mercoledì 11 marzo 2015

Il Richiamo dei Gemelli - Puntata 22

Christian ed Emma furono trasportati a riva.
Non sapevano se era stato l’istinto di sopravvivenza, o la prepotenza del mare a condurli fuori dall’acqua, ma erano salvi.
Stringendosi ancora la mano uno in quella dell’altra, si misero in ginocchio. Tossirono quasi contemporaneamente e poi si guardarono in volto.
«Quello che abbiamo visto e sentito era il loro racconto» sussurrò Emma. «Ci hanno rivelato come è successo.»
Christian annuì. «Ezra e Clarissa ci hanno voluto far capire come sono morti. Il modo in cui quel mostro li ha ammazzati.»
Emma si girò verso le onde agitate. «Dove sono adesso? E dov’è Ben Rivas?»
«Non so» rispose il fratello. Scrutò anche lui il mare. Sarebbe potuto diventare una tomba anche per loro, ma i due gemellini avevano agito per impedirlo.
«Emma! Christian!»
I ragazzi si misero in piedi e andarono verso le voci che li chiamavano.
Paolo e Saverio apparvero all’orizzonte, all’ingresso della spiaggia. Percorsero la distanza che li separava in pochi secondi. Erano angosciati, ma vedendo i due giovani fradici e incolumi, si rilassarono.
Paolo allargò le braccia e afferrò i figli, premendo i due corpi contro il suo. «Cos’è successo? Dove eravate finiti?»
«Abbiamo sentito uno sparo e siamo corsi a vedere» aggiunse Saverio ansando.
Christian si allontanò gentilmente dall’abbraccio del padre. «È stato il dottor Ben Rivas. Ci ha minacciato con una pistola e ci ha trascinato su una barca in mezzo al mare.»
«Quell’uomo è un pazzo. Un violento e… un assassino.» Emma singhiozzò, liberandosi della tensione e della paura che aveva represso durante gli ultimi minuti.
Paolo guardò serio, ma anche con estrema dolcezza i figli in volto. «Cosa voleva da voi? Perché vi ha portati fin qui?»
«Non si trattava di noi. Non direttamente almeno.» Christian alzò gli occhi per incrociare quelli di Saverio. «I suoi obbiettivi erano Ezra e Clarissa.»
«I nostri gemelli» disse Emma, asciugandosi le lacrime con le mani.
«Alla fine questa storia è venuta a galla» commentò amaro Paolo.
Saverio si guardò intorno. «Dov’è Ben?»
Emma e Christian si girarono a fissare il mare, riportando poi lo sguardo sugli adulti.
«Non lo sappiamo» rispose Emma.
«Siamo riusciti a buttarci in acqua» continuò Christian. Non era convinto che raccontare la verità fosse una buona idea, o che uno dei due uomini potesse crederci. «Non abbiamo idea di che fine abbia fatto. La barca è scomparsa dal mare.»
«Dobbiamo chiamare la polizia» disse Paolo.
Saverio posò le mani forti sulle spalle tremanti dei ragazzi. Li guardò sereno e i suoi occhi rivelarono che sapeva più di quanto diceva. «È meglio aspettare. I ragazzi sono sotto shock. Andiamo al pub, vi preparo qualcosa di caldo e potremo parlare con calma.»

Sulla porta del Sergent Pine risaltava il cartello con la scritta CHIUSO. Saverio aveva spedito la figlia a casa. Sapeva di doverle dare diverse spiegazioni e raccontarle molte verità taciute a lungo, o almeno parte di esse, ma preferiva farlo in privato.
Uscì dalla cucina reggendo due piatti con pane tostato, wurstel alla griglia e patatine fritte. Li posò davanti a Emma e Christian, che avvolti in pesanti coperte, reggevano le tazze con il tè fumante. Lo sorseggiarono stando attenti a non scottarsi, seduti al tavolo a cui avevano pranzato e cenato negli ultimi giorni.
«Come sapevate dove cercarci?» chiese Christian.
«Il signor Schiavelli ha notato uno strano comportamento nel dottor Rivas fin dal giorno in cui vi ha incontrati» spiegò Paolo. «Si è ricordato di cinque anni fa, quando aveste quell’incidente in mare con sua figlia e il figlio del dottore. Non pensavo che lo avesse sconvolto così tanto, ma dopo il racconto di Pamela su quanto accaduto oggi in piscina, Saverio ha avuto paura che Ben Rivas potesse compiere qualche gesto sconsiderato dove tutto era già avvenuto in passato.»
Saverio prese posto di fronte a loro, accanto a Paolo. «Mi dispiace. Parte di quello che vi è successo è colpa mia. Avrei dovuto avvertirvi delle manie di Ben. Diventa esageratamente apprensivo e protettivo quando si tratta del figlio.»
«Non deve scusarsi. La colpa è anche vostra» aggiunse Paolo, guardando scuro i figli. «Dovevate dirmi che andavate a casa di quel ragazzo. Perché mi avete mentito?»
«Ci dispiace.» Christian strinse ancora più forte la tazza tra le mani. «Avevamo appena scoperto dell’esistenza di Ezra e Clarissa e volevamo qualche spiegazione in più.»
«Tu non ci avevi mai parlato di loro e non sapevamo se eri al corrente che fossero figli della mamma» ammise Emma.
La durezza sul volto di Paolo si sciolse. «A quanto pare ho sbagliato anche io.» Si passò le mani tra i capelli con aria colpevole. «Speravo di poter rimandare ancora… vostra madre era morta da così poco e questa storia era il suo segreto….» Si sforzò di sorridere. «Ezra e Clarissa erano vostro fratello e sorella, ma morirono prima che nasceste. Teresa li partorì quando aveva solo diciotto anni e Ben Rivas era loro padre.»
Emma appoggiò la tazza sul tavolo. «Da quanto lo sapevi?»
«Me lo disse l’estate che venimmo qui» rivelò il padre. «Quando partimmo di furia, le chiesi il motivo e lei mi raccontò tutto una volta giunti a casa. La morte dei bambini era una ferita aperta e si era resa conto che tornare in quella casa e in questa città, le dava solo altro dolore. Le imposi io di tenervelo nascosto finché non foste stati abbastanza grandi per saperlo.»
«In realtà fui io a spingerla a partire. Ci fu quell’episodio terribile in mare quando rubaste la barca» intervenne Saverio. «Vi portammo in salvo, ma Marti rischiò di affogare e Ben si dimostrò instabile. Era come impazzito quando scoprì che voi eravate insieme al figlio. Capii che qualcosa non tornava così convinsi Teresa ad andarsene.»
«Aveva paura che ci facesse del male?» domandò Emma.
Saverio annuì. «Però non immaginavo una cosa del genere.»
Paolo si sporse in avanti sul tavolo. «Come avete saputo dei bambini? Lo avete capito da quei vecchi ricordi trovati in cantina?»
«In parte» ammise Christian. «E anche per altre ragioni.»
Emma gli strinse il braccio. Era restia a parlare a tutti di fantasmi. Poi starnutì un paio di volte.
Christian fece lo stesso.
«Non dovete stare con i vestiti bagnati addosso.» Paolo si alzò e si diresse verso la porta. «Torno con della roba asciutta, così potrete cambiarvi.» Uscì di corsa, lasciandoli soli con il proprietario del pub.

Saverio notò il loro silenzio imbarazzato. «Non dovete vergognarvi. Ora siamo soli e potete parlare liberamente. So che avete visto Ezra e Clarissa. È il momento di essere tutti completamente sinceri.»

                                                     Continua...

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