lunedì 27 giugno 2016

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 26

26. La Verità sulla Bocca dell'Inferno

Billy ascoltò in silenzio la spiegazione di Janna. Ormai era pronto ad accettare di tutto, anche ciò che appariva più assurdo e inverosimile.
Quando ebbe finito, lei indietreggiò di un paio di passi. Lo guardò in silenzio, con i suoi occhi impassibili e svanì come gli altri.
«Aspetta» la chiamò.
Un lampo illuminò l’intero spazio in modo accecante e Billy fu costretto a chiudere gli occhi. Quando li riaprì, era nello stesso luogo che ricordava: in piedi a fianco del letto di Elliott disteso in coma. Scostò la mano dalla sua fronte e un nuovo lampo gli balenò davanti, illuminando fugacemente la stanza dell’ospedale.
Billy strizzò ancora gli occhi, poi scorse oltre il vetro della finestra di fronte che la luce arrivava dall’esterno. Un tuono rombò nel cielo e lo fece sobbalzare. Si avvicinò alla finestra, notò che era notte e le prime gocce di pioggia iniziavano a cadere fitte. Era rimasto in quella sorta di trance per alcune ore.
Si voltò e lanciò un ultimo sguardo a Elliott, si diresse verso la porta della stanza e sbirciò che il corridoio fosse sgombro. Libero di muoversi, proseguì furtivo verso l’uscita dell’ospedale.

Betty sussultò nel letto dei suoi genitori nello stesso istante in cui un tuono squarciò l’aria all’esterno della casa. Spalancò gli occhi, si alzò lentamente, mettendosi a sedere e controllò Michelle al suo fianco: dormiva tranquilla, il temporale non aveva avuto lo stesso effetto sul suo sonno.
Uscì da sotto il piumone con delicatezza, prese gli occhiali dal comodino e si avvicinò alla finestra. Scostò la tenda e osservò la pioggia infrangersi sul vetro e scivolare come lacrime fino al davanzale.
Chissà dov’è Billy” pensò, confortandosi solo con l’idea che gli altri amici fossero lì in casa con lei. Dopo le sconvolgenti rivelazioni che lei e Michelle avevano condiviso con gli altri quella sera e la decisione perentoria di Billy, si era convinta che dovevano restare tutti insieme, soprattutto non credeva fosse opportuno che Zec tornasse a casa da solo. Avrebbe voluto parlare con lui, farlo sfogare, ma l’amico le aveva solo chiesto di avvertire la madre e poi mostrargli dove avrebbe dormito. Così aveva sistemato i due ragazzi in camera sua e condiviso il letto matrimoniale dei genitori con Michelle, ma aveva dormito solo per qualche ora.
Betty sistemò gli occhiali sul volto, si infilò i jeans e la maglietta del giorno prima e lasciò con cautela la camera. Appena chiuse la porta dietro di sé, sentì dei suoni leggeri provenire dal piano di sotto. Scese guardinga le scale e vide Zec, vestito anche lui con gli stessi abiti con cui era andato a dormire, seduto sul divano, illuminato solo dal televisore, mentre sullo schermo si alternavano le immagini di un episodio di Buffy. Non uno qualunque: Incubi, proprio quello che aveva fornito a lei e Michelle gli ultimi tasselli per identificare chi fosse in realtà Billy.
«Il mio vecchio sacco a pelo è davvero scomodo se sei venuto qui» disse gentilmente, entrando in salone.
Zec schiacciò il tasto STOP sul telecomando del lettore DVD, che teneva nella mano destra. «Scusami, ti ho svegliato.»
«No, è stato il temporale» rispose, sedendosi accanto a lui. Si allungò sulla sinistra e accese la lampada, schiacciando il pulsante dell’interruttore. «Ma ho l’impressione che tu sia in piedi da prima che scoppiasse.»
«Non riuscivo a dormire. Ho visto il box della serie e mi è venuta voglia di rivedere quell’episodio. Scusa se l’ho preso senza chiederti il permesso.»
«Non c’è problema però…» Betty si interruppe cercando le parole adatte. «Ecco, riguardarlo non credo ti faccia bene.»
«Hai ragione» ammise Zec. Abbandonò il telecomando sul cuscino del divano tra di loro. «Però ci sono parti di questa storia che non mi tornano e volevo vedere con i miei occhi se per caso vi era sfuggito qualcosa.»
«Cosa intendi?»
«Per esempio: prima di portarci in ospedale ci avete detto che vi ha condotti la Prima Cacciatrice in quella stanza, quindi anche lei è una proiezione del tizio in coma? Se è così, perché mandare anche Billy come proiezione astrale per combattere?»
Betty inarcò le sopracciglia. «In effetti ora che mi ci fai pensare è un po’ strano. Anzi, ricordo che l’abbiamo sognata tutti mesi fa, quando ci siamo riuniti per guardare la serie.»
«Esatto, un altro particolare che stona» continuò Zec pacato. «Posso accettare che gli incubi del Billy adulto in coma hanno, per così dire, aperto la Bocca Dell’Inferno e generato i vari mostri, ma come spieghiamo eventi come quello, la presenza di Kerry e Kenny o questa?» Si chinò e afferrò la Falce vicino ai piedi nudi, mettendola sotto gli occhi di Betty. «L’abbiamo creata noi. Compreso Billy. È reale, l’abbiamo usata tutti e tenuta a turno in custodia. Come può esistere un oggetto creato anche da chi non esiste?»
Betty fissò a turno l’arma e l’amico, riflettendo. Le sue obiezioni erano sensate, per quanto l’intera situazione fosse al di là del razionale. Si era concentrata così tanto sui suoi indizi e sulla conferma ricevuta dalla visione dell’episodio, dall’essersi dimenticata di quei particolari, che però facevano la differenza.
Si accorse che lui la guardava in attesa di una risposta. «Sinceramente, non so cosa pensare» disse. «E a dirla tutta, il fatto che quell’uomo in coma abbia potuto generare tutto questo da solo ha dell’incredibile, dello spaventoso e inspiegabile.»
Tre colpi battuti con forza contro la porta li fece voltare entrambi.
«I tuoi genitori sono tornati prima?» domandò Zec.
Betty si alzò dal divano, dirigendosi verso la porta. «Non penso. E comunque hanno le chiavi di casa.»
Aprì uno spiraglio, abbastanza perché potesse vedere anche Zec sporgendosi e rimase sorpresa da chi si trovò davanti.
Fradicio dalla pioggia che continuava a cadere, Billy la guardò serio, fermo davanti all’uscio. «Posso entrare? Dovrei darvi delle informazioni importanti.»

«Così, un’altra parte di Elliott… di te, ha l’aspetto di Jenny Calendar. Non ti offendere, ma avrei preferito incontrare lei, l’attrice che la interpretava è molto sexy» commentò Donovan, stravaccato sulla sedia rivolta verso il divano, dopo che Billy ebbe raccontato del suo incontro e della scoperta sul loro passato.
«Lei vuole essere chiamata Janna» precisò Billy, seduto a sua volta su un’altra sedia nel salone e sfregandosi i capelli con l’asciugamano che gli aveva dato Betty, cercando di asciugarli. L’amica gli aveva anche prestato una camicia del padre con cui cambiarsi la maglietta fradicia. «In ogni caso, volevo scusarmi con voi per avervi coinvolti fin dal principio, anche se non lo sapevo.»
«Non devi scusarti di nulla.» Betty rientrò in salone e posò una tazza fumante con del tè sul tavolino davanti a Billy. Aveva svegliato Michelle e Donovan, mentre lui si cambiava, in modo che fossero tutti presenti per le novità che doveva comunicare. Si accomodò sul divano tra Zec e Michelle e disse: «In un certo senso siamo in debito con te. Ci hai salvati tutti nel nostro primo confronto con il soprannaturale. Il fatto che tu, o Elliott, ci abbiate scelti perché vi trovavate in sintonia con noi, può solo farci piacere.»
«Sì, però vorrei sapere di più» fece Michelle. «Non ci hai più detto cosa hai trovato  questa sera al cimitero con Zec? È legato in qualche modo al coma di Elliott?»
Billy scosse la testa e lasciò cadere l’asciugamano sulle ginocchia. «Io e Zec abbiamo incontrato degli strani esseri che affermavano di difendere l’Oscurità Maggiore e me, ma Janna non sembrava esserne a conoscenza. Mi ha dato solo le informazioni che riteneva importanti in quel momento e penso che il suo obiettivo fosse di farmi capire che non dovevo allontanarvi.»
«E ha fatto bene» disse Zec, sorridendo all’amico.
«Però c’è anche dell’altro» continuò Billy. «Prima di scomparire, mi ha rivelato che io, o meglio Elliott, non è l’unico responsabile di tutto quello che sta succedendo.»
Betty si scambiò uno sguardo eloquente con Zec. Questa nuova informazione poteva dare un senso a ciò di cui avevano parlato prima. «Spiegati meglio.»
Billy sospirò. «Da quanto ho capito, io sono diventato reale per il desiderio di Elliott di avere qualcuno che affrontasse i pericoli che lui sognava e rendeva veri. E questo fa di lui la Bocca dell’Inferno, però non tutto il male che abbiamo combattuto esce da lui.»
Donovan si sporse in avanti, grattandosi la testa. «Okay sono ufficialmente confuso.»
«Lo so, è complicato, anche io non sono certo di riuscire a spiegarlo bene.» Billy strinse l’asciugamano agitato. «È come se Elliott facesse da centro mistico a cui chiunque può attingere. Qualsiasi persona che volontariamente o meno ha un desiderio represso, o sente di avere dei demoni interiori con cui combattere, o desidera che quelle creature da incubo siano vere, riesce a renderle reali attraverso lui.»
«È logico» concordò Betty. «Ora tutto ha un senso.»
«Davvero?» domandò Donovan aggrottando le sopracciglia.
«Rifletti, ricordi la nostra discussione su Anika di oggi pomeriggio? Pensavamo che qualcuno l’avesse resa un Demone della Vendetta, ma in realtà lo ha fatto lei da sola, grazie all’energia di Elliott trattino Bocca Dell’inferno» spiegò Betty. «Voleva punirti per il video, perché si era fidata di te e tu l’avevi tradita e il suo rancore tanto forte l’ha fatta diventare il demone.»
«E questo ci aiuta a spiegare anche tante altre cose» intervenne Zec. «Tutto quello che sembra legato a Buffy, ma non riusciamo a giustificare come una responsabilità di Elliott, sono in realtà tutte proiezioni di desideri di altri.»
Michelle alzò le mani per fermarlo. «Aspetta, vuoi dire che in città sono tutti fan di Buffy? O che questi desideri prendono forma dai mostri della serie, perché Elliott è un fan?»
«Potrebbe essere» commentò Betty. «In fondo Elliott ci ha notati tempo fa e fin da allora la cosa che abbiamo tutti in comune è la passione per la serie.»
Donovan incrociò le braccia sul petto. «In pratica quando Elliott finirà di avere a che fare con i fan di Buffy, allora smetteranno anche le stranezze.»
«No, non funziona così» rispose in tono amaro Billy. «In principio riguardava voi e la serie, ma poi credo che la cosa si sia espansa in maniera incontrollabile. Come vi ho detto, Elliott dal suo coma fornisce energia soprannaturale, ma come la Bocca dell’Inferno è un portale tra dimensioni, così lui lo è per i pensieri e le emozioni di tutti. Ognuno può utilizzarla come vuole. Quindi se qualcuno rielabora sentimenti e repressioni usando come metafora altre storie, o elementi di finzione, si possono avverare anche quelli.»
Betty sentì il suo entusiasmo svanire e venire rimpiazzato da un timore opprimente. «Questo vuol dire che d’ora in avanti potremmo aspettarci di tutto. È pazzesco.»
«E pericoloso» aggiunse Donovan. «Ricordati che Anika è morta e scomparsa dal ricordo di tutti. E tutti quelli che erano diventati vampiri sono diventati polvere.»
Billy si alzò in piedi abbandonando l’asciugamano sulla sedia. «Ora vi rendete conto perché volevo allontanarvi? Venendo cambiati dalla Bocca dell’Inferno, si rischia di morire.»
Zec gli andò incontro per tranquillizzarlo. «Non è così per tutti. Io e Michelle siamo diventati telecinetici trasformando la rabbia e il dolore in poteri da poltergeist, ma non siamo scomparsi e nemmeno ci è successo di peggio.»
«Ma non è detto che non accada» disse Billy. «Se anche non veniste uccisi in una lotta, Janna mi ha detto che essendo partito tutto da un sogno di Elliott, niente e nessuno di soprannaturale può esistere  nel mondo reale.»
«Però potremmo sempre perdere i poteri e tornare normali» fece Michelle. «Non siamo nati con queste capacità, le abbiamo sviluppate per colpa della Bocca dell’Inferno, quindi forse svaniranno con la chiusura del portale. E noi continueremo a esistere.»
Betty cercò di riprendere la calma. «Okay, ma come si chiude una Bocca dell’Inferno che nel nostro caso è una persona?»
«Svegliando Elliott» affermò Billy.
«E cosa accadrà a te?» domandò Zec.
«Non lo so. Essendo collegato a lui potrebbe accadermi di tutto. Vivere. Morire. Diventare un fantasma.» Billy scrollò le spalle. «Non posso preoccuparmene. L’unica cosa importante è scoprire il più possibile su Elliott Summerson, su come è finito in coma e trovare un modo per fargli aprire gli occhi. O attorno a lui non credo resterà molto.»

                                             Continua…?

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