lunedì 11 gennaio 2016

Adolescenza sulla Bocca dell'Inferno - Puntata 15

15. Come Rovinare un Buon Piano

Appena entrato a scuola, Donovan andò a cercare Michelle e la trovò davanti al suo armadietto, intenta a riporre i libri. «Ciao. Hai qualche novità?»
Michelle chiuse lo sportello e scosse la testa. «Niente da fare. Billy è inavvicinabile e Zec mi ha detto che non spetta a lui fare la prima mossa.» Mise lo zaino in spalla e si avviò nel corridoio. «E tu? Hai avuto più fortuna con Betty?»
Donovan s’incamminò al fianco e rispose: «No. Quando ho provato parlarle mi ha risposto con massimo quattro parole e ha detto che farle fretta non risolve il problema.»
«Chissà cosa ci vorrà mai per far pace.»
«Ammesso che vogliano far pace.»
Michelle lo guardò di sbieco. «È un po’ tardi per i dubbi, non avresti dovuto appoggiare fin dal principio questa idea di non frequentarsi più.»
Donovan si bloccò di colpo. Non era lui il cattivo in quella storia, anzi aveva cercato di mettere in guardia gli interessati, ma non lo avevano ascoltato. «Ho solo pensato che un po’ di spazio facesse bene a tutti. Credevo che servisse qualche giorno per sbollire, al massimo una settimana, non potevo immaginare che quei tre avrebbero tirato avanti questa faccenda per un mese.»
Michelle abbassò lo sguardo. «Ma tu vuoi che ritorniamo a essere un gruppo?»
«E tu?» domandò in rimando guardandola perché lo fissasse negli occhi. «Finora mi hai aiutato a fare da ambasciatore tra di loro, ma non mi hai detto cosa vuoi veramente?»
Michelle alzò il capo. «Era bello essere insieme. Non solo perché  a tutti piace Buffy e ne siamo fan, ma perché condividere la lotta al male mi faceva sentire parte di qualcosa di importante ed essere accettata. Ti sembro una sfigata?»
«No, affatto» rispose Donovan.  Era stato lo stesso per lui. Quando stava con Anika credeva che le bastasse lei, ma in realtà c’era sempre un vuoto che non riempivano come coppia. Con il gruppo invece era diverso, avere quel segreto in comune e ognuno che dava il suo contributo, era come completarsi a vicenda. In più, pensare di rivederli a scuola rendeva più sopportabile andarci e tornare poi a casa a sorbirsi il malumore di suo padre.
«Ehi guarda, Billy è con il preside» disse Michelle, risvegliandolo dai suoi pensieri. «Chissà cosa vorrà da lui.»
Donovan seguì con lo sguardo il compagno che annuiva mentre il preside allampanato gli parlava serio. «Non sembra nei guai» rispose. «Ci vediamo più tardi.» Abbandonò la compagna senza lasciarla replicare e camminò furtivo verso i due.
Fermo dietro alla parete vicino le scale, Donovan li osservò salirle e poi fece lo stesso. Il corridoio del primo piano era deserto, Billy e il preside entrarono nel suo ufficio e l’uomo chiuse la porta. Donovan rimase qualche secondo in attesa sul primo scalino, quando fu certo che non c’era nessuno in giro, sgusciò veloce davanti alle sedie accanto l’entrata dell’ufficio. Si acquattò su quella più vicina alla porta e rimase fermo a origliare le voci all’interno.
«Capisci Billy? Ho cercato di chiudere un occhio per via della tua situazione particolare, ma tu non mi aiuti con un rendimento così… zoppicante.»
«Le assicuro che mi impegno al massimo.»
«Ci credo.» Donovan sentì rispondere al preside con un tono assorto. Ci fu qualche minuto di silenzio e poi riprese. «Ho visto dalla tua scheda che non frequenti nessun corso extra scolastico. Qualche credito in più potrebbe esserti utile.»
«Sì, ma le ho detto che non ho molto tempo libero» replicò Billy.
Donovan notò nella sua voce apprensione e sapeva perché il compagno non volesse impegni dopo la scuola, dato che svolgeva un’attività da ammazzavampiri, pur non potendola rendere pubblica.
«E vivendo da solo e con i controlli dell’assistente sociale ho diverse cose di cui occuparmi oltre ai compiti di scuola» aggiunse il ragazzo.
«Puoi scegliere qualcosa di semplice e poco impegnativo» disse il preside. «Hai saputo del club di teatro? Cercano nuovi membri per la messa in scena in occasione della riapertura dell’auditorium dopo i lavori di ristrutturazione. Non fanno molte rappresentazioni durante l’anno e si tratterebbe di un’occupazione a breve termine. Che ne dici?»
Donovan udì uno scambio di fogli tra i due e poi Billy rispondere: «Ci penserò su.» Si allontanò velocemente dall’ufficio prima che uno dei due o entrambi uscissero. Percorrendo le scale due gradini alla volta, gli venne in mente che forse la riapertura dell’auditorium, i bisogni del club del teatro e gli obblighi di Billy, potevano essere delle buone occasioni da sfruttare a suo vantaggio per risolvere i loro contrasti. Frugò in tasca e afferrò il cellulare. Scrisse velocemente un messaggio a Michelle e gongolò per aver confezionato un piano perfetto senza il minimo sforzo. 

«Perché mi hai fatto aspettare fino ad adesso?» gli domandò Michelle, a braccia incrociate e in piedi davanti all’entrata dell’auditorium, quando Donovan la raggiunse al termine delle lezioni. «Non potevi spiegarmi il senso del tuo sms a pranzo?»
«Se lo avessi fatto, non saresti venuta» rispose Donovan con un sorriso. Spinse la porta d’ingresso ed entrò, seguito dalla compagna.
Michelle si sedette sul primo posto esterno destro dell’ultima fila. «Che ci facciamo qui?»   
Donovan si accomodò alla sua destra. «Guarda chi altro c’è» le disse indicando davanti a loro la manciata di altri ragazzi sparsi nelle varie file delle poltroncine.
Seguendo le indicazioni del ragazzo, Michelle notò a chi si riferiva. Sul lato destro in centro individuò Zec, nella stessa zona ma in prima fila intravide Betty, mentre quattro file davanti a loro era seduto Billy.
«Per la prima volta da un mese siamo tutti nella stessa stanza, senza che qualcuno cerchi di svignarsela» disse Donovan soddisfatto.
Michelle si girò a guardarlo. «Loro sanno che siamo tutti qui? E poi non mi hai ancora detto in cosa consiste il tuo piano.»
«Ho pensato che dovevamo condividere un’attività per riprovare ad essere un gruppo. Poi ho scoperto che Billy doveva frequentare un corso per poter avere dei crediti in più e il preside gli ha proposto il club di teatro. Allora mi sono ricordato che Betty ne faceva già parte ed è bastato iscrivere anche me e te.»
«E Zec? Come sapevi con certezza che sarebbe stato anche lui del club?» domandò scettica Michelle.
Donovan sperava di non dover ammettere quell’unica falla del suo piano. «In realtà non lo sapevo. Ho solo pensato che forse avrebbe cercato di stare vicino a Billy e dato che ha una cotta per lui magari lo avrebbe seguito per scoprire cosa faceva oltre al cacciatore di mostri e finire qui anche lui.»
Michelle non trattenne una risatina. «In poche parole un puro e semplice colpo di fortuna.»
«Se vuoi sminuire così tutta la mia complicata progettazione…» fece Donovan scrollando le spalle e fingendosi offeso, anche se era contento che Michelle fosse rimasta al suo fianco fino a quel punto. «Dai, sarà divertente. Non ti piacciono le luci del palcoscenico?»
«Per niente.» Michelle tornò seria.
Donovan si morse il labbro. Si era tradito troppo presto. Sapeva da solo che se avesse saputo in cosa consisteva il nuovo obbiettivo del club, si sarebbe tirata indietro.
«Donovan, in cosa mi hai cacciata?» chiese minacciosa. «Avevo capito che saremmo rimasti dietro le quinte.»
«Be’… per la riapertura dell’auditorium metteranno in scena “Romeo e Giulietta” e visto il poco preavviso hanno bisogno di più volontari possibili anche per il cast principale.» Donovan vide subito che la sua espressione mutò.
«Te lo puoi scordare. Non reciterò mai davanti a nessuno e di certo non quella lagna strappalacrime.»  Balzò in piedi, ma prima che potesse scappare fuori, Donovan l’agguantò per le spalle e la spinse giù sul sedile.
«Dai Michelle, hai detto che volevi ricostruire il gruppo e questa può essere la nostra unica occasione. Non può essere così male e poi se io sono pronto a correre il rischio di dovermi mettere la calzamaglia davanti a tutta la scuola, devi sacrificarti anche tu.»
Michelle sbuffò, ma alla fine si arrese. «Va bene, speriamo solo che ne valga la pena.»
Donovan tirò un sospiro di sollievo, almeno un problema era risolto, restava da vedere come avrebbero reagito gli altri una volta realizzato di ritrovarsi in quella convivenza forzata. Dovette rimandare le sue riflessioni sulle conseguenze perché la professoressa Noxon, capo del club e autoproclamata regista, uscì da dietro il sipario e batté due volte le mani per attirare l’attenzione dei presenti.
«Benvenuti sia ai nuovi membri, che hai vecchi. Sono felice che abbiate risposto in così tanti alla mia richiesta» disse scendendo dal palco tramite la scaletta alla sua destra e fermandosi a pochi passi dalla prima fila. Si ravvivò i capelli castani vaporosi per effetto della cotonatura e continuò. «Sapete tutti che il tempo scarseggia così deciderò fin da ora i quattro candidati al ruolo dei due protagonisti.» Scrutò con sguardo da predatrice la sala e poi allungò il braccio destro in avanti. «Tu in ultima fila, vieni avanti.»
Donovan la guardò incredulo mentre tutti si giravano a fissarlo. «Dice a me?»
«Sì, come ti chiami?»
«Donovan» rispose.
La professoressa gli fece segno insistente di raggiungerla. «Svelto!»
Donovan si alzò, sentendo la risatina di Michelle che lo accompagnava mentre attraversava il corridoio tra le file dei posti a sedere e arrivava quasi al fianco della professoressa.
«E tu lì in centro, vieni anche tu» disse la professoressa Noxon. «Qual’é il tuo nome?»
«Billy.» Con qualche esitazione si alzò dal suo posto e andò da loro a sua volta.
Donovan si coprì il volto con le mani. Le cose si stavano mettendo male. Non intendeva iniziare una competizione con lui, il suo obbiettivo era risolvere i loro problemi, non crearne di nuovi. Scansò le mani e scambiò un’occhiata con lui sperando che cogliesse il suo dispiacere nell’essere in quella situazione. Billy non gli sembrò più di tanto interessato.
Nel frattempo la professoressa Noxon mandò due ragazzi dietro le quinte per prendere dei materiali e riprese la sua caccia alle due candiate per il ruolo di Giulietta. Passeggiò avanti e indietro per qualche minuto e poi si bloccò sulla fila di destra. «Tu e tu.»
Donovan alzò gli occhi al cielo. La situazione si faceva sempre più complicata. Betty era una delle due prescelte, mentre l’altra era Chas, una ragazza presuntuosa e competitiva.
«Bene, ora che i candidati per Romeo e Giulietta sono stati selezionati, dovranno fare un’improvvisazione sul palco. Proverete con entrambi i partner e poi noi del pubblico valuteremo la coppia più affiatata, che quindi otterrà il ruolo.»
«Professoressa Noxon, dovremmo avere il tempo per entrare nel personaggio» obbiettò Chas, scostandosi la coda di capelli color nocciola dietro le spalle. «Cioè, non può pretendere che ci buttiamo così all’improvviso in un ruolo tanto complesso. Il provino non farebbe risaltare il nostro talento. O almeno il mio.»
La Noxon fece un sorriso di circostanza. «Dovrai accontentarti dei pochi oggetti di scena che ho mandato a prendere e vi farò indossare. E comunque un vero attore si riconosce nel sapersi adattare a ogni situazione.»
Per fortuna i ragazzi con gli oggetti sbucarono in quell’istante alle loro spalle, o Donovan era certo che la discussione tra Chas e la professoressa si sarebbe trasformata in un dibattito sulla buona e cattiva recitazione. Osservò Billy al suo fianco che si lasciò allacciare la cintura pesante con il fodero e una spada dalla lama di plastica e storse il naso quando lo stesso ragazzo fissò invece sulla sua schiena un mantello corto rosso e blu.
Anche Chas non sembrava soddisfatta nel doversi infilare un misero corpetto rosa pallido, al contrario di Betty che sorrise quando vide cosa le era capitato.
«Wow! La Lacrima di Giulietta» esclamò la ragazza, mentre il compagno le chiudeva dietro al collo il fermaglio di una collana e strinse con occhi sognanti nella mano sinistra la pietra gialla a forma sferica appesa alle maglie.
Donovan non riuscì a staccarle gli occhi di dosso, c’era qualcosa di magnetico in quel gioiello e nello sguardo di Betty. Avvertì poi una vampata di calore, come quando restava in camera sua solo con Anika. Ma non era il pensiero della sua ex-ragazza a renderlo così eccitato.
«Perfetto. Direi che possiamo cominciare» disse la professoressa Noxon. «Donovan, sarai il primo, con Betty o Chas a tua scelta.»
Donovan guardò le due ragazze alla sua destra, ma non le considerò. Con una sicurezza e una foga che gli apparvero naturali, si voltò verso Billy, lo afferrò con un braccio dietro la schiena, lo attirò a sé e lo bacio con trasporto sulla bocca.


                                                      Continua…?

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