lunedì 13 marzo 2017

LA CONGREGA il Prologo


Ormai dovreste già sapere che “La Congrega” edita da Delos Digital è acquistabile da quasi un mese e per ingolosirvi un po’, qui sotto potete leggere il prologo:
 
 
                                                                      PROLOGO
 
Matthew Ward scese dal motorino con il casco sotto braccio. Camminò tranquillo sull’erba, arrivando di fronte a Ethan. – D’accordo Towell, facciamola finita.
Una parte di Ethan rimpiangeva di aver accettato di incontrarlo nel parco a quell’ora tarda, con nessuno nelle vicinanze. Ma l’altra voleva portare a termine quello che aveva cominciato.
– Devi smetterla di fare domande in giro. Tanto sai che la farò franca ancora – disse Matthew con un ghigno.
Ethan lo guardò con rabbia. Era vero. Quell’animale aveva già fatto ad altre ragazze quello che aveva fatto a sua sorella, e l’aveva passata liscia. Non voleva permetterlo mai più. Alzò gli occhi per ribattere e impallidì. Riusciva a vedere l’interno del corpo di Matthew come se avesse la vista a raggi X. Distingueva chiaramente una sostanza grigiastra nel sangue che scorreva nelle sue vene.
Il ferro.
– Cosa c’è? Hai perso la lingua? – lo provocò Matthew. – Se fossi una ragazza, adesso mi divertirei anche con te.
L’esitazione svanì. Ethan ritrovò la furia e gli esplose dentro come l’eruzione di un vulcano. Quel bastardo andava fermato. Una scossa quasi elettrica lo attraversò e davanti ai suoi occhi il ferro ribollì nel sangue di Matthew. Ethan ebbe l’impressione che reagisse alle sue emozioni. Al suo volere.
Agendo per puro istinto e senza sapere come ne fosse capace, solidificò una porzione di ferro nel sangue del cervello di Matthew, formando una piccola sfera.
Lo sentì rantolare e a quel punto la vista gli si annebbiò. Indietreggiò e strizzò gli occhi, svegliandosi come da uno strano stato di torpore, e vide Matthew cadere a terra.
Ethan tremò. Matthew aveva lo sguardo fisso nel vuoto.
Nel buio e nel silenzio del parco sussurrò: – Cosa ho fatto?

 
 
Questi invece sono alcuni dei maggiori negozi in cui potete acquistare l’ebook:

 
Buoni acquisti e come al solito, buona lettura!
 
 
 

 

mercoledì 1 febbraio 2017

LA CONGREGA: la copertina e qualche informazione in più


All’uscita ufficiale del romanzo manca ancora qualche giorno e a parte mostrarvi in formato più grande la copertina, è un po’ difficile parlarvene cercando di non svelare troppo… provo comunque a darvi qualche informazione, svelando quello che posso.

Per prima cosa vi dico subito che il romanzo è INEDITO. Non è apparso qui sul blog e nemmeno su altri siti. Se per caso vi è capitato di leggerne qualche stralcio, o meglio l’incipit, è successo perché ha partecipato ad alcuni concorsi di romanzi o selezioni di opere e forse eravate tra i giudici o lettori della giuria. Però, se la memoria non mi inganna, in quelle occasioni aveva altri titoli, per cui potreste riconoscerlo solo leggendo la sinossi appena sarà resa pubblica e/o rileggendo le prime pagine.

Secondo punto, come ho già anticipato il romanzo parla di streghe, anzi ne sono i personaggi principali. Il protagonista però è un maschio ed è una strega. Non avete letto male e non c’è nessun errore di genere. È una strega di sesso maschile. C’è una motivazione precisa per cui non uso la parola “stregone”, ma lascio che la scopriate leggendo la storia.

Un’altra informazione che ci tengo a rivelare e che non vi rovinerà la sorpresa è che in questo romanzo tratto tematiche LGBT, un acronimo che si riferisce alla comunità omosessuale e raggruppa Lesbiche Gay Bisessuali e Transgender. Non è l’elemento principale, ma è presente. Chi legge le storie sul blog sa che non è una tematica a cui sono nuovo, è un informazione di servizio per chi invece si avvicina a me come autore per la prima volta con questo romanzo.

Lo so, in realtà non vi ho detto proprio molto per capire di cosa tratterà il romanzo, quindi vi lascio alcune parole chiave in ordine sparso che secondo me rendono bene l’idea degli argomenti che affronto: streghe; famiglia; autoaccettazione; magia; responsabilità; incantesimi; amore (in senso esteso); potere; fiducia; consapevolezza; ricerca; maternità; amicizia; identità.
 
Se sono riuscito a incuriosirvi almeno un pochino , segnatevi sul calendario la data 21 FEBBRAIO 2017 e ricordatevi di comprate la vostra copia dell’ebook in una delle maggiori librerie online.

lunedì 9 gennaio 2017

Novità del nuovo anno: Delos Digital e "La Congrega"


Negli ultimi tempi il blog è andato un po’ a rilento, la mia latitanza però è giustificata e il motivo è che stavo preparando una grossa sorpresa che ora posso svelarvi.

È in arrivo infatti nei prossimi giorni un mio nuovo romanzo e per la prima volta una mia storia sarà pubblicata da una casa editrice: sto parlando della DELOS DIGITAL, editore di ebook specializzato in letteratura di genere.

Il romanzo in questione fa parte della nuova collana ODISSEA WONDERLAND e si intitola LA CONGREGA. Come potete intuire le streghe saranno protagoniste indiscusse, ma sarà la mia personale versione delle streghe e della mitologia che le accompagna e potete aspettarvi sia elementi tipici che qualcosa di leggermente diverso rispetto a ciò a cui siete abituati.

Come potete vedere dalla locandina promozionale qui sotto il romanzo sarà il secondo della collana e uscirà il 21 FEBBRAIO, in formato ebook e sarà acquistabile nei maggiori negozi online.

Prima di quella data, avremo ancora tempo per parlarne e potrò darvi altre informazioni.

Per ora preparatevi perché nuove streghe stanno per arrivare!
 
 

lunedì 12 dicembre 2016

Racconto: Addio - Autori per il Giappone


Come saprete se seguite il blog dalla sua nascita, nel marzo del 2011 partecipai all’iniziativa di Autori per il Giappone, un sito in cui autori e illustratori donavano delle loro opere per incoraggiare i visitatori a donare a loro volta la cifra che più ritenevano giusta per la causa benefica a favore del Giappone, rimasto vittima in quel periodo di un terremoto e maremoto.  
Purtroppo tragedie simili si sono ripetute anche da noi e in tempi più recenti, ma non è per questo che sto scrivendo il post. In realtà è un motivo puramente personale: ho scoperto in questi giorni che il sito di Autori per il Giappone non risulta più online. Dato che sono comunque affezionato al racconto che donai per l’occasione, nato senza troppe elucubrazioni solo dal mio amore per quella terra che mi ha regalato tanti ricordi, ho deciso di riproporlo per la prima volta qui sul blog.
In questo modo chi lo ha già letto e non lo ricorda potrà rileggerlo e chi magari era incuriosito e non ha avuto modo di rintracciarlo a suo tempo, potrà soddisfare la curiosità.
Premessa finita, buona lettura:

Addio


Stanco, Edo si preparò per andare a letto. Era stato agitato tutto il giorno. Tutta colpa di un sogno, uno strano delirio onirico di cui gli erano rimasti solo degli strascichi.
Gli incubi dell’Apocalisse sono tornati” si ripeté sfilandosi la maglietta e indossando quella più comoda del pigiama. Quei sogni misteriosi, che mostravano squarci di futuri orribili, lo avevano ossessionato da quando aveva undici anni. Infestavano il suo sonno quasi ogni notte e poi, dopo che aveva compiuto quattordici anni, erano scomparsi. Come un incantesimo spezzato.
Passando davanti alla scrivania prima di coricarsi, Edo scorse la foto di classe della terza media. L’aveva tirata fuori dai vecchi diari appena rientrato a casa da scuola. Non sapeva spiegarsi perché dopo tanti anni aveva avuto il bisogno di riprenderla in mano. 
«Sei tornata nei miei pensieri» disse sfiorando il volto di una ragazza che era accanto a lui nella foto e si stringeva al suo braccio sinistro. Si chiama Nadeshiko. Erano inseparabili alle medie. Lei lo chiamava Edo-chan e lui si sentiva felice. Per tanti anni aveva creduto che fosse stata proprio Nadeshiko a curarlo dai suoi incubi: quando era dovuta partire al termine della scuola media per il Giappone, i suoi sogni erano spariti con lei.
«Buona notte amica mia» le disse andando verso il letto. «Anche se per te è ancora pomeriggio.»
Edo si coricò, tirò le coperte e spense la luce della lampada sul comodino. Pronto a farsi inghiottire dall’oscurità.

Edo è confuso. Intorno a lui c’è l’inferno. Vede persone in lacrime, terrorizzate e tutte sono di nazionalità giapponese. Cosa ancora più assurda, capisce quello che stanno dicendo alla perfezione. Parlano di un terremoto e di morti.
La gente è tutta riversata nelle strade, gli passano accanto senza notarlo. Eppure è in pigiama, possibile che non ci faccia caso nessuno?
Le fiamme divampano ovunque e la luce che emanano illumina la sagoma di una ragazza che avanza tranquilla verso di lui.
Non ci vuole molto a Edo per riconoscerla. È Nadeshiko. Indossa la divisa scolastica giapponese, quella sailor-fuku su cui fantasticava quando guardavano insieme gli anime in televisione.
Si avvicina lentamente, sembra trasportata dal vento. I lunghi capelli neri e setosi le ricadono in parte sul petto.
«Edo-chan» gli dice con un timido sorriso. «È bello rivederti.»
«Nadeshiko, dove siamo?»
«A Kesennuma.»
«In Giappone?» domanda Edo incredulo. «Come è possibile? Non ricordo di aver preso l’aereo.»
Anche Nadeshiko è sorpresa, ma non cancella il sorriso dalle labbra. «Già, dimenticavo che non hai mai saputo chi eri. Questo è un sogno. Sei come me, un yumemi
«Un sognatore.» Edo ricordò di aver letto quel termine in diversi manga. Si riferisce a persone con il potere di viaggiare nei sogni e vedere attraverso di essi porzioni del futuro. «Avevo ragione. Sei stata tu a far cessare i miei incubi.» 
Nadeshiko si ferma davanti a lui e con il dorso della mano destra gli sfiora la guancia. «Quando mi raccontasti dei tuoi incubi, viaggiai nei tuoi sogni e unendo le forze chiudemmo le porte sul reame onirico oscuro. Come conseguenza il tuo potere venne bloccato.»
«Ma ora sono qui. E tutto questo... può essere scongiurato?»
Nadeshiko scuote la testa. «È troppo tardi. Sta già accadendo. Ti ho contattato per salutarti.» Gli butta le braccia al collo e avvicinando le labbra al suo orecchio sussurra: «Sto morendo. Addio, amico mio.»
Edo stringe l’amica a sé e sul suo viso si fanno strada lacrime calde. «Ci deve essere qualcosa che posso fare.»
«Di’ ai miei genitori che non ho sofferto.» Nadeshiko si attacca a lui come se fosse la sua ancora per non affondare nell’oblio. Il suo corpo però perde ben presto consistenza.
In mezzo alle urla e al fragore della distruzione, una luce bianca accecante avvolge tutto e tutti.

Edo si risvegliò, mettendosi a sedere nel centro del letto.
Nel buio della camera solo i numeri della sveglia elettronica gli lanciarono un fioco bagliore. Erano le 6:58.
Edo cominciò a piangere. Sapeva che purtroppo era tutto vero. Tra un singhiozzo e l’altro, in un sussurro disse: «Addio Nadeshiko.»

martedì 8 novembre 2016

Darklight Children - Gemelli per Destino: un capitolo extra

Il titolo è abbastanza esplicito, ma potrebbe anche far sorgere qualche domanda. Tranquilli, ora vi spiego tutto.
Tanto per cominciare avevo intenzione di pubblicare questo post per festeggiare il raggiungimento delle 20.000 visualizzazioni (a proposito: grazie a tutti!) del blog, ma purtroppo impegni vari e contrattempi mi permettono di farlo solo adesso, con qualche giorno di ritardo (e visualizzazione in più). Consideratelo quindi un regalo a tutti voi che con affetto tornate a leggermi ormai da quasi 6 anni.
La domanda che forse vi frulla in testa è: ma di che regalo si tratta?
Quello che potrete leggere qui sotto è un capitolo di Darklight Children – Gemelli per Destino che scrissi all’epoca della primissima stesura del romanzo. Dopo varie riletture e correzioni, decisi di eliminarlo, anche perché la storia in minima parte prese pieghe diverse e questo capitolo divenne superfluo.
Prima che vi addentriate nella lettura sono necessarie alcune precisazioni, in primis il fatto che ho deciso di non correggere più di tanto il suddetto capitolo: tranne alcuni piccoli accorgimenti è rimasto fedele alla prima stesura. Quindi noterete di sicuro delle differenze.
Se avete letto il romanzo quando era presente nella forma a puntate qui sul blog, sappiate che questo capitolo è comunque inedito. Avevo deciso di tagliarlo già al tempo della sua pubblicazione qui.
Se siete lettori della versione uscita in ebook, vi indico nel titolo dove si colloca pressappoco, tenendo sempre presente che essendo stato eliminato non si inserirà perfettamente nella continuità narrativa della storia.
Se invece non avete mai letto nessuna versione del romanzo, non dovete comunque preoccuparvi: tranne la presenza dell’intero gruppo di personaggi principali, non ci sono rivelazioni o spoiler (anticipazioni su eventi importanti della trama) che possano rovinarvi la lettura se decideste di comprarlo in futuro.
Vi ho dato tutte le informazioni utili del caso.
Adesso mettetevi comodi e godetevi questo contenuto extra.

Capitolo 35.2: Rendez-vous con la morte

La campanella che decretava la fine delle lezioni aveva già suonato da venti minuti.
L’edificio si era completamente svuotato dei ragazzi che lo frequentavano, lasciando gli inservienti e un manipolo di professori soli al suo interno.
Leonardo guardò le cinque figure al suo fianco, ferme davanti alle porte a vetri dell’ingresso. Avvolti in giacconi e sciarpe, erano sistemati sul muretto che costeggiava il lato sinistro della costruzione.
«Non per farvi fretta, ma comincio ad avere freddo» sentenziò Davide, tirandosi su il bavero della giacca.
«Perché ci siamo riuniti?» si informò incuriosita Sabrina.
«Volevo parlarvi di un mio piano» spiegò Leonardo.
«Vuoi dire nostro» lo corresse Sara, mentre Yuri la sgomitò per prenderla in giro.
«Avanti parla» lo incitò Naoko.
Leonardo trasse un respiro. «Dopo tutto quello che è successo negli ultimi mesi, io e mia sorella siamo arrivati alla conclusione che niente di ciò è avvenuto per caso. I poteri, i sogni non sono solo collegati, ma possono essere dei segnali. Dobbiamo assolutamente saperne di più.»
«D’accordo, ma arrivati a questo punto che cosa facciamo? A chi possiamo chiedere spiegazioni?» chiese Davide.
«Alle uniche persone che probabilmente ne sanno più di noi: i membri della setta di DiKann» rispose Leonardo.
«Credevo fossero tutti irraggiungibili» fece notare Sabrina. «Per così dire.»
«In realtà, sappiamo dove è sepolto uno di loro» replicò Sara.
Yuri li guardò sbalordito. «Volete resuscitare un morto?»
«E come fate a sapere dov’è il suo corpo?» chiese diffidente Naoko.
Leonardo guardò la sorella, e lei gli fece cenno di continuare. «È uno dei primi cadaveri ritrovati da nostro zio. Lo sappiamo grazie a lui, ma non sa cosa vogliamo fare.»
Gli altri rimasero in silenzio per qualche minuto a fissare sia lui che sua sorella.
«So che tutto questo può sembrarvi assurdo e pericoloso, ma dobbiamo decidere insieme. Ormai siamo tutti coinvolti» disse Sara.
Gli altri quattro si scambiarono diverse occhiate, poi Naoko domandò: «Avete già un’idea di come fare?»
«Chiederemo aiuto al proprietario del Portale Mistico, mi ha detto che era disponibile per qualsiasi cosa avessimo avuto bisogno» rispose Leonardo. «Ma andremo solo io e Sara. È meglio non dare troppo nell’occhio.» Guardò di nuovo i compagni, nessuno si oppose.
Abbandonarono quindi il muretto e si avviarono verso l’esterno.

I gemelli Martini varcarono la soglia del negozio con passo deciso e a testa alta, mentre un paio di clienti rimasero assorti nell’ispezionare la merce esposta.
Angelo Moser sorrise, sembrando contento di vederli. «Benvenuti, posso aiutarvi?»
«Sì, grazie, vorremo un testo per un incantesimo» esordì Leonardo.
«Di che genere?»
«Uno adatto a  resuscitare un morto.»
Una ragazza poco distante si voltò a fissarlo incuriosita.
L’uomo sorrise imbarazzato alla cliente e li spinse in disparte. «Non è il caso di dire espressioni del genere ad alta voce.»
«Perché? Questo non è un negozio specializzato in arti magiche?» replicò Sara.
Il signor Moser scosse la testa. «La maggior parte dei miei clienti non crede che la merce in vendita abbia realmente proprietà magiche e a essere completamente sinceri, non credono neanche che la magia esista.»
Leonardo lo guardò serio. «Non è il nostro caso. Può aiutarci?»
«Potrei, ma voi sapete quanto sia pericoloso un esperimento del genere? Non sono del tutto sicuro di potervi permettere di metterlo in atto.»
«Se le cose stanno così,  è un bugiardo» disse Sara. «L’ultima volta che ci siamo visti, mi ha assicurato di essere a nostra disposizione.»
Il commerciante rimase in silenzio per qualche secondo. Qualcosa che non voleva condividere con loro lo faceva esitare. Poi rilassò le spalle e disse: «Aspettatemi qui.»
Poco dopo ritornò con in mano un foglio a righe e un ampolla contenente un liquido denso e cremisi.
«Questo è sangue di capra, va sparso in circolo sul terreno in cui è sepolto il cadavere. Vi servirà come offerta e per evitare che tenti di scappare o aggredirvi» spiegò Moser, porgendo la bottiglietta di vetro a Leonardo. «Qui invece vi ho scritto l’incantesimo necessario per risvegliarlo dal suo sonno eterno.»
Sara prese il foglio, curiosa di leggere il testo. «Ma in che lingua è?»
«Rumeno antico. Mi raccomando fate attenzione: i morti non amano essere disturbati.»
«Ma possiamo fargli delle domande?» chiese dubbioso Leonardo.
«Poche e chiare. Attenetevi alla prima risposta che vi dà, se gli formulate due volte la stessa richiesta si innervosisce.» Angelo Moser stava per aggiungere altro, am ppoi si zittì all’istante e li scortò verso la porta.
«Aspetti, questa volta voglio pagare» lo fermò Sara estraendo il portafoglio dalla tasca e facendo marcia indietro in direzione della cassa.
L’uomo non fece storie, andò verso il ricevitore e batté il prezzo sulla tastiera. Lo comunicò e le porse lo scontrino. «Se qualcosa dovesse andare storto, ricordatevi che basterà strappare il foglio con l’incantesimo per fermare il processo.»
I due annuirono e uscirono dal Portale Mistico, pronti ad affrontare il loro primo vero e proprio rito esoterico.

Per non fare preoccupare i rispettivi genitori ed essere liberi di agire con calma senza dover tenere d’occhio l’orario,  usarono tutti la stessa scusa di una serata al cinema.
Yuri e Davide, gli unici con la patente, erano passati a prendere i compagni.  Leonardo viaggiava con Davide e Sabrina, mentre sua sorella era in auto con il fidanzato e Naoko. Le due vetture proseguirono verso la periferia della città, dove si erigeva un cimitero di modeste dimensioni e in cui sapevano di trovare il loro uomo.
A turno scavalcarono il cancello e non tutti con facilità. Una volta sul luogo, muniti di una torcia elettrica,  si misero a cercare la tomba di Domenico Batoli, mentre i gemelli ripeterono agli altri le informazioni avute da Angelo Moser su come compiere l’incantesimo.
La lapide era posizionata sul lato sinistro, all’ultimo posto di una lunga serie e circondata da una distesa di ghiaia. Sul marmo di cui era fatta, erano state incise oltre al nome, le date di nascita e di morte. Ai suoi piedi c’era solo un misero vaso di rame contenete dei fiori appassiti ormai da tempo.
Leonardo e i compagni  si fermarono davanti.
Sara aprì la borsetta che aveva a tracolla e prese l’ampolla con il sangue. «Tenete, questo è un lavoro da maschi» disse disgustata e allungò l’oggetto ai tre ragazzi.
Leonardo guardò l’ampolla schifato e Yuri rimase immobile.
Sbuffando, Davide disse: «Che pappamolle che siete! Dammi qua, faccio io.» La afferrò, tolse il tappo in sughero e lasciò cadere un sottile rivolo del liquido, con cui tratteggiò il cerchio partendo da sotto la lapide.
I ragazzi lo costeggiarono facendo attenzione a non infrangerlo.
«E ora l’incantesimo.» Leonardo prese il foglio piegato dalla tasca del giubbotto e recitò: «Asculti a nostru invitaÞie, revenesti de decedat!»
Rimasero tutti in attesa che succedesse qualcosa, ma non ci fu alcun cambiamento.
«Sei sicuro di aver letto correttamente?» gli chiese la sorella.
«Non so, non conosco il rumeno antico.»
Naoko gli prese il foglio dalle mani. «Fai provare me. Asculti a nostru invitapie, revenesti de decedat!»
Tornarono a fissare il terreno, mentre un fugace fulmine e un fragoroso tuono squarciarono il cielo.
Sobbalzarono quasi tutti nello stesso istante, ma nessuno si presentò all’interno del cerchio rosso.
«Siete sicuri che quel tipo non vi abbia imbrogliato?» domandò sospettosa Sabrina.
«Già, avete detto che ha fatto storie prima di aiutarvi» ricordò Yuri. «Forse vi ha solo dato del succo di pomodoro e scritto una frase qualunque in chissà che lingua.»
Mentre loro discutevano, una debole pioggia iniziò a cadere.
«È inutile. Andiamocene. Non ho voglia di bagnarmi per un morto che non vuole resuscitare» sbottò Davide.
Gli  altri non obbiettarono e si voltarono per fare marcia indietro, quando sentirono un tonfo provenire dal terreno.
Leonardo si girò indietro. «Aspettate. Ho sentito qualcosa.»
«Credi che sia stato lui?» gli chiese Sabrina.
Yuri si girò a sua volta per fissare la ghiaia all’interno del terreno racchiuso dal sangue ed ebbe una rivelazione. «Ragazzi, abbiamo combinato un guaio. Non abbiamo dissotterrato la bara.»
Un nuovo fragore proveniente dal cielo, fu seguito da un rumore sordo proveniente da sotto la terra.
Davide guardò intimorito la terra che continuava subire colpi dal basso. «Ha ragione! Adesso quel tipo sarà incazzato nero.»
«Che facciamo?» domandò Sara allarmata.
La pioggia crebbe d’intensità, andando a sciogliere lentamente il disegno circolare.
«È meglio che ce ne andiamo» disse impaurito Leonardo.
«No, dobbiamo restare» rispose Naoko, indicando una mano violacea che stava emergendo dal terreno davanti alla lapide.
A poco, a poco, il morto si fece strada scavando dalle profondità fino a raggiungere la superficie. Appoggiò entrambe le mani sui sassi spigolosi e si tirò su, mostrandosi in tutta la sua ripugnante figura.
Era calvo, con il volto coperto di bruciature e ustioni. Negli occhi le pupille erano minuscole, quasi impercettibili. Indossava un completo grigio, probabilmente una richiesta dei i familiari per il giorno del funerale. I lembi di pelle che non erano coperti, presentavano una vasta gamma di pustole.
Si avvicinò al sangue di capra, ridotto a poche chiazze e si bagnò il pollice. Se lo infilò successivamente tra le labbra e iniziò a succhiare con vigore. Alzò quindi il volto al cielo, e seguendo un istinto ormai non più necessario, aprì la bocca per espirare, riempiendola invece di acqua piovana. «Fresco» disse, pronunciando ogni lettera con voce rauca e atona. Si voltò poi verso i suoi spettatori.
«Avanti chiediamogli qualcosa» li incitò Naoko.
«Sai perché siamo dotati di questi poteri?» domandò Leonardo, superando lo sgomento e sperando di concludere al più presto la loro scampagnata al cimitero.
«No» rispose Domenico senza alcuna inflessione e mantenendo lo sguardo fisso sul suo interlocutore.
«P-perfetto non s-sa niente. A-ndiamo via» balbettò Leonardo infreddolito e spaventato.
«Neanche per sogno» fece Yuri, trattenendolo per il braccio. «È stata una tua idea parlare con lui e non ce ne andremo senza le nostre informazioni.» Lasciò la presa e avanzò di un passo verso il cadavere in piedi. «Tu non sai il perché dei poteri, ma c’è qualcuno della setta che può esserne a conoscenza?»
«Non so. Barbieri forse. O i cinque» rispose il non-più-morto e puntò lo sguardo su  Leonardo.
«I cinque? Chi sono?» domandò questa volta Naoko.
Domenico la ignorò e mosse un passo con estrema lentezza.
Nessuno di loro aveva prestato attenzione che il sangue cosparso da Davide, ormai era stato completamente lavato via dalla pioggia. Il morto vivente non avvertendo più l’obbligo a restare fermo sulla sua tomba, acquistò velocità e si avventò addosso a Leonardo, stringendogli le dita intorno al collo.
Il ragazzo cadde all’indietro, con il cadavere resuscitato sopra di lui che continuava nel suo intento di strangolarlo, aiutandosi con entrambe le mani.
Sabrina fu la prima a reagire: afferrò il vaso di rame e lo sbatté con forza contro la testa dell’assalitore. Ne seguì un rumore sordo e pezzi di carne caddero per terra mettendo in evidenza le ossa del cranio.
Domenico non avvertì alcun dolore, staccò una mano dalla sua preda e colpì violentemente la ragazza, scaraventandola contro Davide. I due finirono contro una lapide e rimasero a terra.
Leonardo cercò di spingere via il suo aggressore, ma scoprì che aveva più forza di quanta si potesse attribuire ad una persona deceduta.
«Perché se la prende con lui?» domandò Davide, massaggiandosi la testa e scostando Sabrina ancora intontita.
«Che importa. Usa il fuoco, Yuri» urlò Sara in preda al panico.
Il ragazzo cercò di “accendere” le sue mani come aveva fatto qualche giorno prima, ma la pioggia incessante glielo impedì.
Vedendo l’amico in difficoltà e non scovando altre vie di uscita, Sabrina ignorò il dolore per la botta, si concentrò e riuscì a sollevare di pochi centimetri da terra Domenico. Quest’ultimo però non mollò la presa: le sue mani erano ancora strette intorno al collo del ragazzo.
«L’incantesimo» gridò Yuri. «Leonardo lo ha usato per primo, forse per questo ce l’ha con lui.»
«Stracciamolo! È l’unico modo per fermarlo» ricordò Sara.
Naoko, rimasta immobile e atterrita, si riscosse. Strappò con foga il foglio con l’incantesimo e buttò i pezzetti per terra.
Le mani ossute allentarono la presa dal collo di Leonardo. La fievole scintilla di vita, si spense dai suoi occhi e ricadde inerte sul copro del ragazzo.
Leonardo emise due violenti colpi di tosse e poi riprese a respirare regolarmente. Yuri e Davide lo liberarono dal cadavere, mentre Sara lo aiutò a rimettersi in piedi.
«Per un soffio» esclamò Sabrina tirando un sospiro di sollievo.
«Dobbiamo rimetterlo a posto» domandò preoccupato Davide, osservando il cadavere steso sulla ghiaia.
«Meglio di no»  rispose Yuri .«Violare le tombe è un reato e visto che nessuno di noi ha toccato quel corpo, è più sicuro lasciarlo dove si trova, in modo che non abbia addosso alcuna prova che ci identifichi. Andiamocene.»
Leonardo gettò un ultimo sguardo a Domenico. Poi insieme si allontanarono rapidamente sotto lo scrosciare dell’acqua temporalesca, ancora parzialmente sconvolti per la brutta esperienza.