mercoledì 18 febbraio 2015

Il Richiamo dei Gemelli - Puntata 19

Emma osservò spaventata l’arma puntata contro di loro. «Cosa sta succedendo?»
«Silenzio!» gridò Ben Rivas. «Consegnatemi i cellulari.»
I due ragazzi presero i cellulari dalle rispettive tasche dei jeans e li porsero all’uomo. Lui cacciò frettolosamente le lettere nella tasca dell’impermeabile e fece lo stesso con i telefoni.
«Camminate davanti a me e non fate scherzi» ordinò.
«Dove dobbiamo andare?» domandò Christian, maledicendosi per non essere stato più veloce nel mettersi al sicuro insieme alla sorella.
«Proseguiamo per la spiaggia» rispose Ben. Premendo la canna della pistola contro le loro spalle, li spinse a girarsi e muovere il primo passo. «Lì nessuno ci disturberà.»
I due giovani si mossero, seguiti dall’uomo. Attraversarono la strada e raggiunsero il muretto che introduceva alla distesa di sabbia.
«Perché ci sta facendo questo?» chiese Emma.
«Tuo fratello sa perché» replicò Ben. «Ti sei ricordato di avermi già incontrato, non è vero?»
«È l’uomo che mi ha aggredito qui una sera fa» spiegò Christian.
Emma respirò affannosamente per la paura. «Ma avevi detto di non averlo visto in faccia.»
«È stata la sua Acqua di Colonia a tradirlo. Quell’odore mi è rimasto impresso, anche se stavo per soffocare.»
«Sapevo che portavate guai. L’ho capito fin dal primo momento in cui mi hanno detto chi eravate.» Ben agitò nuovamente la pistola. «Andiamo in spiaggia, avanti!»
I ragazzi scavalcarono il muretto senza fiatare. L’uomo li imitò tenendoli ancora sotto tiro. Avanzarono tra le piccole dune, isolati da tutti, arrivando fin sulla battigia.
«Fermi» ordinò l’uomo. Prese i due cellulari dalla tasca e li lanciò in mare. Le onde li attirarono in profondità, facendoli scomparire nel loro abbraccio. «Non correremo il rischio di essere disturbati.»
«Nostro padre ci sta aspettando. Si insospettirà e verrà a cercarci» gridò Emma, sperando di avere ragione.
«In questo caso è meglio che ci sbrighiamo.» ribatté Ben. «Prima mi libererò di voi, prima mio figlio starà meglio.»

Paolo La Vigna spinse soddisfatto la porta d’ingresso del Sergent Pine. Ripensò a come era riuscito a concludere velocemente le trattative per dare l’incarico all’agenzia immobiliare di vendere la casa della moglie e si sentì sollevato. Finalmente quel capitolo della sua vita sarebbe stato chiuso per sempre.
L’uomo si guardò intorno cercando i figli, a cui aveva dato appuntamento, sperando che notassero il suo post-it attaccato al tavolo.
Saverio Schiavelli gli andò incontro con un’espressione seria e burbera. «Oggi pranza da solo?»
«No, aspetto i miei figli» rispose Paolo. «Dovrebbero arrivare a momenti.»
«Davvero?» domandò l’altro insospettito. «So che avevano appuntamento con mia figlia e lei ha voluto l’intera giornata libera.»
Paolo non seppe cosa rispondere. Emma aveva chiesto il permesso di fare un giro, ma non aveva accennato di aver già preso accordi con Pamela. Se i figli gli avevano mentito, non se ne spiegava il motivo.
«Non ne era al corrente» constatò Saverio, leggendolo sul suo volto. «È meglio che li chiami per accertarsi dove sono.»
Anche se non apprezzava l’intromissione dell’altro uomo, Paolo prese il telefono cellulare dalla tasca e richiamò dalla rubrica il numero della figlia. Lo appoggiò all’orecchio e sentì la voce registrata che annunciava che l’utente non era raggiungibile. Ripeté l’operazione con il numero di Christian e ricevette la stessa risposta. «Devono averlo spento. O sono da qualche parte con poca ricezione.»
Saverio si adombrò. «Vado a prendere il mio e chiamo Pamela.» Diede le spalle al cliente, pronto a tornare in cucina dove era rimasto il suo cellulare, quando la porta del locale si spalancò.
Pamela entrò trafelata e sconvolta e si impalò davanti ai due uomini che la fissavano. «Papà, signor La Vigna…»
«Dove sei stata?» le domandò Saverio con fare inquisitorio.
«È successa una cosa tremenda. Ero a casa di Marti, stavamo divertendoci in piscina, poi lui e finito sul fondo. Non ho capito come, ma non riusciva a risalire e poi finalmente è riemerso, ma non respirava.»
«I miei figli erano con te?» domandò Paolo agitato.
«Sì… pensavo lo sapesse» rispose Pamela sorpresa. «Sono usciti da casa di Marti quando è arrivata l’ambulanza.»
«Quale ambulanza?» chiese Saverio.
«Quella che mi ha fatto chiamare il dottor Rivas. Per fortuna è rientrato al momento giusto, credo per pranzare con Marti ed è intervenuto subito. Ha cercato di rianimare Marti senza riuscirci e così siamo andati all’ospedale» raccontò Pamela, senza prendere fiato.
Paolo si sforzò di mantenere un contegno. «Mi dispiace per il tuo amico, ma dove sono adesso Emma e Christian?»
Pamela scrollò le spalle. «Non lo so. Sono andata in ospedale con il dottor Rivas e sono rimasta finché la situazione non si è assestata. Possiamo provare a chiamarli, volevano essere messi al corrente in caso di novità.» 
«I loro cellulari sono staccati» rivelò Paolo.
«Probabilmente hanno la batteria scarica. Intanto chiamo il dottor Rivas, per aggiornarlo» Pamela si avviò verso la cucina.
«Ben non era con te in ospedale?» domandò Saverio allarmato.
La ragazza si voltò verso il padre. «È rimasto lì per un po’, ma la situazione non migliorava. I dottori si ostinavano a dire che nei polmoni di Marti c’era acqua di mare, così mi ha chiesto di restare mentre lui andava a risolvere il problema. Prima però volevo cambiarmi, non ho avuto...»
Saverio afferrò la figlia per entrambe le braccia e la scosse violentemente. «Ti ha detto dove andava?»
«Papà, mi fai male!» brontolò lei.
«Pamela, è molto importante, cosa ha detto Ben?» domandò ancora Saverio, allentando la presa sulla figlia, visibilmente agitato.
Pamela si preoccupò per quella reazione. «Ha parlato del mare e di come tutto è legato a quel luogo. Non so cosa volesse dire, forse pensa che ci sia qualcosa nell’acqua che ha fatto male a Marti.»
Saverio staccò le mani da lei. «Rimani qui e pensa tu al locale.»
«Ma papà io…»
«Fai come ho detto!» ribadì l’uomo. Si rivolse quindi a Paolo. «Venga con me, dobbiamo andare di corsa in spiaggia.»
«Perché? Mi vuole spiegare cosa sta succedendo?» domandò Paolo interdetto.
Trascinandoselo dietro verso la porta, Saverio rispose: «I suoi figli corrono un grande pericolo.»

                                                 
                                                     Continua...

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