mercoledì 11 febbraio 2015

Il Richiamo dei Gemelli - Puntata 18

«Promettimi che, qualsiasi cosa scopriremo, non coinvolgeremo papà» disse d’un tratto Emma, camminando al fianco del fratello.
Christian si girò a guardarla. «Non credi che sia un po’ tardi? Le lettere erano nello scrittoio, nella camera che lui ha svuotato e in cui dorme.»
«Magari le ha viste, ma non le ha lette» ipotizzò Emma.
«Ok, ma se papà arriva mentre stiamo per parlare con Saverio, che facciamo?»
«Convinciamo Saverio a seguirci in un luogo più appartato.»
«Ti ricordo, che potrebbe essere l’uomo che mi ha aggredito in spiaggia.» Christian ripensò a quello spiacevole episodio. «Fisicamente sembrerebbe corrispondere alla persona che ha provato a strangolarmi e a questo punto potrebbe anche avere un movente che non sappiamo.»
«Non ne siamo sicuri» gli fece presente Emma. «Ad ogni modo saremo insieme e non ci allontaneremo troppo dal pub. Se anche fosse lui il tuo assalitore, non lo rifarebbe con papà e Pamela nelle vicinanze.»
Assorti nella conversazione, i due non si accorsero di un automobile che si accostava al marciapiede su cui avanzavano. «Emma! Christian!» chiamò il conducente.
I ragazzi si voltarono e dal finestrino abbassato riconobbero Ben Rivas.
«Buongiorno dottore. Va tutto bene?» domandò Emma, fermandosi e sentendosi responsabile per quanto accaduto a Marti, ora che avevano scoperto la loro parentela con i due fantasmi.
L’uomo parcheggiò l’auto. Spense il motore e uscì dalla vettura. «Volevo darvi notizie di mio figlio e scusarmi per come vi ho trattato.»
«Non si preoccupi, era una situazione complicata» lo giustificò Christian. «Come sta Marti? Si è ripreso?»
«Purtroppo non ancora.» Ben si affiancò ai giovani e prese a camminare, imitato dai due. «Dalle analisi risulta che i suoi polmoni contengono acqua marina.»
«Acqua marina?» gli fece eco Emma. «Quella della sua piscina era normalissima acqua.»
«Lo so e ho continuato a ripeterlo ai miei colleghi all’ospedale.» Il tono di Ben rivelava il suo terrore nel non saper dare un senso a quella stranezza. «E restando in tema di fatti inspiegabili, quell’acqua continua a riformarsi nei polmoni. Non riescono a liberarlo.»
Christian annuì per circostanza. Dava per scontato chi fossero i responsabili di quella situazione. Per lui era sicuramente un trucco di Ezra e Clarissa, ma non lo disse ad alta voce.
«Ammetto di essere in pensiero.» continuò Ben. «Voi avete notato qualcosa di insolito mentre andava sott’acqua?»
Sia Christian che Emma scossero la testa. Superarono il Sergent Pine senza prestare troppa attenzione e al ragazzo venne in mente di sfruttare la conoscenza passata dell’uomo con sua madre per svelare il mistero sul rancore dei gemelli e salvare la vita a Marti.
Christian si fece coraggio e chiese: «Posso farle una domanda personale, dottore?»
Emma guardò il fratello interdetta, non capendo le sue intenzioni.
L’uomo lo fissò, esitando per pochi istanti. Poi disse: «Cosa vuoi sapere?» 
«Lei, Saverio e nostra madre eravate molto amici, vero?»
Ben annuì.
«Vi siete conosciuti quando eravate giovani?» domandò Christian.
«In pratica ci conoscevamo da quando siamo nati. Come avete visto la città è quasi come un paesino e i bambini che iniziavi a frequentare da piccolo, sarebbero stati tuoi amici per tutta la durata degli studi, li incontravi ogni giorno e non cambiava a meno che non te ne andavi via di qui.»
«E voi tre progettavate di andarvene?» s’intromise Emma.
Ben sorrise. «Io e Saverio avevamo idee opposte. Lui voleva lasciare questa città il prima possibile. Io volevo restare e farmi una posizione. Vostra madre invece cambiava idea in continuazione. Teresa ripeteva sempre che voleva prendersi il meglio della vita in questa città e se non ci fosse riuscita, se ne sarebbe andata altrove a cercare la sua strada.»
Il gruppetto era arrivato quasi al termine del marciapiede. Oltre la strada li attendevano gli ingressi degli stabilimenti balneari.
«Avete voglia di accompagnarmi in spiaggia? Voglio raccogliere un campione d’acqua per analizzarlo» propose Ben, cambiando discorso. «Potremmo continuare a chiacchierare di Teresa.»
«D’accordo» accettò Emma.
Mentre si avviavano sulla strada, Christian chiese: «In verità c’è solo un particolare che vorremmo sapere. Lei ha conosciuto gli altri figli di nostra madre?»
Ben si fermò di colpo, costringendo i due ragazzi a voltarsi per guardarlo. Una coppia avvinghiata a una motocicletta apparve all’improvviso, sfrecciando a tutta velocità. Il dottor Rivas si sporse  avanti e afferrò entrambi i gemelli, attirandoli indietro accanto a sé.
A contatto con l’impermeabile beige dell’uomo, Christian avvertì un odore familiare. La fragranza di Acqua di Colonia con un’essenza più accentuata delle altre lo investì. L’olfatto risvegliò nella mente un ricordo recente. Le mani dell’assalitore sul suo collo e il profumo che emanava mentre lo strozzava.
Il ragazzo si staccò di scatto dalla presa di Ben e nel movimento gli scivolarono dalla tasca le lettere di Saverio per sua madre, depositandosi per terra.
Christian lo scrutò in volto incredulo. Il suo senso non lo tradiva. Quello era l’uomo che lo aveva assalito.
Ben si girò verso di lui. «Dovete stare attenti quando attraversate.»
«Sì certo. Ora dobbiamo tornare indietro» rispose sbrigativo Christian.
«Il dottore non ci ha ancora risposto» disse Emma, sorpresa della misteriosa fretta del fratello.
«Non importa. Ne parleremo un’altra volta» replicò il ragazzo, sperando che la sorella riuscisse comunque a capire che c’era una ragione se agiva in quel modo.
Ben sembrava confuso da quel cambio di programma. «È tutto a posto? Non mi dispiace ricordare i vecchi tempi.» Poi notò i fogli per terra accanto a Christian. Si chinò a raccoglierli con la mano sinistra e riconobbe la calligrafia di Saverio. Si soffermò a leggerli e la tranquillità della sua espressione svanì.
Christian oltrepassò l’uomo e prese la sorella per mano. «Scappiamo!»
«Che ti prende?» domandò Emma.
Ben Rivas infilò fulmineo la mano destra nella tasca dell’impermeabile e la estrasse reggendo una pistola. La puntò contro di due ragazzi e intimò: «State fermi dove siete.»


                                                           Continua...

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