lunedì 6 giugno 2016

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 24

24. Sono la Bocca dell'Inferno 

«Avete la stessa teoria?» domandò loro Billy preoccupato, mentre un misto di urgenza e timore per quello che potevano dirgli lo scuotevano nel profondo.
Betty e Michelle si guardarono in volto.
«Non so… io sono arrivata alla mia conclusione oggi pomeriggio, dopo aver messo insieme tutti gli eventi» disse Betty.
«Forse è uguale alla mia, ma a me è venuta in mente ora» rispose Michelle. «Anche io però…»
«Shh!» le zittì Donovan. Avanzò quatto verso la porta della camera in cui dormiva (o così sembrava) la versione adulta di Billy, sporse il volto poco oltre l’uscio ed esaminò il corridoio. «Sta arrivando un’infermiera. Perché verrà qui?»
«Perché siamo in un ospedale e lei sta facendo il suo lavoro, mentre noi siamo in camera di un paziente che neanche conosciamo» gli ricordò Zec. «Se usciamo adesso dovremmo dare un milione di spiegazioni.»
«Se ci beccano qui, dovremmo darne molte di più» fece notare Dana. «C’è un posto sicuro in cui andare?»
«A casa mia» rispose pronta Betty. «I miei genitori sono fuori per tutto il week-end.»
«Ok. Vi ci porto io.» Dana allargò le braccia come per abbracciarli tutti, anche se erano sparsi nella stanza.
Billy vide il fumo porpora avvolgerli uno, dopo l’altro e quando si dissolse, si ritrovò in un salotto ordinato. I quattro amici e Dana erano lì con lui, in piedi tra il divano sopra il tappeto e un lungo tavolo distante un paio di spanne dal muro color caffè.  
«Sia chiaro: vi ho fatto da servizio autobus perché era un’emergenza, ma che non diventi un’abitudine» puntualizzò Dana, sedendosi sul bordo dello schienale del divano blu.
Billy cercò con lo sguardo il volto di Michelle. «Cosa stavi dicendo prima che dovessimo svanire?»
«Dicevo che anche io sono giunta alla mia teoria tenendo conto di tutto quello che è successo in questi mesi» rispose Michelle. Poi si girò e fissò Betty, come se aspettasse da lei il permesso a continuare.
Betty si schiarì la voce. «Perché non ci sediamo? Posso offrivi delle bibite? In frigorifero dovrei avere…»
«No!» la interruppe Billy. «Voglio sapere cosa pensate del perché c’è un tizio in ospedale che mi somiglia. Subito.» Si rese conto di essere stato aggressivo, ma quella serata sembrava andare sempre più per il verso sbagliato. Prima l’incontro con gli Esseri Ombra al cimitero ed ora questa nuova scoperta. Senza contare che le due amiche sembravano trattarlo come se camminassero sulle uova. Lui stesso stava cominciando a mettere insieme i pezzi, non credeva ci fossero tante spiegazioni per gli ultimi eventi e aveva il dubbio che quell’unica verità non gli sarebbe piaciuta. «Stasera sono successe troppe cose strane, ho davvero bisogno di sapere qualsiasi idea, teoria o deduzione abbiate in mente.»
Donovan spostò una sedia dal tavolo e si sedette. «Va bene, ma mantieni la calma, ok? Di qualsiasi cosa si tratti, possiamo gestirla.»
«Non ne sono così sicura» fece Dana.
Zec si avvicinò a Billy e gli prese gentilmente una mano. «Non darle retta. Affronteremo tutto insieme.» Guardò Betty e Michelle e aggiunse: «Cosa credete stia succedendo?»
«Sappiamo che c’è una Bocca dell’Inferno in città e ne abbiamo avuto più di una prova. I vampiri, le ragazze demoni della vendetta, presunte Cacciatrici e qualsiasi altro elemento richiami il soprannaturale» iniziò Betty. «Però sappiamo anche che non è spuntata dal nulla e Kenny dice che è creata da una persona. Con Donovan ho ricostruito che tutto ha avuto inizio con il tuo primo scontro con un vampiro, Billy. In quella stessa occasione hai manifestato la prima volta il tuo sesto senso del soprannaturale e da allora sui giornali  e nelle nostre vite sono cominciati a comparire i casi misteriosi e irrisolti. Prima di allora non c’è traccia di nulla di anomalo e così tutto porta a credere che l’origine sia tu.»
«È ridicolo!» sbottò Zec. «Billy è come noi, si è trovato in mezzo per caso.»
«Falla continuare» disse Billy calmo. «Se io sono l’origine, perché combatto i mostri e vi ho salvato la pelle?»
«Perché non sei a conoscenza di essere il responsabile» rispose Michelle. «Cioè non lo eri fino a ora o forse è ancora così… ma oggi abbiamo visto quell’uomo all’ospedale. Ti somiglia in modo impressionante, è come un te stesso adulto e non poteva essere un caso. Così, mi sono ricordata che qualcosa di simile succede anche nella prima stagione di Buffy e ho capito che era l’unico modo per cui tutte le stranezze potessero avere senso In fin dei conti tutto quello che abbiamo affrontato era una versione degli eventi successi nei vari episodi: Malcom il demone nel web, la caccia all’uomo come succede a Xander a San Valentino, persino Sunday dalla quarta stagione. Era come rivivere le puntate attraverso i ricordi di qualcuno, o meglio i suoi sogni.»
«Sogni?» chiese Donovan poco convinto
«Esatto, o incubi se preferite» concordò Betty. «Quando siamo tornati a casa ti ho detto che dovevo rivedere i dvd di Buffy per una conferma. A quanto pare io e Michelle abbiamo trovato lo stesso collegamento.»
Dana emise un paio di colpi di tosse. «Lo spiegate anche a chi non è totalmente un nerd.»
«C’è un episodio dal titolo Incubi, in cui un bambino finisce in coma dopo una partita di baseball» raccontò Betty, voltandosi verso di lei. «Mentre dormiva, tutta la città veniva invasa dagli incubi delle persone, diventando reali. Non ci sono limiti, appaiono cose anche fuori dall’ordine naturale e scientifico, come giorno e notte che esistono contemporaneamente. E il personaggio del bambino si chiama Billy Palmer.»
Billy sentì il respiro mancargli. «Quindi io sarei quel personaggio? Secondo voi io sarei Billy Palmer?»
Michelle scosse violentemente la testa «No, tu sei l’uomo in coma all’ospedale di questa sera, anche se non sappiamo il suo nome. Ricordi, durante la puntata Billy appare ai vari personaggi nella sua forma astrale e tu, insomma il te adolescente che è qui con noi, sei quella forma astrale.»
Donovan si alzò in piedi e lo fissò stranito. «Aspettate, state dicendo che quindi questo Billy non è reale?»
«Non completamente» rispose Betty. «L’uomo in ospedale sta dormendo, probabilmente è in coma, ma il suo cervello è attivo. Credo  sia come ci hanno insegnato a psicologia: la mente è composta da Es, Io e Super-io e non potendo muoversi fisicamente, una di queste tre parti ha preso forma, abbandonando il corpo e ha voluto darci un indizio su cosa era accaduto. Ovviamente la mente fa dei collegamenti strani, così non riuscendo a dirci tutto apertamente, ha scelto un nome specifico per farci capire. Ha scelto Billy.»
«Perché sarebbe un indizio?» domando Dana. «È un nome come un altro.»
Betty si voltò di nuovo per risponderle. «All’inizio lo pensavo anche io, ma poi mi sono ricordata che avevamo pensato che il nostro Billy volesse emulare il Billy dei fumetti e ho cominciato a chiedermi se fosse più di una semplice coincidenza. Infatti in parte è vero, perché voleva proteggere dal male che aveva generato, però voleva farci anche capire che lui stesso non era del tutto sincero, quindi aveva una caratteristica in comune con una altro personaggio della serie con quel nome: Billy Fordham.»
«Intendi quello interpretato dal tipo che poi era protagonista nella serie Roswell?» chiese Donovan. «Quel Billy non era un bugiardo e omicida?»
«Sì, bé anche quello, ma era malato e mentiva ai suoi amici» disse Michelle. «E Betty ha ragione, penso che lui volesse farci sapere questo. Ci stava mentendo, ma non per cattiveria.»
«Basta! State dicendo una serie di cazzate!» Gridò Zec. Sollevò la mano con cui stringeva quella dell’altro ragazzo. «Lui non è quello che dite. È una persona vera, che posso toccare, vedete?»
Billy si liberò dalla sua presa. «Questo non esclude la loro teoria. La Bocca dell’Inferno può rendere reale ciò che non lo è. A maggior ragione se io sono la Bocca dell’Inferno.»
Zec provò a riprendergli le mani nelle sue, ma lui si scostò bruscamente. «Non puoi credere a queste assurdità.»
«Perché no?» fece Billy. «Abbiamo vissuto in mezzo alle assurdità, ma non ti sembravano irreali. E c’eri anche tu stasera al cimitero, quando le Entità Ombra mi hanno detto che mi stavano proteggendo. Tutto ha un senso, sono a guardia della Bocca dell’Inferno. E abbiamo anche una spiegazione del perché non ho trovato le lapidi dei miei genitori: cercavo persone che non esistono. »
Zec lo fissò nel panico. «No. No. Non è così… ci deve essere un’altra motivazione per tutto!»
Billy capì che il ragazzo stava intuendo di essere l’unico a volersi opporre alla verità, ma non poteva dargli il conforto che cercava. In altre occasioni avrebbe combattuto per dimostrare di non essere il colpevole, ma non era stupido, si era fatto delle domande su se stesso e le risposte erano inconfutabili.
«Basta Ezechiel!» Dana scese dal divano e si mise di fronte al fratello. «Non fare il bambino. Sai anche tu che i tuoi compagni hanno ragione. Questa spiegazione è l’unica che trovi una logica in tutto questo casino.»
Zec la guardò con rabbia. «Tu sapevi tutto. Per questo oggi eri lì in ospedale.»
«Non lo sapevo. Però avevo dei sospetti» replicò lei. «E sono andata all’ospedale perché ho percepito un picco di energia, a quanto pare ben motivato.»
«È vero, almeno la parte sul perché era con me» s’intromise Michelle. «Penso che il picco sia colpa mia. Ero diventata invisibile, un altro esempio dalla serie Tv: mi è bastato credere di non essere più parte del gruppo perché succedesse. Probabilmente essere così vicina a… ecco il Billy adulto… ha amplificato l’energia che lo rende…»
«Smettetela di ripeterlo» replicò Zec. «Lui è comunque qui e non possiamo trattarlo come una cosa da chiudere.»
«Però questa è la realtà» disse Billy. «Non posso far finta che sia diverso. Sono la Bocca dell’Inferno. Ma sono anche qualcun altro.» Guardò Betty e Michelle negli occhi. Le uniche due che erano riuscite a ricostruire tutto. «Sapete chi sono in realtà? Chi è l’uomo in ospedale e perché sembra ossessionato da Buffy l’ammazzavampiri
Entrambe le ragazze scossero la testa.
«Questo però non è un problema» disse Donovan. «Domattina possiamo tornare in quella stanza e fare domande. Cercheremo informazioni sul paziente e poi…»
«Voi non farete niente» sentenziò Billy. «Questa faccenda devo risolverla da solo.»
Zec lo guardò ferito. «Avevamo detto che qualsiasi cosa l’avremmo affrontata insieme. Non devi escluderci.»
«Ora che so di essere il responsabile, non posso coinvolgere altre persone. Ho già fatto tanto male. Anche se non ne ho il controllo, tutte quelle persone sono diventate mostri e vampiri a causa mia e sono morte per davvero. Nessuno potrà riportarle in vita.» Billy indietreggiò nel corriodio, verso la porta. «Non ho intenzione di rischiare di fare lo stesso a voi.»
«Mi sembra una scelta saggia che condivido.» Dana si spostò di fronte a lui. «Non so cosa troverai nella tua ricerca, ma accetta un consiglio. Fai molta attenzione, quello che hai saputo questa sera è solo la punta dell’iceberg. Dopo la mia trasformazione in demone ho imparato che quando ci sono in ballo forze mistiche, le conseguenze sono più grosse delle aspettative, a volte perfino inaspettate.»
«È un’altra delle tue supposizioni?» domandò Billy.
«Diciamo di sì. Zec, se hai bisogno di me, usa il cellulare che ti ho dato e arriverò subito.» Alzò le braccia sopra la testa e svanì nella sua abituale nuvola di fumo.
Billy ne approfittò, piegò la maniglia della porta e l’aprì per squagliarsela prima che cercassero di fermarlo.
Zec, lo afferrò comunque per il braccio. «Aspetta. E noi due? Stavamo cominciando a conoscerci.»
«Per il momento è meglio che stiamo separati.»  Billy liberò il braccio e uscì dalla casa di Betty, chiudendosi la porta alle spalle.

Sapeva di essere stato crudele con Zec. Mentre sgattaiolava nel corridoio del piano con la stanza del se stesso adulto, facendo attenzione che nessuno si interessasse a dove andava, Billy si ripeté che era per il bene del ragazzo che amava, che per quanto ne soffrisse anche lui, l’incolumità di Zec aveva la precedenza.
Aprì lentamente la porta. Entrò con calma nella camera e si avvicinò al letto. Prese la cartella fissata al bordo inferiore e lesse le poche notizie. La diagnosi era uno stato di coma, ma non c’era la ragione che lo aveva provocato. E ovviamente lesse anche il suo nome.
Si chiamava Elliott Summerson.
Non gli suggeriva nulla. Aveva sempre saputo di chiamarsi Billy e non Elliott.
Risistemò la cartella clinica e lo osservò. Fermo. Immobile. Inerme come qualsiasi malato e allo stesso tempo pericoloso in un modo che nessuno poteva immaginare, intento a sognare gli orrori della Bocca dell’Inferno e a riportarli nella città.
«Perché?» domandò, anche se sapeva che non poteva rispondergli. Era lì per delle risposte, ma nessuno poteva dargliele. Eppure, se lui ed Elliott erano la stessa persona, non avrebbe già dovuto avere le informazioni che cercava?
Billy si rese conto di non aver ancora toccato l’altro sé.
Allungò debolmente la mano destra e gli sfiorò i capelli scuri, scostandoli dalla fronte. I suoi polpastrelli si scontrarono con la pelle ruvida.
E tutto intorno a lui si sgretolò.

                                                
                                                   Continua…?

2 commenti:

Fefi ha detto...

Ciao, finalmente mi sono letta tutte le puntate e devo dire che mi sta venendo voglia di rivedere Buffy.
Trovo che Billy sia veramente un ottimo personaggio e ora sono proprio curiosa di vedere come evolve la situazione.
Mi sono fatta un'idea su Dana perchè ormai è un demone e,come Supernatural insegna, i demoni hanno sempre un loro tornaconto.
Comunque complimenti perchè questa serie è trascinante.

Ezio ha detto...

Ciao Fefi!!!
Che bello rileggerti :). Sono contento che la storia ti appassioni e Billy ti piaccia come personaggio. E sì, stai attenta a Dana perché è un peperino ;)
Anche io, ogni tanto, mi rifaccio una maratona di Buffy.
Grazie ancora per continuare a leggere le mie storie ^-^