lunedì 3 febbraio 2025

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 78

Sorge Oscurità Maggiore 3: Il Primo Squarcio è il Più Semplice

 

Una mano le afferrò il braccio e lo scosse. Kerry Wood spalancò gli occhi, gli ultimi residui del sonno in cui era immersa già l’abbandonavano, un vantaggio di essere sempre in stato vigile grazie ai sensi da Cacciatrice e nel dover vivere su una versione della Bocca dell’Inferno.

Strinse le dita dalla pelle scura intorno all’arto che le premeva sulla manica del pigiama e si ritrovò gli occhi del fratello gemello a fissarla. «Cosa succede?»
«Sogno da Cacciatrice» rispose Kenny ansando. «Billy è sonnambulo. È arrivato fino al cimitero, ma qualcosa di oscuro lo blocca.»
«Qualcosa di oscuro?»
«Non saprei come altro definirlo.»
Kerry si sollevò dal cuscino e scese dal letto. «Vestiti e torna qui tra meno di due minuti.»
«Andiamo a liberarlo?»
«Prima facciamo una sosta nel suo appartamento.»
Kenny aggrottò la fronte. «Perché?»
«Abbiamo bisogno di un’arma per combattere questa cosa oscura e credo che la Falce sia l’unica efficace.»
Il fratello annuì e tornò nella sua camera a cambiarsi.
Kerry slacciò la blusa del pigiama e si infilò il maglione, appoggiato sulla sedia accanto al letto. Sperò fosse il turno di Billy di custodire l’arma, o avrebbero dovuto allungare il giro di perlustrazione tra i suoi amici, perdendo tempo e aveva la sensazione che ogni minuto fosse prezioso. 
 

Erano diventati esperti a sgattaiolare di notte fuori dalla casa dello zio. Anzi, dopo la sua trasformazione in lupo mannaro, suo fratello era più svelto e agile nei movimenti.

Quasi quanto me constatò Kerry e ne fu infastidita. Non era colpa di Kenny quel cambiamento, ma non le andava a genio che fossero allo stesso livello. Aveva perso la sua unicità.
Correndo, arrivarono davanti al lato destro del palazzo in cui Billy aveva il suo appartamento.
«Sei sicura non nasconda la Falce a scuola?» domandò Kenny.
«No, dopo la questione di Kate e del branco, ognuno la tiene a casa propria e se la porta in giro.» Kerry sollevò la testa e osservò la finestra al quarto piano. Sarebbe stato alquanto laborioso raggiungerla, per intrufolarsi da Billy. «Scavalchiamo la ringhiera e poi mi arrampico sulla scala antincendio. Tu mi seg…»
«Non serve.»
Kenny la caricò sulle spalle, strappandole un verso di sorpresa e fastidio. Con un balzo superò la piccola serie di sbarre di metallo, atterrando nella striscia di cemento che la separava dall’edificio. Si piegò sulle ginocchia e compì un secondo salto, arrivando ad aggrapparsi al davanzale del quarto piano. «Che fortuna! Dorme con la finestra mezza aperta. Entra.»
Kerry scivolò dalla schiena di lui fino all’interno e sollevò il resto del vetro. «Che ti è preso? Ti stavo spiegando il mio piano.»
«In questo modo abbiamo fatto prima e con meno rumore.» Kenny si issò sul davanzale, lo scavalcò e fu all’interno a sua volta.
Kerry lo fissò pronta a ribattere, poi si morse il labbro inferiore. «Fermo lì» gli intimò. «Tu resti di guardia.»
«Perché?»
«Sono la maggiore e decido io. Abbiamo sempre fatto così.»
«Solo di due minuti» ribatté il gemello. «E adesso è diverso. Controllo la licantropia e i miei poteri.»
Fin troppo pensò Kerry. Storse il naso e trovò una buona ragione. «Appunto, con l’olfatto e l’udito super sviluppati puoi sentire qualunque persona o creatura si avvicini e avvertirmi.»
Kenny sbuffò. «Okay. Sbrigati.»
Kerry lo lasciò imbronciato, appollaiato sulla finestra con una gamba pronta a scattare all’esterno. Si addentrò nella cucina, la attraversò e andò verso la camera da letto. Rimuginò sul diverbio con il fratello. Non litigavano così spesso, in passato si era sempre affidato al suo istinto, ma ora che aveva poteri maggiori, sembrava molto più deciso. La lampada sul comodino era rimasta accesa, illuminando la stanza di Billy e ai piedi del letto scoperto, trovò la Falce.
Si inginocchiò per raccoglierla e nello stesso istante una mano scura con delle bende toccò l’impugnatura in metallo rosso.
Kerry alzò di scatto il viso e i suoi occhi si scontrarono con quelli della Prima Cacciatrice.
La donna dal look tribale la squadrò. «Non ti appartiene.»
Kerry deglutì. «Non la sto rubando. È un prestito» disse. «Mi serve per aiutare Billy.»
Il metallo freddo dell’arma divenne tiepido sotto il suo palmo, ma non mollò la presa.
«Salvalo» rispose la Prima Cacciatrice. «Non devi avere incertezze o gelosie.»
Kerry sbatté le palpebre confusa.
La donna staccò le dita dalla Falce. Si alzò in piedi e arretrò, oltrepassò la porta della camera e si confuse tra le ombre del salottino, fino a scomparire.
Kerry si riprese, tirò l’arma contro il petto e corse dal fratello. Non capì il senso dell’avvertimento, ma ci avrebbe pensato fuori da lì.
«L’hai trovata» esultò Kenny con un sorriso. «Con chi stavi parlando?»
Kerry sistemò con cura la parte di legno della Falce tra il bordo dei jeans e il maglione, sotto alla giacca. Lo strusciare ruvido della superficie con il suo indumento le accapponò la pelle. «La Prima Cacciatrice. Voleva assicurarsi non fosse un’appropriazione indebita.» Intrecciò poi le braccia intorno al collo del fratello.
«Che fai?»
«Sfrutto la tua sicurezza sulle doti da lupo per scendere rapidamente» rispose. «Coraggio, non perdiamo tempo. Abbiamo un sonnambulo da salvare.»
 

Arrivati all’ingresso della cancellata del cimitero, Kerry ripeté la procedura fatta per intrufolarsi nell’appartamento di Billy: le scocciava ammetterlo, ma era davvero molto comodo e veloce.

Kenny atterrò sull’erba umida con poco sforzo e lei si staccò dalla sua schiena ed estrasse la Falce, reggendola con entrambe le mani.
«Ok, ora seguimi»  ordinò il gemello.
«Sai dove andare?» Lo guardò incredula.
Kenny si picchiettò la narice con l’indice destro. «Olfatto sensibile, ricordi? Ho già individuato l’odore di Billy.»
«Si, ma s..»
Lui partì alla caccia e Kerry fu costretta a stargli dietro, senza poter ribattere. Di nuovo.
Si mossero per un sentiero di ghiaia e poi sorpassarono tre file di lapidi. L’intero luogo aveva come unica fonte di illuminazione il mischiarsi del bagliore della mezza luna con la luce dei lampioni sparsi all’esterno lungo il perimetro, ma non era un problema per nessuno dei due. Lupo mannaro e Cacciatrice sapevano come destreggiarsi nella semioscurità.
I gemelli si bloccarono quasi all’unisono: un gigantesco baccello galleggiava a pochi centimetri dal terreno, pulsando luce verde militare.
«Sembra una versione gigante di quelle verdure che puliva la nonna sulla veranda di casa, quando veniva a trovarci» disse Kenny.
Kerry fece un passo avanti. La Falce nelle sue mani vibrò, la tirò di poco come attratta da un magnete. «È un bozzolo psichico. Dentro, Billy non dovrebbe essere ferito, solo addormentato.»
«Come lo sai?»
«È stata la Falce. È come se me lo avesse… mostrato nella mente.»
Una sagoma maschile prese forma dalle ombre circostanti e le afferrò un polso. «Brava. Sei tu la cervellona della famiglia.»
Kerry strinse le pupille. «Chi c’è?» Intravide a fatica una sagoma, ma non riusciva a distinguerne i tratti del volto. Era solo una macchia scura. «Dimmi chi sei?»
«Come? Non ci arrivi da sola» replicò l’essere oscuro.
«Ehi, sorellina» Kenny le afferrò la spalla sinistra. «Con chi parli? Non c’è nessuno.»
Kerry si girò a scrutarlo in volto: era sul serio stupito e confuso. Riportò la sua attenzione sullo straniero tutto nero e percepì un tremolio all’altezza del volto.
«Voglio che resti una conversazione privata» le disse. «Tra me e te.»
«Perché?» Kerry avvertì le dita del fratello stringerle con maggiore insistenza la giacca. «Shh!»
«Brava, zittiscilo, mettilo a cuccia, come si fa con un cane fastidioso.» Emise un gorgoglio, simile  a una risata strozzata. «È da un pezzo che volevi farlo.»
«Non sai niente di me. Non parlo con chi non ha il coraggio di dirmi il suo nome.» Kerry liberò il polso dalla stretta oscura e piegò le braccia pronta a colpire con la Falce quell’essere. Colpire era sempre il suo primo istinto, però si fermò. Quella situazione era differente e lei doveva agire diversamente. Doveva farlo parlare. «Perché hai preso in ostaggio Billy?»
«Sai, forse ti ho sopravvalutata. E lo fai anche tu. Sei solo una presunta Cacciatrice, un’imitazione, ma Kenny è avanzato di grado. Lui ha i sensi di un lupo, i sogni rivelatori e ora è anche forte e agile. Come te, quindi in che modo sei utile?»
«Io sono… più di questo.»
«Sul serio? Dico che quella inutile, ora sei tu. Che motivo ha Kenny di fare squadra con te? Da solo ti supera in tutto.»
Kerry scosse la testa. «Non è vero.» La stava distraendo, sviando il discorso, non doveva cadere in quel trucco. Si impose di rimanere concentrata. Il suo obbiettivo era capire chi aveva davanti. Non poteva fargli altre domande, ma quello che le aveva già detto bastava. Puntava alle sue insicurezze.
Non devi avere incertezze o gelosie le aveva raccomandato la Prima Cacciatrice. Qualcosa di oscuro erano state le parole di Kenny. 
Kerry tornò a fissare decisa quell’essere. Aveva già percepito in passato qualcosa di simile. «Sei Oscurità Maggiore.»
«Complimenti. Sei fiera di te? Per così poco?»
Kerry lo ignorò, qualsiasi cosa avesse risposto, sarebbe stato solo una perdita di tempo. Ed era quello che Oscurità Maggiore voleva. Corse in avanti e lo scansò.
«Dove vai?» urlò Kenny. «Cosa vuoi fare?»
Kerry non gli rispose. Non perché considerasse suo fratello inferiore a lei, o si sentisse inutile se non agiva. Non poteva rivelare le sue intenzioni al nemico.
Strinse la presa, serrando le dita sulla Falce, balzò verso il bozzolo psichico e calò con forza la lama sulla sostanza luminescente. Procurò uno squarcio obliquo e l’aprì, vedendo Billy addormentato al suo interno.
Kerry si voltò verso Oscurità Maggiore. «Io e mio fratello siamo una squadra perfetta, possiamo solo migliorare. Per qualsiasi ragione volessi tenere Billy qui dentro, te l’ho impedito. Chi è quello inutile?»
«Non è finita.» Oscurità Maggiore si disperse tra le ombre e svanì.
Il bozzolo infranto si strappò in minuscoli fili luminescenti, scomparve e Billy cadde sul terreno.
Kenny le corse a fianco e si accovacciò per sostenere la testa del ragazzo. «Oscurità Maggiore era qui? Cosa ti ha detto? E tu come sapevi aprire questa roba?»
Kerry si inginocchiò a sua volta accanto al compagno slavato. «Non importa. Dobbiamo occuparci di lui.» Gli massaggiò un braccio coperto dalla manica del pigiama, dapprima rigido e poi percepì i muscoli rilassarsi. «Billy, è tutto a posto. Siamo Kerry e Kenny, sei con noi.»
Billy spalancò gli occhi e si sollevò a sedere. Li guardò pieno di terrore. «Oscurità Maggiore è qui. Siamo tutti in pericolo.»
Kenny gli strinse un spalla con dolcezza. «Stai calmo, adesso è finita.»
Billy scosse la testa. Era sul punto di piangere. «No. È appena cominciato.»
Kerry lo scrutò preoccupata. Oscurità Maggiore le aveva detto lo stesso e se Billy era tanto sconvolto, questa volta erano in guai seri.
 
 

                                                                      Continua…? 

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