lunedì 10 marzo 2014

La Guerra delle Casate capitolo 1 - Puntata 8

Sorellanza delle Madrine
Castello di Re Ebon

La farfalla sbatté con vigore le ali trasparenti dai riflessi ramati. La notte era fredda, illuminata dalla luce lunare e il vento iniziava ad agitarsi, ma lei mantenne il suo ritmo e discese, costeggiando le mura del castello.
Evitò con cura le torce fiammeggianti fissate al marmo e usufruendo di quel bagliore che andava sempre più attenuandosi mano a mano che si allontanava, si posò sull’erba umida. La spirale di energia brillante le permise di riassumere la sua forma umana, come Frea aveva il compito di proteggere Lady Rosered White, giovane di sangue nobile che le era stata affidata, ma era anche un membro della Sorellanza delle Madrine e aveva dei doveri verso le sue consorelle e la loro Madrina Superiore.
Non può trattarsi di una semplice svista” pensò, controllando nella penombra che nella zona ovest delle mura come di consueto non ci fossero guardie di pattuglia. Il lembo di terra che separava il castello dal fiume era talmente stretto che nessun assalitore avrebbe mai potuto usarlo per attaccare la costruzione e la Casata che ci viveva.
Nella solitudine della sua breve passeggiata, Frea rivisse la notte della purificazione, la stessa in cui il loro potere aveva portato in superficie la profezia, o come molte di loro avevano supposto, era stata inviata loro dalla stessa forza che le aveva aiutate a compiere il rito. Fatto sta, che da quella notte, la Madrina Superiore Crystella aveva scelto ognuna di loro come custode di ogni giovane figlia di nobili origini nata di lì a poco. Nei venticinque anni che erano trascorsi da allora, molte Madrine avevano dovuto abbandonare questo compito per la morte prematura delle loro protette. Per quanto ne sapeva, quasi nessuna di loro era stata costretta a sacrificarsi per salvarle, segno che era arrivato il momento per le giovani di abbandonare la vita, in alcuni casi proprio per originarne una nuova e se la nuova creatura nata fosse stata una femmina, avrebbe ereditato anche quella fidata alleata segreta dalla madre.
Forse sono stata troppo brusca con Rosered” si disse Frea, rivalutando come l’aveva lasciata nel momento in cui era così confusa e riflettendo sul bisogno di una figura materna che alla sua protetta era mancata. Ma la situazione generale del regno poteva essere determinata dalla sua scoperta e bisognava fare una scelta anche se difficile. “Questa notizia va comunicata subito. Ho tutto il tempo di tornare da Rosered per consigliarla e confortarla” concluse poi, convincendosi che quella era la sua priorità.
Arrivata alla sponda sinistra del fiume, aiutata ancora una volta dal riflesso della luna, la Madrina si inginocchiò e si sfilò il fiore di dente di leone dai capelli. Le era stato raccomandato di usare quel metodo per contattare la Madrina Superiore solo in caso di estrema urgenza e lei non riusciva immaginarne una situazione più pressante di quella. Staccò un petalo color giallo spento e lo adagiò con attenzione sulla superficie del fiume. Anziché venir trascinato dalla corrente, questo rimase fermo sul liquido.
Frea posò il polpastrello dell’indice destro sul petalo e lo fece girare lentamente, creando cerchi concentrici. «Con l’ausilio delle forze dell’acqua, invoco la capacità di collegamento. Consentimi di comunicare con colei che mi è superiore. Crystella, Madrina e protettrice delle energie della natura.» I cerchi iniziarono a formarsi al contrario, partendo dall’esterno e raggiungendo il petalo finché questo non si spaccò in un piccolo bagliore arancio e un volto diverso, di una donna dai capelli bianchi, sostituì quello di Frea sulle increspature dell’acqua.
«Frea» disse sorpresa Crystella. «Immagino ci sia qualcosa di molto importante.»
Chinata con il viso sul fiume, Frea annuì, scompigliando i riccioli. «Sì, Madrina Superiore, mi sono permessa di usare questo mezzo proprio perché la situazione è critica.»
«Coraggio, spiegati.»
«Non so come sia potuto succedere, ma c’è una giovane di nobili origini di cui non sapevamo l’esistenza» disse tutto d’un fiato Frea. «È la sorella maggiore di Rosered, la principessa Snow della Casata White.»
Sul viso di Crystella nello specchio d’acqua si dipinse un’espressione d’incredulità. «Non è possibile, dalla notte della Profezia della Corteccia ho usato le mie doti per essere al corrente di ogni nascita, di certo non mi sarebbe sfuggita la venuta al mondo della principessa.»
«Ho avuto la tua stessa reazione quando l’ho saputo, eppure Rosered me la ha descritta nei minimi dettagli e sembra proprio che assomigli alla Regina sua madre, la prima moglie di Re Ebon.»
«Frea, tu hai frequentato il castello e i suoi dintorni per sedici anni, sei certa che non ti sia mai capitato di incrociare questa ragazza?»
La Madrina si batté il pugno sinistro, in cui stringeva il dente di leone, sul petto coperto dal vestito arancione. «Ne sono assolutamente sicura. Non ho mai avuto modo di vedere con i miei occhi Snow. Qualcosa mi ha tenuto celata la sua presenza.»   
«O qualcuno.» Crystella s’incupì. «Cosa sai di preciso su Lady Griselda?»
«Non molto. Quando arrivai al castello con Rosered ancora bambina, quella donna era un membro della corte reale. Da quanto ho sentito era già una delle dame di compagnia della Regina prima della sua morte.»
«Non mi sorprende.»
Frea la scrutò incuriosita. «Avete dei sospetti su di lei?»
«Nell’ultimo giorno il suo nome si é legato a diversi eventi misteriosi. Ho come l’impressione che per qualche inspiegabile ragione, sia legata alla Profezia della Corteccia.»
«Cosa volete che faccia?» domandò Frea, intuendo che la situazione poteva essere più grave di quanto avesse prospettato. 
«Sii prudente. Molto più di tutti questi anni. Se quella donna è un pericolo, ho motivo di credere che sappia più su di noi, di quello che noi sappiamo su di lei. E veglia sulla tua protetta. Chiunque ci ha voluto tenere segreta l’esistenza della principessa Snow, potrebbe avere cattive intenzioni anche su Rosered.»
«A questo proposito, avrei una richiesta da sottoporvi.» Frea congiunse la mano destra all’altra già a pugno sotto il seno. «Potreste liberarmi dal vincolo del giuramento sulle sue origini?»
«Come mai una tale richiesta?» replicò sorpresa la Madrina Superiore.
«Non so come, ma Rosered è venuta a conoscenza della verità su di sé. Se potessi raccontarle come si sono svolti i fatti, forse tutto sarebbe più facile per lei.»
Crystella corrugò la fronte preoccupata. «Succede tutto troppo velocemente, sembra quasi un piano prestabilito. No, Frea, per ora è meglio mantenere il vincolo. Tra pochi giorni sarò al castello a presenziare al matrimonio reale, ne discuteremo di persona.»
«Tu sei tra gli invitati?»
«Ne sono rimasta scioccata anche io» ammise Crystella. «Per tutte queste stranezze, ricorda, massima attenzione, non abbassare la guardia e stai allerta. Che la natura vegli su te.»  
Il volto della Madrina Superiore svanì e il fiume riprese il suo naturale corso.
Frea si rimise in piedi e abbassò la mani lungo i fianchi. Non ricordava Crystella tanto angustiata dall’epoca in cui Estelle era diventata la Grandama delle Dame Oscure e aveva lanciato i suoi malefici. C’era davvero da avere paura se stava per abbattersi su di loro un periodo ugualmente infausto. «Dovrò avere ancora più cura di Rosered.»
La Madrina si voltò per ritornare al castello, quando un movimento fugace la sorprese e avvertì un dolore improvviso al ventre. Il dente di leone le cadde dalla mano, abbassò lo sguardo e vide la veste strappata e la sua pelle ferita.
«Che ti sia di lezione.» Lady Griselda era davanti a lei, stringeva una lama ricavata da una zanna inserita in un’impugnatura in madreperla e favorita dalla semioscurità era riuscita ad avvicinarla senza farsi notare. «Non amo avere intorno a me dei ficcanaso.»
Frea sentì il dolore farsi lancinante e prese coscienza che non c’era più speranza. Mentre le forze le venivano meno, la vista le si annebbiava e cadeva verso il basso, sbattendo contro il terreno bagnato, riconobbe l’arma con cui era stata colpita a morte. «Come sapevate… che…» le mancò il fiato per terminare la domanda.
«Ti chiedi come so che solo una parte estratta dal corpo un Demone Mannaro può uccidere una Madrina? Qualcosa come una zanna?» le fece eco mostrandole il pugnale. «Se vuoi essere un passo avanti ai tuoi nemici, devi conoscere ogni debolezza, anche quelle che sembrano non esistere.»
Frea vide che dallo squarcio sulla carne fuoriusciva la polvere luminescente che formava la sua essenza. Per lei era finita. «Chi… sei…?» sibilò.
«Non lo saprai mai» rispose Lady Griselda e si chinò a raccogliere il fiore di dente di leone, abbandonato accanto alla dama. «E di certo non manderai a monte i miei piani.»
Il corpo di Frea si dissolse in pochi istanti, lasciando polvere brillante, simile a frammenti di stella, sparsa nel vento e sull’erba.



                                                   Continua…

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