lunedì 11 settembre 2017

Darklight Children - Capitolo 48


CAPITOLO 48

Prima lezione di incubazione demoniaca

 
Il vento invernale di inizio febbraio soffiava con veemenza, sollevando dal marciapiede le pagine scolorite di giornali e  i volantini accartocciati, arruffando i capelli ricci e scuri di Angelo Moser. Di ritorno dalla pausa pranzo che aveva prolungato di mezz’ora non credendo di vedere nessun cliente neanche quel giorno, sorrise quando trovò cinque ragazzi ad attenderlo davanti al cancello che circondava l’edificio del suo negozio.
Piacevolmente sorpreso, disse: «Buon pomeriggio, cosa ci fate qui?»
Yuri si fece avanti. «Abbiamo bisogno di parlarle. È una questione delicata.»
«Io direi che è spaventosa» fece Davide.
Naoko avanzò a sua volta «È meglio se ne parliamo dentro.»
«Certo.» Angelo inserì le chiavi nella serratura e aprì la porta d’ingresso. Lasciò passare i cinque ospiti e poi chiuse la porta dietro di sé, senza girare il cartello su APERTO, garantendo così la sicurezza di non venir disturbati. «Di cosa volete parlarmi?»
Yuri prese di nuovo la parola per primo. «Abbiamo delle novità importanti da comunicarle… qualcosa che non ci aspettavamo.»
Sara sbuffò. «Smettiamola di giraci intorno. Ci sono dei demoni che attaccano le persone e ne abbiamo combattuto uno questa mattina.»
«Un potenziale demone» precisò Sabrina. «Da quello che abbiamo visto, lo abbiamo… liberato.»
Angelo li squadrò per niente sorpreso. Gli era successo di recente un episodio simile. «Dovevo immaginare che prima o poi ne avreste incontrato uno anche voi.» Superò il gruppo fermo all’ingresso del negozio e si avviò verso il bancone.  «Seguitemi.»
«Dove andiamo?» domandò Davide diffidente.
«Nel vero negozio di magia. I reali articoli magici, sono in una camera nascosta» rispose Sara. Angelo rabbrividì al ricordo di come solo pochi mesi prima, sotto l’influsso del suo potere mentale, la ragazza lo avesse manipolato per ottenere un volume di suo interesse.
Gli altri ragazzi la guardarono sorpresi e lei puntò gli occhi su di lui, domandando con aria di sfida: «Mi sbaglio?»
Rimanendo impassibile, Angelo rispose: «No, è esatto. Tutto ciò che ha un vero potere ed è realmente efficace, si trova in una stanza protetta, al sicuro sotto al negozio.»
«Perché non ce l’ha mai detto?» domandò Naoko.
«Non vi siete più fatti vedere da queste parti. E credevo che la vostra amica vi avesse già messo al corrente.» Girò poi dietro il bancone e scese le scale che portavano al magazzino sotterraneo. In realtà non era tanto sorpreso che Sara avesse tenuto per sé quell’informazione. Qualcosa in lei era cambiato dall’ultima volta che era stata lì. Non riusciva ancora a capire cosa, ma non gli sembrava nulla di positivo.
Sara, Naoko, Yuri, Davide e Sabrina lo seguirono e si trovarono davanti a una porta rifinita in argento. Angelo estrasse la lunga chiave che teneva sempre nella tasca dei pantaloni e la inserì nella serratura. Dopo tre giri, questa scattò, la spalancò e spinse il pulsante alla sua sinistra, gettando la luce elettrica  sull’ampio spazio.
Entrò e raggiunse il centro della stanza, fermandosi sopra una botola in piombo. «C’è anche un’altra ragione per cui ho tenuto segreto questo posto. Qui sotto è nascosto il Sigillo. Dopo che il professor Barbieri l’ha portato in superficie, ho ritenuto che fosse meglio rendere nota la sua ubicazione al minor numero possibile di persone.» Si spostò verso la parete a destra e prese sei sedie dalla pila di quelle accatastate, disponendole in cerchio.
I ragazzi rimasero rapiti a osservare la miriade di scatole contenenti i più svariati oggetti. Dalle aperture scorgevano solo qualche libro, statuetta o strani manufatti dalle forme più disparate, ma alcuni incensieri e due teche con armi riposte nella guaina, erano sistemate ben in vista. 
«Cavoli! Tutta questa roba funziona davvero?» chiese Davide. «Voglio  dire, si potrebbero davvero utilizzare per incantesimi, riti e cose così?»
«Certamente» rispose Angelo, disponendo l’ultima sedia. «Mi farebbe molto piacere insegnarvi quello che potreste fare con le vostre capacità. Vi sorprendereste della quantità di potenziale che avete e di cui non siete a conoscenza.»
Sabrina sorrise. «Leonardo avrebbe accettato di corsa. Per lui venire qui sarebbe stato come un biglietto gratis per Disneyland.»
«Non siamo qui per questo» replicò Sara infastidita. «Ci spieghi piuttosto perché poco fa non sembrava sorpreso nel sentir parlare di demoni.»
Angelo si sedette nella sedia di fronte al lei e fece segno agli altri di prendere posto. «È molto semplice: un demone mi ha attaccato l’altra sera, qui nel mio locale.»
«E lo ha ucciso?» domandò Yuri.
«Non ero preparato ad affrontarlo. Sono solo riuscito a metterlo in fuga.»
«Cosa voleva da lei?» s’informò Naoko.
«Era qui per il Sigillo?» chiese Sara, con un’inflessione apprensiva.
Angelo la osservò di nuovo. Voleva indagare su quel suo improvviso cambio di atteggiamento, ma prima avevano altro di cui discutere «Voleva essere ritrasformato in essere umano. E questo mi ha fatto pensare che non sapeva cosa gli fosse successo.»
«Be’… anche il nostro non sembrava capire bene quello che gli stava accadendo» mormorò Sabrina.
«Mi avete detto che lo avete liberato. Cosa intendete di preciso?»
Sabrina si voltò di scatto a guardare Naoko e lei rispose prima che potesse farlo qualcun altro. «Io e Sabrina eravamo nello spogliatoio, a scuola. Il bidello è entrato all’improvviso e ci attaccate. Aveva delle squame d’oro sparse un po’ per tutto il corpo e degli artigli nella mano destra. Ci siamo allontanate per evitare che facesse male ad altri e poi quando Sara, Yuri e Davide ci hanno raggiunti, siamo riusciti a fargli sputare fuori una strana bestia simile a una biscia e Yuri l’ha carbonizzata.»
Davide emise due colpi di finta tosse. «Io gli ho tirato fuori quella cosa. L’ho bloccato in un campo di forza invisibile e lui ha vomitato un liquido viola e la biscia.»
Angelo si alzò accigliato. «Tutto questo, purtroppo, conferma quanto immaginavo.» Usci dal cerchio di sedie e andò verso uno degli scatoloni sul fondo. Spostò un paio di volumi prima di estrarre quello che cercava. Lo sfogliò velocemente e poi lo girò verso i ragazzi, mostrando una figura. «L’animale che avete visto è simile a questo?»
Loro si voltarono a guardare: il disegno raffigurava una bestia più lunga di una biscia, ma più piccola di un serpente. Annuirono quasi tutti nello stesso istante.
Angelo tornò al suo posto con il libro sotto braccio. «Quello che avete incontrato è un ibrido di demone. Nasce da un uovo impiantato in un corpo ospite e si fonde con esso, soppiantando l’anima nutrendosi di essa,  per tramutarlo in un demone completo.»
Davide fece un verso di disgusto. «Un uovo di demone? È qualcosa che vende anche lei?»
Angelo scosse la testa. «Non lo trovereste da nessuna parte in questo mondo. Solo i demoni di alto livello posseggono le uova o sanno come crearle.»
«Ad esempio, demoni come DiKann» suppose Naoko.
«Quindi, un demone del genere è riuscito a venire fin sulla Terra» disse Yuri. Poi ci ragionò e aggiunse: «Oppure si è servito di un essere umano per fare il lavoro sporco.»
«Dovendo fare un nome a caso, direi qualcuno come il professor Barbieri» ipotizzò Sabrina.
Angelo annuì. «È l’unica conclusione plausibile. E posso scommettere che ci sono molti altri uomini con un uovo all’interno del proprio corpo e non ne sono consapevoli. Probabilmente questo trattamento è stato riservato a tutti i membri della setta di Barbieri.» Poi i suoi occhi si posarono per la terza volta su Sara Martini.
Tutti sapevano cosa era accaduto sette mesi prima, nello stesso luogo in cui si trovavano in quel momento, prima che diventasse il negozio ch è ora. Ma Angelo sospettava che solo lei, il fratello gemello, lo zio dei due e il misterioso Patrick Molina conoscessero a fondo tutti i particolari di quella tragica notte. Adesso però stavano venendo a galla.
Angelo tornò a rivolgersi a tutti.  «Anche se non ci sono state notizie ufficiali, possiamo ormai dare per certo che tutti gli uomini della setta si sono salvati. Proprio grazie  all’uovo inserito nei corpi. Era parte del piano originale del professor Barbieri. Ed è altrettanto probabile che molti dei membri siano parte del personale che lavora nel vostro liceo. Professori, responsabili di attrezzature, bidelli… tutte persone che Barbieri poteva avvicinare e controllare giornalmente.»
Davide scosse la testa poco convinto. «Se ha ragione, come mai non si trasformano tutti nello stesso momento?»
«È vero» concordò Naoko. «Se ho capito bene dal suo racconto, il demone che ha attaccato lei era già del tutto formato. Mentre quello contro cui abbiamo combattuto noi era ancora, diciamo in fase di transizione.»
Sabrina inarcò un sopracciglio. «Che senso ha crearsi un esercito di demoni se non sai quando si trasformeranno?»
«Tutte domande lecite» rispose Angelo. «Purtroppo non so come rispondervi. Come vi ho già detto, ciò che ci troviamo di fronte è qualcosa a cui nemmeno io ero preparato. Ho fatto rapporto all’Ordine con le informazioni in mio possesso e li richiamerò per aggiungere i dettagli che mi avete fornito voi. Al più presto mi invieranno quello che sanno su questa storia.»
«Oh, davvero splendido!» esclamò Sara sarcastica. «E nel frattempo cosa facciamo? Aspettiamo che uno di questi demoni-in-evoluzione riesca a ucciderci?»
Angelo si alzò in piedi e questa volta la guardò serio. Non ammetteva più la sua strana aggressività. «Potreste accettare la mia offerta. Farvi addestrare a combatterli. Diventare quello che alcuni di voi erano nella vita precedente: guerrieri dell’Ordine.»
I ragazzi rimasero in silenzio. Si fissarono l’un l’altro, non sapendo cosa rispondere.
Dal piano superiore udirono il rumore di vetri infranti e tutti e cinque insieme scattarono in piedi.
«Cosa è stato?» domandò Sabrina.
Angelo corse verso le scale. «Per quanto lo creda impossibile, potrebbe trattarsi di un comune ladro.»  
Yuri lo seguì all’istante. «Ma lei aveva un sistema di allarme l’ultima volta che sono entrati dei ladri. E anche uno soprannaturale» ricordò. «Perché non sono scattati?»
«Probabilmente perché ho scordato di inserirli entrambi» ammise Angelo, maledicendosi mentalmente per la sua leggerezza. «La vostra visita mi ha stupito al punto da farmi essere imprudente.»
Il resto dei ragazzi non rimase indietro. Li seguirono fino al locale principale e quando emersero dietro al bancone rimasero allibiti.
Due demoni, uno con le squame verdi e le corna di ariete e l’altro con le squame blu e le corna a punta nere, erano in piedi oltre la porta d’ingresso spalancata, come due normali clienti.
Quello con le squame blu rise mostrando le zanne e disse: «Chi devo uccidere per essere servito?»

 
Continua…

2 commenti:

Brigida ippolito ha detto...

Bellissimo capitolo mi piace molto

Ezio ha detto...

Grazie!