Non intendeva affrontare una conversazione privata
con la migliore amica della ragazza di Yuri. «Se vuoi giocare a fare Veronica
Mars, scegliti
un’altra vittima.»
«Hai preso in
considerazione l’eventualità di essere incinta?»
A sentire quella
parola, Sabrina si fermò di colpo in mezzo allo spogliatoio femminile. Nelle
sue valutazioni precedenti sul perché si sentisse così male, non aveva
minimamente pensato a quella possibilità e solo in quel momento, la sua mente
le riportò alla memoria che aveva avuto un ritardo nel ciclo mestruale. Scosse
la testa e si girò a guardare furiosa l’altra ragazza. «Ma sei scema? Come ti
viene in mente un...»
La porta dello
spogliatoio si aprì di colpo, spezzando a metà la sua frase. Un bidello alto e
corpulento entrò come un fulmine e chiuse a chiave l’entrata dello spogliatoio.
Le due ragazze
lo guardarono allibite.
«Che sta
facendo? Questo è lo spogliatoio delle ragazze» disse Naoko autoritaria.
Lui aprì la
felpa e abbassò il cappuccio rivelando perché si era camuffato in quel modo. La
parte sinistra del suo viso era ricoperta da piccole e irregolari squame color
oro, che si estendevano a macchia di leopardo anche sul petto nudo. La mano
sinistra era deformata e sembrava più grande rispetto al braccio e le sue
unghie erano lunghe e affusolate, simili ad artigli.
«Ma che diavolo
ti succede?» Sabrina non riuscì a
staccargli gli occhi di dosso sconvolta.
«Tu… odori di
buono… di familiare» le rispose il bidello, camminando lentamente verso di lei.
«È tutta la mattina che lo sento.» Balzò poi in avanti, agitando la mano con
gli artigli per squarciarle il ventre.
Agendo
d’istinto, Sabrina ricorse al suo potere telecinetico e sollevò con la forza
del pensiero il bidello. Lo lanciò sulla panca alla sua destra, scompigliando i
vestiti depositati dalle ragazze che si erano cambiate prima della lezione.
«Presto! Apri la
porta» ordinò Naoko.
Sabrina si
concentrò e pur avvertendo una lieve fitta alla testa, riuscì a rompere la
serratura e far aprire completamente la porta verso l’esterno. Corsero fuori,
ma quando Naoko vide che si dirigeva verso la palestra, le afferrò la mano.
«No, quel mostro
ci seguirà e non possiamo andare dove ci sono gli altri. Li metteremmo tutti in
pericolo.»
«Dobbiamo
avvertire Sara, Yuri e Davide.»
«Ci penso io» rispose
Naoko.
La tirò verso la
porta che conduceva al cortile esterno, spalancandola e una volta fuori,
lasciandola sbattere dietro di loro. Uscendo nel prato, incontrarono i suoi
gatti, Ombra e Scintilla, con cui comunicava mentalmente.
Sabrina la
osservò incrociare i loro sguardi, non sentì cosa ordinò loro, ma i mici si
separarono. Quello con il pelo bianco corse verso le finestre della palestra,
mentre quello scuro si mise al loro fianco.
In lontananza udirono
il bidello lamentarsi e poi urlare: «Non puoi sfuggirmi! Sento il tuo odore.»
Entrambe
ripresero a correre lungo il prato che costeggiava il campo sportivo e pochi
istanti dopo, udirono la porta schiantarsi contro il muro e il tonfo dell’uomo
che atterrava sul terreno e si gettava senza fatica al loro inseguimento.
Naoko girò il
volto all’indietro e lo vide a pochi metri. «Non è strano che c’è l’abbia con
te? Sembra che ci sia qualcosa che hai e che lui vuole. Dal modo in cui ha
cercato di aprirti in due la pancia direi, di rivalutare la possibilità di una
gravidanza.
«Dobbiamo
proprio parlarne adesso?» Sabrina ansimò per lo sforzo. «Abbiamo un problema
più urgente.»
Il bidello saltò
sopra le loro teste e le superò in volo, atterrando davanti alla strada. Le
ragazze si fermarono di colpo, appena in tempo per non finire tra le sue
braccia.
«Ho fame… tanta
fame» disse, come in preda a un delirio, guardando Sabrina con la bava alla
bocca. «Odori di buono, hai dentro qualcosa di buono.»
«Mandalo lontano
con il tuo potere» le gridò Naoko.
«Non so se ci
riesco» rispose. «Ultimamente usare il mio potere mi rende più stanca.»
L’uomo avanzò di
qualche passo e poi si fermò. Cominciò a tremare e si piegò in avanti,
tenendosi la pancia. «Basta! Mi fai male…no! Non voglio!» urlò con la voce
piena di dolore e paura.
«Colpiscilo ora»
disse Naoko. «È la nostra unica occasione.»
Sabrina era
dubbiosa. «Sembra che stia soffrendo. E se fosse stato infettato da qualche
creatura demoniaca come era successo a Leonardo? Rischiamo di fare male a un
innocente.»
«Non lo
definirei innocente dal modo in cui ci ha attaccato.» Naoko abbassò lo sguardo
su Ombra.
Subito dopo il
gatto si lanciò in mezzo alle gambe del bidello, gli graffiò i pantaloni,
attirando la sua attenzione. Lui, ancora in preda agli spasmi di dolore, si
mosse goffamente cercando di calciarlo via, ma il felino fu più veloce e gli
sfuggì, tentando nel frattempo di morderlo.
Sabrina ne
approfittò. Afferrò la mano di Naoko e la costrinse a scappare nella direzione
da cui erano venute. Controllando la situazione alle loro spalle, andarono a
sbattere contro i tre amici, portati sul luogo da Scintilla.
«State bene?»
s’informò Yuri.
«Che sta
succedendo?» chiese Sara, osservando Ombra che veniva scansato malamente verso
il cemento dall’uomo e notando le squame e gli artigli sul suo corpo.
Sabrina notò che
sul suo volto qualcosa cambiò. Non sembra spaventata o disgustata da ciò che
vedeva. Piuttosto sorpresa e anche confusa. Senza porre domande, decise di
mettere da parte qualsiasi sentimento contrastante nei confronti dei due. «Ci
ha attaccate mentre eravamo nello spogliatoio. Sembra stia subendo una qualche
trasformazione involontaria.»
Davide le superò,
avanzando verso il bidello. «Me ne occupo io.» Piegò le dita di entrambe le
mani, come a schiacciare dei bottoni invisibili, e plasmò una barriera
invisibile di forma cilindrica intorno all’uomo.
Il bidello
riusciva a vedere la coltre opaca che formava la sua prigione e cercò di
abbatterla a suon di colpi di artigli. Poi rallentò e appoggiò le mani sul muro
invisibile e cadde sulle ginocchia. Iniziò a respirare a fatica e sul suo volto
si dipinse un’espressione di terrore.
Sabrina e i
compagni si avvicinarono prudentemente a osservare la scena senza capire.
«Che gli
prende?» domandò Yuri.
«Non lo so»
rispose Davide, mantenendo attiva la barriera.
Il bidello li guardò
con occhi supplichevoli. «Aiuto… mi manca.. l’aria…»
Sabrina fu colta
dal senso di colpa. Temeva che la fretta con cui avevano deciso di considerarlo
un pericolo, potesse farli pentire. Le notizie degli attacchi di demone lette
sul giornale potevano essere vere, ma non era certa di voler sacrificare
qualcuno a sangue freddo. «Forse dovremmo liberarlo» propose.
«No. Potrebbe
essere un trucco» replicò Naoko.
L’uomo cominciò
a tossire in modo violento e dopo un paio di colpi, vomitò una strana sostanza
liquida e violacea. Davide distrusse il cilindro invisibile, permettendo così
al bidello di accovacciarsi per terra sull’erba, prima che perdesse del tutto i
sensi. In pochi secondi le squame dorate svanirono dalla sua pelle e la mano
artigliata riprese la sua normale forma umana.
Lo strano
liquido viola emanò un fetore che si diffuse nell’aria.
Sabrina si
allontanò di un paio di passi, prima che quell’odore schifoso le facesse
tornare la nausea. «Pensate che sia morto?»
«Se non lo è, lo
ucciderà questa puzza» ribatté Davide, coprendosi il naso.
Sara si inginocchiò
con cautela accanto al bidello e gli tastò con la mano destra il collo e con la
sinistra il polso. «No, è solo svenuto.»
Qualcosa si
mosse nella poltiglia violacea tra la lei e l’uomo e Yuri le balzò al fianco, trascinandola
a sé. «Stai attenta!»
Naoko si
avvicinò a Sabrina e Davide la imitò. Videro chiaramente una creatura simile a
una biscia molto sottile e con la pelle chiara e rosata, strisciare verso il
bidello. Yuri lasciò che la mano destra si ricoprisse di fuoco e lanciò tre
fiamme, per colpirla. La biscia non ebbe il tempo di reagire. Il suo esile
corpo venne subito avvolto e consumato, riducendosi in cenere.
Davide puntò il
cumulo color carbone con il dito indice e disse: «Che accidenti era quella
cosa?»
«Sembrava simile
all’embrione di un serpente, o un animale di quel genere» commentò Sara,
liberandosi dalla presa di Yuri.
«Non di un
animale» la corresse Naoko. «Ma di un
demone.»
Sabrina la fissò
incredula. «Come fai a dirlo?»
«Non lo hai
visto? Aveva le squame e gli artigli» le rispose.
Yuri lanciò una
fugace occhiata a Sara e poi disse: «La stessa descrizione dell’aggressore di
cui parlava il giornale l’altra sera. Pensate che siano la stessa persona?»
«No, questo non
era un demone completo. Era come se fosse in corso di trasformazione.» disse
Sara.
Sabrina studiò
l’espressione assorta dell’altra ragazza. Le sembrava quasi che stesse
ricordando come dovesse essere la reale forma di un uomo trasformato in demone.
«Dobbiamo
saperne di più» replicò Yuri.
Naoko annuì. «Non
abbiamo scelta. C’è solo un posto dove trovare questo genere di informazioni.
Dobbiamo andare al Portale Mistico e
parlare con Angelo Moser.»
Davide annuì.
«Sarà meglio chiamare qualcuno dall’infermeria per questo poveraccio.»
Uno dopo l’altra
s’incamminarono per rientrare nell’edificio scolastico. Sabrina rimase
indietro, scossa da una fastidiosa sensazione. Aveva l’opprimente convinzione
che ci fosse qualcosa di strano in Sara e nel modo in cui Yuri era estremamente
protettivo verso di lei.
Forse era
gelosia, per non avere quel genere di attenzioni, oppure avevano un segreto. Ma
anche lei e Yuri ne condividevano uno. E se le supposizioni di Naoko riguardo
la fame del bidello posseduto erano esatte, il loro rapporto stava per
complicarsi ancora di più.
Continua…
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