lunedì 8 febbraio 2016

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 17

17. I Predatori della Falce

Appollaiata sullo sgabello come una civetta sul ramo di un albero, Michelle sbuffò vistosamente.
«Ferma! O rischio di pungerti» le disse Betty, inginocchiata ai suoi piedi, fermandole il lembo del lungo vestito con degli spilloni.
«Ho solo respirato» sbottò Michelle. «Non posso neanche più respirare?»
«Eddai non fare la scorbutica. Il costume da Balia ti dona» rispose Donovan, soffocando un risolino.
Michelle lo fulminò con lo sguardo. Quella situazione inverosimile era solo colpa sua. Per essersi fatta coinvolgere nel suo piano, lei, che odiava essere al centro dell’attenzione, avrebbe dovuto recitare sul palco nella messa in scena di Romeo e Giulietta. Alla fine, dopo il trambusto derivato dall’ossessione collettiva per Billy, le selezioni per il cast erano continuate ed era stata obbligata a sostenere un provino. Aveva dato il peggio di sé, ma a quanto sembrava la professoressa Noxon non era stata colpita negativamente, anzi il giorno dopo, quando era stato affisso alla porta dell’auditorium il cast definitivo, aveva scoperto di dover interpretare la Balia di Giulietta. 
«Non dargli retta» disse Betty, rimettendosi in piedi. «Il costume ti sta davvero bene e sei una delle poche a cui non devo fare grandi aggiustamenti.»
«Uffa, speravo ci mettessi di più.» Michelle scese dallo sgabello e si guardò nello specchio a figura intera sistemato contro la parete dello stanzino adibito a sala costumi. Si sentiva ridicola con quella veste color pesca buttata addosso. «Non muoio dalla voglia di passare altro tempo sul palco con Chas.»
Betty annuì comprensiva. «Già, da quando ha ottenuto la parte di Giulietta si dà ancora più arie da prima donna.»
«E nessuna di voi due deve baciarla» disse Donovan, srotolando la calzamaglia azzurra che aveva appallottolato tra le braccia.
«Come se al nostro Romeo la cosa creasse tanto disturbo» lo punzecchiò Betty.
«Sento una punta di gelosia nella tua voce. Sono lusingato.»
«Ma quale gelosia! Sbrigati. Togliti i pantaloni.»
Donovan sfoderò il suo solito sorriso sarcastico. «Vai subito al sodo. Non dovresti prima offrirmi almeno una cena?»
Betty arrossì e spinse ripetutamente gli occhiali sul naso. «Hai capito cosa intendo. Devo vedere cosa sistemare della calzamaglia e… quindi tu… devi… indossarla.»
Michelle storse il naso nel vedere i due amici in quella situazione. Da quando Billy e Zec avevano rivelato a Betty il sospetto che Donovan nutrisse dei sentimenti per lei, la ragazza aveva cambiato atteggiamento verso di lui. Non era più pronta a rispondere alle sue battutacce e sembrava meno diretta e aggressiva nel rivolgersi a lui. Inoltre, ciò che Michelle temeva di più era quello che sarebbe successo se anche loro due fossero diventati una coppia. Con già Zec e Billy fidanzati più o meno ufficialmente, non voleva ritrovarsi a fare la quinta incomoda nel loro gruppo.
«Sai che parteggiavo per te» disse Donovan, slacciandosi il bottone dei jeans. «Saresti stata una grande Giulietta.»
Betty si voltò, dandogli le spalle. «Sì, sì, basta che ti dai una  mossa. Non voglio impiegare il resto del pomeriggio solo per il tuo costume.»
Donovan soffocò una nuova risata e Michelle rimpianse di aver lasciato la Falce nella borsa in auditorium. Avrebbe voluto staccargli la testa quando si comportava così.
«Ehm, scusatemi se vi interrompo» una ragazza dalla pelle color cioccolato e treccine di capelli neri raccolte insieme in un’unica coda, si presentò davanti all’entrata dello stanzino-sala costumi. «Volevo sapere a che punto siete?»
«Ciao Kerry, vieni entra» la salutò Betty, girando lievemente la testa. «Se il nostro futuro Romeo la smette di perdere tempo, dovrebbero volerci solo pochi minuti.»
«Se pretendi che mi spogli davanti a tutto questo pubblico, almeno tirate fuori qualche banconota» disse Donovan, facendo oscillare lentamente i pantaloni sotto la vita.
«In realtà in auditorium hanno bisogno di Michelle» rispose Kerry sorridendo.
«Meno male» fece Michelle avanzando verso di lei. «Sono pronta, andiamo.» Uscì prima che Betty potesse voltarsi e che Donovan se ne uscisse con un'altra allusione al suo potenziale futuro da spogliarellista.
Kerry le fu subito accanto in corridoio. «Sei tesa per le prove?»
Michelle sospirò. «In verità non sono fatta per il teatro. Diciamo che sono finita in mezzo a questa storia per sbaglio.»
«Ti capisco. Anche io non sono una fan del club del teatro» spiegò Kerry. «Ma i crediti extra fanno sempre comodo e la professoressa Noxon era davvero disperata per questa messa in scena decisa all’ultimo minuto, tanto che ha accettato chiunque fosse disposto a unirsi per dare una mano.»
«È l’unico aspetto positivo. Così le dive da palcoscenico sono in numero ridotto» disse Michelle. «Anche perché Chas basta e avanza.»
Kerry scoppiò a ridere. «Credo che la pensiamo tutti allo stesso modo su Chas.»
Michelle sorrise a sua volta. Non aveva visto molto Kerry dall’inizio delle prove, ma le sembrava simpatica. «Tu che ruolo hai?»
«Faccio varie comparse e poi do una mano per il resto. Trucco, costumi, richiamare gli attori… vado dove servo.» Kerry arrivò davanti alle porte dell’auditorium e tenne aperta la sinistra, facendosi da parte per far passare l’altra ragazza. «Prego, prima i ruoli principali.»
«Per favore, non farmici pensare.» Michelle la superò ed entrò nell’auditorium. La maggior parte degli zaini e delle borse erano scomparse dai sedili e nessun altro membro del club era presente. «Dove sono tutti?»
Kerry chiuse la porta dietro di sé. «Ho dimenticato di dirtelo. Per oggi le prove sono terminate. La professoressa Noxon ha mandato tutti a casa.»
«Allora perché mi hai riportato qui?»
«Volevamo fare due chiacchiere in privato.» Un ragazzo che assomigliava a Kerry sbucò alla sua sinistra, aveva la stessa pelle scura e gli stessi capelli ricci e crespi. Camminava tranquillo e si fermò a pochi passi da lei. «Non ti faremo fare tardi.»
Michelle ricordò di averlo già visto in mezzo agli altri compagni durante i meeting per lo spettacolo, ma non sapeva il suo nome. «E tu chi sei?»
«È mio fratello gemello Kenny» rispose Kerry. «È tutto a posto.»
Il sentirselo dire, non convinse affatto Michelle. Non le piaceva che fossero ricorsi a un piccolo inganno per condurla lì da sola. «Cosa volete dirmi?»
«Abbiamo solo una semplice domanda da farti» disse Kenny, sorridendo in maniera amichevole. «Dov’è la Falce?»
«Una falce? Non ricordo che ci sia tra gli oggetti di scena» fece finta di non capire Michelle.
«Non renderlo più difficile.» Kerry avanzò, facendosi schioccare le dita della mano destra. «Sai benissimo di cosa stiamo parlando. Evita di prenderci in giro.»
Michelle spostò lo sguardo da una all’altro. Non sapeva come comportarsi. Continuare a negare per prendere tempo, o ricorrere ai suoi poteri e rischiare di fare del male a qualcuno che fin’ora non le aveva fatto nulla?
Kenny fece un passo avanti. «Mia sorella è un po’ rude, ma ti assicuro che non abbiamo cattive intenzioni. Non devi mentire con noi. Siamo al corrente delle stranezze che accadono a scuola e in città.»
«Ah sì? E cosa siete?» domandò Michelle, intuendo che la tattica dell’ingenua non avrebbe retto. «Demoni? Vampiri? Una qualche bestia infernale?»
«Siamo qualcosa di cui dovresti preoccuparti se provi a usare contro di noi i tuoi trucchetti da Dark Michelle» rispose Kerry.
Michelle la fissò sorpresa. «Come fate a saperlo?»
«Te l’ho detto: siamo al corrente di tutto. Diciamo che l’ho visto in anteprima o in diretta, non sono sicuro sui tempi. Comunque era tutto qui» mentre lo diceva, Kenny si tamburellò l’indice destro sulla tempia. «Ora rispondi: dov’è la Falce?»
Michelle non riuscì a capire cosa voleva dire con quella storia di aver visto tutto. Forse i gemelli erano stati presenti in sala mensa quando aveva manifestato i suoi poteri; oppure li avevano spiati in un’altra occasione, ripensandoci né lei e neanche i suoi amici erano stati sempre attenti che non ci fosse qualcuno in giro quando affrontavano minacce soprannaturali.  
«Ammesso che sappia di cosa parliate e dove si trova, perché la volete?»
«Non ti riguarda» sbottò Kerry, con la mascella contratta.
«Possiamo usarla meglio di voi e in un certo senso ci appartiene» rispose Kenny.
«Neanche per sogno.» Michelle si girò e corse verso la fila centrale dei sedili, dove aveva lasciato la borsa con l’arma.
Kerry, essendo più magra di lei, compì uno scatto da maratoneta e l’afferrò per la manica della lunga veste, trattenendola. «Dove credi di andare? Devo farti sputare la risposta con i pugni?»
Michelle era convinta che non fosse una minaccia a vuoto. L’avrebbe fatto sicuramente e senza neanche troppa fatica, a giudicare dalla semplicità con cui riusciva a bloccarla con una mano sola. Sembrava più forte di quanto il suo fisico asciutto e longilineo facesse pensare.
Kenny camminò tranquillo verso di loro e le superò. «La violenza non è necessaria. Basta un po’ di cervello.» S’inserì tra due file di sedili, finché non notò la borsa sul pavimento. S’inginocchio e la raccolse, estraendo la Falce. «Hai visto? Abbiamo comunque ottenuto quello che volevamo.»
«No! Lasciala!» urlò Michelle provando a divincolarsi dalla presa della ragazza. «Non è Vostra! Ridatemela!»
Le porte dell’auditorium si spalancarono sbattendo contro il muro. Michelle, Kenny e Kerry spostarono lo sguardo sull’entrata, dove erano comparsi Donovan, Betty, Billy e Zec.
«Leva la mano dalla nostra amica» intimò Donovan serio.
Kerry lo ignorò e strinse ancora di più il braccio di Michelle. «Che diavolo ci fate voi ancora qui? Credevo ve ne foste già andati.»
Zec mutò d’aspetto con vene scure sulla fronte e sotto gli occhi che preannunciavano il manifestarsi del suo potere. «Sei stata avvertita. Peggio per te.» Allungò le braccia in avanti e staccò telecineticamente Kerry dal terreno e da Michelle e la fece volare contro il palcoscenico.
Kenny corse fuori dalla platea e mise il braccio destro intorno al petto di Michelle in modo che la lama della Falce le sfiorasse il collo. «Fermi o la userò. Come sapevate che eravamo qui?»
«Kerry non è tornata a chiamare Donovan, poi Zec e Billy ci hanno raggiunti dicendoci che le prove erano finite e siamo venuti a cercare Michelle» spiegò Betty. «Passando qui davanti l’abbiamo sentita urlare.»
«Quindi è stato un caso. Il vostro amico non ha avvertito niente di soprannaturale» si compiacque Kenny.
«Perché avrei dovuto?» domandò Billy. «E come fai a sapere del mio senso speciale? E cosa vuoi fare con la nostra Falce?»
«Siete più stupidi di quanto credevamo» rispose Kerry, rimettendosi in piedi e ripercorrendo il corridoio in direzione del fratello, senza mostrare neanche un livido o un graffio. «Tu sei un impostore e noi siamo gli unici e originali.»
Donovan inarcò le sopracciglia. «Che diavolo stai dicendo?»
«Siamo i veri ammazzavampiri» disse Kenny. «I legittimi discendenti delle Cacciatrici.»
«Ma tu sei un maschio» fece Betty poco convinta.
Michelle intuì perché l’amica era scettica, ma poi le tornò in mente un particolare. «Vuoi dire che siete come la Cacciatrice del futuro, quella del fumetto, siete come Fray e suo fratello?»
«Sì siamo come Melaka Fray e Harth» disse Kenny alle sue spalle.
Kerry li raggiunse e si fermò al suo fianco. «Io ho la forza e l’agilità. Lui i sogni profetici e le conoscenze passate.»
«Ma tu hai detto di avermi visto usare i miei poteri in una di queste visioni e questo non è quello che succede a una vera Cacciatrice» disse Michelle con l’arma ancora sotto il mento.
«Ha ragione. Le abilità psichiche di una Cacciatrice creano un collegamento mentale con ciò che chi l’ha preceduta ha vissuto» confermò Billy. «Quindi la conoscenza che hai su di lei da dove deriva? Metà scuola era presente al manifestarsi dei poteri di Michelle, per logica o tra loro c’è una vera Cacciatrice, o siete degli impostori anche voi.»
Kerry lo guardò rabbiosa. «Vuoi una prova? Ti farò sputare i denti a suon di pugni per dimostrasti che ho davvero una forza soprannaturale.»
«Non alzerai un dito contro nessuno di noi» ribatté Betty. «Michelle, quella Falce è nostra, l’abbiamo forgiata noi e tu sai che ha una particolarità che quella della serie tv non possiede. Usala.»
Michelle non dovette riflettere molto per capire a cosa si riferiva, ma non sapeva come poteva fare quello che le chiedeva. «Non so se ci riesco da sola.»
«Non sei sola» rispose Zec. «Ti aiuteremo noi.»
Billy gli afferrò la mano e poi prese quella che gli porgeva Betty. «Ricorda: noi l’abbiamo forgiata.»
Betty le sorrise, mentre Donovan pendeva la mano della ragazza e diceva: «Basta volerlo.»
«Siete patetici oltre che stupidi» replicò Kenny. «Ho io l’arma in mano, cosa credete di poter fare?»
Michelle chiuse gli occhi. Focalizzò nella sua mente l’arma e ripensò alla prima volta che l’avevano usata, quando Billy aveva spiegato loro il segreto derivante dall’averla creata insieme. «Questo!» disse riaprendo gli occhi. La Falce tremò nelle mani di Kenny. Il paletto con cui terminava si staccò e volò in mano di Michelle, mentre la parte a forma di ascia sgusciò dalla presa del ragazzo e volò davanti ai suoi quattro amici.
Donovan l’afferrò e li guardò con un sorriso sarcastico: «Vuoi ancora stabilire chi è originale e chi no?»
Michelle si voltò e puntò il paletto contro Kenny e poi lo mosse verso Kerry. «Ci dovete delle spiegazioni. Perché volete rubarci la Falce?»
Kenny scosse la testa. «Non capite. Noi…»
«Zitto. Non vi dobbiamo nulla» lo interruppe la sorella. «Tenetevi pure l’ascia, per ora. Volevamo darvi una possibilità di uscirne senza danni. Peggio per voi. Non rinunceremo.»
«Ci troverete sempre pronti a difenderla» disse Billy.
Kerry lo squadrò con disgusto. «Tu più di tutti non dovresti toccarla. Ti sei autoproclamato ammazzavampiri, ma non sei degno del nome. Anche se è vero che le Cacciatrici hanno in loro una parte di demone, che le rende oscure, nessuno di voi si è accorto che lui ha più oscurità che luce.»
Michelle si girò d’istinto a guardare Billy e notò che anche gli altri compagni lo fissavano interdetti.
Kerry ne approfittò, prese la mano del fratello e corse come una furia verso le porte. Spintonò Betty e Donovan di lato e scappò con Kenny nel corridoio, diretti all’uscita.
Zec posò la mano sulla spalla di Billy. «Li riacciufferemo la prossima volta e non preoccuparti per quello che ha detto.»
«Già. La loro è tutta invidia» disse Donovan e si voltò verso Betty. «Vero?»
Betty annuì. «Sì, certamente.»
Michelle la osservò e vide che non era affatto convinta. La sua voce diceva una cosa, ma i suoi occhi oltre le lenti rivelavano il contrario. Per qualche ragione che non sapeva spiegarsi, Betty credeva alle ultime parole di Kerry sul conto di Billy.

                                                    

                                                            Continua…?

4 commenti:

Lady Red Moon ha detto...

Che? Come?Cosa? da dove escono mo ti tizi? Ripeto chi è in realtà Billy? Questa è stata la mia reazione quando ho letto questi ultimi capitoli. Tu hai la grande quanto snervante capacità di far spuntare una serie di interrogativi a catena per ogni capitolo oltre che una fantasia davvero allucinante.
Bhe che dire tanta invidia(sapessi scrivere anche io così) e al prossimo cap ^^

Ezio ha detto...

Ciao Lady Red Moon!
Grazie!!! Soprattutto per i tuoi complimenti, mi fanno davvero piacere.
Sapere poi di riuscire a farti arrovellare sulla trama è bellissimo (non sono sadico ;) ) vuol dire che dopo 17 capitoli riesco ancora ad appassionarti. Fai bene a farti delle domande su Billy...
Grazie ancora per continuare a seguirmi.

Lady Red Moon ha detto...

Nooo non sei sadico sei super sadico è decisamente diverso

Ezio ha detto...

Diciamo sadico a fin di bene :P