mercoledì 28 gennaio 2015

Il Richiamo dei Gemelli - Puntata 16

Christian ed Emma camminavano con passo spedito per la strada deserta che li avrebbe ricondotti a casa della madre.
«Ti ripeto che sono stati loro» sibilò Christian.
«Ne sei proprio sicuro?»
«Ho visto Ezra e Clarissa due volte a casa del dottor Rivas. Quando siamo andati a cambiarci e poi mentre Marti era bloccato sul fondo della piscina. Lo fissavano in quel modo.»
«In che modo?» chiese Emma. «Intendi come nel sogno?»
Il fratello annuì. «Che in realtà è un ricordo.»
«Ok, ma che senso ha? Fino a ora Ezra e Clarissa ci hanno voluto aiutare. Hanno cercato di metterci in guardia su un pericolo. Non sono mai stati aggressivi.»
Il ragazzo si strofinò con la mano sinistra i capelli umidi, un gesto abituale quando cercava di schiarirsi le idee. «Ieri sera, prima di portarmi in spiaggia, Ezra mi ha chiesto scusa per l’altra volta.» Ci ripensò per pochi istanti e aggiunse: «Non l’avevo capito in quel momento, ma si riferiva a cinque anni fa, all’incidente in mare.»
«Vuoi dire che sono stati loro a far capovolgere la barca quella volta?»
«Chi altro poteva? Ezra si scusava per aver fatto cadere in acqua anche noi, ma a quanto pare in realtà il loro obbiettivo era Marti.»
«Perché?» domandò Emma scettica. «Per quale motivo sono arrabbiati con Marti?»
«Non lo so, magari vogliono colpire qualcun altro attraverso lui.»
«Mi sembra un piano troppo complesso per due bambini così piccoli.»
«No, quello è solo il loro aspetto» replicò Christian. «Sono più vecchi, cioè sono spettri da diverso tempo, non sono cresciuti nel corpo ma hanno avuto modo di osservare e imparare tanto, compresi vari modi per fare del male.»
Emma cominciava a dare credito alla sua versione. «Pamela mi ha raccontato che la storia dei fantasmi circola da circa venti anni.»
«Pamela!» le fece eco il fratello, fermandosi accanto alla cassetta della posta con sopra stampato il cognome MCKENZIE. «Era presente sia cinque anni fa, che oggi. Forse è lei che vogliono far soffrire e usano il suo ragazzo per punirla.»
«Punirla di cosa?»
Christian ci rifletté. «Non lo so. Però se abbiamo ragione e i fantasmi della sua storia sono Ezra e Clarissa, forse la ragione del loro comportamento è legato al modo in cui sono morti.»
Emma estrasse il mazzo di chiavi dalla tasca dei jeans. «Non abbiamo scelta: dovremmo metterci a studiare.» Infilò la prima chiave nella serratura del cancello e lo fece scattare. Lo spostò con un cigolio e s’incamminò nel giardino, seguita dal fratello.
«Vuoi fare i compiti? I libri di scuola sono rimasti a casa e abbiamo…»
Emma si voltò e lo guardò di sbieco.
«Oh… ti riferisci a fare ricerche su Ezra e Clarissa» disse Christian imbarazzato.
«Esatto.» Emma prese tra l’indice e il pollice la seconda chiave e aprì anche la porta di casa.
Il ragazzo entrò dopo di lei e la chiuse dietro di sé. «E dove pensi di cercare?»
Emma lo fissò come se la risposta fosse ovvia. «Nell’unico posto in cui ci sono quasi sempre tutte le risposte.» Perlustrò la casa e chiamò a gran voce: «Papà. Papà. Siamo tornati.»
Christian si fermò nel salotto, vicino al tavolo e notò un post-it giallo appiccicato nel centro. «Non è in casa» disse alla sorella. Appena lei fu rientrata nella stanza lesse il messaggio sul foglietto. «“Sono all’agenzia immobiliare per le ultime firme. Ci vediamo al pub per pranzo. Papà.”» Accartocciò il messaggio. «Adesso mi spieghi dove pensi di trovare le risposte che ci servono?»
Emma sorrise. «Su internet. E se ci sbrighiamo, papà non lo scoprirà.»
I due ragazzi entrarono nella camera da letto matrimoniale in cui si era insediato il padre. Il computer portatile era abbandonato sul piumone scuro. Emma lo aprì e premendo il bottone dell’accensione, si concentrò per individuare username e password nei primi due tentativi.
Christian rimase a osservare la stanza. Non ci era entrato da quando avevano messo piede in casa. Gli sembrava piccola e non confortevole come si immaginava un luogo del genere, quasi che avesse perso, o le fosse stata rubata, quella qualità. Gli armadi erano addossati alla parete sinistra, con le ante aperte e svuotati dagli abiti che contenevano. Lo scrittoio antico era posto quasi di fronte al letto e l’apertura scorrevole era abbassata. Era curioso di sapere cosa conteneva quel vano. Andò verso il mobile, lo sollevò e all’interno trovò solo una fotografia in una cornice di plastica bianca e una decina di buste impilate. 
Il ragazzo afferrò la foto e riconobbe la madre, raffigurata mentre abbracciava due bambini: Ezra e Clarissa. C’era gioia e amore nel suo sguardo e li stringeva a sé con affetto. Nello stesso modo in cui stringeva lui e sua sorella nelle loro foto da piccoli.
«Sono un genio» esultò Emma, facendo girare il fratello verso di lei. «Indovinate username e password al primo tentativo.»
«E adesso?» domandò Christian, posando la cornice e prendendo il plico di buste.
«Cerco nell’archivio del giornale locale qualche notizia sui nostri fantasmi.»
«Sai il nome del giornale locale?»
«Ce ne era una copia nella stanza in cui Marti ci ha fatto cambiare» rispose lei, senza alzare gli occhi dallo schermo e digitando freneticamente le lettere sui pulsanti della tastiera.
Christian tornò a darle le spalle e osservò le buste. Erano indirizzate tutte a sua madre, Teresa McKenzie, riportando il cognome da nubile. Girò la prima e sul retro lesse il nome del mittente: Saverio Schiavelli.
Incuriosito e insospettito, Christian estrasse il foglio che conteneva la prima e dopo le righe iniziali, intuì che era una lettera. Controllò gli indirizzi sulle altre ed erano tutte uguali.
Prese a leggerle, seguendo l’ordine cronologico in cui erano state scritte. Mano a mano che le parole scorrevano sotto i suoi occhi, iniziò a farsi un’idea su quale segreto celassero. Sollevò lo sguardo e fissando la foto di sua madre con Ezra e Clarissa realizzò che nel passato della donna c’era molto più di quanto avessero potuto immaginare.


                                                             Continua...

2 commenti:

Fefi ha detto...

Ora mi sto proprio incuriosendo.Ho una mia idea sui due fantasmini...

Ezio ha detto...

Ciao Fefi! Sono contento di aver suscitato la tua curiosità... spero di riuscire anche a sorprenderti...