lunedì 12 maggio 2014

La Guerra delle Casate capitolo 1 - Puntata 17

Casata Hood
Bosco Profondo

Lady Rachel Hood guardò contrariata l’amico Jerome seduto al suo fianco nella carrozza della loro Casata. Erano stati nominati capitani della scorta che viaggiava per condurre Lady Rose Briar, i suoi figli e le loro Madrine sani e salvi al territorio della Casata Charming. Come al solito era stato suo padre Lord John a dare le disposizioni e nessuno poteva metterle in discussione. Normalmente le accettava anche se non le condivideva, ma in questa occasione non aver potuto esporre la sua opinione le aveva dato particolarmente fastidio.
Rachel saltò sul sedile e incrociò le braccia sul petto. Sbuffò e guardò inquieta fuori dall’apertura sullo sportello il manipolo di soldati che viaggiavano con loro, sparsi davanti ai cavalli, accanto alla loro carrozza e a quella dei loro protetti e dietro quest’ultima.
«Che cosa hai?» le domandò Jerome. «È da quando siamo partiti questa mattina presto dal palazzo che ti agiti senza sosta.»
«Questo non è il modo più sicuro per viaggiare.»
«Lo ha messo a punto tuo padre.»
«Non è certo infallibile» replicò Rachel. «Avanti Jerome, non dirmi che sei d’accordo con lui? Muoverci con due carrozze è una stupidaggine!»
Jerome rimase a fissarla. «È un punto di vista.»
«È la verità.» Rachel batté con la mano sinistra sul legno della parete. «A noi non serve, ci sarà solo di impaccio in caso di un attacco. Siamo più liberi di muoverci a piedi.»
«Ma saremmo anche più lenti. Pensi che riusciremmo a stare dietro a una carrozza se venisse presa d’assalto e rubata con Lady Rose e gli altri a bordo?»
«Certo che potremmo. Non in forma umana, ovviamente.» Rachel sapeva che al contrario di lei che accettava la sua trasformazione in Demone Mannaro, Jerome non amava ricordare che c’era un altro aspetto di lui, però doveva riconoscere che era un vantaggio ed era da stupidi non sfruttarlo.
Jerome sospirò «Rachel, devi allargare le tue vedute. Come pensi che reagirebbe il popolo nel veder scorrazzare per il Bosco Profondo e le foreste di Ageloss un branco di Demoni Mannari? Si scatenerebbe il panico come alla fine della guerra con il Demone Eterno e Lord John vuole evitarlo.»
«È questo il punto: mio padre prende troppo in considerazione quello che pensa la gente. Ci sono state scorribande in passato, è vero, ma adesso chiunque entra a far parte dell’esercito della Casata Hood controlla la trasformazione e non si tratterebbe di scorrazzare, come dici tu, ma di combattere le Dame Oscure. Anche il popolo le teme.» Rachel si infervorò, c’era qualcosa nel modo in cui Jerome le parlava con distacco che la metteva all’erta. I suoi sensi sviluppati le suggerirono che c’era stato un cambiamento nel loro rapporto. Dal modo della sua postura rigida, dagli sbalzi nel suo odore, dal battito accelerato del cuore del ragazzo, Rachel percepì che si stava allontanando da lei. «In ogni caso noi siamo giudicati per metà di quello che siamo. Andarcene in giro su una carrozza non cambia l’opinione del resto di Ageloss: ci vedranno sempre e solo come dei Demoni Mannari.»    
«Non puoi condannarlo se cerca di cambiare l’idea delle persone, di dimostrare che sbagliano a considerarci solo animali.»
«Noi sappiamo di non esserlo» replicò Rachel. «Non serve convincere gli altri con le apparenze. Lo facciamo con le nostre azioni. Stiamo scortando la figlia di una Casata che non ci ha mai considerato e gli eredi di un’altra che ti ha ripudiato quando avevi più bisogno di loro. Cosa altro dobbiamo dimostrare?»
Jerome abbassò lo sguardo e rimase in silenzio.
Rachel attese una risposta. Lui sembrò trattenersi e ripensando agli eventi della sera prima, capì. «È questo dunque il motivo per cui lo appoggi. Tu vuoi dimostrare che sei migliore di loro e vuoi farlo alle loro regole. Vuoi che tuo padre, Lord Ludwig si senta fiero di te e ti riaccolga in casa sua.»
«Ti ho già detto che lo faccio perché è la cosa giusta.»
«Bugiardo» rispose secca Rachel. «Non è l’unico motivo. Vuoi essere degno di lui, come se essere la Bestia fosse una colpa da scontare. Non accetti chi sei.»
Lo sguardo di Jerome s’indurì e fissandola con decisione, portò Rachel a darsi della stupida per aver di nuovo parlato troppo. «Siamo diversi, te l’ho sempre ripetuto, ma tu non vuoi sentirlo. Non sono nato così come la maggior parte di voi, essere in parte la Bestia per me non è la normalità. È qualcosa di cui sono stato costretto a dovermi abituare.»
Fu lei a voltarsi dall’altra parte per fuggire il suo sguardo. In un breve istante il suo cuore e la sua mente realizzarono la verità dietro quello scoppio di rancore. Non c’è l’aveva con Jerome per le motivazioni che aveva elencato, era spaventata all’idea che il suo desiderio di essere ripreso tra i Charming si realizzasse e perdesse così per sempre il suo migliore amico.
Rimasero entrambi in silenzio per un lungo tratto del viaggio. Rachel si rese conto che se avesse aperto di nuovo bocca rischiava di ferirlo e non intendeva complicare ulteriormente il rapporto tra loro.
Giunsero al limitare della porzione del Bosco Profondo che faceva parte del territorio della Casata Hood  e un familiare tanfo si abbatté prepotente nell’aria circostante. A Rachel bastò voltarsi verso Jerome per accorgersi che anche lui lo aveva odorato. «Questa puzza è inconfondibile. Le Dame Oscure ci aspettavano al confine.»
«Non capisco che strategia vogliano usare» disse Jerome. «Pensavano forse che li avremmo fatti proseguire da soli oltre i nostri possedimenti?»
«Non lo so, ma dobbiamo cambiare tattica.» Rachel si sporse fuori fino a metà busto e intimò a entrambi i soldati alla guida delle carrozze di fermarsi. «Non possiamo procedere con il piano di  mio padre, anche se abbiamo con noi un gruppo di uomini dell’esercito, questa volta potremmo avere la peggio in uno scontro con le Dame Oscure.»
Jerome rifletté per pochi istanti. «Hai ragione, non c’è più l’elemento sorpresa. Ci aspettano e possono rinforzare le loro fila più velocemente di noi.»
«Dobbiamo separarci. Tu viaggerai con Lady Rose e Aurore, mentre io con Jour» disse Rachel. «Mi rendo conto che è un azzardo, ma se dovranno impegnarsi su due fronti, abbiamo maggiori possibilità che le Dame Oscure non riescano a sfruttare il loro vantaggio.»
Con sorpresa della ragazza, Jerome annuì. «Non vedo neanche io altre soluzioni. Tuttavia non abbiamo strade alternative da percorrere. Come procediamo?»
Soddisfatta del suo appoggio, Rachel rispose: «Devieremo di poco. Tu allungherai il percorso verso est, fino al cuore del Bosco Profondo che culmina nelle terre della Casata Blue.» Fece una pausa vedendo l’amico storcere il naso, ma poi continuò. «Io invece mi indirizzerò verso il confine del territorio della Confraternita dei Cacciatori.»
«È troppo pericoloso: odiano a morte la Casata Hood e i Demoni Mannari. Lascia andare me per quella strada.»
Rachel scosse la testa. «Ho più possibilità di te con loro. E lo sai anche tu.»
Jerome la fissò per un istante, come se valutasse altre ipotesi. «Almeno porta con te le Madrine, forse vedendole ti daranno il beneficio del dubbio prima di attaccarti.»
«Credo che comunque si divideranno per accompagnarci, non penso vogliano lasciare senza protezione uno dei bambini» rispose Rachel. «Il problema sarà convincere Lady Rose: non acconsentirà tanto di buon grado a separarsi dal figlio.»
«Mi occupo io di questo» disse Jerome. «Stai attenta e non fare mosse avventate. Ricordati che siamo in missione di protezione, non hanno motivo di aggredirti se non glielo dai tu per prima.»
«Parli come mio padre.»
Jerome le afferrò le mani. «Non sto scherzando. La Confraternita non va troppo per il sottile. Sarai prudente?»
Rachel rivide nel suo sguardo l’amico premuroso e fidato e  si domandò se forse tutte le sue paure fossero infondate. «Te lo prometto.»

Jour la guardava con aria diffidente e Rachel poteva intuire bene cosa pensasse di lei. Quasi mezza giornata prima, lei e Jerome erano scesi dalla carrozza davanti alla loro e li avevano obbligati a dividersi da Lady Rose, Florence e Aurore per procedere solo con lei e una metà del gruppo di soldati con cui erano partiti. Joelle e Radiose erano riuscite a convincere Lady Rose insieme a Jerome che era la scelta migliore dato che le Dame Oscure le aspettavano a pochi tratti di distanza, pronte a tendere un agguato. Il bimbo però non capiva perché aveva dovuto lasciare sua madre e sua sorella. Le Madrine avevano provato a spiegarglielo, ma aveva solo cinque anni ed era comprensibile che non la prendesse bene. Rachel si sorprese che non si fosse messo a urlare e fare i capricci. All’inizio aveva posto tante domande, poi si era zittito e aveva iniziato a fissarla, come se percepisse che l’idea di quel cambiamento fosse stata sua.
Erano stretti tutti e quattro nella carrozza e procedevano a  passo spedito, mentre i soldati correvano loro accanto.
«Perché non poteva venire zio Jerome con noi?» domandò all’improvviso Jour.
«Qualcuno doveva restare con tua madre e Aurore» rispose gentilmente Joelle.
«Zia Florence è con loro» ribatté il bimbo.
Radiose si chinò verso di lui. «E tu hai me e zia Joelle.»
Nonostante la Madrina gli fosse di fronte, Rachel vide che Jour tenne gli occhi puntati su di lei. «Con zio Jerome era meglio.»
«Perché?» domandò con calma Rachel.
«Lui mi ha protetto. Ci proteggerà tutti.»
Rachel era sorpresa, quel bambino si comportava come se avesse sempre conosciuto Jerome e potesse fidarsi solo di lui.  «Sei proprio sicuro che si prenderebbe cura di te, anche se lo hai incontrato da poco?»
Jour annuì deciso. «Ha ucciso la Dama Oscura e poi mi ha preso in braccio. Era come stare con la mamma e le zie, non c’è nessun pericolo se sono insieme a lui.»
Era sincero. Anche se bastava guardare il suo volto serio, Rachel lo percepiva con il resto dei suoi sensi. Esistevano degli esseri umani capaci di non giudicare dalle apparenze, di dare ascolto al proprio istinto e al cuore. Jour ne era la prova. E solo sperimentandolo, capì cosa spingeva il suo migliore amico a comportarsi in quel modo, a covare una piccola speranza di riabbracciare i suoi cari. Due bambini cresciuti senza pregiudizi, forse potevano cambiare le sorti di un’intera Casata.
«Mi piaci piccolo Lord Charming» disse sorridendo Rachel. «Ti faccio una promessa solenne. Finché io starò al tuo fianco, non dovrai temere nulla. Jerome è il più caro amico che ho e tu sei importante per lui, quindi lo sei anche per me. Nessuno ti torcerà un capello.»
Lui la scrutò non del tutto convinto. «Sai combattere anche tu?»
«Certo, non sono una Lady come le altre» rispose orgogliosa. «Mi chiamano lo Spirito dal Cappuccio Rosso perché posso trasformarmi ne terrore dei malvagi.»
Jour spalancò la bocca entusiasta. «Davvero?»
«Lo giuro sul mio onore.» Rachel si batté il pugno sinistro sul petto. 
Delle urla all’esterno li obbligarono a zittirsi. La carrozza si fermò bruscamente e due soldati gridarono: «Le Dame Oscure! Ci attaccano!»
«Voi restate qui.» Rachel si slacciò il fermaglio sul collo del mantello con cappuccio rosso, lo sfilò e lo porse a Jour. «Te lo affido. Me lo restituirai quando torno.»
Il bimbo lo prese con le sue piccole mani e lo avvolse con le braccia come se fosse un cucciolo di cui prendersi cura. La guardò serio, non completamente in preda alla paura, perché ora aveva un compito da assolvere.
Rachel spalancò lo sportello della carrozza e guizzò fuori, chiudendoselo alle spalle. Osservò rapida la situazione. Una ventina di Dame Oscure si erano abbattute sui sette soldati che li scortavano, gli uomini avevano già assunto la forma per metà di Demone Mannaro e sferravano colpi a più riprese per farle arretrare. Le donne spettro si difendevano, alcune cadevano sciogliendosi in poltiglia grigia e nuove avanzavano per sostituirle. Un paio di soldati furono feriti dalle lame di ferro che brandivano, ma Rachel sapeva che sarebbero guariti senza troppi problemi.
Quando però un gruppetto di Dame Oscure riuscì a distaccarsi dalla mischia e procedere verso la carrozza, Rachel vi si parò davanti. Nessuna sarebbe arrivata tanto vicino alla persone che doveva proteggere. Mentre le nemiche avanzavano, sentì il sangue ribollirle nelle vene. Piegò la testa prima a destra e poi a sinistra e il collo scricchiolò, le ossa si deformarono, la sua figura esile si ingrossò di tre spanne in altezza e una in larghezza.
Rachel notò che le Dame Oscure non sembravano colpite, sorprese o spaventate dalla sua trasformazione parziale in Demone Mannaro. «Peggio per voi» sibilò, lasciando che un sottile strato di pelo rossiccio le ricoprisse il volto, il collo e il resto del corpo protetto dalla casacca e i pantaloni. Le zanne crebbero all’istante dalle aperture nelle gengive e fece schioccare le dita per rivelare artigli affilati.
Le donne dalla pelle grigia le corsero incontro senza emettere un suono. Rachel le afferrò due alla volta per le braccia e le morse al collo. Sentì in bocca il vomitevole sapore della morte e della terra sepolcrale, la sputò sopra ai corpi senza vita delle Dame Oscure che cadevano ai suoi piedi, con la pelle che si raggrinziva, fino a staccarsi come pergamena consunta dalle ossa.
In preda alla foga della lotta, Rachel avanzò di un passo e squarciò con gli artigli la carne della fila di quattro Dame che le si paravano di fronte. Emisero un urlo di dolore tutte insieme e incurante del fastidio che quel suono stridulo procurava al suo udito sensibile, lei affondò ancora una volta gli artigli, riducendole a scheletri inermi.
Ansimando, alzò lo sguardo e notò che anche i soldati avevano svolto il loro lavoro. Tutti e sette erano ancora in piedi, trasformati in Demoni Mannari, con i vestiti parzialmente squarciati e con ai piedi ciò che rimaneva dei nemici. Nessuna Dama Oscura era riuscita a fuggire e non ne erano arrivate altre per soccorrere le loro compagne. 
Rachel piegò la testa all’indietro e ululò al cielo soddisfatta. Prima che se ne rendesse conto, la porta della carrozza si aprì con un cigolio. Jour saltò fuori con il suo mantello rosso che gli svolazzava intorno al petto. 
Rachel si voltò terrorizzata. Se l’avesse vista in quella forma, di certo sarebbe corso via nel panico. Jour invece si fermò qualche istante a osservarli. Poi le si avvicinò e allungò le mani per darle il mantello. Lei si inginocchiò e lo prese delicatamente, Jour le posò la mano libera sulle guance e la sfregò piano.
Rachel sentiva il suo tocco delicato lisciarle il pelo. «Sei morbida e soffice come una coperta» le disse sorridendo e Rachel avvertì le lacrime inumidirle gli occhi. Dopo anni, Jour era il primo bambino ad accarezzarla con gioia anziché urlare di terrore.
Rachel allungò una mano per restituirgli la carezza, ma una voce dura e imperiosa spezzò quel momento idilliaco.
«Resta ferma dove sei e allontanati dal bambino.»
Rachel e il resto dei soldati si voltarono.  Un manipolo di dieci uomini con casacche marroni, cappucci verde scuro e asce strette con entrambe le mani, li avevano circondati. Avrebbe preferito l’arrivo di altre Dame Oscure a loro.
Erano membri della Confraternita dei Cacciatori, esseri umani con cui non era possibile ragionare e incrociando i loro sguardi carichi di odio, Rachel seppe che erano in grossi guai.

                                            Continua…

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