lunedì 10 febbraio 2014

La Guerra delle Casate capitolo 1 - Puntata 4

Casata Briar
Palazzo di Lord Gerard

Lady Annette percorse stancamente la scalinata che conduceva alle mura alte del palazzo. Ripeteva quel tragitto ogni giorno, ormai da cinque anni, quando il sole si apprestava a tramontare e sapeva che finché non fosse giunto il crepuscolo, suo marito Lord Gerard sarebbe rimasto lassù fermo a scrutare l’orizzonte.
Si era domandata un’infinità di volte cosa l’uomo aspettasse di veder arrivare e una parte di lei immaginava chi riguardasse, ma dopo averlo supplicato di rivelarglielo i primi giorni che aveva iniziato quella strana abitudine, Lady Annette aveva accettato passivamente il suo immutabile rifiuto a parlarne. La fiducia non era un punto forte del loro matrimonio.
Arrivata in cima alle scale, la donna si strinse nella pelle d’orso con cui era stato conciato il suo mantello. Il marito ne indossava uno simile, lo vide di spalle guardare le nubi tingersi di arancio, mentre al suo fianco sventolavano gli stendardi con ricamato lo stemma della Casata: una punta di lancia avvolta da rovi e piante d’erica. Trasse un sospiro, le era stato insegnato che l’amore era sacrificio e nonostante tutto quello che avevano affrontato, il suo amore per Gerard era sconfinato, si apprestò così a ripetere la solita frase.
«Mio caro, la cena sarà servita a breve. Non pensi sia il caso di rientrare?» domandò.
Senza voltarsi a guardarla, Lord Gerard rispose: «Ancora pochi istanti.»
Lady Annette avanzò sui mattoni di roccia e il vento le sollevò i capelli color nocciola. Vederlo logorarsi in quel modo le provocava dolore e non più rabbia come all’inizio. «Gerard, ti prego. È inutile, non accadrà niente di diverso da ciò che è accaduto ieri, o il giorno prima.»
Lord Gerard si voltò lentamente verso di lei. Il suo sguardo assente mutò in eccitazione e Lady Annette trasalì prima di scorgere un sorriso sulle sue labbra screpolate. «Ti sbagli» rispose. «Qualcosa è cambiato.»
«Cosa?»
Gerard percorse con poche falcate la distanza che li separava e frugando sotto il mantello, consegnò alla moglie una pergamena con il sigillo reale infranto. «È arrivata ieri.»
«Ieri? Perché hai atteso tanto a comunicarmi un messaggio reale?» replicò Annette offesa.
«Leggi. Leggi.»
Lady Annette dispiegò il foglio di pergamena e scorse velocemente il contenuto. «È l’invito al matrimonio e all’incoronazione reale. Cosa ha a che fare con i tuoi pomeriggi passati su queste mura?»
«Non capisci?» chiese lui senza perdere il sorriso. «È il segno.»
«Mi stai spaventando» ammise Annette. «Parli come se avessi perso la ragione. Sei incline a gesti impulsivi ed estremi, come quando desti l’ordine di bruciare tutti i fusi, gli aghi e gli arcolai dei villaggi delle nostre terre, ma c’è sempre stata una ragione che riuscivo a comprendere… ma questo? In che modo questo invito ha tanta importanza?»
«È ovvio: è il diversivo, proprio quello che aspettavamo» rispose con compassione. «Ci serviva una copertura, una…»
 Uno sbatter d’ali frenetico attirò l’attenzione di Lord Gerard. Abbandonò la moglie e corse verso il bordo delle mura. Una civetta dal piumaggio marrone dorato planò fino a posarsi con le zampe sul suo avambraccio. Le accarezzò la testa e poi le sfilò il piccolo rotolino di carta legato. Lo aprì e il suo sorriso si allargò ulteriormente.
«Gerard, di che si tratta? Di chi è questo nuovo messaggio?»
«È di Fabrice. La pensa come me: è la nostra occasione.»
Lady Annette gli strappò di mano il foglietto. « “A Lord G.B. Il risveglio è prossimo. F.C.” Mi vuoi spiegare?» Lo guardò con timore, il dolore per la lontananza di loro figlia Rose aveva infine spezzato il suo buon senso, ma doveva comunque provare a farlo ragionare. Sperare che non avesse perso del tutto il senno. «Per favore Gerard, raccontami tutto dal principio, aiutami a capire cosa sta accadendo.»
Come risvegliatosi da un sogno, Lord Gerard tornò serio. «Hai ragione, mia cara, devo aiutarti a comprendere.» La prese sottobraccio e tenendo su quello sinistro la civetta esausta dal suo viaggio, la accompagnò verso l’interno del palazzo e insieme scesero le scale.   
«Dopo quanto accaduto a Rose e dopo il suo miracoloso risveglio, pensai con Fabrice  a una strategia, un piano per garantirle questa volta la tranquillità di poter partorire i suoi figli senza alcun timore» cominciò Gerard. «Ovviamente nessuno di noi due poteva organizzare tutto questo con garanzie di successo, non senza un aiuto speciale. La Madrina Superiore Crystella si offrì di aiutarci e con le tre Madrine che avevano vegliato su Rose, progettammo la sua fuga, in modo che potesse trovare rifugio nella loro Magione, impenetrabile a chiunque.»
Lady Annette si fermò di colpo e liberò il braccio dalla presa del marito. «Allora è lì che è stata per tutti questi anni. Mi hai fatto credere che fosse scappata per tenerci al sicuro, mi hai giurato di non sapere dove potesse essere andata.»
«Perdonami, ma ho dovuto mentirti. Solo io e Fabrice potevamo esserne al corrente. Meno persone erano coinvolte, più Rose sarebbe stata protetta» si giustificò Gerard. «Sai anche tu di cosa è capace la Grandama Oscura.»
«Chiamala con il suo nome» ribatté Lady Annette. «Quell’essere dall’aspetto femminile si chiama Estelle.»
Lord Gerard provò imbarazzo a sentirla nominare e mantenne a fatica lo sguardo negli occhi della moglie.
«Mi hai tenuta all’oscuro di tutto. Io sono sua madre.»
«Temevo anche per la tua incolumità.»
Lady Annette gli credé. Era una delle poche cose di cui era sicura, allo stesso modo del quale era certa che il sole sarebbe sorto ogni mattino. «E hai mantenuto il segreto preferendo sopportare le ingiurie di Lord Ludwig Charming, piuttosto che rinfacciargli di stare salvaguardando le nostre famiglie. Temevi si tradisse.»
Il marito annuì.
«Penso di riuscire a seguire il tuo ragionamento fin qui» disse Annette. «Vai avanti.»
Gerard si schiarì la voce. «Una volta messa al sicuro Rose e nati i suoi bambini, restava da decidere in che maniera riportarla alla sua vita in modo sicuro per lei e i piccoli. E qui è stato Fabrice a darmi i consigli giusti. Ha pensato che la fama della Gran… di Estelle si è diffusa in tutto Ageloss dall’episodio del sonno e tutti la temono e in occasione di un evento che riguardasse l’intero regno, lei verrebbe in qualche modo coinvolta e sposterebbe così la sua attenzione dai propositi di vendetta.»
«Credi sul serio che il matrimonio del Re la possa interessare?»
«Ne sono certo. Ricorda che per nascondere la vera ragione della maledizione a Rose ha messo come scusa il mancato invito al suo battesimo. Chi si sognerebbe mai di escluderla da una cerimonia importante?»
«Sempre che lei voglia andarci» commentò scettica Lady Annette. «Quell’essere potrebbe aver ragionato come voi e disertare il matrimonio proprio per cogliere allo scoperto nostra figlia.»
«No, Crystella sa quanto Estelle ami essere venerata e ci ha consigliato di tenerlo bene a mente per il nostro piano. Ricevere un invito reale sazierà il suo orgoglio. Inoltre ha trascorso gli ultimi cinque anni rosa dal desiderio di trovare i piccoli e non si è mai mostrata spesso tra il popolo. Non perderà l’occasione di mettersi in mostra.»
Annette lo guardò negli occhi. Era sicuro mentre spiegava ogni particolare, tutto sembrava a prova di fallimento e sembrava impossibile avere dei dubbi. Però lei si era già messa nelle sue mani senza remore e l’aveva pagato a caro prezzo, una ferita che le rammentava sempre di riservare una parte di diffidenza a ciò che le garantiva.
«Ora ti è tutto più chiaro?» domandò Gerard, ansioso per il suo silenzio. «Con il matrimonio a confondere Estelle e il popolo, nostra figlia potrà ricongiungersi insieme ai nostri nipoti con Fabrice senza ostacoli.»
«Sì, metterò subito al lavoro i nostri servi. Prepareranno tutto per il viaggio e arriveremo al palazzo della Casata Charming prima di Rose.»
Mise un piede in avanti per riprendere a scendere le scale, ma Gerard le afferrò il braccio placcandola. «No, Annette. Non mi hai ascoltato. Niente deve mettere a rischio il piano per il ritorno di Rose.»
«È mia figlia» ribadì Lady Annette. «Non puoi chiedermi di attendere ancora per rivederla. Cosa ti aspetti che faccia?»
«Mi seguirai alle nozze di Re Ebon» rispose Gerard in tono fermo. «Ti comporterai come sempre, felice di essere tra gli invitati al matrimonio reale e a una incoronazione. Nessuno dovrà avere il minimo sospetto di cosa abbiamo organizzato.»
Gli occhi di Annette si riempirono di odio. Quell’uomo le stava imponendo il divieto massimo per una madre. Prese un fiato e le parole del marito le risuonarono in testa. A malincuore concordò che aveva pienamente ragione. Non presentarsi al matrimonio significava mettere Estelle sulle loro tracce e quindi su quelle di Rose. «D’accordo. Faremo a modo tuo.»
Gerard allentò gentilmente la presa sul braccio e Annette continuò la discesa, lasciandolo indietro. A voce alta, in modo che potesse udirla chiaramente aggiunse: «Auguriamoci che tutto vada per il meglio. Non so dove troverei ancora la forza di perdonarti se Rose pagasse di nuovo per le tue colpe con Estelle.»
Svoltò il piano della scala senza dare al marito possibilità di replica.


                                                    Continua…

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