mercoledì 7 gennaio 2015

Il Richiamo dei Gemelli - Puntata 13

Christian si rigirò più volte nel letto. Gli eventi della serata lo avevano scosso e pensò di non riuscire ad addormentarsi. Un paio d’ore dopo però, iniziò a rilassarsi e sentì il suo corpo cadere nel piacevole torpore che precede il sonno.
Sognò di essere bambino nell’estate di cinque anni prima. Era seduto in barca con sua sorella, Pamela e Marti. Proprio il ragazzino aveva guidato la spedizione, avendo l’idea di prendere l’imbarcazione e remare fino a che la spiaggia non fosse stata latro che un’immagine lontana. Nessuno degli adulti li aveva visti e si sentivano eccitati per essere riusciti nel piano.
La barca galleggiava ferma da qualche minuto e lui e Marti reggevano stanchi un remo a testa con entrambe le mani.
«Cosa facciamo?» chiese Pamela.
«Sempre a fare domande» rispose irritato Marti.
«Ci hai trascinato tu fin qui» ribatté lei.
Christian guardò la sorella. I due amici erano simpatici, ma litigavano troppo spesso. Emma scrollò le spalle.
Marti e Pamela erano ancora impiegati a discutere, quando la barca fu scossa da tremiti, come sotto l’effetto di un mare agitato. L’acqua intorno ribollì e prima che qualcuno potesse dire qualcosa, l’imbarcazione si impennò. Tutti e quattro finirono sul lato opposto e poi vennero sbattuti sotto le onde, con il sole coperto dal fondo del loro mezzo.
Christian riemerse dall’acqua per primo e notò Emma risalire subito dopo di lui. Pamela li raggiunse in superficie. Marti non c’era.
Lui e la gemella nuotarono verso la barca capovolta e trovarono sopra Ezra e Clarissa, accovacciati e con un sorriso perverso a guardare un punto preciso del mare.
Christian si svegliò di soprassalto. Si massaggiò la faccia sudata. “Ci mancavano anche gli incubi” si disse, come se non fosse già abbastanza in agitazione. Si alzò dal divano letto e andò in cucina, attaccata al salone in cui dormiva.
Accese la luce elettrica e aprì il rubinetto. Afferrò un bicchiere dalla credenza all’altezza della sua fronte e lo riempì con l’acqua corrente. Se lo portò alla bocca e bevve tutto d’un fiato.
«Neanche tu riesci a dormire?» domandò Emma, apparendo all’entrata della stanza.
«Ho fatto un sogno… particolare.»
«Lasciami indovinare: eravamo in barca con Pamela e Marti. Si è ribaltata, facendoci andare sott’acqua e poi in superficie hai visto Ezra e Clarissa con un’espressione tremenda.»
Christian la guardò sbigottito. «Come…»
«L’ho appena fatto anche io.» Emma gli si avvicinò. Prese il bicchiere dalle sue mani, lo sciacquò,  lo riempì d’acqua e bevve a sua volta. «Non penso sia una coincidenza.»
«Concordo» replicò lui. Si appoggiò allo stipite della porta e incrociò le braccia. «In realtà mi sembrava più un ricordo che un sogno.»
«Hai ragione. Qualcosa di simile ci è successo l’estate che venimmo qui. Fu per questo incidente che lasciammo di corsa la casa e la città E come abbiamo ricordato, all’epoca conoscevamo già Ezra e Clarissa.»
«Forse sono stati proprio loro a spingerci a riportarlo a galla» suggerì il ragazzo. «Non te l’ho detto, ma questa sera mi è riapparso Ezra. Mi ha portato in spiaggia e sulla sabbia era scritta una parte di una filastrocca, come quella che hai sognato.»
Emma ripensò alle strofe del sogno. «Diceva qualcosa sui pesciolini che vanno in fondo al mare e trovano altre creature marine e poi vedono bolle che salgono in superficie. Era carina.»
«La mia versione era decisamente diversa» precisò Christian. «Parlava di un pescecane e di come i pesciolini sarebbero finiti nella sua pancia. Sembrava un modo dei genitori per avvertire i figli di un pericolo.»
«Hai chiesto spiegazioni a Ezra?»
«Non ho fatto in tempo. Quel tizio mi ha cercato di strangolare e poi lui è sparito.» Christian si accorse in ritardo di aver raccontato troppo.
«Ti ha cercato di strangolare?» ripeté la sorella adirata. «Non me lo hai detto. Dobbiamo subito fare qualcosa! Svegliamo papà e…»
Il ragazzo le tappò velocemente la bocca. «No.» Controllò che la porta della camera dell’uomo rimanesse chiusa e poi trascinò la sorella a sedere al tavolo del salone, illuminati dalla luce che proveniva dalla cucina. «Non dobbiamo coinvolgere in alcun modo papà.»
«Eri tu che volevi fargli tutte quelle domande su Ezra e Clarissa» gli ricordò lei. 
«Ho cambiato idea. Ezra mi ha salvato. Quando sono stato aggredito, lui ha fatto muovere una barca li vicino e il mio assalitore è scappato per la paura.»
«Un bambino così piccolo ha spostato una barca? Dove ha trovato la forza per farlo?»
Christian la guardò serio. «Non ha usato le mani. Ha solo urlato.»
Emma rimase a fissarlo. Dalla sua espressione, il fratello intuì che stava ripensando a  qualcosa di preciso. «Clarissa è venuta a farmi visita prima che tu arrivassi e mi ha messo in guardia su un pericolo.» disse la ragazza.  «E su un lui che vuole farci del male. Penso, anzi sono certa al cento per cento, che abbia ragione.»
«Non che mi dispiaccia, ma come mai tanta convinzione?»
«Pamela mi ha parlato di una storia su due fantasmi che infestano la città. Sono una coppia di bambini.»
«Sono loro. Sono Ezra e Clarissa» concluse Christian. «Spiegherebbe i sogni, le apparizioni e sparizioni e il trucco in spiaggia. Oltre al fatto che sanno più cose di quanto ci hanno detto.»
«Ma perché continuano a venire da noi? Di chiunque abbiano paura, perché dovrebbe prendersela con me e te? Noi non viviamo qui.»
«La mamma ci ha vissuto» fece notare il fratello.
Rimasero in silenzio a fissarsi. Ripensare a lei e alla sua vita sconosciuta faceva male, tanto quanto sapere che non potevano più chiederle delle risposte.
«Secondo te è successo qualcosa di brutto di cui la mamma non ci ha mai parlato?» domandò Emma.
Christian  annuì. «Non sono sicuro, ma quei due bambini devono essere legati in qualche modo a lei e a qualcuno che lei conosceva e che noi abbiamo incontrato quando siamo stati qui.»
Emma rifletté sul fatto che non avevano avuto molti contatti con le persone del posto. «Intendi Saverio e Pamela?»
«E anche il dottor Riavs e Marti. Lui è arrivato misteriosamente subito dopo che il mio aspirante strangolatore è scappato. È sospetto. Dobbiamo indagare, scoprire la verità prima di partire di nuovo. E non c’è molto tempo.»
«Cavoli! L’invito per domani» disse Emma. «Ho accettato l’invito di Pamela di passare la mattina con lei e Marti a casa di lui.» Guardò con aria colpevole il fratello. «Domani la chiamo per disdire.»
«No, andiamoci» la sorprese Christian. «È un buon modo per indagare su Marti e suo padre senza destare sospetti.»
«Sei sicuro? In giro c’è un pazzo che ci vuole morti. E tu sospetti di Marti.»
«Basta che non ci separiamo» la tranquillizzò il ragazzo. «Restiamo sempre uniti e non ci succederà niente di male. E poi penso che Ezra e Clarissa ci sorveglieranno.»

                                                         Continua....

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