lunedì 7 aprile 2014

La Guerra delle Casate capitolo 1 - Puntata 12

Casata Charming
Castello di Re Ebon

Lord Ludwig Charming si svegliò pochi attimi prima che la carrozza su cui viaggiava con i figli Jonas e Christoff arrivasse in prossimità del castello reale.
Emise un lungo sbadiglio e con gli occhi ancora impastati dal sonno osservò il panorama dalla finestra dello sportello. Il bagliore del sole lo infastidì e anche se doveva essere sorto da poco, gli abitanti del villaggio erano già in fermento. Alcuni contadini spingevano carriole ricolme di ortaggi sul terreno indurito dal freddo, donne e giovani avvolti in scialli e coperte camminavano al loro fianco con sacchi ricolmi, a quanto pareva i preparativi per le nozze non erano ancora stati ultimati.
Osservandoli farsi da parte per consentire il passaggio del loro mezzo, Lord Ludwig rimuginò sulla decisione che aveva preso. Per accontentare la richiesta del figlio maggiore Fabrice, aveva dovuto ridurre la loro scorta a solo quattro fidati uomini a cavallo: due cavalieri con l’armatura recante l’effige delle due spade della Casata  aprivano loro la strada e altri due viaggiavano dietro la carrozza.
Era consapevole di non correre reali pericoli nelle terre del suo amico, il Re Ebon, eppure Ludwig era prima di tutto un guerriero e il suo addestramento militare gli aveva insegnato di non partire con meno di dieci uomini quando si abbandonava il proprio palazzo. E per quanto le motivazioni del figlio fossero state convincenti, non riusciva a levarsi dalla testa un pensiero fastidioso. Forse era anche quello colpa delle sue attitudini belliche, il modo in cui studiava le persone, ma aveva l’impressione che Fabrice gli stesse nascondendo qualcosa.
Ludwig riportò lo sguardo all’interno della carrozza e scrutò i volti dei due ragazzi seduti di fronte a lui. Jonas era tranquillo, di tanto in tanto buttava un’occhiata fuori dalla carrozza e lanciava un sorriso malizioso a una fanciulla del popolo che incrociava il suo sguardo. Tra lui e Fabrice non correva buon sangue, Ludwig aveva liquidato i loro scontri come le solite invidie tra fratelli e sapeva che non erano nulla più di quello, oltre che il motivo per cui il suo secondogenito non poteva sapere cosa potesse tramare il fratello maggiore.
Si soffermò quindi su Christoff. Teneva gli occhi bassi e continuava a tirarsi e sistemarsi il collo della casacca con ricamato sopra lo stemma della loro Casata, spostando il mantello di pelliccia bianca striata di nero. Era il piccolo della famiglia e il preferito di Fabrice. Ludwig temeva più quell’affetto smisurato per il suo ultimogenito, che i litigi con Jonas: non voleva che il senso di protezione del fratello maggiore rendessero Christoff un debole. Ma proprio per quelle estreme attenzioni, Christoff non poteva essere il confidente di Fabrice. Non gli avrebbe mai rivelato nulla che avrebbe potuto metterlo in pericolo o in difficoltà.
Il ragazzo alzò la testa in quel momento e i loro sguardi si incontrarono.
«Stai bene, padre? Mi sembri turbato» notò Christoff.
Ludwig sbuffò. «Sono solo stanco di questo viaggio.»
«Puoi rallegrarti, padre» rispose Jonas, sorridendo. «Il castello è a pochi passi da noi e al nostro arrivo ci aspetta una calorosa accoglienza e sicuramente ci saranno anche buon vino e ottime pietanze ad attenderci.»
Ludwig abbozzò un sorriso sotto la barba grigia. Per quanto Fabrice e Christoff gli procurassero pensieri spiacevoli, poteva sempre contare su Jonas per ricordarsi che stavano per partecipare a una festa reale e quindi doveva solo divertirsi e rilassarsi.

Lord Ludwig odiava le accoglienze in grande stile. Dover celebrare la presenza di altre persone solo perché era l’etichetta a richiederlo lo faceva sempre innervosire.
Per sua fortuna Re Ebon lo conosceva bene e così si presentò da solo al loro ingresso nel cortile interno, in modo che l’amico avesse il tempo di riprendersi dal viaggio e onorare i suoi compiti di Lord.
Mentre gli stallieri del castello accompagnarono i quattro cavalieri della scorta a far riposare i loro destrieri, Ludwig e i figli si inchinarono all’avanzare del Re.
«Restate comodi» li esortò Re Ebon. «Questi doveri lasciamoli per quando c’è un pubblico ad osservarci.»
Ludwig scoppiò in una risata divertita e si raddrizzò con un certo impacciò dovuto al lungo mantello di pelliccia che rendeva la sua figura ancora più tondeggiante.
Ebon, che era due panne più alto dell’altro uomo, si piegò leggermente per abbracciarlo. «Benvenuto, amico mio. Ti trovo bene.»
«Anche voi, maestà» rispose Ludwig.
«Te l’ho detto: niente formalità finché siamo soli.»
«Allora mi correggo» riprese l’altro. «Ti trovo bene anche io, per essere un uomo che sta per sposarsi una seconda volta.»
Re Ebon rise a sua volta e strinse la mano a Jonas. «Ti ricrederai presto». Fece lo stesso con quella di Christoff. «Non appena vedrai la mai adorabile futura sposa, capirai che una donna del genere non bisogna lasciarsela scappare.»
«Conoscendo il tuo gusto non posso che essere d’accordo» disse Ludwig.
Ebon mise un braccio intorno alle spalle dell’amico. «Seguitemi, abbiamo ritardato la colazione apposta per voi.» Avanzò nel salone del castello e si diresse verso la sala dei banchetti.
«Avete già altri ospiti?» domandò Jonas, dietro di lui con il fratello al fianco.
«Pochi a dire il vero, la maggior parte arriverà domani» spiegò il Re. Poi si rivolse a Ludwig. «Dovrai fare uno sforzo e dividere la tavola con i membri di un’altra Casata. Consideralo un anticipo sul mio regalo di nozze.»
Ludwig stava per replicare che non aveva problemi a banchettare con altre personalità, ma entrando nella sala e scoprendo a chi si riferiva, si limitò ad annuire.
Una donna dai capelli neri legati in una treccia intorno alla nuca e con un lungo abito blu andò loro incontro. Ebon scostò il braccio dal corpo di Ludwig, le pese la mano nella sua e porgendogliela, la presentò: «La mia dolce Lady Griselda.»
Chinando il capo per baciarle la mano, Ludwig disse: «Incantato, milady.» E non mentiva. Riconobbe in tutta franchezza che la donna era una vera bellezza, con il suo volto pulito, gli occhi scuri e il fisico asciutto, ma non privo di forme.
Lady Griselda sorrise. «Vi ringrazio, sono davvero lusingata.» Si spostò e lasciò che i giovani Lord al seguito dell’uomo eseguissero a loro volta il baciamano.
Ebon fece segno a due giovani fanciulle di farsi avanti e annunciò: «Ti ricordi di Snow e Rosered? Sono entrambe molto cresciute dall’ultima volta che le hai viste.»
Snow gli sorrise con una riverenza e Ludwig ricambiò il sorriso. «Mia piccola Snow, diventi sempre più bella e assomigli incredibilmente a tua madre.» Le carezzò con dolcezza una gota rossa e ritrovò tutto l’affetto che nutriva per la ragazza. Era sempre stata la sua preferita, una principessa con la capacità di farsi amare, una giovane con intelligenza e buone maniere. In cuor suo sperava potesse diventare in un futuro prossimo sua nuora e avere così una figlia da coccolare. Sarebbe stata migliore della nuora che già gli era capitata.
Abbassando lo sguardo, Ludwig si ricordò anche di Rosered, con i suoi capelli castano rossicci e gli occhi vispi. La ragazza abbozzò un sorriso veloce e lui notò che non era energica e allegra come le altre volte che l’aveva incontrata. Si limitò a un buffetto sulla guancia e disse: «È un piacere rivederti Rosered.»
Re Ebon lo spinse ad avanzare al suo fianco e Ludwig riuscì a sentire i commenti lusinghieri che Jonas rivolse a Snow. Gongolò compiaciuto che il figlio trovasse interessante la maggiore delle principesse. Forse quel matrimonio che sognava sarebbe stato celebrato presto. Il suo buonumore svanì non appena si ritrovò davanti le ospiti indesiderate che aveva notato al suo ingresso nella sala.
«Non credo vi siate mai incontrati di persona. Lord Ludwig, ti presento Lady Genevieve Cinder e le sue figlie: Lady Sabine e Lady Angelique» fece Ebon, invitando le tre ad avvicinarsi a loro.
Ludwig storse il naso osservando il sorriso esagerato che gli rivolse Lady Genevieve. «È un piacere conoscervi» mentì, avvicinando con ribrezzo le labbra alla mano destra che gli venne porta. Sapeva bene chi fosse quella donna. La sua fama di sanguisuga era arrivata fino alle sue terre. Chiunque sapeva che il suo nome era sinonimo di ingordigia e fame di potere. Da anni cercava di sistemare le due figlie con i migliori partiti di Ageloss e non era un mistero che i suoi due figli fossero in cima alla sua lista di caccia.
«Sono onorata di potervi finalmente conoscere» rispose in tono mellifluo Lady Genevieve, ravvivandosi con la mano sinistra i capelli scuri striati di grigio sui lati.
Prima che la donna potesse costringerlo a ripetere quel gesto con le figlie, o provasse a venderle come ottime compagne per i suoi figli, Ludwig prese Re Ebon sotto braccio e disse: «Allora, dove è questa abbondante colazione che mi è stata promessa?»
Il Re batte le mani una volta e richiamò l’attenzione dei presenti. «Il mio amico ha ragione. È ora di prendere posto a tavola.»

Non appena i servitori portarono dalla cucina le pietanze della colazione, Lord Ludwig si sentì rinascere. Prosciutto al forno, uova al tartufo, pane appena sfornato e conserva di mirtilli, non poteva sperare in meglio.
Anche con la scelta dei posti era stato fortunato. Alla sua destra, al capo del tavolo imbandito, sedeva Re Ebon che lo aveva espressamente voluto al suo fianco, alla sua sinistra sedeva Rosered e di fronte ammirava la bellissima Lady Griselda.
Purtroppo Lady Genevieve era riuscita a insinuarsi al fianco della futura Regina, ma grazie al cielo sommergeva solo la donna con le sue inutili chiacchiere e Ludwig evitava accuratamente di guardarla negli occhi. Quando si apprestò a mettersi nel piatto una seconda razione di prosciutto, notò che Lady Genevieve lanciava occhiate ansiose verso il fondo del tavolo.
Incuriosito, seguì il suo sguardo e vide cosa la interessava. Snow sedeva al fianco di Jonas, ma all’altro lato il figlio aveva la fastidiosa Lady Sabine. Quella ragazza poteva competere con la madre in quanto a chiacchiere inutili e fastidiose. Pur sorridendole cordialmente, Jonas però sembrava prestare più attenzione a Lady Snow. Anche se non riusciva a udire ciò che Lady Sabine continuava a domandare, Ludwig capiva che Jonas chiedeva l’opinione sull’argomento a Snow, palesando l’interesse per le sue opinioni.   
Bravo, ragazzo mio” pensò Ludwig e tornò a fissare Lady Genevieve, che al contrario di lui, non sembrava gradire affatto quella scena.
«Vedo con piacere che la mia cucina ti ha soddisfatto» disse Re Ebon, distraendolo dai suoi pensieri.
Ludwig posò il piatto davanti a sé. «Potete esserne più che sicuro. Non eistono cuochi migliori di quelli reali» rispose Ludwig. Afferrò quindi la brocca d’argento con il vino e si riempì il calice. «E anche il vino delle vostre cantine è impareggiabile.»
«Ti ringrazio, anche se avrei tanto voluto farti assaggiare il prezioso sidro di mele che Lady Griselda produce di persona» replicò Ebon, rivolgendosi alla donna alla sua destra.
Lady Griselda si pulì la bocca con il tovagliolo. «La ricetta è della mia famiglia da anni e purtroppo il tempo di fermentazione è più lungo di quanto immaginassi. Vi posso garantire che sarà pronto per il banchetto nuziale.» Sorrise al futuro marito e  poi si girò a guardare l’ospite che aveva di fronte. «A proposito, c’è la possibilità che il vostro primogenito Fabrice riesca a raggiungerci per la celebrazione del matrimonio?»
«Mi rincresce molto, ma Fabrice non potrà presenziare» rispose Ludwig incupendosi. «È dovuto rimanere al mio palazzo, come di certo sapete un Lord deve garantire la sicurezza alle sue terre quando si assenta e ho scelto il mio uomo migliore: il mio stesso primogenito.»
«Così è Lord Fabrice il maggiore tra i vostri figli» s’intromise Lady Genevieve. «E immaginò che il vostro secondo figlio più grande sia Lord Jonas?»
«Esatto, proprio così» rispose serio Ludwig.
Lady Genevieve si esibì in un altro dei suoi odiosi sorrisi allargati. «Quindi, a  giudicare dal suo aspetto, Lord Christoff che è qui con voi è il più giovane della Casata Cahrming. Se non ricordo male siete padre di quattro forti maschi, non ci dite dove si trova il figlio di mezzo? Lord…»
«Jerome. Il suo nome è Jerome» rispose seccato Ludwig. Provò una fitta al cuore a nominarlo. «Preferirei non parlare di lui, se non vi dispiace.»
«Oh andiamo, accontentatemi» fece Lady Genevieve con tono allegro e confidenziale. «Mi piacciono le storie di famiglia.»
«È a me che non piace ricordare questa storia» insistette contrariato Ludwig.
«Via, cosa potrà esserci di così grave?» domandò la donna.
Quella megera gli stava facendo perdere la pazienza. Ludwig strinse il calice con la mano sinistra. Le nocche gli divennero bianche per lo sforzo e le guance paonazze per la rabbia che cercava di contenere. Non sapeva che c’erano faccende ci cui non bisognava impicciarsi?
«Basta così Lady Cinder» s’intromise Re Ebon. Il suo tono era autoritario e il suo sguardo di rimprovero. «Lord Ludwig ha le sue ragioni per non voler condividere questa storia e voi avete il dovere di non tormentarlo. Esigo rispetto per tutti i miei ospiti e voglio solo aneddoti piacevoli alla mia tavola.» Poi si massaggiò le tempie infastidito.
«È tutto a posto mio caro?» chiese Lady Griselda. «Spero non vi roviniate il pasto per una piccola incomprensione.»
Lady Genevieve chinò il capo imbarazzata. «Sono desolata, vostra maestà. Mi scuso con Lord Ludwig se ho esagerato e con voi se vi ho procurato fastidio.»
«È tutto a posto. Cambiamo argomento» continuò Ebon, rilassando i lineamenti del viso.
Ludwig annuì senza rispondere. Ringraziò con una semplice occhiata l’amico e il Re gli sorrise come a voler dire che non ce ne era il bisogno. 
Gli altri convitati non sembravano fare più caso a quel piccolo disguido. Guardò i figli e nessuno dei due sembrò turbato. Christoff mangiava tranquillo e Jonas si destreggiava abilmente dai tentativi di Lady Sabine di distoglierlo dalla sua conversazione con la principessa Snow.
Lord Ludwig trangugiò il vino, che gli era parso dolce e fruttato fino a quel momento e non lo assaporò: adesso gli lasciò un gusto amaro in bocca. Per colpa di quella pettegola, la gustosa colazione gli sarebbe andata di traverso e quel che era peggio, non sarebbe riuscito a non pensare al Bosco Profondo: il luogo dove aveva trovato rifugio Jerome. 



                                            Continua…

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