lunedì 10 aprile 2017

LA CONGREGA - Estratto "Fan di Giovani Streghe"

Ben ritrovati, ancora una volta vi parlo del mio ultimo romanzo, LA CONGREGA edito da Delos Digital nella collana Odissea Wonderland e acquistabile nei negozi.
Oggi lo faccio proponendovi un altro estratto a cui possiamo dare il sottotitolo "Fan di Giovani Streghe". Per capire che relazione c'è tra il brano che vi lascio e il film del 1996 con Neve Campbell dovrete leggere:

 
In piedi sul materasso, Ethan stava strappando l’ultimo pezzetto di adesivo dal retro del poster della locandina di Giovani streghe che era appesa alla parete. Saltò giù e restò a fissarla tenendola distesa con entrambe le mani. Aveva visto e rivisto quel film con sua sorella fino a imparare a memoria quasi tutte le battute.
– Quello forse è meglio che lo lasci qui – disse sua madre comparendo sull’uscio della camera da letto.
– È di Clea. Forse lo vorrà riappendere nella sua stanza, nella nuova casa – rispose.
Catherine Towell si piegò e raccolse dal pavimento lo scatolone riempito fino a metà. – Per il momento tua sorella non abiterà con noi. Abbiamo trovato un’altra sistemazione. – Gli voltò le spalle per uscire dalla stanza.
– Non ne parleremo più, è così? – disse d’un fiato Ethan, obbligando la madre a fermarsi. – Mi avete detto quello che sono... ma non mi avete spiegato niente di più.
– Non c’è nient’altro da sapere – rispose secca Catherine.
– Ma...
– Sbrigati. Io e papà vogliamo partire prima dell’ultimo camion dei traslochi.
Ethan la osservò sparire dietro il muro, oltre le scale, senza poter e nemmeno avere voglia di ribattere. Quel cambio di vita, che era in realtà una fuga, era stato organizzato a causa sua. Diede un ultimo sguardo al poster. In parte capiva perché sua madre non voleva che lo portasse con sé. La motivazione della sistemazione alternativa a cui aveva accennato sua madre per Clea, qualunque essa fosse, non c’entrava nulla. Era quello a cui il film si ispirava a metterla a disagio.
Ethan lo arrotolò e lo lasciò ai piedi del letto.

Come sempre vi ricordo che il romanzo intero è acquistabile in tutti i negozi online, tra cui:

AMAZON
KOBO
IBS
MONDADORI
laFELTRINELLI










lunedì 13 marzo 2017

LA CONGREGA il Prologo


Ormai dovreste già sapere che “La Congrega” edita da Delos Digital è acquistabile da quasi un mese e per ingolosirvi un po’, qui sotto potete leggere il prologo:
 
 
                                                                      PROLOGO
 
Matthew Ward scese dal motorino con il casco sotto braccio. Camminò tranquillo sull’erba, arrivando di fronte a Ethan. – D’accordo Towell, facciamola finita.
Una parte di Ethan rimpiangeva di aver accettato di incontrarlo nel parco a quell’ora tarda, con nessuno nelle vicinanze. Ma l’altra voleva portare a termine quello che aveva cominciato.
– Devi smetterla di fare domande in giro. Tanto sai che la farò franca ancora – disse Matthew con un ghigno.
Ethan lo guardò con rabbia. Era vero. Quell’animale aveva già fatto ad altre ragazze quello che aveva fatto a sua sorella, e l’aveva passata liscia. Non voleva permetterlo mai più. Alzò gli occhi per ribattere e impallidì. Riusciva a vedere l’interno del corpo di Matthew come se avesse la vista a raggi X. Distingueva chiaramente una sostanza grigiastra nel sangue che scorreva nelle sue vene.
Il ferro.
– Cosa c’è? Hai perso la lingua? – lo provocò Matthew. – Se fossi una ragazza, adesso mi divertirei anche con te.
L’esitazione svanì. Ethan ritrovò la furia e gli esplose dentro come l’eruzione di un vulcano. Quel bastardo andava fermato. Una scossa quasi elettrica lo attraversò e davanti ai suoi occhi il ferro ribollì nel sangue di Matthew. Ethan ebbe l’impressione che reagisse alle sue emozioni. Al suo volere.
Agendo per puro istinto e senza sapere come ne fosse capace, solidificò una porzione di ferro nel sangue del cervello di Matthew, formando una piccola sfera.
Lo sentì rantolare e a quel punto la vista gli si annebbiò. Indietreggiò e strizzò gli occhi, svegliandosi come da uno strano stato di torpore, e vide Matthew cadere a terra.
Ethan tremò. Matthew aveva lo sguardo fisso nel vuoto.
Nel buio e nel silenzio del parco sussurrò: – Cosa ho fatto?

 
 
Questi invece sono alcuni dei maggiori negozi in cui potete acquistare l’ebook:

 
Buoni acquisti e come al solito, buona lettura!
 
 
 

 

mercoledì 1 febbraio 2017

LA CONGREGA: la copertina e qualche informazione in più


All’uscita ufficiale del romanzo manca ancora qualche giorno e a parte mostrarvi in formato più grande la copertina, è un po’ difficile parlarvene cercando di non svelare troppo… provo comunque a darvi qualche informazione, svelando quello che posso.

Per prima cosa vi dico subito che il romanzo è INEDITO. Non è apparso qui sul blog e nemmeno su altri siti. Se per caso vi è capitato di leggerne qualche stralcio, o meglio l’incipit, è successo perché ha partecipato ad alcuni concorsi di romanzi o selezioni di opere e forse eravate tra i giudici o lettori della giuria. Però, se la memoria non mi inganna, in quelle occasioni aveva altri titoli, per cui potreste riconoscerlo solo leggendo la sinossi appena sarà resa pubblica e/o rileggendo le prime pagine.

Secondo punto, come ho già anticipato il romanzo parla di streghe, anzi ne sono i personaggi principali. Il protagonista però è un maschio ed è una strega. Non avete letto male e non c’è nessun errore di genere. È una strega di sesso maschile. C’è una motivazione precisa per cui non uso la parola “stregone”, ma lascio che la scopriate leggendo la storia.

Un’altra informazione che ci tengo a rivelare e che non vi rovinerà la sorpresa è che in questo romanzo tratto tematiche LGBT, un acronimo che si riferisce alla comunità omosessuale e raggruppa Lesbiche Gay Bisessuali e Transgender. Non è l’elemento principale, ma è presente. Chi legge le storie sul blog sa che non è una tematica a cui sono nuovo, è un informazione di servizio per chi invece si avvicina a me come autore per la prima volta con questo romanzo.

Lo so, in realtà non vi ho detto proprio molto per capire di cosa tratterà il romanzo, quindi vi lascio alcune parole chiave in ordine sparso che secondo me rendono bene l’idea degli argomenti che affronto: streghe; famiglia; autoaccettazione; magia; responsabilità; incantesimi; amore (in senso esteso); potere; fiducia; consapevolezza; ricerca; maternità; amicizia; identità.
 
Se sono riuscito a incuriosirvi almeno un pochino , segnatevi sul calendario la data 21 FEBBRAIO 2017 e ricordatevi di comprate la vostra copia dell’ebook in una delle maggiori librerie online.

lunedì 9 gennaio 2017

Novità del nuovo anno: Delos Digital e "La Congrega"


Negli ultimi tempi il blog è andato un po’ a rilento, la mia latitanza però è giustificata e il motivo è che stavo preparando una grossa sorpresa che ora posso svelarvi.

È in arrivo infatti nei prossimi giorni un mio nuovo romanzo e per la prima volta una mia storia sarà pubblicata da una casa editrice: sto parlando della DELOS DIGITAL, editore di ebook specializzato in letteratura di genere.

Il romanzo in questione fa parte della nuova collana ODISSEA WONDERLAND e si intitola LA CONGREGA. Come potete intuire le streghe saranno protagoniste indiscusse, ma sarà la mia personale versione delle streghe e della mitologia che le accompagna e potete aspettarvi sia elementi tipici che qualcosa di leggermente diverso rispetto a ciò a cui siete abituati.

Come potete vedere dalla locandina promozionale qui sotto il romanzo sarà il secondo della collana e uscirà il 21 FEBBRAIO, in formato ebook e sarà acquistabile nei maggiori negozi online.

Prima di quella data, avremo ancora tempo per parlarne e potrò darvi altre informazioni.

Per ora preparatevi perché nuove streghe stanno per arrivare!
 
 

lunedì 12 dicembre 2016

Racconto: Addio - Autori per il Giappone


Come saprete se seguite il blog dalla sua nascita, nel marzo del 2011 partecipai all’iniziativa di Autori per il Giappone, un sito in cui autori e illustratori donavano delle loro opere per incoraggiare i visitatori a donare a loro volta la cifra che più ritenevano giusta per la causa benefica a favore del Giappone, rimasto vittima in quel periodo di un terremoto e maremoto.  
Purtroppo tragedie simili si sono ripetute anche da noi e in tempi più recenti, ma non è per questo che sto scrivendo il post. In realtà è un motivo puramente personale: ho scoperto in questi giorni che il sito di Autori per il Giappone non risulta più online. Dato che sono comunque affezionato al racconto che donai per l’occasione, nato senza troppe elucubrazioni solo dal mio amore per quella terra che mi ha regalato tanti ricordi, ho deciso di riproporlo per la prima volta qui sul blog.
In questo modo chi lo ha già letto e non lo ricorda potrà rileggerlo e chi magari era incuriosito e non ha avuto modo di rintracciarlo a suo tempo, potrà soddisfare la curiosità.
Premessa finita, buona lettura:

Addio


Stanco, Edo si preparò per andare a letto. Era stato agitato tutto il giorno. Tutta colpa di un sogno, uno strano delirio onirico di cui gli erano rimasti solo degli strascichi.
Gli incubi dell’Apocalisse sono tornati” si ripeté sfilandosi la maglietta e indossando quella più comoda del pigiama. Quei sogni misteriosi, che mostravano squarci di futuri orribili, lo avevano ossessionato da quando aveva undici anni. Infestavano il suo sonno quasi ogni notte e poi, dopo che aveva compiuto quattordici anni, erano scomparsi. Come un incantesimo spezzato.
Passando davanti alla scrivania prima di coricarsi, Edo scorse la foto di classe della terza media. L’aveva tirata fuori dai vecchi diari appena rientrato a casa da scuola. Non sapeva spiegarsi perché dopo tanti anni aveva avuto il bisogno di riprenderla in mano. 
«Sei tornata nei miei pensieri» disse sfiorando il volto di una ragazza che era accanto a lui nella foto e si stringeva al suo braccio sinistro. Si chiama Nadeshiko. Erano inseparabili alle medie. Lei lo chiamava Edo-chan e lui si sentiva felice. Per tanti anni aveva creduto che fosse stata proprio Nadeshiko a curarlo dai suoi incubi: quando era dovuta partire al termine della scuola media per il Giappone, i suoi sogni erano spariti con lei.
«Buona notte amica mia» le disse andando verso il letto. «Anche se per te è ancora pomeriggio.»
Edo si coricò, tirò le coperte e spense la luce della lampada sul comodino. Pronto a farsi inghiottire dall’oscurità.

Edo è confuso. Intorno a lui c’è l’inferno. Vede persone in lacrime, terrorizzate e tutte sono di nazionalità giapponese. Cosa ancora più assurda, capisce quello che stanno dicendo alla perfezione. Parlano di un terremoto e di morti.
La gente è tutta riversata nelle strade, gli passano accanto senza notarlo. Eppure è in pigiama, possibile che non ci faccia caso nessuno?
Le fiamme divampano ovunque e la luce che emanano illumina la sagoma di una ragazza che avanza tranquilla verso di lui.
Non ci vuole molto a Edo per riconoscerla. È Nadeshiko. Indossa la divisa scolastica giapponese, quella sailor-fuku su cui fantasticava quando guardavano insieme gli anime in televisione.
Si avvicina lentamente, sembra trasportata dal vento. I lunghi capelli neri e setosi le ricadono in parte sul petto.
«Edo-chan» gli dice con un timido sorriso. «È bello rivederti.»
«Nadeshiko, dove siamo?»
«A Kesennuma.»
«In Giappone?» domanda Edo incredulo. «Come è possibile? Non ricordo di aver preso l’aereo.»
Anche Nadeshiko è sorpresa, ma non cancella il sorriso dalle labbra. «Già, dimenticavo che non hai mai saputo chi eri. Questo è un sogno. Sei come me, un yumemi
«Un sognatore.» Edo ricordò di aver letto quel termine in diversi manga. Si riferisce a persone con il potere di viaggiare nei sogni e vedere attraverso di essi porzioni del futuro. «Avevo ragione. Sei stata tu a far cessare i miei incubi.» 
Nadeshiko si ferma davanti a lui e con il dorso della mano destra gli sfiora la guancia. «Quando mi raccontasti dei tuoi incubi, viaggiai nei tuoi sogni e unendo le forze chiudemmo le porte sul reame onirico oscuro. Come conseguenza il tuo potere venne bloccato.»
«Ma ora sono qui. E tutto questo... può essere scongiurato?»
Nadeshiko scuote la testa. «È troppo tardi. Sta già accadendo. Ti ho contattato per salutarti.» Gli butta le braccia al collo e avvicinando le labbra al suo orecchio sussurra: «Sto morendo. Addio, amico mio.»
Edo stringe l’amica a sé e sul suo viso si fanno strada lacrime calde. «Ci deve essere qualcosa che posso fare.»
«Di’ ai miei genitori che non ho sofferto.» Nadeshiko si attacca a lui come se fosse la sua ancora per non affondare nell’oblio. Il suo corpo però perde ben presto consistenza.
In mezzo alle urla e al fragore della distruzione, una luce bianca accecante avvolge tutto e tutti.

Edo si risvegliò, mettendosi a sedere nel centro del letto.
Nel buio della camera solo i numeri della sveglia elettronica gli lanciarono un fioco bagliore. Erano le 6:58.
Edo cominciò a piangere. Sapeva che purtroppo era tutto vero. Tra un singhiozzo e l’altro, in un sussurro disse: «Addio Nadeshiko.»