lunedì 30 giugno 2014

La Guerra delle Casate capitolo 1 - Puntata 23

Sorellanza delle Madrine
Castello di Re Ebon

Pur sapendo che l’evento aveva richiamato nobili da ogni parte del regno, Crystella non si aspettava che i partecipanti fossero così in tanti.
La sala del trono era gremita. Tutti gli invitati erano in piedi, divisi sui due lati dalla lunga passatoia di velluto bianco coperta di petali rosa, che arrivava fino all’officiante, anche lui in piedi davanti a un piccolo altare e con alle spalle i troni reali. Crystella si guardò in giro scorgendo volti più o meno conosciuti. Individuò Lord Gerard e Lady Annette che le sorridevano da due file davanti a lei. Ricambiò con uno sforzo, celando l’angoscia e il senso di urgenza che la permeavano attraverso il corpo come lo scontro di due correnti d’aria calda e fredda.
Tra poche ore Lady Griselda sarebbe diventata moglie di Re Ebon e Regina di Ageloss e lei non aveva ancora risolto nemmeno uno dei misteri che l’avevano spinta ad accettare l’invito della donna alle sue nozze.
Dalla porta principale fece il suo ingresso Lady Rosered e tutti i presenti si voltarono a guardarla. Crystella la osservò avanzare e si sentì colpevole: le aveva messo al fianco Frea e ora che sembrava averne un impagabile bisogno, la Madrina era scomparsa e lei non aveva trovato risposta neanche a quell’interrogativo.
Un uccellino azzurro sfrecciò dall’ingresso, e superando più di un copricapo e varie acconciature vistose, planò sulla sua spalla. Crystella la riconobbe subito come una delle sue consorelle. «Con permesso» chiese gentilmente agli uomini e alle donne al suo fianco e si avviò verso la porta per uscire dalla sala.
Raggiunse il corridoio all’esterno, nessuno sembrava aver notato o preoccuparsi del suo gesto. Quattro soldati erano in piedi a guardia dei due apici del corridoio del piano, non vedeva chiaramente i loro volti, ma pur intarvedendola non mossero un muscolo. Si allontanò ancora una decina di passi dall’ingresso della sala del trono e accarezzò con l’indice la testolina dell’usignolo azzurro. Se non era lei a volerlo mostrare apertamente, nessuno avrebbe potuto accorgersi di ciò che stava per fare. «Adesso puoi riprendere le tue sembianze.»
L’animale si staccò da lei, rimase sospeso in cielo, sbattendo le ali piumate e polvere lucente l’avvolse fino a rivelare la forma di Severine.
«Madrina Superiore Crystella sono così felice di vederti» le disse distendendo le labbra in un sorriso. «Ho percepito il tuo arrivo, ma non mi sono fatta vedere perché non ne capivo la ragione. Per quale motivo sei qui?»
«Sono stata invitata alle nozze, ma in realtà sono venuta per indagare sulla futura Regina» spiegò Crystella. «Oltre al fatto che è riuscita a scovare la nostra Magione, sono successi altri avvenimenti sospetti che mi hanno imposto di dubitare di questa donna.»
«Ti riferisci alla sparizione di Frea? E alla misteriosa figlia di Re Ebon di nome Snow?»
Crystella annuì. «Sei qui da più giorni di me, hai per caso trovato qualche risposta?»
Severine scosse la testa. «Frea sembra scomparsa nel nulla e la principessa pare invisibile.»
Quel termine fece suonare un campanello nella testa di Crystella. Prese la mano destra di Severine nella sua e disse: «Credo sia in atto una magia potente come la nostra, concentriamoci e forse con il potere delle energie unite potremo smascherare questo imbroglio.»
Severine eseguì la sua richiesta. Entrambe le loro figure furono evidenziate dall’aura lucente bianca e blu che le contraddistingueva e a quel punto, voltandosi verso la sala del trono, scorsero i lineamenti di una fanciulla comparire a pochi passi dall’entrata. Si materializzò ai loro occhi come dipinta da un pittore su una tela invisibile. Era una giovane alta e bella, dai capelli neri come l’ebano, la carnagione bianca come la neve e le labbra rosse come il colore del sangue.
«È Lady Snow White» disse Severine. «Corrisponde alla descrizione che mi ha fatto di lei Ella dopo averla incontrata di persona.»
«Ecco perché nessuna di noi sapeva nulla di lei. Ci è stata celata per tutti questi anni con un sortilegio.» Crystella la seguì con lo sguardo mentre proseguiva all’interno della sala. Subito dopo avvertì un odore malsano pervaderle le narici e il suo corpo fu scosso da brividi spiacevoli. «Cos’è questa sensazione? C’è un’energia opprimente in questo castello.»
«Volevo parlarti anche di questo. L’ho percepita fin dal mio arrivo, forse la tua natura di Madrina Superiore ti rende immune, ma collegandoti a me l’hai avvertita» disse Severine. «È presente in tutto il castello e più tempo ne sono a contatto, più mi sento indebolire.»
Crystella si rese conto che le stranezze non facevano che aumentare e soprattutto quell’emanazione malsana le ricordava qualcuno che pensava di aver debellato e si era ripromessa di essere più preparata nell’eventualità in cui si fosse ripresentato. Socchiudendo gli occhi scorse filamenti di fumo oscuro annidarsi in ogni fessura delle pareti del castello e avvolgere ogni oggetto. Non sarebbe stato facile trovare l’origine di quell’emanazione negativa, poi abbassò lo sguardo e le mancò il respiro.
Vide arrivare Lady Griselda, fasciata nel suo bellissimo ed elegantissimo vestito da sposa bianco, con rifiniture di perle. Indossava un velo con strascico e camminava sicura, fissando l’entrata della sala del trono davanti a sé. Nonostante tutto quel candore, Crytella scorse nettamente un bozzolo di fumo oscuro avvolgere il suo ventre. Ancora una volta era lei il comune denominatore di tutti i misteri. Si voltò a osservare la sua consorella e dalla sorpresa e sgomento sul suo volto, capì che anche lei lo aveva notato.
«Non dire nulla» la ammonì Crystella. Osservò Lady Griselda fare il suo ingresso nella sala e udì le ovazioni degli invitati, non si era resa conto che loro due erano fuori a guardarla,
«Cosa facciamo? Dove cerchiamo le nostre risposte?» domandò Severine confusa. «E come mai Lady Griselda sembra emanare parte di questa energia negativa?»
«Purtroppo non lo so, ma ora è il momento di scoprire il più possibile» rispose Crystella. «Sfrutteremo il matrimonio per fare le nostre ricerche indisturbate.»

 L’aura bianca crepitava intorno al corpo di Crystella come un prolungamento della sua pelle e del suo abito. Da essa si staccavano piccole sfere di luce bianca, simili a fiocchi di neve che baluginavano nell’aria fredda del mattino. Quelle sfere luminose l’avevano guidata fuori dal castello insieme a Severine, aveva fatto ricorso ai suoi poteri di Madrina Superiore per ritrovare anche la più piccola traccia della sorella Frea scomparsa. La magia le aveva infine condotte nella parte ovest delle mura poco distante da un fiume che scorreva tranquillo.
Le sfere bianche luminescenti si posarono sul terreno, a pochi passi dal fiume e svanirono.
«Mi pare di riconoscere questo posto» disse Crystella. «L’ho intravisto quando Frea mi ha contattata l’ultima volta che le ho parlato.»
Severine le passò davanti e si inginocchiò sull’erba. «C’è della polvere…» trattenne il fiato per un istante. «Io… non ne sono sicura, ma credo che sia parte di Frea…»
Crystella aveva già preso in considerazione l’eventualità che alla consorella fosse toccata una sorte del genere, ma quell’indizio la fece tremare comunque per il timore.
Si inginocchiò a sua volta e disse: «C’è solo un modo per esserne certe.»
Raccolse i piccoli granelli dal terreno, se li portò al petto e li contaminò con la sua aura, poi li lanciò in aria e questi volarono fin sopra il fiume e rimasero a galleggiare sulla superficie. Altra polvere si separò dalla terra e raggiunse i frammenti bloccati fino a formare i contorni di un figura di luce tenue. Quell’essere aveva le sembianze di Frea.
Severine si portò le mani alla bocca per l’orrore. «Per tutto ciò che è sacro!» esclamò inorridita.
«Devi essere forte» la esortò Crystella, stringendole la spalla sinistra. Rivolse il volto alla figura di luce e disse: «Frea, sono la Madrina Superiore e ti supplico di parlarmi.»
Lo sguardo vacuo di Frea acquistò momentaneamente uno sprazzo di vita. Incrociò quello della donna in bianco e senza aprire bocca fece udire la sua voce. «Sono morta.» Le parole risuonarono accompagnate da una eco lontana.
«Quel’è l’ultimo avvenimento che ricordi?» domandò Crystella.
«La ragazza. Snow. Dovevo avvertirti della sua esistenza.»
Crystella continuò a fissarla, ma parlò a Severine. «È successo tre giorni fa, prima che partissi per il castello.»
«Il giorno dopo sono arrivata qui con Ella» ricordò Severine. «Se non fosse stato per una manciata di ore, forse avrei potuto aiutarla.»
«No, probabilmente saresti morta anche tu.» Crystella interrogò ancora Frea. «Sai chi ti ha ucciso?»
«Sì» rispose senza che sul suo volto si manifestasse l’ombra di un’emozione. «Lady Griselda.»
Crystella non ne fu sorpresa, ma prima doveva dare l’estremo saluto a Frea. «Il mio cuore piange la tua perdita. Mi occuperò io della tua protetta. Vai in pace, sorella mia.» Allargò le braccia e l’aura bianca disperse i granelli di polvere luminosa che avevano dato origine alle sembianze di Frea, lasciandoli liberi di viaggiare nel vento.
Severine scosse la testa pensierosa. «È terribile. Lady Griselda sa come ucciderci e ha i mezzi per farlo.» 
«Ha anche un movente per volerci morte» le rivelò Crystella. «L’altro giorno ha sottilmente fatto capire di sapere della Profezia della Corteccia. Sa di una fanciulla che può salvare Ageloss e ha ucciso Frea dopo che ha scoperto e condiviso con me l’esistenza di Snow.»
«Questo significa che è legata al Demone Eterno» concluse Severine. «È assurdo, abbiamo setacciato tutto il regno dopo la sua sconfitta e non abbiamo trovato alcuna traccia dei suoi seguaci.»
«Gli umani sono bravi quanto noi a nascondersi» sottolineò Crystella. «E questo spiegherebbe anche perché abbiamo visto l’energia oscura pervaderla nel profondo.  A ogni modo ora non abbiamo più dubbi: Lady Griselda è pericolosa, è una minaccia e lo diventerà ancora di più una volta salita al trono.»
«Perché però nasconderci solo l’esistenza di Lady Snow? Pensi abbia individuato in lei al fanciulla della profezia?»
«Vorrei poterne essere tanto sicura, di certo con il suo comportamento sembra indicare che le possibilità sono alte. Ma non possiamo dimenticare che quella donna è una manipolatrice, potrebbe essere anche una strategia per confonderci.»
«Come devo agire?» domandò Severine seria.
«Tieni sotto stretta sorveglianza Ella. Non abbandonarla mai, a meno che non sia io a dirtelo. E non cercarmi, ti chiamerò se ho bisogno.»
Severine annuì. «E tu cosa farai?»
«Devo occuparmi di Lady Snow. Troverò una scusa per trattenermi il più a lungo possibile al castello. Qualsiasi sia il suo destino, devo portarla lontano da Lady Griselda. Ormai qui non è al sicuro.» 

                                
                                           Continua…

Nessun commento: