lunedì 21 aprile 2014

La Guerra delle Casate capitolo 1 - Puntata 14

Casata Briar
Castello di Re Ebon

Appoggiata al rivestimento interno di lana di pecora della carrozza, Lady Annette Briar guardò alla sua sinistra l’esterno attraverso l’apertura ovale dello sportello. Il sole stava calando e il cielo sfumava dal rosso verso il violaceo, ponendo fine a quel lungo ed estenuante giorno di viaggio. Abbassò gli occhi e si sporse un po’ più all’infuori, mentre il vento gelido della sera la travolgeva, notando che la lunga fila di carrozze bloccate davanti alla loro non accennava a proseguire.  
«Questo dannato viaggio non terminerà mai» sbuffò, risistemandosi lo chignon in cui aveva racchiuso i capelli castani e tornando ad appoggiare la schiena.
Suo marito Lord Gerard, seduto di fronte a lei, si sporse a sua volta verso l’esterno. «Pazienta ancora un poco, mia cara. Si intravedono le torri del castello, la nostra meta non è lontana.»
«Pazientare» ripeté Annette con un sorriso amaro. «Mi sembra di non far altro da anni.» Aveva mal digerito l’obbligo di partecipare a quella cerimonia, anziché poter raggiungere il palazzo dei Lord Charming e essere presente all’arrivo di sua figlia. Anche se comprendeva le ragioni dietro quel piano, non riusciva a superare il fatto che il marito lo avesse tenuto segreto anche a lei. «Se mi avessi fatto avere l’invito quando ti era stato recapitato, saremmo partiti prima, evitandoci tutto questo.»
«Mi dispiace. So di aver sempre preteso da te più di quanto ti ho dato» rispose Lord Gerard desolato. «E anche questa volta non ho pensato al tuo bene.»
Annette sospirò. Lo vide contrito e rammaricato e come al solito non riuscì a essere in collera con lui. «Perdonami. Sono stanca e questa attesa mette a dura prova la mia capacità di… avere pazienza.»
Gerard sorrise. «Hai ragione. Purtroppo molte Casate minori vivono in territori adiacenti ai nostri e pur prendendo strade differenti e facendo poche soste, ci siamo ritrovati tutti a raggiungere il castello più o meno nello stesso momento.»
Annette annuì. In effetti immaginava che la maggior parte degli ospiti fosse arrivata nei giorni precedenti, dato che ne mancavano ormai meno di due al matrimonio, ma come aveva detto suo marito le distanze non permettevano grandi possibilità di anticipo, soprattutto se quasi tutte le Casate di Ageloss erano state invitate alle nozze. «Speriamo almeno che il ricevimento valga tanti disturbi.»
«Su questo puoi stare certa. Re Ebon ha sempre molti riguardi verso i suoi ospiti.»
Annette non intendeva ciò che suo marito aveva capito, ma preferì non metterlo al corrente. Ciò che si augurava era che il matrimonio e l’incoronazione della nuova Regina garantissero un viaggio sicuro a Rose, ripagandola così della sofferenza di non poterla riabbracciare subito.
Lentamente, la carrozza si mosse di qualche passo e si fermò di nuovo.
Annette sospirò una seconda volta. A quanto pare le Forze Superiori continuavano a metterla alla prova per vedere quanto riusciva a sopportare. Solo facendo quella riflessione, realizzò che il peggio non era ancora arrivato. Dover scendere dalla carrozza e incontrare gli altri Lord e Lady, forse persino la sua più acerrima nemica, sarebbe stata la vera sfida a cui far fronte. E le ci sarebbe voluta più che semplice pazienza.
Annette si massaggiò le tempie con i polpastrelli dell’indice e medio di entrambe le mani e si ritrovò a sperare che quella coda di carrozze prolungasse ulteriormente il suo incedere per giungere a destinazione.

Il cortile interno del castello era illuminato quasi solamente dalle torce fiammeggianti affisse alle mura e strette nelle mani di servi e valletti, quando la carrozza della Casata Briar fece il suo ingresso.
Il cocchiere scese e aprì lo sportello, permettendo a Lord Gerard di uscire per primo. L’uomo prose la mano destra alla moglie e la invito a seguirlo fuori.
Non appena mise la testa all’aperto, Lady Annette notò che erano circondati da almeno altre sei carrozze, disposte a semicerchio e i cui cocchieri erano stati richiamati dal capo delle stalle, che dava loro le indicazioni sul come seguirlo una volta che i loro Signori avessero ricevuto il benvenuto dal Re, per liberare così il passaggio agli altri ospiti in attesa all’infuori delle mura.
«Non mi sembra abbiano prestato molta cura all’organizzazione degli arrivi» commentò Annette, rimanendo al braccio del marito, avvolta nel suo mantello di pelle d’orso in piedi davanti alla carrozza.
Il mormorio sommesso degli altri nobili in attesa si zittì e la donna scorse i presenti accorgersi della loro entrata. A quel punto il mormorio riprese, ma i commenti riguardavano tutti loro.
Anche se cercavano di parlare a bassa voce, Annette colse parole e mezze frasi che già si aspettava di udire. Tutti si chiedevano se ci sarebbe stato un litigio non appena Lord Ludwig Charming li avesse incrociati, o se finalmente avrebbero spiegato che fine avesse fatto Lady Rose, dato che non era in loro compagnia.
Gerard le strinse il braccio avvolto nel suo, premendoselo sul pelo del mantello che gli copriva il petto. «Ignorali» le sussurrò. «Pensa a nostra figlia, concentrati solo sul nostro segreto. Stiamo facendo tutto questo per lei, per tenerla al sicuro.»
Annette annuì lievemente. Deglutì, ingoiando le urla che avrebbe voluto rivolgere a quegli ipocriti, domandando come osavano giudicarli senza sapere nulla e soprattutto come avrebbero agito in una situazione simile se si fosse trattato dei loro figli. Fece appello agli insegnamenti ricevuti su come una donna del suo rango doveva comportarsi in momenti del genere e girando gli occhi in ogni direzione per trovare la forza di andare avanti, scovò un aiuto insperato.
La carrozza dietro la loro era completamente bianca e la sua forma ricordava un bocciolo di giglio. Il occhiere dalla carnagione albina e l’uniforme candida aprì lo sportello, rivelando la viaggiatrice che aveva scortato fin lì.
Annette sorrise felice. La Madrina Superiore Crystella avanzava con la sua pacata eleganza verso di loro e la sua apparizione ammutolì tutti.
«Lord Briar, Lady Briar, è un piacere incontrarvi» disse Crystella con un sorriso.
«Anche per noi» rispose Lord Gerard confuso. «E anche una sorpresa.»
«Siamo felici di vedervi» replicò Annette, stringendo la mano calda e dalla carnagione chiara della donna.
Crystella le sorrise ancora, facendo trasparire il suo affetto. «Ne sono lieta. E in tutta sincerità l’invito ricevuto è stata una sorpresa anche per me.»
«In effetti non vi si vede mai a nozze e incoronazioni» disse Gerard. «Anzi se non sbaglio è la prima volta da che ne ho memoria.»
«Non sbagliate» confermò la Madrina Superiore.
«Vedo con piacere che avete trovato modo di ingannare l’attesa del mio arrivo.» Lady Griselda li colse di sorpresa, avvicinandosi con un largo sorriso.
Annette si voltò verso di lei e si rese conto solo in quell’istante che gli altri ospiti erano già stati accolti e congedati, mentre i rispettivi cocchieri riprendevano posto sulla cassetta pronti a spostare le carrozze.
«Scusatemi ancora per questo inconveniente» continuò Lady Griselda. «Purtroppo il Re è indisposto a causa di una fastidiosa emicrania, le principesse si stanno occupando dei preparativi del banchetto e dell’assegnazione delle stanze, lasciando a me l’onore di ricevere i nostri ospiti.»
Gerard si schiarì la voce. «Vi ringraziamo per l’invito e siamo lusingati che ci abbiate concesso la possibilità di presenziare alle vostre nozze e alla vostra incoronazione.»
Annette non aggiunse altro. Si limitò a sorridere, anche se dovette fare uno sforzo per distendere le labbra. Quella donna non le piaceva, qualcosa nel suo tono e nei suoi modi le suggeriva che era più sicuro restare all’erta in sua presenza.
 «Il piacere è tutto nostro, credetemi.» Lady Griselda si rivolse poi a Crystella. «Sono lieta che siate potuta venire anche voi, Madrina Superiore. Non ero certa che avreste accettato il mio invito.»
«Anche se non è mia abitudine presenziare a queste ricorrenze, non mancherei mai di rispetto alla futura Regina» rispose Crystella. «Presto governerete Ageloss e non voglio che ci siano tensioni e fraintendimenti.»
«È davvero una gioia sentirvelo dire. Vi ho invitato per questo motivo. Non mi piace che tra i miei futuri sudditi ci siano spiacevoli questioni irrisolte.» Lady Griselda li sorpassò e fece segno alle guardie dia far avanzare la carrozza in attesa fuori dal portone. «Voglio che la mia incoronazione segni un nuovo inizio per tutti e si possano così lasciare alle spalle i vecchi dissidi.»
Annette non capiva di cosa stesse parlando o dove volesse andare a parare con quell’annuncio pomposo. Guardò poi la carrozza che stava entrando, girando al lato opposto al loro. Era viola, con grandi ruote nere, trainata da due cavalli scuri, spronati da un cocchiere dalle sembianze femminili con gli unti capelli neri raccolti in una treccia e la pelle e l’uniforme della stessa tonalità di grigio.
«Non è possibile» sibilò Annette. Doveva essere lieta di vedere l’ospite che stava per scendere, era la prova che il loro piano stava funzionando, ma l’idea di ritrovarsela davanti le provocò comunque una fitta allo stomaco.
Il cocchiere donna aprì lo sportello e il timore di Lady Annette si materializzò in una lunga veste viola scura e capelli corvini dai rilessi violacei raccolti in due chignon ai lati della nuca.
Lady Griselda le andò incontro. «Ben arrivata.» Le prese una mano e la scortò da loro. «Vi ricorderete della Grandama Estelle. Ha gentilmente accettato il mio invito ai festeggiamenti.»
Estelle li squadrò divertita, soffermandosi più a lungo per sostenere lo sguardo di Annette, che provò a celare il suo stupore e disappunto.
«Crystella, è da molto che non ci vediamo» disse Estelle passando accanto alla Madrina Superiore.
Annette la vide rimanere impietrita, incapace di proferire parola. Non era un buon segno.
«Lord Gerard. Lady Annette. Vi trovo bene.» Estelle si fermò di fronte a loro e si guardò intorno. «Non vedo la vostra graziosa figlia, Lady Rose. Non è con voi?»
«No» rispose Annette con un filo di voce.
«Un malore le ha impedito di venire» aggiunse Gerard. «Almeno secondo le notizie che abbiamo ricevuto.»
«Un malore?» ripeté Estelle, fingendosi sorpresa. «Che strano. Una delle mie servitrici mi ha riferito di averla scorta in viaggio nel Bosco Profondo.»
Annette trasalì e si maledì per averlo fatto davanti agli occhi soddisfatti della Grandama Oscura.
«Mi dispiace interrompervi, ma ci sono altri ospiti che attendono di fare il loro ingresso» intervenne Lady Griselda. «Sono sicura che prima della cerimonia avrete tutto il tempo per chiarirvi.»
Estelle li precedette, avviandosi all’interno del castello e Lady Griselda si congedò, facendo segno al capo stalliere di far spostare le carrozze rimaste per lasciare spazio alle nuove.
«Andiamo» disse Lord Gerard, tirando a forza la moglie ancora serrata al suo braccio.
«Sì, è meglio allontanarci da qui» concordò Crystella.
«Aspettate» li fermò Annette. «Avete sentito cosa ha detto? Sa di Rose. Sa che è uscita dal suo rifugio.»
«Calmati, Annette» la rimproverò l’uomo. «Potrebbe essere un modo per manipolarci e spingerci a tradirci. La cosa importante è che Estelle sia qui. Lontano da Rose.»
«Lord Gerard ha ragione» disse la Madrina Superiore, invitandola a incamminarsi con lei verso l’ingresso. «Estelle non avrebbe mai abbandonato il suo palazzo se ci fosse stata la possibilità di rinchiudervi dentro Rose e i bambini. Sono al sicuro.»
Annette si mosse circospetta, camminando a fatica. «Ma per quanto? Quella donna riesce sempre a portare a termine i suoi piani. In un modo o nell’altro finiamo per essere sconfitti dai suoi tranelli.» La luce fioca delle torce nel corridoio del castello produsse delle sottili ombre sulla sua pelle, dando al suo volto l’aspetto di una donna più anziana della sua età. «E poi mi chiedo perché Lady Griselda l’abbia invitata. Nessuno nel regno la vede di buon occhio, non ha pensato alle reazioni che può scatenare nei membri delle altre Casate?»
Crystella divenne seria. «Non so cosa rispondervi, ma vi assicuro che non me ne starò qui a intrattenere gli ospiti o perdere tempo in altre facezie. Indagherò e cercherò di capire cosa sa Estelle e che legame ha con la futura Regina. Ve lo prometto.»
Sentendo quelle parole, Annette si rilassò. Aveva piena fiducia nella Madrina Superiore e senza dubbio era l’unica che potesse tenere testa a Estelle. La conosceva bene e anche se in passato era stata proprio Crystella a portare quella Rinnegata nella sua vita, sapeva che avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per tenerla al sicuro.
Annette individuò la nemica di spalle, tenuta alla larga da tutti e si compiacque. Qualunque fosse la sua strategia, questa volta aveva commesso un grave errore.

                                                 Continua…

Nessun commento: