mercoledì 4 febbraio 2015

Il Richiamo dei Gemelli - Puntata 17

Trascorsero diversi minuti di completo silenzio. Entrambi i gemelli stavano indagando su un passato che li tormentava, su segreti che speravano svelassero le assurdità degli ultimi giorni.
«Bingo!» disse Emma all’improvviso. «Vieni a dare un’occhiata. Ho scoperto qualcosa.»
«Anche io» ribatté Christian. Si sedé sul bordo del letto accanto alla sorella, tenendo le ultime due lettere in mano.
«Prima io.» Emma incrociò le gambe, ci sistemò il portatile sopra e guardò seria il fratello. «Quasi venti anni fa una coppia di bambini gemelli morì tragicamente durante una gita in mare. Sembra che siano rimasti soli in mezzo alle onde agitate e siano affogati, nonostante l’intervento del bagnino di portarli in salvo.» Emma fece una pausa. Non aveva finito ancora di leggere l’articolo e la rivelazione successiva la colse impreparata. «I loro nomi erano Ezra e Clarissa McKenzie, figli di Teresa McKenzie.»
«Eravamo fratellastri.» Christian lo disse senza emozione.
Lei lo guardò con gli occhi sgranati. «Non sembri sorpreso.»
«Tu non avevi nessun dubbio? Voglio dire, abbiamo trovato le loro culle e il resto giù in cantina… non ho mai creduto veramente alla storia degli amici di famiglia.»
«Mamma li ha avuti prima di noi. E non ce ne ha mai parlato» commentò la ragazza. «È strano saperlo adesso. Se le nostre teorie sono esatte, la prima volta che li abbiamo conosciuti erano già dei fantasmi.»
«C’è scritto chi era il padre?» domandò Christian.
Emma fece scorrere la pagina web. «No, non viene menzionato.»
«La mamma probabilmente lo ha detto solo al diretto interessato.» Christian aprì le lettere piegate, posandole sulla tastiera del portatile. «Sono state scritte da Saverio Schiavelli, e indirizzate alla mamma, dal 1994 fino a tre anni fa. In tutte dice di essere affranto per quello che è accaduto ai gemelli, di capire il suo dolore e di sentirsi da cani per non poter fare qualcosa per cambiare il passato.»
«Aspetta, stai insinuando che la mamma aveva avuto una storia con Saverio e che lui era il padre di Ezra e Clarissa?»
«Sappiamo che erano amici da ragazzi e Saverio ha cambiato atteggiamento con noi appena ha saputo che eravamo figli della sua vecchia amica Teresa. Due indizi formano una prova.»
«Stai correndo un po’ troppo» lo rimbeccò la sorella. «Quelle che scrive in queste lettere possono anche essere le parole di conforto di un vecchio amico e basta.»
«E cerca di confortarla per anni? Sono dieci lettere, quasi una all’anno» replicò il fratello. «Inoltre spiegherebbe perché ce l’hanno con Pamela: sono arrabbiati perché Saverio ha avuto un’altra figlia, mentre non ha voluto conoscere loro.»
«Non sono convinta. È troppo contorto, anche se i bambini hanno avuto modo di maturare un’idea di vendetta, questa è più adatta a un maniaco adulto.»
«Però spiegherebbe perché Ezra e Clarissa continuano a infestare la città» rispose il ragazzo. «Vogliono punire il padre.»
«No. Pamela mi ha raccontato che quando vengono avvistati, i due gemelli fantasma chiedono della madre.»
«Eppure ci deve essere un motivo per cui continuano a rimanere in questo luogo. I fantasmi rimangono nel mondo terreno quando hanno qualcosa di irrisolto.» Christian strappò dalle gambe della sorella il portatile, facendo cadere le lettere sul copriletto. «Voglio controllare una cosa.»
Emma lo lasciò fare, assorta nei suoi pensieri. «Nell’articolo dicono che sono morti per un incidente, ma nel mio sogno, il primo che ho fatto quando siamo arrivati in questa casa, Clarissa affogava perché qualcuno la trascinava sott’acqua.»
«Come se fosse stata assassinata?» domandò il fratello sollevando gli occhi dallo schermo. «La morte violenta è una ragione per cui si cerca vendetta.»
«Forse dovremmo smetterla qui. Questa storia inizia a spaventarmi.»
Christian la ignorò e continuò a digitare frasi e consultare siti internet. «Interessante» affermò a un certo punto.
«Cosa?»
«A quanto pare, secondo le credenze delle città di mare come questa, il sale che si diffonde dall’acqua nell’aria crea una barriera naturale contro spettri e fantasmi.»
«Si, Pamela me ne ha parlato» disse Emma.
«E il modo per aggirare questa barriera è che nella città in questione ci sia un consanguineo per ogni spettro» continuò lui, alternando lo sguardo tra lo schermo e sua sorella. «Così possono attingere forza da loro, manifestandosi più frequentemente e nitidamente, arrivando a poter usare capacità soprannaturali.»
«E sai cosa significa questo?»
«Che Ezra e Clarissa ci riescono grazie al fatto che siamo arrivati noi.»
«Sì e anche che la tua teoria sul padre è completamente sbagliata» aggiunse Emma. «Se Saverio e Pamela fossero loro consanguinei, Ezra e Clarissa sarebbero ben visibili più spesso durante tutto l’anno, rivoltando barche o affogando persone senza fatica, prendendo energia da lui e anche da Pamela. Invece, in base ai racconti di chi li ha avvistati, sono riusciti a farlo solo cinque anni fa e ultimamente, dopo il nostro arrivo.»
Christian storse il naso, sua sorella aveva ragione e lui odiava quando succedeva. «Ok. Comunque Saverio sa qualcosa. Di sicuro ha riconosciuto i fantasmi, ma non lo ha rivelato a nessuno, nemmeno a sua figlia.»
«Questo è vero.»
«Quindi dobbiamo andare da lui e fargli sputare la verità» disse Christian risoluto.
Emma inarcò un sopracciglio. «E come speri di riuscirci?»
«Raccontandogli quello che abbiamo scoperto e usando queste come prove.» Il ragazzo sventolò le lettere davanti al volto della sorella.
Emma cercò di sottrargliele. «Non puoi. Sono personali. Appartengono alla mamma!»
«Noi potremmo essere in pericolo. E gli altri suoi figli stanno meditando vendetta contro qualcuno» le fece notare Christian. «Credi che si opporrebbe se sapesse che queste lettere potrebbero aiutare a salvare noi, Marti e forse dare anche la pace a Ezra e Clarissa?»
Emma lasciò cadere le braccia lungo i fianchi. «Va bene, faremo come vuoi tu.»
Christian spense il computer. «Sbrighiamoci. Abbiamo un appuntamento al Sergent Pine.»

                                                   Continua...

Nessun commento: