lunedì 25 gennaio 2016

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 16

16. Tutti Pazzi per Billy

Betty non riuscì a credere a ciò che vedeva. Scostò le mani dalla pietra che aveva al collo e si tolse gli occhiali. Strizzò gli occhi, ma la scena rimase identica. Donovan baciava appassionatamente Billy. Se li risistemò sul viso e aprì la bocca, non sapendo però cosa dire.
«No, no e ancora no!» gridò la professoressa Noxon. «Non è quello che ti ho detto.»
Billy scansò Donovan e incredulo gli chiese: «Che ti prende?»
Donovan lo fissò un attimo insicuro, poi sfoderò un sorriso. «Come sono andato?»
La Noxon li raggiunse davanti al palco e strappò a fatica Billy dalle braccia di Donovan. Poi gli si rivolse e disse: «Capisco che l’emozione dell’atmosfera del teatro può averti contagiato, ma non è con lui che devi provare.» Iniziò a massaggiare la spalla sinistra di Billy e si voltò a guardarlo con aria trasognata. «Certo che anche il tuo fascino non passa inosservato. Ho deciso: sarai tu Romeo, senza dubbio.»
Billy la guardò imbarazzato. «È sicura? Forse è meglio fare i provini. Non credo di essere adatto al ruolo.»
«Certo che lo sei» rispose la professoressa Noxon. Prese a massaggiargli anche l’altra spalla e si voltò completamente per essergli di fronte. «Però ti serve una partner esperta. Qualcuno in grado di guidarti per farti dare il meglio, qualcuno come me.»
Betty si sporse in avanti per ribattere, ma Chas la precedette. Tolse Billy dalla presa della professoressa e gli mise il palmo destro aperto sul petto.
«Sta scherzando, vero? Lei è troppo vecchia per fare Giulietta.» Chas girò la testa, facendo ondeggiare la coda di capelli castani. «E per Billy. A lui serve una compagna della sua età, che capisca i suoi bisogni e sappia come soddisfarlo.» Strinse la maglietta di Billy e lo attirò a sé, baciandolo sulle labbra.
Billy si ritrasse bruscamente. «Credo sia meglio che vi diate una calmata.»
Sollevata che non si fosse fatto coinvolgere, Betty gli andò accanto. «Ha ragione, sembrate tutti impazziti. Anzi peggio.»
«Non è colpa loro» le rispose Billy. «Almeno non del tutto. Il mio senso del soprannaturale pizzica.»
Betty lo guardò sorpresa. «Non è possibile. Non c’è nessun mostro qui intorno.»
«Sì che ci sono dei mostri» urlò qualcuno dal pubblico.
«Siete voi» disse un altro, balzando in piedi. «Non siete adatti a stare vicino a Billy.»
Betty li fissò allibita. Uno dopo l’altro i ragazzi e le ragazze seduti nelle poltroncine si alzarono e incominciarono a gridare di essere l’unico, o l’unica, che poteva stare con Billy. Rendendosi conto di avere dei rivali, presero a spintonarsi a vicenda, e urlarsi contro che nessuno meritava Billy quanto lui o lei. Betty si voltò indietro, illudendosi di chiedere l’aiuto della professoressa Noxon per riportare l’ordine, ma si accorse che la situazione era anche peggiore.
La donna urlava e inveiva conto Chas, che a sua volta la spintonava minacciosa. Donovan si azzuffava con uno dei due ragazzi che gli aveva fatto indossare il mantello, mentre l’altro era seduto a terra imbronciato e si massaggiava la guancia destra.
«Hanno perso tutti il controllo» disse Betty preoccupata.
«Te l’ho detto: c’è di mezzo qualcosa di soprannaturale» rispose Billy.
Prima che Betty potesse replicare, qualcuno le afferrò la mano. Alzò gli occhi intimorita e riconobbe Zec.
«Svelti. Usciamo di qui prima che la situazione peggiori ulteriormente» disse il ragazzo, prendendo anche la mano a Billy.
Seguendolo lungo la striscia di pavimento tra i posti a sedere, Betty chiese: «Come mai non sembri sotto l’effetto di qualsiasi cosa ha colpito gli altri?»
«Non lo so, ma può essere un segno che c’è un modo per aiutarli» rispose Zec.
La loro avanzata verso le porte dell’auditorium venne bloccata da Michelle.
«Sapevo che voi due ne avreste approfittato» disse con rabbia, squadrando Betty e Zec. «È dalla vostra serenata al campo sportivo che ho capito che volevate Billy tutto per voi. Ma non è vostro!»
«Calmati Michelle, non sei in te» disse Betty.
«Non dirmi come devo sentirmi» urlò Michelle. I capelli le si tinsero di nero, le vene scure comparvero sulla fronte e presto avrebbe dato sfogo ai poteri di poltergeist umano. «Billy ha bisogno di me, solo io posso amarlo come è giusto.»
«Andate» disse Zec, mentre anche il suo aspetto fisico subiva la stessa trasformazione della ragazza. «Mi occupo di lei e vi raggiungo subito.»
Billy indugiò, ma Betty gli prese la mano e corse verso le porte dell’auditorium, trascinandoselo dietro. «Zec sa cavarsela da solo. Sbrighiamoci, può essere la nostra unica occasione.»
Michelle si girò di scatto. «Fermi!» urlò, puntando le mani verso di loro.
Zec si mosse con altrettanta rapidità e con i poteri telecinetici la sollevò da terra e le fece sorvolare le poltroncine, sbattendola contro il muro. «Non voglio farti del male.»
«Io sì.» Chiuse la mano destra a pugno e sradicò dal pavimento la prima poltroncina alla sua sinistra e la lanciò contro il ragazzo.
Zec la fermò a mezz’aria con il potere. Corrugò la fronte e con uno sforzò visibile, la spinse addosso alla compagna, bloccandola contro il muro. Poi si fece strada spostando senza toccarli i vari ragazzi che si aggredivano e raggiunse i due amici davanti alle porte.
Dall’esterno, Billy osservò il putiferio dentro l’auditorium. «Li lasciamo così?»
«Non abbiamo altra scelta» rispose Zec.
Betty incrociò lo sguardo della professoressa Noxon e trasalì. La donna scansò Chas e gridò: «Portano via Billy, fermiamoli!»
Tutti i ragazzi che si tiravano i capelli, graffiavano e spintonavano si voltarono verso di loro e li fissarono rabbiosi.
«Presto, le porte» disse Betty a Zec.
Zec agitò le braccia una verso l’altra e le porte dell’auditorium si chiusero con un boato. Indietreggiò mantenendole serrate, ma dall’interno si sentirono colpi violenti battuti per spalancarle. «Non li tratterrò ancora per molto.»
Betty si guardò intorno, poi indicò la spada che Billy aveva ancora nel fodero sul fianco. «Usa quelli per bloccare le maniglie. Li terranno occupati abbastanza per nasconderci.»
Billy si slacciò il fodero, sguainò la spada di plastica e infilò entrambi gli oggetti di traverso nell’apertura delle maniglie, incastrando la chiusura.
«Dove andiamo?» chiese Zec, mettendosi a correre nel corridoio con i due amici al fianco.
«Ci servono informazioni» rispose Billy. «Andiamo nell’aula multimediale.»
«No, è il primo posto dove verrebbero a cercarci. Glielo indicherebbero sia Donovan che Michelle» disse Betty. «È meglio usare la cara vecchia carta stampata. Andiamo in biblioteca.»
«Pensi che questa follia coinvolga tutta al scuola?» le domandò Billy.
«Non so.»
I tre stavano per svoltare all’angolo con l’ingresso della biblioteca, quando un bidello si parò loro davanti.
«È vietato correre per i corridoi» disse l’uomo di mezza età e tarchiato, puntando contro lo spazzolone che reggeva in mano. «Cosa ci fate ancora in giro a quest’ora?»
«Dobbiamo fare una ricerca urgente» rispose Billy. «È per domani e non abbiamo ancora scritto neanche una pagina… quindi… andiamo in biblioteca.»
L’uomo li squadrò e poi, con la mano libera, afferrò il polso di Billy e lo tirò verso di sé. «Ti aiuto io. Ti accompagnerò dove vuoi. Possiamo andare a casa mia, di cosa hai bisogno? Sono bravo in…»
«Non è il caso.» Betty gli strappò lo spazzolone e lo colpì in testa con il manico un paio di volte, tramortendolo e facendolo cadere pesantemente sul pavimento. Abbandonò quindi al suo fianco l’arma improvvisata. «A quanto pare questa malattia d’amore verso Billy coinvolge chiunque, non solo il gruppo del club di teatro.»
Zec scavalcò il bidello, abbandonò l’aspetto da poltergeist umano e tenne aperta la porta della biblioteca per fare entrare gli altri. «Ho paura che forse vada ben oltre i cancelli della scuola.»
«Pensi all’intera città?» domandò Billy allarmato, mentre lo superava e si guardava intorno nella biblioteca vuota.
«Può essere» rispose Zec. «Mi è tornato in mente l’episodio di San Valentino della seconda stagione di Buffy, quello in cui Xander diventa l’oggetto del desiderio di ogni ragazza o donna di Sunnydale.»
Betty lo fece spostare e chiuse la porta dietro di sé. «Allora dovremmo cercare una strega. Nell’episodio Xander chiede aiuto ad Amy Madison per un incantesimo d’amore.» Squadrò poi Billy. «Non è che hai lanciato un sortilegio del genere, vero?»
«No, ovviamente e se ci fosse di mezzo una strega, credo che il mio senso speciale per il male me l’avrebbe fatta già trovare» rispose Billy.
«Forse non serve una strega per questa magia, basta un oggetto» riprese Zec. «Nella settima stagione c’è un episodio simile che coinvolge una giacca di un giocatore di football.»
Betty annuì. «Me lo ricordo, ma veniva perseguitato chi lo indossava e a meno che Billy non si rifornisca in un outlet stregato, non credo sia il nostro caso.»
Billy si fermò a riflettere. «Perché non è qualcosa che ho indosso io. Ma tu.»
Betty lo fissò offesa. «Che vuoi dire? Pensi che ti abbia lanciato un incantesimo?»
«Be’ no… non apposta forse… ma quando ti sei avvicinata a me dopo che Donovan e Chas mi hanno baciato, ho percepito il soprannaturale.»
Betty si tastò gli abiti che aveva indosso. «Non ha senso. Ho questi vestiti da anni e  li ho messi altre volte senza conseguenze come queste.»
Zec le andò accanto e la scrutò con attenzione. «La collana. Non l’avevi quando sei venuta a scuola oggi, te l’hanno messa al club poco fa.»
Betty sollevò lievemente il pendente della pietra gialla e la esaminò attraverso le lenti degli occhiali. «In effetti ora che mi ci fai pensare c’è una sorta di leggenda sulla “Lacrima di Giulietta”. Però non vedo connessioni con quello che sta succedendo.»
«Perché? Raccontaci questa storia» la incalzò Billy.
«A quanto mi hanno detto alcuni ragazzi dell’ultimo anno membri del club, si racconta che ogni volta che la ragazza che ottiene il ruolo di Giulietta indossa questa pietra, riesce non solo a  far si che il ragazzo che le piace reciti come Romeo, ma al termine dello spettacolo i due si fidanzano.» Betty rimase in silenzio a guardare i volti dei due ragazzi al suo fianco. Riusciva a leggere nei loro occhi cosa stavano pensando, era ovvio che dato che lei aveva una cotta per Billy era colpa sua tutto quel putiferio. «Vi sbagliate, la storia non c’entra con la follia generale e nemmeno io. Non ho ancora ottenuto il ruolo di Giulietta.»
«Ma sei una delle candidate» disse Billy in tono pacato. «E la professoressa Noxon mi ha proclamato Romeo dopo che ti hanno messo addosso la collana. Quindi…»
Betty scosse la testa. «Non ha comunque senso. La “Lacrima di Giulietta” fa innamorare tra di loro solo i due protagonisti, non chiunque altro.»
«Ma noi siamo sulla Bocca dell’Inferno, secondo mia sorella» spiegò Zec. «E sappiamo per esperienza che le regole possono essere stravolte.»
Betty lo guardò arrabbiata. «Cosa vorresti insinuare?»
«Calma, Betty. Sono sicuro che Zec non vuole offenderti» s’intromise Billy.
«Infatti. Sto solo facendo una considerazione» rispose Zec, incrociando le braccia sul petto. «Non è un segreto che hai una cotta per Billy e non sei sicura di essere corrisposta. Quando però ti sei ritrovata con la pietra al collo hai  pensato che forse la leggenda era vera e tu avevi una possibilità. Questo desiderio può essere stato intensificato e  stravolto dalle energie della Bocca dell’Inferno e così adesso chiunque sia in presenza di Billy finisce con provare i tuoi stessi sentimenti per lui.»
«Ho sedici anni e sì, sogno che il ragazzo che mi piace provi lo stesso» ammise Betty sulla difensiva. «Ma non desidererei mai far del male a qualcun altro pur di averlo e tu lo sai bene.»
«Non ti sto accusando di nulla» replicò Zec.
«Davvero? A me sembra che mi incolpi di tutto solo perché provo qualcosa per Billy anche io come te.»
«Proprio perché entrambi abbiamo sentimenti reali per lui siamo immuni a questa magia. Come vedi è la spiegazione più logica.»
Betty gli lanciò uno sguardo di sfida. «Quindi se avessi tu questa pietra al collo, saremmo nella stessa situazione, giusto?»    
«Ehm… forse… non so…»
«Allora la tua teoria è sbagliata.»
«Perché per una volta non puoi darmi ragione» gridò Zec infuriato. «Hai deciso che sono tuo nemico solo perché amo Billy.»
«L’amore è come una guerra. Se vogliamo lo stesso ragazzo, siamo nemici.»
«È assurdo»
«Non è vero.»
«Sì, invece» sbottò Zec. «E se non fossi così cocciuta, capiresti che io tengo alla tua amicizia. Non ho fatto e non farò mai niente per portarti via Billy, se lui vuole stare con te. E non smetterò comunque di esserti amico.»
Betty rimase senza parole. In quel momento le tornò in mente che aveva sempre provato tenerezza per Zec e si trovava bene con lui. Tutto era cambiato quando era entrato in scena Billy e si era accorta che tra loro c’era più intimità di quanta avesse lei con l’ammazzavampiri.
«Ragazzi è meglio che ci muoviamo, sento dei passi che si avvicinano.» Billy guardò verso la porta e nel silenzio udirono in lontananza un gruppo di persone che correvano avanti e indietro per il corridoio. «Non ci impiegheranno molto a scoprirci. Se la teoria di Zec è corretta, dobbiamo distruggere quella pietra.»
«D’accordo.» Betty afferrò con le dita le maglie sottili, per sfilarsela, ma la trovò pesante come piombo e non riuscì a sollevarla. «Non viene via. È bloccata al mio collo.»
«Non fa niente» disse Zec. «La spaccheremo al tuo collo, troviamo qualcosa con cui romperla.»
La pietra si illuminò, Betty avvertì il calore lungo le maglie e staccò i polpastrelli per il bruciore. «No, non servirebbe. Ha iniziato ha surriscaldarsi, credo che non si fermerà finché non avrà ottenuto ciò che vuole.» Alzò lo sguardo e oltre le lenti, lo puntò su Billy. «Vuole una confessione d’amore sincero.»
«Ne sei sicura?» domandò Zec dubbioso.
«Mi sono fidata di te, tu fidati di me. Billy deve scegliere.»
Billy la guardò serio. «Betty, non voglio far del male a nessuno.»
«Lo so, ma è inevitabile.» Betty provò un’inaspettata calma nel rendersene conto. «Chi di noi sarà rifiutato soffrirà, ma non porterà rancore. Quello che mi hai detto prima Zec, mi ha fatto ricordare che anche io tengo alla sua amicizia e alla tua. Non importa chi di noi potrà stare con te, ma devi fare una scelta.»
Billy passò in rassegna i loro volti. La porta si spalancò di colpo. Il bidello barcollò tenendosi la testa dove era stato colpito e avanzò verso di loro. Dietro di lui fecero capolino alcuni ragazzi.
«E va bene» disse Billy. «Io… Zec, mi piaci tanto. Quanto io piaccio a te. E ne sono felice.»
Il fermaglio della collana si aprì e cadde con la sua pietra ai piedi di Betty. Il Bidello si fermò e si guardò intorno confuso e lo stesso fecero i due ragazzi alle sue spalle.
«Cosa stavo facendo?» chiese l’uomo, guardando gli altri presenti.
Betty colse lo sguardo confuso di lui e dei ragazzi, intuendo che forse non riuscivano ad ammettere consciamente quello che era successo. «Ci stava dicendo che la biblioteca deve esser lasciata libera e ce ne stavamo andando.»
Billy e Zec annuirono e tutti e tre uscirono.

Betty, Zec e Billy s’incontrarono poi all’uscita da scuola con Donovan e Michelle, dove raccontarono ai due amici cosa era veramente successo.
«Mi dispiace, scusatemi. Scusatemi» li supplicò Michelle.
«È tutto a posto» la tranquillizzò Zec. Poi strinse forte la mano di Billy nella sua. «Per fortuna è servito a qualcosa.»
«Voi due..» Michelle allargò le labbra in un sorriso. «Voi due state insieme?»
«Direi di sì» rispose Billy, lanciando a Zec un’occhiata complice.
Donovan si girò verso Betty. «Tu sati bene?»
Betty sorrise. «Credo di sì. Alla fine avevo bisogno di sentirmi dire la verità in faccia.» Si sentiva realmente sollevata, era stata una delusione non venire scelta, ma nel suo cuore sospettava già di non essere chi desiderava Billy.
«Vuol dire che posiamo tornare a essere un gruppo?» chiese Michelle speranzosa. «Scooby Gang di nuovo?»
Betty annuì. «Non ho obiezioni.»
«Bene. Il mio piano è riuscito» gongolò Donovan. Si rivolse poi a Betty e disse: «Adesso che hai le idee più chiare, guardati intorno. Chi è interessato a te non è così lontano.»
Betty inarcò un sopracciglio, mentre lui la superava e si avviava verso casa. Michelle lo seguì ridacchiando e Zec e Billy le si avvicinarono.
«Credo possa valere come una dichiarazione» disse Billy.
«Che vuoi dire?» domandò Betty incredula.
Zec sorrise. «Donovan ha una cotta per te.»
Betty tornò a osservarlo di spalle. Non riusciva a crederci. Le era stato vicino durante la rottura con gli altri e lei non si era accorta di niente. Aveva passato tanto tempo a correre dietro a Billy e a combattere i mostri, ma in quel momento provò una paura diversa. Per fare chiarezza dentro di sé non poteva contare su qualche altra assurdità creata dalla Bocca dell’Inferno, adesso doveva contare solo su se stessa. 

                                                

                                                  Continua…?

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