lunedì 7 luglio 2014

La Guerra delle Casate capitolo 1 - Puntata 24

Casata White
Castello di Re Ebon.

«Sì, lo giuro» disse Lady Griselda, più con soddisfazione che con gioia e senso del dovere. Era inginocchiata sul pavimento della sala del trono, con accanto l’uomo che aveva appena sposato.
L’officiante portò la corona a pochi centimetri dal suo capo e rispose: «In base al potere conferitomi da Sua Maestà Re Ebon, Lady Griselda White vi nomino nuova Regina di Ageloss.»
Griselda lasciò che l’uomo le sistemasse la corona sul capo e poi rivolse un sorriso radioso al suo novello sposo.
Re Ebon si piegò in avanti verso di lei e le porse la mano destra. Lei l’afferrò e si rimise in piedi. Lui la baciò sulla bocca per la seconda volta nel giro di pochi istanti.  «Lunga vita alla Regina!» esclamò a gran voce. Dietro di loro gli invitati ripeterono la frase con enfasi e clamore. «È l’ora, che inizino i festeggiamenti» ordinò il Re.
Griselda si voltò a guardare i volti di Rosered e Snow e vide che nessuna delle due sembrava particolarmente felice o eccitata. Non le importava, finché non le erano di intralcio, potevano provare ciò che preferivano. La prima parte del suo piano era andata a buon fine e ormai aveva quasi raggiunto il suo scopo.

Il banchetto si rivelò più lungo e faticoso di quanto Griselda aveva previsto. L’avanzare delle portate era interrotto dal continuo esaltato desiderio dei vari nobili di fare brindisi in suo onore, in onore del Re, di quello di tutta Ageloss e a lei e suo marito come i migliori regnanti da secoli.
Griselda sorrideva come si era imposta e usava ogni goccia di pazienza con parsimonia, per apparire gioviale e cortese durante tutto il tempo che si fosse reso necessario. Non poteva rischiare di creare sospetti o inimicarsi qualcuno prima di arrivare fino in fondo.
Lanciò una fugace occhiata alla finestra alla sua destra e vide il sole calare e il cielo passare dal rosso violaceo al blu della notte. Osservò i suoi ospiti ed erano già tutti oltre il settimo calice di vino. Il dolce nuziale sarebbe stato servito tra breve e quel lasso di tempo era il momento opportuno per agire.
Griselda afferrò la mano del consorte posata sulla tovaglia di lino bianco e disse: «Voglio ballare con te.»
«Adesso?»
«Sì, sono troppo felice e voglio danzare davanti a tutti con te» ribadì Griselda. Cercò di apparire il più convincente possibile. Doveva dargli l’idea di essere come una bambina alla festa del suo compleanno, desiderosa di mettersi in mostra davanti ai suoi invitati.
Re Ebon le sorrise. «Come desideri, mia cara.» Alzò il braccio sinistro e dal fondo della sala dei banchetti si fecero avanti i musicisti reali. «Silenzio, vi prego.»
Il vociare si tramutò in brusio, fino a svanire sentendo il suo ordine.
Il Re si alzò in piedi e tenendo la mano stretta nella sua, Griselda lo seguì oltre il loro tavolo che era al lato nord del salone, distante dalle lunghe tavolate a cui erano accomodati gli ospiti.
«La Regina mia moglie ha espresso il desiderio di dare inizio alle danze. Mi è parso di capire che le darebbe gran piacere poter dar sfoggio della sua bravura di fronte a tutti voi» disse scatenando qualche risolino.
Griselda sorrise a sua volta e fece un leggero inchino.
Re Ebon riprese. «Per cui vi chiedo di attendere comodi l’arrivo del dolce nuziale, godendovi la nostra apertura dei balli.»
La musica iniziò allegra e festosa ed Ebon le cinse il busto trascinandola in un valzer ritmato. Griselda continuò a sorridere compiaciuta. Era così facile manovrarlo, spingerlo a credere ciò che lei voleva e farlo eseguire gli ordini come più le aggradava. Si fece guidare nelle giravolte e pensò che tutto stava andando meglio del previsto.
«Sei un compagno di ballo eccezionale» si complimentò.
Il Re rise. «È tu sei nata per lusingarmi.»
Volteggiarono nel centro del salone ancora un paio di volte prima che la musica si fermasse.  Griselda notò con la coda dell’occhio i servitori che avanzavano con il dolce, così prese sotto braccio il marito e lo allontanò dal perimetro lungo cui avevano ballato.
Re Ebon fece per fermarsi al loro tavolo, ma lei lo tirò. «Dove vuoi andare?» le chiese.
«Ho una sorpresa per te.»
Il marito afferrò il calice e rispose: «Ho bisogno di bere dopo la danza in cui mi hai attirato.»
«Lo farai con me nelle tue stanze» disse Griselda, togliendogli il bicchiere di mano.
«Vuoi lasciare da soli i nostri ospiti?» domandò sbigottito.
«Guardali: stanno per rimpinzarsi con la nostra torta di nozze, non noteranno nemmeno che siamo usciti dalla sala.» Griselda lo osservò scrutare le persone occupate a chiacchierare tra loro e assaggiare le fette che venivano servite. «È la nostra sola occasione di prenderci un momento in privato.»
Re Ebon sorrise e si lasciò condurre fuori dalla sala dei banchetti. Salirono la scalinata ridacchiando come due giovani pronti a compiere un atto proibito. Raggiunsero la camera dell’uomo, entrarono e Griselda chiuse la porta dietro di sé.
«Dov’è questa sorpresa?»
«Girati» disse lei.
Ebon eseguì il comando. «Questa quando l’hai portata?» domandò vedendo una bottiglia di vetro verde ben in mostra sulla sua scrivania. «Prima che scendessi per la cerimonia non c’era.»
«Lo so bene» rispose Griselda. Lo fece accomodare sul brodo del letto e afferrò la bottiglia. «È il mio regalo di nozze per te, qualcosa che ti avevo promesso da tempo: il mio famoso sidro di mele.»
Ebon si sporse verso il mobile accanto alla testata e prese il calice che usava nella stanza. «Magnifico! Non vedo l’ora di assaggiarlo.»
Griselda stappò la bottiglia con naturalezza e fece scivolare il liquido denso e giallognolo nel calice. Osservò con trepidazione il marito che si portava il bordo alla bocca e seguì con le pupille il movimento del pomo di adamo in su e poi in giù, mentre deglutiva il sidro.
«È ottimo. Giusto quello che ci voleva per la mia gran sete» disse Ebon. «E tu? Non brindi con me?»
«Brinderò, ma non con questo e non con te» rispose con un sorriso malvagio. «Goditi questo piacere, perché sarà l’ultimo.»
Ebon aggrottò la fronte. «Che stai dicendo?»
«Voglio farti un altro regalo» continuò lei. «Ti spiego cosa sta per accadere. Tu, mio devoto marito, stai per morire.»
«Che scherzo è questo?» replicò l’uomo. «Che cos…» La voce gli morì prima che potesse finire la farse. Lasciò cadere sul letto il calice vuoto e si portò entrambe le mani alla gola. Slacciò il bottone della casacca, quasi gli stringesse come un cappio e annaspò, cercando aria da inspirare.
Griselda lo guardò compiaciuta. «Questo è il segnale che il veleno sta agendo. È presente nel sidro, sta gonfiando le ghiandole della tua gola e presto soffocherai. Sarà un processo non troppo doloroso, ti ho somministrato da giorni gocce di sidro mischiandole con i tuoi pasti, proprio per accelerare i suoi effetti. Sono stata clemente e ho proferito darti spiacevoli emicranie, ma una morte rapida. Dovresti considerarlo anche questo un dono di nozze.»
Ebon balzò in piedi e si avventò su di lei, facendole cadere sul pavimento la bottiglia di sidro. Griselda sentì le dita dell’uomo serrarsi sul suo abito nuziale e macchiarlo con gocce di bava, che gli usciva da una angolo della bocca, mentre alzando lo sguardo lo vide sillabare un'unica parola: Perché.
«Perché sei colpevole di un omicidio, ho aspettato venticinque anni, ma ho ottenuto giustizia.» Griselda lo spinse via con forza facendolo ricadere di schiena sul letto e mentre atterrava sul materasso, la corona gli scivolò di testa, rotolando fino al cuscino.  «Quello che tu consideravi un nemico per Ageloss e a cui desti il nome di Demone Eterno era il mio Signore, l’unico uomo che abbia mai veramente amato. All’epoca in cui mettesti fine alla guerra uccidendolo ero solo una ragazzina, debole, indifesa, senza più nessuno a cui appoggiarmi, ma non ho ceduto. Mi sono fatta forza con la più piccola speranza di vendetta e ho agito con cautela. Sono entrata nella tua corte, ho avvelenato tua moglie e sono riuscita a farti innamorare di me. E ora che sono finalmente Regina, tu non mi servi più.»
Ebon emise una serie di rantoli disperati, lei sapeva che capiva quello che gli diceva e l’angoscia per esser impotente si materializzò vivida nei suoi occhi. Il petto dell’uomo si alzò un’ultima volta e poi il suo sguardo rimase fisso e vuoto verso il volto di lei. 
Griselda si avvicinò con prudenza e studiò il suo corpo immobile. Non respirava più. Era morto. Si coprì la bocca con entrambe le mani per bloccare un grido di gioia. Corse fuori dalla stanza e il suo piede sinistro si scontrò con qualcosa, ma non vi diede importanza. Raggiunse in fretta la porta della sua camera, l’aprì e si rifugiò all’interno. 
Camminò trepidante fin davanti all’armadio. Spalancò le ante e poi quelle più piccole della scatola incassata all’interno. Di fronte allo specchio dal vetro scuro, disse: «Specchio, specchio delle mie brame, mostrami il sovrano dell’altro reame.»
Un paio di occhi color giada si aprirono oltre il vetro nero. «Allora?» risuonò la voce acuta dell’essere privo del resto del volto.
«È fatta» rispose Griselda sorridendo. «L’ho ucciso.»
Un lampo sinistrò illumino gli occhi verdi. «Sei certa che non potranno arrivare a te?»
Griselda scosse la testa. «Il veleno del mio sidro non lascia tracce evidenti. Ne ho somministrato abbastanza a Ebon da far risultare a qualsiasi analisi fatta da un medico che la causa della sua morte è dovuta a una reazione allergica. Incolperanno cuochi e servitori, ma non me.»
«Sei stata brava, mia adorata» si complimentò l’essere.
«Senza lui tra i piedi, sarà tutto più facile» disse Griselda. «Presto mi sbarazzerò della fanciulla della profezia e nessuno potrà impedire il tuo ritorno. Governerai ancora Ageloss come è giusto che sia. Sarai di nuovo Re.»
«Non vedo l’ora che accada e soprattutto aspetto con ansia il momento in cui siederai sul trono al mio fianco.»
Griselda si lasciò andare a una risata liberatoria. «Rallegriamoci, il falso Re è morto.»
Anche l’essere emise un suono simile a una risata, che riecheggiò per la stanza. «E lunga vita alla Regina!»
                 

                                           FINE CAPITOLO 1

2 commenti:

Fefi ha detto...

Mi è piaciuto molto questo fantasy,bello intrigante,attendo il seguito.

Ezio ha detto...

Grazie tante, Fefi!
Per il seguito dovrai aspettare ancora un po', intanto puoi ingannare l'attesa con "Il Richiamo dei Gemelli" il nuovo romanzo che sto pubblicando a puntate ;)