Sorge
Oscurità Maggiore 3: Il Primo Squarcio è il Più Semplice
Una mano le afferrò il braccio e lo
scosse. Kerry Wood spalancò gli occhi, gli ultimi residui del sonno in cui era
immersa già l’abbandonavano, un vantaggio di essere sempre in stato vigile
grazie ai sensi da Cacciatrice e nel dover vivere su una versione della Bocca
dell’Inferno.
Strinse le dita dalla pelle scura
intorno all’arto che le premeva sulla manica del pigiama e si ritrovò gli occhi
del fratello gemello a fissarla. «Cosa succede?»
«Sogno da Cacciatrice» rispose Kenny
ansando. «Billy è sonnambulo. È arrivato fino al cimitero, ma qualcosa di
oscuro lo blocca.»
«Qualcosa di oscuro?»
«Non saprei come altro definirlo.»
Kerry si sollevò dal cuscino e scese dal
letto. «Vestiti e torna qui tra meno di due minuti.»
«Andiamo a liberarlo?»
«Prima facciamo una sosta nel suo
appartamento.»
Kenny aggrottò la fronte. «Perché?»
«Abbiamo bisogno di un’arma per
combattere questa cosa oscura e credo
che la Falce sia l’unica efficace.»
Il fratello annuì e tornò nella sua
camera a cambiarsi.
Kerry slacciò la blusa del pigiama e si
infilò il maglione, appoggiato sulla sedia accanto al letto. Sperò fosse il
turno di Billy di custodire l’arma, o avrebbero dovuto allungare il giro di
perlustrazione tra i suoi amici, perdendo tempo e aveva la sensazione che ogni
minuto fosse prezioso.
Erano diventati esperti a sgattaiolare
di notte fuori dalla casa dello zio. Anzi, dopo la sua trasformazione in lupo
mannaro, suo fratello era più svelto e agile nei movimenti.
Quasi
quanto me constatò Kerry e ne fu infastidita. Non era colpa
di Kenny quel cambiamento, ma non le andava a genio che fossero allo stesso
livello. Aveva perso la sua unicità.
Correndo, arrivarono davanti al lato
destro del palazzo in cui Billy aveva il suo appartamento.
«Sei sicura non nasconda la Falce a
scuola?» domandò Kenny.
«No, dopo la questione di Kate e del
branco, ognuno la tiene a casa propria e se la porta in giro.» Kerry sollevò la
testa e osservò la finestra al quarto piano. Sarebbe stato alquanto laborioso
raggiungerla, per intrufolarsi da Billy. «Scavalchiamo la ringhiera e poi mi
arrampico sulla scala antincendio. Tu mi seg…»
«Non serve.»
Kenny la caricò sulle spalle, strappandole
un verso di sorpresa e fastidio. Con un balzo superò la piccola serie di sbarre
di metallo, atterrando nella striscia di cemento che la separava dall’edificio.
Si piegò sulle ginocchia e compì un secondo salto, arrivando ad aggrapparsi al
davanzale del quarto piano. «Che fortuna! Dorme con la finestra mezza aperta.
Entra.»
Kerry scivolò dalla schiena di lui fino all’interno
e sollevò il resto del vetro. «Che ti è preso? Ti stavo spiegando il mio piano.»
«In questo modo abbiamo fatto prima e
con meno rumore.» Kenny si issò sul davanzale, lo scavalcò e fu all’interno a
sua volta.
Kerry lo fissò pronta a ribattere, poi
si morse il labbro inferiore. «Fermo lì» gli intimò. «Tu resti di guardia.»
«Perché?»
«Sono la maggiore e decido io. Abbiamo
sempre fatto così.»
«Solo di due minuti» ribatté il gemello.
«E adesso è diverso. Controllo la licantropia e i miei poteri.»
Fin
troppo pensò Kerry. Storse il naso e trovò una buona
ragione. «Appunto, con l’olfatto e l’udito super sviluppati puoi sentire
qualunque persona o creatura si avvicini e avvertirmi.»
Kenny sbuffò. «Okay. Sbrigati.»
Kerry lo lasciò imbronciato, appollaiato
sulla finestra con una gamba pronta a scattare all’esterno. Si addentrò nella
cucina, la attraversò e andò verso la camera da letto. Rimuginò sul diverbio
con il fratello. Non litigavano così spesso, in passato si era sempre affidato
al suo istinto, ma ora che aveva poteri maggiori, sembrava molto più deciso. La
lampada sul comodino era rimasta accesa, illuminando la stanza di Billy e ai
piedi del letto scoperto, trovò la Falce.
Si inginocchiò per raccoglierla e nello
stesso istante una mano scura con delle bende toccò l’impugnatura in metallo
rosso.
Kerry alzò di scatto il viso e i suoi
occhi si scontrarono con quelli della Prima Cacciatrice.
La donna dal look tribale la squadrò.
«Non ti appartiene.»
Kerry deglutì. «Non la sto rubando. È un
prestito» disse. «Mi serve per aiutare Billy.»
Il metallo freddo dell’arma divenne
tiepido sotto il suo palmo, ma non mollò la presa.
«Salvalo» rispose la Prima Cacciatrice.
«Non devi avere incertezze o gelosie.»
Kerry sbatté le palpebre confusa.
La donna staccò le dita dalla Falce. Si
alzò in piedi e arretrò, oltrepassò la porta della camera e si confuse tra le
ombre del salottino, fino a scomparire.
Kerry si riprese, tirò l’arma contro il
petto e corse dal fratello. Non capì il senso dell’avvertimento, ma ci avrebbe
pensato fuori da lì.
«L’hai trovata» esultò Kenny con un
sorriso. «Con chi stavi parlando?»
Kerry sistemò con cura la parte di legno
della Falce tra il bordo dei jeans e il maglione, sotto alla giacca. Lo
strusciare ruvido della superficie con il suo indumento le accapponò la pelle.
«La Prima Cacciatrice. Voleva assicurarsi non fosse un’appropriazione
indebita.» Intrecciò poi le braccia intorno al collo del fratello.
«Che fai?»
«Sfrutto la tua sicurezza sulle doti da
lupo per scendere rapidamente» rispose. «Coraggio, non perdiamo tempo. Abbiamo
un sonnambulo da salvare.»
Arrivati all’ingresso della cancellata
del cimitero, Kerry ripeté la procedura fatta per intrufolarsi
nell’appartamento di Billy: le scocciava ammetterlo, ma era davvero molto
comodo e veloce.
Kenny atterrò sull’erba umida con poco
sforzo e lei si staccò dalla sua schiena ed estrasse la Falce, reggendola con
entrambe le mani.
«Ok, ora seguimi» ordinò il gemello.
«Sai dove andare?» Lo guardò incredula.
Kenny si picchiettò la narice con
l’indice destro. «Olfatto sensibile, ricordi? Ho già individuato l’odore di
Billy.»
«Si, ma s..»
Lui partì alla caccia e Kerry fu
costretta a stargli dietro, senza poter ribattere. Di nuovo.
Si mossero per un sentiero di ghiaia e
poi sorpassarono tre file di lapidi. L’intero luogo aveva come unica fonte di
illuminazione il mischiarsi del bagliore della mezza luna con la luce dei
lampioni sparsi all’esterno lungo il perimetro, ma non era un problema per
nessuno dei due. Lupo mannaro e Cacciatrice sapevano come destreggiarsi nella
semioscurità.
I gemelli si bloccarono quasi
all’unisono: un gigantesco baccello galleggiava a pochi centimetri dal terreno,
pulsando luce verde militare.
«Sembra una versione gigante di quelle
verdure che puliva la nonna sulla veranda di casa, quando veniva a trovarci» disse
Kenny.
Kerry fece un passo avanti. La Falce
nelle sue mani vibrò, la tirò di poco come attratta da un magnete. «È un
bozzolo psichico. Dentro, Billy non dovrebbe essere ferito, solo addormentato.»
«Come lo sai?»
«È stata la Falce. È come se me lo avesse…
mostrato nella mente.»
Una sagoma maschile prese forma dalle
ombre circostanti e le afferrò un polso. «Brava. Sei tu la cervellona della
famiglia.»
Kerry strinse le pupille. «Chi c’è?»
Intravide a fatica una sagoma, ma non riusciva a distinguerne i tratti del
volto. Era solo una macchia scura. «Dimmi chi sei?»
«Come? Non ci arrivi da sola» replicò
l’essere oscuro.
«Ehi, sorellina» Kenny le afferrò la
spalla sinistra. «Con chi parli? Non c’è nessuno.»
Kerry si girò a scrutarlo in volto: era
sul serio stupito e confuso. Riportò la sua attenzione sullo straniero tutto
nero e percepì un tremolio all’altezza del volto.
«Voglio che resti una conversazione
privata» le disse. «Tra me e te.»
«Perché?» Kerry avvertì le dita del
fratello stringerle con maggiore insistenza la giacca. «Shh!»
«Brava, zittiscilo, mettilo a cuccia,
come si fa con un cane fastidioso.» Emise un gorgoglio, simile a una risata strozzata. «È da un pezzo che
volevi farlo.»
«Non sai niente di me. Non parlo con chi
non ha il coraggio di dirmi il suo nome.» Kerry liberò il polso dalla stretta
oscura e piegò le braccia pronta a colpire con la Falce quell’essere. Colpire
era sempre il suo primo istinto, però si fermò. Quella situazione era
differente e lei doveva agire diversamente. Doveva farlo parlare. «Perché hai
preso in ostaggio Billy?»
«Sai, forse ti ho sopravvalutata. E lo
fai anche tu. Sei solo una presunta
Cacciatrice, un’imitazione, ma Kenny è avanzato di grado. Lui ha i sensi di un
lupo, i sogni rivelatori e ora è anche forte e agile. Come te, quindi in che
modo sei utile?»
«Io sono… più di questo.»
«Sul serio? Dico che quella inutile, ora
sei tu. Che motivo ha Kenny di fare squadra con te? Da solo ti supera in tutto.»
Kerry scosse la testa. «Non è vero.» La
stava distraendo, sviando il discorso, non doveva cadere in quel trucco. Si
impose di rimanere concentrata. Il suo obbiettivo era capire chi aveva davanti.
Non poteva fargli altre domande, ma quello che le aveva già detto bastava.
Puntava alle sue insicurezze.
Non
devi avere incertezze o gelosie le aveva raccomandato
la Prima Cacciatrice. Qualcosa di oscuro erano
state le parole di Kenny.
Kerry tornò a fissare decisa
quell’essere. Aveva già percepito in passato qualcosa di simile. «Sei Oscurità
Maggiore.»
«Complimenti. Sei fiera di te? Per così
poco?»
Kerry lo ignorò, qualsiasi cosa avesse
risposto, sarebbe stato solo una perdita di tempo. Ed era quello che Oscurità
Maggiore voleva. Corse in avanti e lo scansò.
«Dove vai?» urlò Kenny. «Cosa vuoi
fare?»
Kerry non gli rispose. Non perché
considerasse suo fratello inferiore a lei, o si sentisse inutile se non agiva.
Non poteva rivelare le sue intenzioni al nemico.
Strinse la presa, serrando le dita sulla
Falce, balzò verso il bozzolo psichico e calò con forza la lama sulla sostanza
luminescente. Procurò uno squarcio obliquo e l’aprì, vedendo Billy addormentato
al suo interno.
Kerry si voltò verso Oscurità Maggiore.
«Io e mio fratello siamo una squadra perfetta, possiamo solo migliorare. Per
qualsiasi ragione volessi tenere Billy qui dentro, te l’ho impedito. Chi è
quello inutile?»
«Non è finita.» Oscurità Maggiore si
disperse tra le ombre e svanì.
Il bozzolo infranto si strappò in
minuscoli fili luminescenti, scomparve e Billy cadde sul terreno.
Kenny le corse a fianco e si accovacciò per
sostenere la testa del ragazzo. «Oscurità Maggiore era qui? Cosa ti ha detto? E
tu come sapevi aprire questa roba?»
Kerry si inginocchiò a sua volta accanto
al compagno slavato. «Non importa. Dobbiamo occuparci di lui.» Gli massaggiò un
braccio coperto dalla manica del pigiama, dapprima rigido e poi percepì i muscoli
rilassarsi. «Billy, è tutto a posto. Siamo Kerry e Kenny, sei con noi.»
Billy spalancò gli occhi e si sollevò a
sedere. Li guardò pieno di terrore. «Oscurità Maggiore è qui. Siamo tutti in pericolo.»
Kenny gli strinse un spalla con
dolcezza. «Stai calmo, adesso è finita.»
Billy scosse la testa. Era sul punto di
piangere. «No. È appena cominciato.»
Kerry lo scrutò preoccupata. Oscurità
Maggiore le aveva detto lo stesso e se Billy era tanto sconvolto, questa volta
erano in guai seri.
Continua…?
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