lunedì 18 aprile 2016

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 21

21. Indagando su un'Oscurità Maggiore

«Ma che vuol dire che qualcuno ha ricreato la Bocca dell’Inferno?» domandò Michelle.
«Non lo so, è inutile che continui a chiederlo» sbuffò Betty, incrociando le braccia davanti al petto. «Ti ho solo ripetuto quello che ci ha detto Kenny prima dell’attacco dei vampiri.»
Michelle mise il broncio. «Anche io vi ho raccontato cosa mi è successo con Dana quando non c’eravate, ma sono stata più chiara.»
«Ragazze abbassate la voce.» Billy si guardò intorno. Erano in piedi in cerchio nel cortile della scuola, su suo consiglio avevano deciso di spostare lì la loro riunione di aggiornamento, invece che ritrovarsi in aula multimediale. Dopo gli eventi della sera prima, pensava fosse meglio evitare che qualcuno li sentisse parlare di quelle stranezze e un buon modo era essere all’aperto e in pausa pranzo, quando anche gli altri ragazzi erano impegnati a rilassarsi e parlare dei fatti loro.
Donovan gli diede un’amichevole pacca sulla spalla. «Rilassati, nessuno fa caso a noi.»
Zec si voltò verso Michelle «Tornando a mia sorella, ti ha solo detto che voleva la collana per salvarsi in una possibile crisi, ma non ti ha detto cosa intendesse. Anche lei è stata vaga.»
«Forse anche stavolta il suo obbiettivo sei tu» rispose Betty.
«Non credo» intervenne Billy. «È comparsa dopo che Zec è uscito a cercarmi. Però il suo comportamento e le parole di Kenny potrebbero essere collegate.»
Donovan aggrottò la fronte. «E in che modo?»
Billy si strinse nelle spalle. «Non ne ho idea. Ma è stata la prima a suggerirci la teoria della Bocca dell’Inferno e Kenny l’ha confermata. Non penso sia una casualità.»
«Ok, ammesso che sia così, di cosa voleva avvertirti Kerry dicendoti di non fidarti di nessuno?» domandò Betty, distendendo di nuovo le braccia lungo il corpo. «Lei più che essere vaga mi è sembrata minacciosa.»
Donovan si grattò la testa confuso. «Se dobbiamo pensare che è una persona a creare la Bocca dell’Inferno, poteva intendere che chiunque può essere il responsabile. Anche uno di noi.»
«Credo che non ci sia una vera motivazione» intervenne Zec. «Ho l’impressione che gli stia solo antipatico Billy e non si sforzi troppo per nasconderlo.»
«Già come quando ha tirato fuori quella storia dell’oscurità dentro di lui» concordò Michelle.
Betty abbassò lo sguardo. «O forse ci stava dando un avvertimento anche in quel caso…»
Zec la fulminò con gli occhi. «Che significa?»
«Be’ il suo sesto senso ci ha salvato diverse volte, ma non sa spiegarsi da dove arriva e come mai si è sviluppato dal nulla» spiegò Betty. «E se ci fosse qualcos’altro?»
«Certo che c’è qualcos’altro e si chiama Bocca dell’Inferno» continuò Zec. «È come per me e Michelle, o per i gemelli: questi poteri soprannaturali vengono da lì.»
Billy scrutò il volto di Betty. Non era offeso per le sue parole, al contrario gli avevano fatto scattare una sorta di campanello di allarme nella testa. Sunday aveva sottolineato a sua volta di percepire qualcosa di più oscuro in lui. E il modo in cui Kerry lo aveva guardato quando aveva ribadito lo stesso concetto, gli aveva dimostrato che era convinta delle sue parole. Come se riuscisse a vedere indistintamente quell’oscurità addosso a lui.
«Calma Zec, nessuno sta accusando di niente il tuo ragazzo» s’intromise Donovan. «Però se la teoria che tutte le rivelazioni di ieri sera sono in qualche modo collegate tra loro è vera, dovremmo provare a cercare delle risposte.»
«Hai ragione. E anche Betty» disse Billy, notando di aver sorpreso tutti. «Dobbiamo indagare e io devo farlo su me stesso. Se ho davvero una parte oscura così evidente, voglio capire a cosa è dovuta.»
«E da dove dovremmo cominciare?» domandò Michelle.
«Voi potreste partire da uno dei casi non legati ai vampiri» propose Billy. «Magari qualcuna delle vittime sopravvissute ha qualche indizio per aiutarci a capire chi può aver creato la Bocca dell’Inferno su cui ci troviamo.»
Betty lo fissò dubbiosa. «E tu cosa farai?»
«Tornerò al cimitero, la prima volta che ho avuto una sensazione sul male soprannaturale mi trovavo davanti alle lapidi dei miei genitori.»
«Vengo con te» disse Zec. «Se non è un problema.»
Billy non osava chiederglielo davanti ai compagni e si sentì sollevato dalla sua proposta volontaria. «No, anzi, mi fa piacere. Ma è meglio che aspettiamo tutti venerdì sera per iniziare le indagini.»
«Perché?» chiese Betty sospettosa.
«Adesso gli eventi dell’auditorium sono troppo freschi, la polizia e altre persone potrebbero fraintendere» spiegò Billy. «È meglio far passare qualche giorno così da non rischiare che qualcuno finisca con il ritenerci responsabili dell’attacco durante la recita.»
«Sono d’accordo.» Zec gli strinse la mano e aggiunse. «Allora venerdì ci vediamo alle otto davanti al cimitero.»
«Cavoli, sembra quasi abbiate un appuntamento» fece Donovan.
Billy sorrise. «Direi che possiamo definirlo anche così.»

Billy vide Zec avanzare verso di lui dal fondo della strada. Si staccò dal cancello a sbarre chiuso e alzò il braccio sinistro e la mano in segno di saluto.
Zec lo raggiunse aumentando la sua andatura. «Sei già qui. Scusa se ti ho fatto aspettare.»
Billy scosse la testa. «Sono appena arrivato anche io. Sei puntuale.»
«Donovan aveva ragione. Sembriamo proprio una coppia al primo appuntamento» disse Zec con un sorriso.
Billy si grattò la nuca imbarazzato. «In effetti l’idea era quella… cioè volevo uscire solo con te, ma non volevo offendere gli altri e mettere la minaccia della Bocca dell’Inferno da parte. Però se non finiamo tardi, dopo le ricerche possiamo andare a mangiare una pizza o a bere qualcosa.»
«Certo. Molto volentieri.» Zec si voltò a guardare il cimitero oltre le sbarre del cancello. «Comunque un primo appuntamento come il nostro è quantomeno originale.»
«Poco ma sicuro.» Billy si chinò e mise le mani intrecciate vicino ai piedi del ragazzo. «Vieni ti do una spinta per scavalcare.»
Zec si piegò e lo fece alzare. «Non serve. Ho un modo più comodo per entrare.»
Billy lo fissò senza sorpresa mentre il suo aspetto cambiava e attivava i suoi poteri. «Oh… giusto.»  Si strinse a lui, intuendo la sua idea e insieme si sollevarono con i poteri telecinetici di Zec dal marciapiede e levitarono oltre il cancello. Atterrarono poi delicatamente sul sentiero di terra all’interno del cimitero e Zec tornò alla normalità.  
«Ormai hai pieno controllo della trasformazione» constatò Billy.
«È merito tuo. Mi hai insegnato il primo giorno a non essere sopraffatto da questo potere» rispose Zec. «E devo ammettere che quando ti sono vicino è ancora più facile.»
Billy fece scivolare la mano in quella di Zec, stringendola. La sua spontaneità era stata la prima cosa a farlo interessare a lui e a far scoccare la cosiddetta scintilla. «Vieni, voglio presentarti ai miei genitori.» Lo condusse gentilmente nel sentiero tra l’erba e le lapidi, illuminati dal debole chiarore della luna e dalle lampade elettriche. «Spero non ti sembri troppo macabro.»
Zec gli strinse forte le dita intorno alle sue. «Non c’è niente di macabro, parlare con i propri morti è un modo per non dimenticarli.»
Billy avanzò sicuro, provando un po’ di malinconia per non essere più tornato a far visita alle tombe di sua madre e suo padre. Poi si bloccò all’improvviso, spalancando la bocca confuso.
«Qualcosa non va?» gli domandò Zec.
«Questo monumento funebre, non dovrebbe essere qui» disse Billy. Davanti a loro si stagliava un mausoleo Era in pietra grigia e di forma quadrata e sulla parte superiore c’era la statua di una figura incappucciata, con una lunga veste e le mani sul volto per coprirsi gli occhi. «In questo spiazzo ci sono sempre state le lapidi dei miei genitori.»
«Sei sicuro?» chiese Zec comprensivo. «Forse ti sei confuso. Con il buio è facile sbagliarsi.»
Billy scosse la testa. «So dove sono seppelliti i miei genitori. Ed è proprio qui davanti a noi. Questo mausoleo non è mai esistito.» Lasciò la mano al compagno e andò verso la porta. La spinse leggermente e questa si aprì con un cigolio, mise quindi un piede in avanti per entrare.
«Aspetta» lo fermò. «Cosa vuoi fare?»
«Voglio capire come è arrivato qui e scoprire che fine hanno fatto le tombe dei miei genitori.»
Zec sospirò. «D’accordo. Non è più assurdo di quello che abbaiamo fatto negli ultimi mesi. Ma almeno vediamo a quale famiglia stiamo per violare la tomba.» Si avvicinò a lui e scrutò la superficie che avevano di fronte. Era vuota. «Strano, non c’è nessuna targa con il nome.»
«Magari è all’interno.» Billy non capiva perché ci fosse bisogno di tutta quella cautela. Il luogo dove riposavano i suoi genitori era scomparso, quello era il vero problema. E non gli importava quali morti bisognava offendere per scoprire la verità.
Avanzò, seguito da Zec e gli ci volle qualche istante per abituarsi all’oscurità della camera, mitigata solo dall’illuminazione esterna. Scrutò l’ambiente e tra le ombre gli parve di scorgere dei movimenti. «Stai all’erta.»
«Il tuo sesto senso soprannaturale ti manda dei segnali?»
«No, ma mi sembra di aver visto qualcuno.»
«Abbiamo pensato ai paletti e all’acqua santa, ma non a portarci delle torce» commentò Zec.
Billy si mosse con attenzione e strizzando gli occhi e tastando il vuoto davanti a sé, si accorse che in quello spazio non c’era nessuna tomba, o sarcofago o costruzione per ospitare i resti di un defunto. «Zec, stammi vicino. Questo posto non è quello che sembra.»
«Che intendi dire?»
La porta del mausoleo si chiuse con un boato alle loro spalle. Entrambi sussultarono e  Billy afferrò istintivamente il braccio di Zec, attirandolo vicino a sé. A un passo dalla parete di fronte a loro si accese un debole fuoco e proiettò sul muro delle lunghe ombre. Le figure, che sembravano danzare sulla pietra, assunsero la forma di uomini incappucciati, avvolti in una lunga veste nera e si staccarono dalla parete e presero a camminare in circolo intorno alle fiamme. Erano cinque, ma dalle ombre generate erano pronti a uscirne altri.
«Chi siete? Che posto è questo?» domandò Billy aggressivo.
Il primo Essere Ombra ad aver raggiunto il fuoco, si girò nella sua direzione e con le palpebre chiuse, disse in una eco spettrale: «Questo è il luogo della prima apparizione. Noi siamo i Protettori dell’Oscurità Maggiore.»
«Prima apparizione di chi?» insistette Billy.
L’Essere Ombra questa volta si voltò verso le fiamme e lo ignorò.
«Dobbiamo fare qualcosa. Questi tizi sembrano far parte di una specie di culto e non mi sembra nulla di buono.» Zec strinse i pugni e poi alzò le braccia come per sollevare un peso invisibile. Ma non accadde nulla. «I miei poteri non funzionano.»
Billy lo osservò. Il suo volto non presentava infatti i segni tipici della trasformazione. «Deve essere opera loro.»
«Come li sconfiggiamo?»
«Non lo so.» Billy era spaventato all’idea di non saper come affrontare quei nemici, ma gli balenò in mente anche un’altra soluzione. «Forse non è necessario combatterli. Guardali, non stanno facendo niente di male a nessuno.»
Zec li osservò a sua volta.
I cinque esseri giravano intorno al fuoco, ma non parevano intenzionati a scontrarsi con loro.
«Vuoi lasciarli qui? E come la mettiamo con le tombe dei tuoi genitori?»
Billy non sapeva cosa ribattere, però su quella questione non intendeva cedere. Si staccò da lui, fece un passo avanti e chiese: «Dove sono finiti i corpi dei miei genitori? Le loro lapidi erano poste proprio qui.»
L’essere Ombra che aveva già parlato, tornò a rispondere senza girarsi. «Questo è il luogo che sorvegliamo. Noi proteggiamo l’Oscurità Maggiore.»
«Ho capito, ma non è quello che vi ho chiesto» ribatté Billy. «Perché avete scelto questo posto? C’erano dei morti che riposavano in pace.»
«Nessun morto. Nessuna pace» replicò l’Essere Ombra. «Solo noi proteggiamo l’Oscurità Maggiore.»
Billy perse la pazienza. «Che diavolo significa? Siete a guardia della Bocca dell’Inferno? Si trova qui l’entrata?»
L’Essere Ombra si spostò fluido, scivolando a una spanna da lui. Con gli occhi chiusi gli puntò un dito affusolato contro. «Proteggiamo l’origine. Proteggiamo l’Oscurità Maggiore. Proteggiamo te.»
Billy ammutolì a quella rivelazione. Scrutò il volto impassibile del suo interlocutore e fu certo che non stesse mentendo.
L’Essere Ombra spalancò le braccia e lo stesso fecero i suoi compagni. La porta del mausoleo si aprì con un tonfo uguale a quello con cui si era chiusa. Una forza invisibile artigliò il corpo di Billy e quello di Zec. Vennero trascinati all’esterno e rotolarono nell’erba.
«Stai bene?» domandò Billy, tastando le braccia a Zec.
«Sì, mi sento solo stupido» rispose l’latro, ripulendosi i capelli dalla terra.
Billy balzò in piedi. «Non mi faccio buttare fuori così.» Corse verso la porta del mausoleo, ma non la trovò. Era scomparsa dopo che erano stati espulsi. Lo ispezionò per i quattro lati, ma non c’era più segno di un ingresso. Incredulo tornò accanto a Zec.
«Hai capito cosa è successo?» domandò l’amico confuso quanto lui.
«Ho l’impressione che non amassero le mie domande e ci hanno cortesemente accompagnato all’uscita.»   
«Cosa significa quello che ripeteva? E perché dice che proteggono te?»
«Non ne ho idea» mentì Billy. Una teoria stava prendendo forma nella sua testa e non era piacevole da condividere.   
Zec lo prese per mano. «Mi dispiace per i tuoi genitori, però credo sia meglio andarcene. Torneremo a indagare, ma prima dobbiamo fare altre ricerche e capire da dove sbucano e cosa sono quei tizi in tunica nera.»
Billy annuì. S’incamminarono in silenzio e se Zec stava elaborando i suoi stessi dubbi, non lo dava a vedere. Lui però non riuscì ad allontanare quei pensieri. Continuò a rimuginare sugli indizi trovati e la conclusione gli parve ovvia. Era andato fin lì per risposte sulla sua oscurità e aveva trovato chi affermava di proteggere l’Oscurità Maggiore e lui. Anche se non lo espresse ad alta voce, non poteva fare a meno di sospettare che fosse lui quell’Oscurità Maggiore e che questo lo collegava con chi controllava la Bocca dell’Inferno.


                                                   Continua…? 

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