lunedì 7 ottobre 2024

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 70

 Il Gioco del Branco 34: Tutto Riconduce alla Morte

 

Zec non riuscì a distogliere gli occhi da Billy.

Procedevano fianco a fianco, sul marciapiede diretti al Wild Burger, la loro andatura era lenta e pur senza controllare l’orologio al polso, sapeva che erano in ritardo per l’appuntamento. L’espressione corrucciata del suo ragazzo però lo preoccupava di più. E anche il quel caso non gli serviva una conferma: conosceva la ragione del suo cruccio.
Lui e i suoi amici avevano organizzato quell’uscita a cena proprio per distrarsi dalle ultime rivelazioni.
«Possiamo considerarlo come un secondo appuntamento?» domandò Zec, nel tentativo di trascinarlo fuori dai suoi pensieri. «Dovremmo tenere buono come primo l’uscita al cimitero, oppure il ballo scolastico di fine anno scorso.»
Billy si voltò a guardarlo a sua volta. «Come? Scusa ero distratto.»
«L’ho notato. Sei ancora sconvolto per l’incidente di Sasha.»
«Non riesco a farne a meno» ammise Billy. «È uno dei danni collaterali della scelta di Elliott. Un’altra ragazza è morta perché ha portato una parte del suo sogno nella realtà.»
Zec infilò le mani nelle tasche della giacca per ripararsi dal freddo. «Non sai se è un particolare del suo sogno. Abbiamo scoperto che in molti possono essere influenzati dalla sua energia, quello specifico vampiro potrebbe venire dalla mente di qualcun altro.»
«Non fa differenza. Un’innocente ha perso la vita e non è reversibile. Tutti i morti per cause soprannaturali rimangono morti. Niente può alleggerire questa colpa.»
«Sai che non devi sopportarlo da solo, io sono qui.»
«E cosa puoi fare?» fece Billy. Poi lo guardò dispiaciuto. «Scusami, non volevo dire… insomma, sapere che ci sei è l’unico aspetto positivo di tutto questo, però…»
«Cosa?» Zec lo fissò serio. «Per me non è cambiato niente. Sono innamorato di te e dopo la lettera ero convinto avessi accettato di essere importante come persona.»
Billy abbassò la testa e aumentò l’andatura.
Zec gli fu dietro e lo afferrò per il braccio destro. «È cambiato qualcosa tra di noi? Non ti interesso più? Non sei più… innamorato di me?»
L’altro risollevò il volto e gli sorrise. «Ti amo e questo mi rende felice, ma anche ansioso. Forse non te lo sei chiesto, ma cosa succederà una volta finito il liceo? Se dovessi rimanere per sempre un’adolescente? Non possiamo dare per scontato che come proiezione mentale di Elliott io cresca come i ragazzi normali.»
Zec si fermò. Non aveva neanche lontanamente preso in considerazione quella possibilità. Non pensava nemmeno all’università, o a cosa fare dopo la fine della scuola, però dava per scontato che sarebbero restati insieme come una coppia.
Billy sembrò leggere la sua sorpresa sul viso. «Possiamo rimandare questi discorsi all’infinito, ma ogni nuova scoperta ci fa capire che il nostro rapporto ha molte incognite.»
«Possiamo preoccuparci del problema quando si presenterà. Se si presenterà.»
«Certo, ma devi esserne consapevole. Nello stesso modo in cui risolvere definitivamente la questione Bocca dell’Inferno può modificare il mio status.»
«La lettera di Elliott faceva intendere che saresti rimasto anche tu» disse Zec, anche se udendo il tono sapeva che era più per convincere se stesso.
Billy trasse un lungo sospiro. «Penso che quando l’ha scritta, Elliott fosse in buona fede, ma non sapesse con esattezza cosa aspettarsi. E anche se non ho nessuna intenzione di compiere azioni suicide, la mia esistenza non è garantita.»
«Wow! Dovevamo avere una serata di svago e finiamo a parlare di morte.» Zec fece due passi avanti poi si bloccò. Si girò di scatto, ma non seppe cosa dire. Voleva delle rassicurazioni, ma capì che Billy non poteva dargliene.
«Mi dispiace, non volevo intristirti e diventare pesante» gli disse, sforzando le labbra in un sorriso. «Per tutti questi mesi ho provato a seguire la richiesta di Elliott, trovare il lato positivo della vita da adolescente che mi ha dato, la comparsa di Kate però è servita a ricordarmi di non poter mai abbassare la guardia.»
«Ti preoccupi che ci siano altri come Sasha? Intendo con poteri psichici in grado di alterare gli effetti della Bocca dell’Inferno a loro piacere.»
Billy si strinse nelle spalle. «Non so più cosa aspettarmi. Vorrei poter parlare con la Prima Cacciatrice.»
Zec ricordò che non si era più mostrata. L’ultima volta risaliva alla loro caccia al corpo di Elliott e alla Falce, quando per la prima volta erano entrati in contatto con la mente di Sasha senza saperlo. In quell’occasione aveva parlato di un errore.
«Hai capito cosa intendesse dicendoti che hai frainteso le sue parole?» domandò Zec.
Billy scosse la testa. «E come tutte le altre risposte, ho la sensazione sia legato al passato di Elliott.»    
Zec si rese conto che stava solo peggiorando la situazione, l’umore del suo ragazzo crollava a livelli vertiginosi. Prese la decisione di invertire i ruoli, anziché cercare rassicurazioni per sé, gliene avrebbe date.
«Scopriremo anche quello. Intanto possiamo usare le informazioni che abbiamo e cercare di colmare i buchi di quello successo fin’ora» gli disse. «Sarà un po’ come giocare con un puzzle.»
Billy lo guardò incerto. «Un puzzle?»
Zec tornò sui suoi passi e gli infilò la mano sotto il braccio, stringendolo accanto. «Esatto, vediamo i pezzi scoperti e proviamo a metterli insieme, da bambino ero bravissimo. Dunque, partiamo dalla Prima Cacciatrice. Una spiegazione alla sua sparizione potrebbe essere…» rimuginò qualche secondo ripensando a quello che si erano appena detti. L’ultima visita. Il come. «È bloccata. Da Sasha.»
«In che senso?» gli domandò il fidanzato, riprendendo a camminare con lui.
«Non abbiamo idea da dove arrivi, ma sapendo che ci aiuta, Sasha potrebbe aver trovato il modo di impedirle di manifestarsi, magari con l’aiuto della Falce. Proprio come tiene nascosto in bella vista Elliott.»
«Credibile al cinquanta per cento» commentò Billy. «Aumentiamo la difficoltà: la ragione per aver creato un branco. A che cosa le servono altri? Sembra abbastanza potente da sola.»
Zec si picchiettò l’indice sinistro sul mento. Era probabile che non si trattasse di una questione di potere, Kate aveva ammesso di poter creare nuovi membri e di quelli scelti, la maggior parte erano entrati in conflitto con loro prima ancora di essere avvicinati da lei. «La rabbia verso di noi. Kate ha ripetuto più volte di ritenerci colpevoli di tutto, ha cercato altri arrabbiati con noi e li ha convinti ad unirsi a lei.»
«Ok, ma perché?»
«Perché essere in gruppo ti dà sicurezza, un senso di forza» rispose Zec. «Sasha ha solo tredici anni, anche io alla sua età volevo qualcuno intorno per non dover affrontare gli altri da solo.»
Billy lo guardò sorridendo. «Sono colpito. Una deduzione impeccabile.»
Zec sorrise di rimando. La sua strategia stava funzionando.
Il suo ragazzo assunse un espressione solenne. «Adesso una domanda davvero complessa. Come po…» emise un rantolo. Si toccò le tempie e chiuse gli occhi.
«Cosa ti prende?»
«Il mio senso del soprannaturale» rispose Billy. Ansimò affaticato. «Ma è più forte, doloroso. È successo qualcosa di brutto al Wild Burger… Donovan e Betty…»
Il trillo di un messaggio risuonò dalla sua tasca, infilò la mano e prese il cellulare passandoglielo, tenendo le palpebre ancora abbassate.
Zec capì che non voleva abbandonare le immagini nella mente e così lesse il messaggio al posto suo: « “Occhio per occhio, dente per dente. Due dei tuoi amici sono già con me. Vieni con gli altri e assisti alla loro morte. Come è stato per me. K.”»
 

 

                                                                              Continua…?

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