mercoledì 25 febbraio 2015

Il Richiamo dei Gemelli - Puntata 20

Il mare agitato fece scuotere le onde una contro l’altra, come in una battaglia senza vincitori.
Dentro di sé Emma si sentiva nello stesso modo. Era in preda a una lotta interiore. Scossa e impaurita e anche arrabbiata e confusa. Non capiva cosa avesse portato quell’uomo dall’apparenza rispettabile a condurli fin lì sotto la minaccia di una pistola.
«Perché ci sta facendo tutto questo?» gridò la ragazza dando sfogo al suo tormento. «Perché ha aggredito mio fratello? Cosa c’entra tutto questo con Marti?»
«Lo sapete benissimo» urlò a sua volta Ben. «È di questo che volevate avere informazioni, o sbaglio? Ve lo hanno detto loro!»
«Di che diavolo sta parlando?» domandò Christian. Intuiva a cosa si riferisse, o meglio a chi, ma non giustificava il suo comportamento.
«Non prendermi per il culo» inveì l’uomo. «Ti ho sentito l’altra sera, proprio davanti all’acqua, mentre ripetevi il finale di quella filastrocca. Non potevi conoscerlo, solo loro lo sapevano. Quella strofa, gliela ho insegnata io.»
«Sta parlando di Ezra e Clarissa» ragionò Emma ad alta voce. «Allora li ha conosciuti.»
«Quei due piccoli bastardi mi hanno dato il tormento.» Nella foga delle sue risposte, Ben agitò freneticamente la pistola. «Sono sempre riuscito a tenerli a bada. Anche dopo che è nato Marti. Ho divorziato e l’ho mandato via, così che non potessero manifestarsi. La mia sola presenza non bastava!»
Entrambi i gemelli realizzarono cosa significasse quella frase. Il dottor Rivas era a conoscenza della leggenda sui fantasmi e su come potessero acquisire forza dai consanguinei.
«Lei era loro padre» dissero all’unisono Emma e Christian.
Sentirlo ripetere ad alta voce, ebbe uno strano effetto sull’uomo. Si immobilizzò a fissarli. Quello smarrimento durò però solo un istante. Riprese il controllo della situazione. «Credevo di non dovermi più preoccupare, anche se vedevo poco mio figlio, sapevo che era al sicuro. Ma poi, cinque anni fa siete comparsi voi e loro sono tornati. Hanno cercato di annegare Marti e lo hanno rifatto oggi. Siete maledetti. Voi permettete a quei due demoni di agire liberamente e quindi non posso lasciarvi in circolazione.»
«Non si è fermato a pensare perché ce l’hanno tanto con lei?» tentò di farlo ragionare Christian. «Proviamo a comunicare con loro. Se ci spiegano perché provano tanto rancore potremmo…»
«Taci!» lo zittì bruscamente Ben, alzando la canna della pistola all’altezza del volto del ragazzo. Si guardò intorno e individuò la barca che era stata spostata la notte prima e che lo aveva costretto alla fuga. La indicò con un cenno della testa. «Trascinatela in acqua.»
Emma guardò terrorizzata il fratello. «Aspetti possiamo…»
«Subito» sbraitò Ben.
Christian prese la sorella per mano e la portò con sé verso la barca. La spinsero contro le onde, lasciandola galleggiare sulla riva.
Ben controllò che all’interno ci fossero i remi e poi disse: «Salite a bordo e spostiamoci verso il largo.»
I gemelli gauardarono con terrore il mare mosso e poi l’uomo con l’arma ancora pronta a fare fuoco contro di loro. Entrarono all’interno della barca e si sedettero ognuno a un lato. Afferrarono un remo a testa, mentre il dottor Rivas prendeva posto di fronte a loro.
I ragazzi iniziarono a remare con fatica per contrastare l’impeto dell’acqua e la barca si avviò sempre più lontano dalla spiaggia.
Christian guardò il loro rapitore dritto negli occhi. «Non la farà franca.»
«Io dico di sì» replicò lui.
«Se ci spara, non le basterà buttare i nostri corpi in mare» fece Emma. «Il rumore richiamerà sicuramente qualcuno in spiaggia e la vedranno tornare con la barca. Sarà condannato.»
Ben sorrise minaccioso. «Non ho alcuna intenzione di spararvi.» Si alzò lentamente in piedi. «Qui può andare bene. Fermatevi.»
I due ragazzi ritirarono a bordo i remi.
«Cosa vuole farci?» domandò Christian, valutando se prendere tempo potesse tornare a loro favore.
«I vostri fratellini non ve lo hanno detto?» chiese Ben sarcastico. «Ricreeremo tutto come allora, così Ezra e Clarissa avranno compagnia e non si impicceranno più della mia vita.»
Emma si portò le mani alla bocca. «O mio Dio» esclamò. Scostò le dita dalle labbra. «Non fu un incidente. È stato lei a ucciderli.»
«Ha ammazzato i suoi figli» esclamò sconvolto Christian.
L’espressione di Ben fu stravolta dalla rabbia. «Non erano figli miei. Teresa mi ha incastrato. Ha aspettato dieci anni, ha aspettato che mi fossi fatto una posizione e poi mi ha buttato addosso questa bomba. Mi ha nascosto di proposito la verità. Voleva obbligarmi a mantenerli. Dovevo rinunciare a tutto, alla carriera, al mio futuro, per uno sbaglio compiuto a diciotto anni.»
«Resta il fatto che erano suoi figli» ripeté Christian.
Ben si buttò in avanti, facendo dondolare la barca, già scossa dal mare mosso. Afferrò con la mano libera la maglia del ragazzo e lo strattonò malamente. «Piantala di dirlo. Non erano miei figli! Ezra e Clarissa non erano miei figli!»
«Sei cattivo, papà» due voci sovrastarono il fragore delle onde.
Ben si girò di scatto nel panico. I figli che ripudiava erano su quella barca. 
In piedi nel capo opposto al suo, Clarissa ed Ezra lo fissarono rancorosi.


                                             Continua...

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