Ah, inoltre per chi ha/usa KindleUnlimited lo trovate anche lì (sempre in ebook)
venerdì 31 gennaio 2025
LA CONGREGA cartaceo... forse
Lo so, il titolo potrebbe trarre in inganno, ma vi volevo lasciare questa informazione che ho scoperto solo negli ultimi giorni e poi potrete farne l'uso che preferite.
Dunque come già saprete se bazzicate questo blog da qualche tempo, anni fa ho pubblicato con l'editore Delos Digital il romanzo "La Congrega" SOLO in formato ebook.
Adesso, se qualcuno è interessato a leggerlo ma lo vorrebbe in formato cartaceo, può esprimere questa sua preferenza seguendo il link (e guardando la foto).
lunedì 20 gennaio 2025
Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 77
Sorge Oscurità Maggiore 2: Cosa Sussurra l’Oscurità?
Sentiva freddo. Billy strinse le braccia
coperte dalle maniche della camicia a quadri aperta sul petto e sotto notò la maglietta stropicciata con la
scritta Real Vampires Bite!
«Ero in pigiama.»
La sua voce echeggiò e si guardò
intorno. Era a scuola, nel corridoio al pianterreno. Doveva essere già mattino.
Però l’esterno era buio, dai vetri delle finestre sulla destra filtrava una
luce elettrica fioca.
«Ho dimenticato lo zaino e anche che
cosa ho alla prima ora.»
Fissando sempre al di là del vetro, vide
una figura. Non riconobbe se era un maschio o un femmina. Andò verso l’uscita
di sicurezza, si appoggiò al maniglione antipanico, lo abbassò e spalancando la
porta, uscì nel prato.
Udì il rombo di un motore e lo strombazzare
di un clacson. Non c’era nulla tra le lapidi sparse sull’erba.
«Il cancello del cimitero è dall’altra
parte.» Cercò la figura che aveva scorto prima. «Dove sei andato? Non avevamo
un appuntamento.»
«Volevo farti una sorpresa.»
La voce lo fece girare sulla sinistra.
Dana Giller lo fissava a braccia conserte sul top viola, appoggiata a un muro verde militare.
«Cosa ci fai qui? Non me la sento di
cantare?»
Dana rise. «Giusto, è colpa di questa
forma. Sai, non ho ancora scelto bene come presentarmi, ma voglio lasciarti a
bocca aperta.» Gli tese la mano sinistra color rosso rubino. «Avvicinati, qui
staremo più tranquilli.»
Billy la raggiunse. «Zec vorrà vederti e
non gli piacerà se vieni a trovare solo me.»
Dana rise di nuovo e gli afferrò il
braccio sinistro, trascinandolo nel muro verde con lei.
Per la frazione di un secondo, Billy
ebbe l’impressione di essere sbalzato fuori dal suo corpo: si vide camminare
con gli occhi chiusi e poi tornò nel cimitero. Nella stanza tutta verde
militare.
«Non mi piace» si lamentò. «La mente… i
miei poteri… il senso soprannaturale mi avvisa sempre.»
Dana arricciò le labbra in un broncio.
«Lo sospettavo, ho io il controllo, ma non ti arrendi. Tanto vale dirti la
verità.»
«Cosa?»
«Questo è un sogno.» Dana si mise i palmi
sul viso e li fece scivolare verso l’alto, lisciandosi i capelli e non era più
lei. Era Simon. «Ti piaccio di più così?»
«Cosa?»
«Lo hai già chiesto. Segui il tuo
istinto» rispose Simon, poggiando le mani sulle sue spalle.
Billy lo fissò. «Sei diventato un
vampiro e ti abbiamo ucciso. Non sei veramente tu. Chi sei?»
«Per questo è ancora presto, ma te lo
dirò.» Simon gli sorrise mostrando i denti. «Ora siamo qui per un’altra
ragione.»
«Dove sarebbe qui?» Osservò le pareti verde militare, attraverso riusciva a
distinguere delle forme diverse. Era simile a un prato con delle pietre.
«Non ti distrarre!» gridò Simon. «La
questione di cui dobbiamo discutere è importante.»
Billy
spostò di nuovo lo sguardo su di lui. Anzi lei. Ora aveva capelli biondi e una
maglia rosa con minigonna dello stesso colore. «Caroline? Eri un vampiro anche
tu.»
«La forma non è importante, devi solo
ascoltare» replicò Caroline. «Presto ci incontreremo e voglio mettere in chiaro
le tue intenzioni. Se lo decidiamo prima, possiamo instaurare un rapporto non
ostile.»
«Come posso prendere una decisione, se
non so con chi sto parlando?»
«Puoi, se sai cosa vuoi. Ti piace il
sogno?»
«Questo sogno?»
Caroline scosse la testa. «Pensa più in grande.
L’intera realtà che ti muta intorno. La Bocca dell’Inferno. Non si sta poi così
male, vero?»
«Forse. Ma muoiono persone. Gente
innocente che non sa cosa sta succedendo a Dorms.» Billy irrigidì la mascella.
«Con il suo coma, Elliott ha generato più di un sogno solo suo, con i poteri
psichici tocca varie menti e ognuno partecipa in modo involontario. Paure,
timori, angosce… tutto assume una forma mortale. Non voglio lasciarli in
pericolo.»
«Non va sempre tutto male.» Caroline
girò su se stessa e tornando di fronte a lui, aveva l’aspetto di Aiden Cheung. «Posso
diventare un grosso lupo cattivo e mi piace.»
«Credi sul serio che fosse quello che lui volesse?» Billy vedeva il ragazzo
davanti a sé, ma sapeva che non era l’originale. «Anche nel suo caso ha scelto
qualcun altro.»
Aiden mostrò un ghigno. «Ha voluto
tenersi la licantropia e tutto quello che ne deriva. E ti assicuro, so che non
gli dispiace affatto. Questo dimostra che c’è anche un lato positivo: sogni e
desideri impronunciabili che si avverano senza sforzo.»
«Non posso comunque lasciare tutto così
com’è»
«Continua a combattere» disse Aiden,
stringendosi nelle spalle. «Sei stato messo nella realtà per questo, giusto?
Svolgi il tuo ruolo di prescelto, lotta contro i mostri e così la tua coscienza
è a posto.»
«No, non posso accettarlo.» Billy
incrociò le braccia sul petto. «Sono parte del problema come proiezione di
Elliott e so come risolverlo.»
«Ne sei sicuro?» Aiden fu scosso da
tremiti si accucciò al suolo verde e quando si rialzò, aveva l’aspetto di Kate
Silver. «Non hai mai capito la verità su quella decisione di Elliott.»
«Indagherò sulla questione. Scoprirò
cosa lo ha portato a fare quella scelta e sistemerò tutto.»
«Sarà doloroso, molto doloroso. Qualcosa
del tipo “Dal profondo ti divora”.
Sei sicuro di poterlo affrontare?»
Billy avvertì un nodo alla gola. Faceva
fatica a respirare e un sapore acido gli si diffuse dentro la bocca. «Non… no..
n..»
«Oh, povero piccolo. Sei paralizzato
dalla paura.» Kate lo guardò dispiaciuta, piegando i bordi delle labbra vero il
basso. «Ora comprendi perché volevo fare questa chiacchierata? Ti sto facendo
un favore. Tutto quello che voglio è mantenere lo status quo. Quando arriverò,
mi lascerai la libertà di agire come mi pare, non ti intrometterai nei miei
affari e soprattutto non cercherai di sbarazzarti di me. Vivremo su questa
bella Bocca dell’Inferno, io per i miei scopi e tu facendo la tua parte da eroe
salvatore degli indifesi. Un equilibrio perfetto.»
Billy ingoiò a fatica la boccata di
acido. Tossì e si massaggiò la pelle esterna della gola, inspirando con il
naso. «No. Affronterò qualsiasi situazione e conseguenza e sveglierò Elliott.»
«Che peccato. Speravo potessimo trovare
un accordo di non aggressione.» Kate gli girò intorno. «Ti stai addentrando in
un luogo oscuro e soffriranno tutti.»
«Basta» urlò Billy, afferrandola per le
braccia e bloccando il suo girotondo. «Mi stai minacciando, dimmi chi sei e
facciamola finita.»
Kate si passò la lingua sui denti.
«Posso darti un indizio, mi hai già visto con quest’aspetto addosso e non sono
Sasha DiVittis.»
Billy ritrasse le mani. «Oscurità
Maggiore.»
«Bravo, il mio piccolino» Kate si sporse
in avanti e intrecciò il mignolo destro in una ciocca di capelli
castano-rossicci. «Per quanto riguarda il finire, sei fuori strada. Ho appena
cominciato, ho atteso a lungo e anche la parentesi del gioco di questa finta
lupa-proiezione astrale, mi ha aiutato a imparare molto.»
«Cosa significa?»
«So il tuo punto di forza: i tuoi amici.
Ma sono anche la tua debolezza. Se andrai avanti con il tuo proposito di
intralciarmi e chiudere la Bocca dell’Inferno, il prezzo lo pagheranno anche
loro.»
Billy scattò in avanti, vide le sue dita
attraversare la figura di Kate, ormai svanita e impossibile da raggiungere.
Era solo. In quell’ambiente verde. E non
sapeva come uscirne.
Non riusciva a svegliarsi.
Continua…?
lunedì 6 gennaio 2025
Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 76
Sorge Oscurità Maggiore 1: Questa Volta Arriva Qualcosa di Oscuro
Camminò tranquillo, a quell’ora di notte
l’ospedale Saint Mary non era affollato e in caso contrario, non sarebbe
comunque stato un problema. Nessuno poteva vederlo.
Alto, slanciato e in una figura
totalmente oscura, percorse il corridoio diretto nella stanza della paziente a
cui era andato a fare visita.
Girò il pomello della porta e trovò
Sasha DiVittis nella camera, ancora costretta nel suo sonno solitario.
Accostò l’uscio, si avvicinò al letto e
posò la mano dai contorni incerti sulla fronte della ragazzina.
Il macchinario per i segni vitali
gracchiò, disturbato dalle frequenze emanate dalla sua presenza.
“Ci
siamo già conosciuti, in un certo senso, non serve che mi ripresenti. Se vuoi,
puoi farmi compagnia nel mio progetto, non sarà divertente come un gioco, ma
potrebbe intrattenerti. È quello che possiamo definire un nuovo mondo. Cosa mi
dici?”
La voce non uscì da lui e oltre Sasha,
nessuno era in grado di sentirlo.
Anche lei rispose nello steso linguaggio
privato.
Da mente a mente.
“Capisco,
mi rincresce per l’incidente. A mia discolpa, posso dire che una parte di te mi
ha trovato affascinante, per così dire. Purtroppo le nostre misure non
coincidevano.” L’oscurità che formava il suo volto ebbe
un fremito, nella sua attuale forma ciò di più simile a un sorriso. “A ogni modo, la mia offerta resta sul
piatto. Se cambiassi idea, sai come contattarmi.”
Sollevò il palmo dalla fronte di Sasha e
si girò per andarsene. Arrivato alla porta, le mandò un ultimo avvertimento: “Non hai le forze per avvisare altri del mio
arrivo ed è inutile provarci.”
Per tenersi in esercizio nell’avere una
presenza quasi solida, girò nuovamente il pomello e una volta fuori dalla
stanza, se lo tirò dietro, chiudendo la porta.
Imboccò le scale e scese fino al piano
sottostante. Aveva un altro paziente a cui fare un saluto.
Procedette lungo il corridoio fino alla
porta della sua stanza. Avverti la fatica nel ripetere i movimenti di poco
prima e così passò attraverso al costrutto solido che lo separava dall’interno.
Anche Elliott Summerson era steso in un
letto, nel suo caso il sonno se lo era autoimposto.
Con lui non ebbe bisogno di un primo contatto.
Poteva comunicare tramite la mente con la certezza di venir ascoltato.
“Alla
fine ci sono riuscito, è arrivato il mio turno di godermi un po’ di libertà. Me
lo merito. Mi assicurerò che niente e nessuno interrompa questo bellissimo
sogno. Durerà per sempre.”
Continua…?
mercoledì 1 gennaio 2025
Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno || Stagione 3
lunedì 16 dicembre 2024
Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 75
Il Gioco del Branco 39: L’Inizio della Fine
Billy scrutò i volti di Chas e Jordan
davanti a lui all’imboccatura del corridoio del Saint Mary.
I due ragazzi li avevano accompagnati
all’ospedale in caso di dover creare un diversivo per farli entrare, ma non ce
ne era stato bisogno. Il personale all’ingresso non aveva fatto troppo caso a
loro e sembrava non fossero più considerate persone non gradite: la gente
dimenticava gli scandali facilmente, sostituendoli con qualcosa di nuovo e più
interessante.
«Qual è al situazione tra noi?» chiese
Jordan senza girarci intorno.
«Dipende da voi» replicò Billy.
«Possiamo essere un’unica squadra.»
Chas emise un risolino. «Non avere
fretta di stampare le tessere di adesione al vostro club.»
Billy si strinse nelle spalle. «Come
volete. Mi basta che non facciate male a nessuno.»
Jordan grugnì qualcosa di
incomprensibile, poi disse: «Un concetto soggettivo. Consideriamoci in rapporti
semi-amichevoli.»
«Useremo i nostri poteri quando e come
ne avremo voglia» puntualizzò Chas. «E se non dovesse andarvi bene… vedremo chi
la spunterà.»
La ragazza prese il compagno sotto
braccio e andarono verso l’ascensore.
Billy li seguì con lo sguardo e mentre
le porte scorrevoli li coprivano dalla sua visuale, si ripeté di affrontare un
problema alla volta e solo in caso si presentasse.
«È andata bene» fece Zec, accostandosi a
lui. «Non siamo amici per la pelle, ma è un po’ più di una tregua.»
Billy annuì. «Dove sono Michelle, Betty
e Donovan?»
«Sono andati a controllare Sasha.»
«Bene, vediamo se ha mantenuto la
promessa.» Si spostò verso la parete con la stanza di Elliott Summerson e trovò
la porta chiusa. «Un buon segno. Se è tutto a posto, dovremmo chiamare Nicole
Racher e discutere con lei di una soluzione per svegliarlo. Le avevo fatto
questa promessa.»
«Vuoi che entri con te?» domandò Zec.
«No, resta fuori di guardia. La prudenza
non è mai troppa.»
Billy posò la mano sul pomello e lo
girò, con uno scatto la porta si aprì di uno spiraglio. Prese un respiro e la spinse
in avanti, entrò nella camera e chiuse la porta alle sue spalle.
Il suo sguardo si posò subito sul letto:
Elliott dormiva in quella stessa posa in cui lo avevano lasciato mesi prima.
L’occultamento di Sasha era svanito.
Avanzò di pochi passi verso l’uomo e si
sentì sollevato nel ritrovarlo davanti a sé. Era assurdo, ma per lui era come
un ritorno alla normalità.
«Non è finita.»
Billy riconobbe quella voce dal tono
fermo. Si guardò attorno e individuò una coppia di occhi che lo fissavano
dall’angolo vicino alla finestra. La Prima Cacciatrice compì un passo in avanti
e il suo corpo e le sue vesti stracciate si mostrarono a tratti, confuse nella
penombra.
«Ti rifai viva solo adesso» replicò un
po’ irritato.
«La ragazza bloccava anche me» rispose
lei.
«Puoi essere meno vaga? Abbiamo chiuso
il gioco di Kate e Sasha ha annullato la sua presenza.»
La Prima Cacciatrice compì un secondo
passo. «Una minaccia è conclusa, ma una più grande è in arrivo.»
Billy incrociò le braccia spazientito.
Non sapeva se sceglieva apposta di parlare per mezze frasi, o se qualcosa le
impediva di essere esplicita, però era stanco di doversi scervellare per
interpretare ogni avvertimento.
«Basta con indovinelli ed enigmi» le
ribadì. «Se hai qualcosa da dirmi, fallo e basta.»
Lei lo fissò con le labbra chiuse.
Billy attese pochi secondi e stanco, fece
dietrofront per lasciare la stanza. Posò le dita sul pomello e alle sue spalle
la Prima Cacciatrice parlò di nuovo.
«L’oscurità è in agguato.»
Lui si voltò di scatto. «Ti riferisci
all’Oscurità Maggiore?»
La donna era scomparsa.
Oltre a lui e ad Elliott non c’era
nessuno nella camera.
Girò il pomello e tornò in corridoio.
Zec notò subito la sua espressione
rassegnata. «Qualcosa non va? Non c’è? Sasha ha mentito.»
Billy rilassò i muscoli del volto e si
sforzò ad assumere un’espressione più rilassata. «È tutto ok. Elliott è dove
deve essere.» Prese il compagno per mano e si avviarono all’ascensore.
«Raggiungiamo gli altri all’ingresso.»
Billy decise che era inutile mettere in
agitazione i suoi amici. Non avrebbe menzionato la Prima Cacciatrice e il suo
avvertimento. Si era detto di non preoccuparsi di un problema finché non si
fosse concretizzato e così avrebbe fatto.
Anche se temeva di dover tornare in
azione prima del previsto.
FINE STAGIONE 2
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